Sicilia. Sviluppi giudiziari sugli omicidi tra Taormina e Catenanuova: convalide, arresti e ricostruzioni investigative

Due distinti casi di cronaca nera segnano l’attualità giudiziaria siciliana: confermata la custodia cautelare per l’omicidio di Taormina e arrestato in Puglia il presunto responsabile della morte dopo aggressione a Catenanuova

Sintesi

È stata confermata dal Giudice la custodia cautelare per la coppia accusata dell’omicidio del 66enne Giuseppe Florio a Trappitello frazione di Taormina con successivo occultamento del cadavere. Le indagini coordinate dalle Procure di Messina e Catania ricostruiscono un movente economico legato a prelievi bancari. Le immagini di videosorveglianza hanno rafforzato il quadro accusatorio. In un distinto procedimento è stato arrestato a Lecce un giovane ritenuto responsabile dell’aggressione avvenuta a Catenanuova ai danni di Salvatore De Luca poi deceduto dopo 12 giorni di ricovero. L’arresto è stato eseguito dai Carabinieri su ordine della Procura di Enna a conclusione di indagini tecniche e testimoniali.

Articolo

Nel rispetto della sequenza cronologica dei fatti, la vicenda più recente riguarda la convalida del fermo da parte del Giudice per le indagini preliminari, cioè il Gip (Magistrato che valuta la legittimità delle misure cautelari), del Tribunale di Messina nei confronti di Giuseppa Carmela Bianchino e Gaetano Urfalino, accusati dell’omicidio a Trappitello (frazione di Taormina poco sopra Giardini Naxos) di Giuseppe Florio, pensionato di 66 anni senza precedenti penali, e dell’occultamento del cadavere. Il provvedimento è stato adottato accogliendo la richiesta della Procura della Repubblica diretta da Antonio D’Amato, che ha coordinato le indagini insieme agli uffici giudiziari di Catania, evidenziando un quadro indiziario ritenuto grave e coerente. Diversamente, è stata disposta la liberazione di una terza indagata coinvolta esclusivamente nell’ipotesi di occultamento di cadavere.

Secondo quanto accertato dai Carabinieri, il delitto si sarebbe consumato in un’abitazione di edilizia popolare situata nella frazione Trappitello di Taormina, luogo abitualmente frequentato dalla vittima. L’aggressione sarebbe stata compiuta con colpi di martello e arma da taglio, mentre il movente individuato dagli inquirenti riguarda presunti prelievi illeciti effettuati dal conto corrente della vittima tramite bancomat smarrito, circostanza che avrebbe generato una richiesta di restituzione del denaro e conseguentemente la reazione violenta. Il corpo è stato successivamente avvolto in lenzuola e sacchi di plastica e trasportato nelle campagne di Castiglione di Sicilia, nel territorio della città metropolitana di Catania, con l’intento di depistare le indagini, ma il trasferimento è stato documentato da sistemi di videosorveglianza che hanno fornito elementi determinanti per l’attività investigativa.

In un diverso contesto temporale ma anch’esso rilevante sotto il profilo giudiziario, si colloca l’episodio avvenuto il 3 dicembre a Catenanuova, dove Salvatore De Luca, 57 anni, è stato vittima di una violenta aggressione in piazza Riggio. Dopo 12 giorni di ricovero presso l’ospedale Cannizzaro di Catania, cioè una delle principali strutture sanitarie del territorio etneo, la vittima è deceduta a causa delle gravi lesioni riportate. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Enna, hanno condotto all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un 23enne, anch’egli originario di Catenanuova, ritenuto responsabile del pestaggio.

L’arresto è stato eseguito a Lecce grazie alla collaborazione tra i Carabinieri di Enna e quelli della città pugliese, dove l’indagato si era temporaneamente trasferito per motivi lavorativi. L’individuazione del sospettato è avvenuta attraverso una serie di interrogatori e accertamenti tecnici avanzati, cioè attività investigative che comprendono analisi forensi e raccolta di elementi probatori. Secondo la ricostruzione accusatoria, l’aggressione sarebbe riconducibile a contrasti personali complessi e si sarebbe caratterizzata per una violenza estrema, con pugni, calci e ripetuti colpi inferti anche quando la vittima era ormai priva di sensi.

Nota

In ottemperanza al diritto di cronaca tutelato dalla Costituzione, si precisa che, dato lo stadio preliminare dell’indagine, ogni persona coinvolta è da considerarsi innocente fino a una sentenza definitiva che accerti la sua colpevolezza.