Sintesi
Il MIM (Ministero dell’Istruzione e del Merito) ha pubblicato 2 decreti ministeriali e i relativi avvisi per destinare complessivamente 331 milioni di euro alla formazione del personale scolastico, all’aggiornamento digitale e all’acquisto di dispositivi da concedere in comodato d’uso gratuito. Il decreto ministeriale n. 38 del 6 marzo 2026 assegna 161,1 milioni ai percorsi formativi per docenti e personale educativo e circa 120 milioni all’acquisto di PC (personal computer), tablet, software (programmi informatici), licenze e sussidi digitali. Un ulteriore stanziamento da 50,3 milioni è rivolto alla valorizzazione professionale del personale ATA (amministrativo, tecnico e ausiliario). Le misure arrivano mentre cambia la Carta del docente, che per l’anno scolastico 2025/2026 scende a 383 euro, viene estesa anche ai supplenti annuali e fino al 30 giugno, ma limita l’acquisto di hardware (componenti fisiche informatiche) e software a una cadenza quadriennale.

Articolo
Il piano nazionale per la formazione digitale nella scuola entra in una nuova fase con lo stanziamento complessivo di 331 milioni di euro deciso dal MIM (Ministero dell’Istruzione e del Merito), guidato dal ministro Giuseppe Valditara. Le risorse sono state attivate attraverso 2 decreti ministeriali e i relativi avvisi pubblici, con l’obiettivo di rafforzare le competenze del personale scolastico e sostenere gli istituti nell’acquisto di strumenti tecnologici da concedere in comodato d’uso gratuito, cioè in prestito senza pagamento, a docenti e operatori della scuola.

Il primo intervento è contenuto nel decreto ministeriale n. 38 del 6 marzo 2026 e prevede 2 linee di finanziamento. La prima mette a disposizione 161,1 milioni di euro per la formazione in servizio dei docenti e del personale educativo delle scuole statali, sia a tempo indeterminato sia con contratto a termine nell’anno scolastico 2025/2026. Le candidature devono essere presentate dagli istituti entro il 15 maggio 2026 attraverso le piattaforme ministeriali, con percorsi destinati a rafforzare competenze disciplinari, pedagogiche, metodologiche, digitali, didattiche, organizzative, relazionali e di orientamento.

Le scuole potranno richiedere moduli formativi da 30 o 60 ore, anche più di uno della stessa tipologia, per ampliare il numero dei partecipanti o consolidare maggiormente l’aggiornamento professionale. Ogni percorso prevede la presenza di un esperto formatore, retribuibile fino a 70 euro l’ora, e di un tutor (figura di accompagnamento e supporto), con compenso fino a 30 euro l’ora. Il finanziamento massimo attribuibile ai singoli istituti è graduato secondo i parametri indicati negli allegati al decreto, con importi pari a 14.000, 21.000 e 35.000 euro, calcolati dal sistema informativo in base alla durata dei moduli, al numero dei partecipanti e alle voci opzionali inserite nella candidatura.
La seconda linea del decreto destina circa 120 milioni di euro alle scuole per comprare dotazioni digitali da assegnare in comodato d’uso gratuito al personale scolastico. Gli istituti potranno acquistare PC (personal computer) fissi, dispositivi all-in-one (tutto in uno), laptop (computer portatili), notebook (computer portatili), netbook (piccoli computer portatili), tablet con microfono, speaker (altoparlante) e webcam (telecamera per collegamenti video), accessori, periferiche hardware (componenti fisiche informatiche), software (programmi informatici), licenze per piattaforme di e-learning (apprendimento online), libri e sussidi didattici digitali. Le richieste per questa misura devono essere trasmesse entro le 18:00 del 12 maggio 2026.
Gli importi massimi ottenibili per l’acquisto dei dispositivi sono compresi tra 4.000 e 30.000 euro, secondo quanto previsto dagli allegati ministeriali. Tra i vincoli fissati dal MIM, la quota destinata al software non può superare il 20% delle forniture complessive e gli acquisti devono riguardare soltanto software di sistema e programmi didattici. La misura punta a sostenere l’innovazione nelle scuole e a compensare almeno in parte le nuove restrizioni introdotte sulla Carta del docente per gli acquisti tecnologici.
Il nuovo pacchetto di finanziamenti si collega infatti alla revisione della Carta del docente, attiva dal 9 marzo 2026 per l’anno scolastico 2025/2026. Il bonus individuale passa da 500 a 383 euro, ma viene esteso a una platea più ampia, comprendente i docenti di ruolo, i supplenti annuali con contratto fino al 31 agosto, i supplenti fino al termine delle attività didattiche del 30 giugno e il personale educativo. Secondo le ricostruzioni disponibili, i beneficiari superano il milione, con circa 253.000 destinatari in più rispetto alla platea originaria.
Dal 2025/2026 la Carta del docente può essere utilizzata anche per acquistare strumenti musicali e servizi di trasporto per persone, ma introduce regole più rigide per hardware e software. L’acquisto di computer, tablet e programmi informatici è consentito soltanto in occasione della prima erogazione della Carta e, successivamente, con cadenza quadriennale. L’anno scolastico 2025/2026 viene quindi considerato come anno di partenza della nuova disciplina, consentendo anche a chi aveva già ricevuto il bonus in passato di usarlo per dispositivi digitali prima dell’avvio del vincolo dei 4 anni.
La modifica della Carta del docente arriva dopo un lungo confronto giuridico e politico sull’estensione del beneficio ai precari. La misura era stata istituita nel 2015 con la legge n. 107, inizialmente per i soli docenti di ruolo. Negli anni successivi, diverse decisioni giudiziarie hanno riconosciuto il diritto dei docenti a tempo determinato a non essere esclusi dalla formazione retribuita, richiamando anche la giurisprudenza europea. Tra i passaggi più citati vi sono la sentenza del Consiglio di Stato n. 1842 del 2022, la pronuncia della Corte di giustizia dell’Unione europea nella causa C-450/21 e la sentenza della Corte di Cassazione n. 29961 del 2023, che hanno rafforzato il principio di parità di trattamento tra personale stabile e personale precario.
A completare il quadro c’è lo stanziamento di 50,3 milioni di euro destinato alla valorizzazione professionale del personale ATA (amministrativo, tecnico e ausiliario). Le risorse saranno assegnate alle scuole polo per la formazione individuate dagli USR (Uffici scolastici regionali) e ripartite in modo equilibrato sul territorio nazionale. I fondi serviranno a progettare, organizzare e gestire attività formative rivolte al personale degli istituti statali, con l’obiettivo di rafforzare competenze amministrative, tecniche, digitali e organizzative in una scuola sempre più orientata alla trasformazione tecnologica. In termini pratici, i fondi saranno utilizzati per insegnare al personale come usare meglio strumenti digitali, programmi informatici, piattaforme scolastiche online, procedure amministrative e sistemi organizzativi moderni, così da migliorare il funzionamento quotidiano delle segreterie, dei laboratori e dei servizi scolastici.
Il piano mette in ordine 3 esigenze che oggi attraversano il sistema scolastico: aggiornare le competenze professionali del personale, sostenere la dotazione tecnologica degli istituti e accompagnare la revisione della Carta del docente senza lasciare soli gli insegnanti davanti ai nuovi limiti sugli acquisti digitali. La sfida sarà ora trasformare le risorse disponibili in percorsi formativi realmente utili, dispositivi accessibili e strumenti capaci di migliorare la didattica quotidiana, evitando che i finanziamenti restino soltanto una risposta contabile alle difficoltà prodotte dalla riduzione del bonus individuale.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.







