Fiamme da sabato pomeriggio sulle colline joniche. Evacuazioni precauzionali, abitazioni minacciate e diversi fronti ancora sotto controllo. A Roccella Valdemone il fuoco raggiunge l’area del Bosco di Malabotta.

È stata una notte di lavoro senza sosta per Vigili del Fuoco, Corpo Forestale e Protezione civile, impegnati su diversi fronti di incendio nel Messinese. Dalle colline di Letojanni alla zona di Graniti, Mongiuffi Melia e Castelmola, fino a Scaletta Zanclea, Itala, Roccalumera e Roccella Valdemone, le fiamme hanno interessato aree spesso impervie, rendendo particolarmente complesse le operazioni di spegnimento.

La situazione è tornata a essere particolarmente delicata nella mattinata di domenica, quando la ripresa dei roghi ha richiesto nuovamente l’impiego dei mezzi aerei.

Letojanni, elicottero in azione sulle colline
A Letojanni il fronte più impegnativo si è sviluppato a partire dal pomeriggio di sabato 29 agosto nella zona di contrada Marmaruca, sul costone sovrastante la Strada provinciale 13.
Il fuoco, rimasto attivo durante la notte, si è avvicinato alle aree abitate, rendendo necessario il rafforzamento del dispositivo di emergenza. Nella mattinata di domenica sono entrati in azione due Canadair e un elicottero antincendio del Corpo Forestale della Regione Siciliana.
Intorno alle 10 l’elicottero è atterrato al campo sportivo di Letojanni, dove è stata predisposta la benna antincendio, il contenitore utilizzato per prelevare l’acqua e sganciarla sul fronte delle fiamme.
Il velivolo ha quindi iniziato i lanci dall’alto, effettuando i rifornimenti in mare davanti alla costa di Letojanni. Poco dopo le 11 ha temporaneamente lasciato la zona, mentre i due Canadair hanno continuato a operare. Successivamente l’elicottero è tornato sul fronte dell’incendio.
Da Graniti a Castelmola, una notte contro le fiamme
Il quadro più complesso ha riguardato un territorio decisamente più ampio, con incendi sviluppatisi tra Letojanni, Mongiuffi Melia, Castelmola e Graniti.
Tra le aree maggiormente interessate figurano Marmaruca, a Letojanni, Acquavena, tra Graniti e Mongiuffi Melia, e Portella Vigna, nel territorio di Castelmola.
Le squadre di soccorso hanno lavorato per tutta la notte. In assenza dei mezzi aerei, non utilizzabili nelle ore notturne, le operazioni sono state condotte prevalentemente da terra, in condizioni rese difficili dalla conformazione del territorio.
A Mongiuffi Melia sei persone appartenenti a tre nuclei familiari sono state allontanate precauzionalmente dalle proprie abitazioni dopo che le fiamme si erano avvicinate alle case.
A Castelmola, invece, il sindaco Orlando Russo ha seguito direttamente le operazioni, riferendo che diverse abitazioni sono state protette dall’avanzata del fuoco. Con la ripresa delle fiamme nella mattinata di domenica è stato nuovamente necessario il supporto dei mezzi aerei.
Scaletta Zanclea, Itala e Roccalumera: altri fronti sotto osservazione
Un ulteriore incendio si è sviluppato a Guidomandri Superiore, nel territorio di Scaletta Zanclea, estendendosi verso alcune contrade di Itala.
Anche in questo caso è stato necessario l’intervento dei mezzi aerei, con l’impiego dei Canadair 25 e 30 e di un elicottero.
Preoccupazione anche a Roccalumera, dove le fiamme hanno interessato la frazione di Allume, arrivando in prossimità delle abitazioni.
Il quadro complessivo degli incendi nel Messinese trova riscontro anche nei dati diffusi oggi sulla situazione regionale, che segnalano interventi aerei e incendi in diverse località della provincia, compresi Roccella Valdemone e altri territori della Valle dell’Alcantara.
Roccella Valdemone, il fuoco minaccia il Bosco di Malabotta
Particolarmente delicato il fronte di Roccella Valdemone, dove le fiamme si sono spinte verso un’area di elevato valore ambientale.
Secondo una ricostruzione, l’incendio avrebbe raggiunto la Riserva naturale orientata Bosco di Malabotta, con una prima stima dei terreni interessati superiore ai 300 ettari tra macchia mediterranea e aree boscate.
Il dato, al momento, deve essere considerato provvisorio: non risulta infatti disponibile un atto ufficiale che certifichi quella superficie.
Un’ulteriore ricostruzione riferisce che il fronte partito da Roccella Valdemone si sarebbe esteso verso Santa Domenica Vittoria, arrivando a minacciare circa 10 ettari del demanio boschivo di Juncarà.
Sul posto sono intervenuti un elicottero Falco, un elicottero pesante Erickson e le squadre impegnate da terra.
La Riserva naturale orientata Bosco di Malabotta rappresenta uno dei principali patrimoni ambientali dell’area. Si estende ufficialmente per 3.221,95 ettari e interessa i territori di Montalbano Elicona, Roccella Valdemone, Malvagna, Francavilla di Sicilia e Tripi.
Istituita nel 1997, coincide inoltre con la Zona speciale di conservazione ITA030005 “Bosco di Malabotta” e costituisce un importante corridoio ecologico tra Nebrodi, Peloritani ed Etna.
Condizioni meteo favorevoli alla propagazione
Gli incendi si sono sviluppati in giornate caratterizzate da condizioni particolarmente favorevoli alla propagazione del fuoco.
L’avviso regionale n. 187 del 28 agosto, valido per sabato 29, indicava per la provincia di Messina un livello di pericolosità alta e la fase di attenzione, associati a umidità minima nei bassi strati compresa tra il 20 e il 40%, temperature elevate e venti da deboli a moderati.
Il successivo avviso n. 188 del 29 agosto, valido dalla mezzanotte di domenica 30, ha esteso il livello di pericolosità alta e la fase di attenzione a tutte le nove province siciliane.
Secondo la Protezione civile regionale, in queste condizioni un incendio può raggiungere un’intensità molto elevata e propagarsi con estrema rapidità.
Per Messina era inoltre previsto il livello 3 per le ondate di calore, con una temperatura massima percepita di 39 gradi.
Una Sicilia già in emergenza incendi
I nuovi roghi arrivano al termine di un’estate già particolarmente difficile sul fronte degli incendi.
Lo scorso 11 agosto, la Giunta regionale siciliana ha dichiarato per un anno lo stato di crisi e di emergenza regionale in seguito agli incendi che avevano colpito l’Isola nel mese di luglio e nei primi dieci giorni di agosto, provocando evacuazioni e danni a edifici, attività produttive, coltivazioni e patrimonio boschivo.
E appena un giorno prima dell’inizio dei nuovi incendi nel Messinese, il 28 agosto, il Comando del Corpo Forestale ha pubblicato diversi decreti per l’acquisizione di nuovi mezzi destinati all’Antincendio boschivo, tra cui pick-up e autocarri 4×4 dotati di serbatoi da 3.000 litri, attraverso risorse nazionali ed europee.
Le cause: nessuna certezza sull’origine dei roghi
Resta ancora da chiarire l’origine degli incendi.
Il sindaco di Castelmola, Orlando Russo, ha parlato pubblicamente della responsabilità di eventuali piromani, chiedendo che vengano individuati e puniti.
Al momento, tuttavia, non risulta dalle fonti istituzionali consultate una comunicazione investigativa che attribuisca ufficialmente a un’origine dolosa gli incendi del 29 e 30 agosto.
Una distinzione necessaria: le condizioni meteorologiche, il vento e la vegetazione particolarmente secca possono favorire la propagazione delle fiamme, ma non consentono da sole di stabilire l’origine dell’innesco.
Nel comprensorio esiste comunque un precedente significativo. L’incendio del 25 e 26 luglio 2023, sviluppatosi tra Taormina, Castelmola e Letojanni, interessò complessivamente 234 ettari.
Nel maggio 2025 i Carabinieri eseguirono nei confronti di un 59enne una misura cautelare nell’ambito dell’indagine sull’origine di quel rogo, con l’ipotesi di incendio boschivo aggravato dal grave danno ambientale e dal pericolo per gli edifici.
Si tratta, però, di un procedimento relativo a un incendio diverso e precedente rispetto a quelli in corso in queste ore. Non esistono quindi, allo stato attuale, elementi per collegare automaticamente i due episodi.
La priorità resta ora lo spegnimento dei fronti ancora attivi, la protezione delle abitazioni e la verifica dei danni al patrimonio naturale. Solo nelle prossime ore, con il consolidamento delle operazioni, sarà possibile definire con maggiore precisione l’estensione delle aree percorse dal fuoco e ricostruire l’esatta dinamica dei diversi incendi.
Mariella Musso©Tutti i diritti riservati
Vice direttrice di Mediterranea24, giornalista pubblicista. Docente di Musica e di Sostegno nella scuola pubblica e docente a contratto presso l’Università degli Studi di Palermo per la formazione degli insegnanti specializzandi sul sostegno. Laureata in Psicologia Comportamentale e Cognitiva Applicata, con una solida formazione accademica in ambito musicale e tecnologico. Coreografa e professionista della danza, ha maturato una lunga esperienza nella didattica artistica e coreutica. Ha lavorato come corrispondente e giornalista televisiva per la TV regionale, curando servizi e approfondimenti per Futura Production su Messina e la Costa Ionica. Scrittrice, è autrice del romanzo contemporaneo Ghost Love – Tra noi niente eppure tutto. Si occupa di cultura, educazione, inclusione e territorio.







