Cronache. Aggredisce l’ex nonostante il divieto; svolte a Gragnano e Riposto

Da Giardini Naxos a Riposto, tra Sicilia e resto d’Italia, arresti, femminicidi, indagini e truffe

Sintesi

A Giardini Naxos un 44enne è stato arrestato dopo la richiesta d’aiuto dell’ex compagna, trovata dai Carabinieri sotto shock e con segni di percosse. L’uomo era già sottoposto all’allontanamento dalla casa familiare e al divieto di avvicinamento alla donna, che sarebbe stata costretta a trascorrere la notte sulle scale del residence dove alloggiava. La misura cautelare già disposta non avrebbe impedito una nuova aggressione.

A Gragnano la morte di Gena Totaro, 75 anni, inizialmente attribuita a un possibile incidente con una bombola di gas, ha assunto un’altra direzione investigativa. La Procura di Torre Annunziata ha fermato la figlia convivente contestandole omicidio volontario e tentato incendio: secondo l’accusa avrebbe tagliato il tubo del gas provocando il rogo che ha investito la madre. Quello che sembrava un incidente domestico viene ora esaminato come un possibile delitto.

A San Giovanni al Natisone una donna è stata uccisa in casa con una profonda ferita da arma da taglio alla gola. I vicini, allarmati dalle urla, hanno chiamato il 112 e i Carabinieri hanno trovato nell’appartamento il marito, successivamente fermato. Secondo quanto appreso dalla Rai, la donna aveva già denunciato in passato il coniuge per violenza domestica. Gli investigatori stanno ricostruendo anche i precedenti della coppia.

A Camponogara centinaia di persone hanno partecipato ai funerali di Tania Terrin, strangolata dall’ex compagno Dino Keber a Ferragosto. Durante l’omelia don Alberto Peron ha richiamato le responsabilità della politica e la necessità di rafforzare concretamente la rete di protezione delle donne. Il Veneto ha proclamato il lutto regionale con un apposito decreto. In sostanza, il dolore per Tania si è trasformato anche in una richiesta pubblica di capire perché le precedenti denunce e l’ammonimento non siano bastati.

A Delia i Carabinieri hanno arrestato in flagranza un 30enne mentre, secondo l’accusa, stava per impossessarsi di denaro e gioielli di un’anziana attraverso la tecnica del “finto Carabiniere”. Un 73enne è stato inoltre denunciato per la stessa tentata truffa aggravata in concorso. In termini semplici, la telefonata tempestiva di un familiare ha consentito ai militari di intervenire prima della consegna dei beni.

A Riposto si apre una nuova fase dell’indagine sulla morte di Noemi Impellizzeri. La prossima settimana interverrà il Ris di Messina per ulteriori accertamenti, mentre Tony Proietto, unico indagato per omicidio, continua a negare responsabilità. La Procura ha precisato che l’autopsia non ha fornito indicazioni univoche, mentre il consulente della famiglia ritiene vi siano elementi contrari all’ipotesi dell’impiccagione volontaria. In parole povere, allo stato né il suicidio né l’omicidio possono essere considerati definitivamente dimostrati.

Articolo;

Giardini Naxos, arrestato nonostante fosse già sottoposto al divieto

La prima cronaca arriva da Giardini Naxos (Comune della Città metropolitana di Messina, Sicilia), dove i Carabinieri della Stazione locale e dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Taormina hanno arrestato un cittadino tunisino di 44 anni, già noto alle Forze dell’ordine. Le ipotesi di reato contestate sono maltrattamenti contro familiari o conviventi, lesioni personali e violazione del divieto di avvicinamento alla persona offesa.

L’intervento è scattato dopo una telefonata della donna al 112, Numero unico di emergenza (NUE). Quando i militari sono arrivati, hanno trovato la vittima sotto shock e con evidenti segni di percosse. È stato quindi richiesto l’intervento dei sanitari e la donna è stata trasportata all’ospedale San Vincenzo di Taormina.

Le dichiarazioni raccolte hanno portato i Carabinieri a ricostruire quanto sarebbe avvenuto dal pomeriggio precedente. Secondo l’ipotesi investigativa, l’ex compagno l’avrebbe picchiata, successivamente vessata e molestata verbalmente e infine costretta a trascorrere la notte sulle scale del residence nel quale alloggiava. Durante il sopralluogo sono state inoltre individuate tracce di sangue ritenute compatibili con l’aggressione denunciata.

Il dato più rilevante è però rappresentato dalla misura già esistente: il 44enne era sottoposto all’allontanamento dalla casa familiare e al divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla persona offesa. Al termine degli accertamenti è stato trasferito nella Casa circondariale di Messina Gazzi. Le accuse dovranno essere verificate nelle successive fasi del procedimento e resta ferma la presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva.

Gragnano, il rogo non sarebbe stato un incidente

A Gragnano (Comune della Città metropolitana di Napoli, Campania) l’inchiesta sulla morte di Genoveffa “Gena” Totaro, 75 anni, ha avuto una svolta dopo le prime ore nelle quali era stata valutata l’ipotesi di un incidente domestico.

L’incendio è divampato nel pomeriggio del 28 agosto al secondo piano di un’abitazione di via Vittorio Veneto. La donna è stata trovata senza vita sul balcone, investita dalle fiamme sviluppatesi in prossimità di una bombola collegata a un fornellino. Inizialmente gli accertamenti si erano concentrati proprio sul possibile malfunzionamento dell’impianto.

Gli approfondimenti tecnici hanno però evidenziato un taglio sul tubo del gas. La Procura della Repubblica di Torre Annunziata ha quindi disposto il fermo della figlia convivente della vittima. Secondo la ricostruzione accusatoria, la donna avrebbe reciso il tubo e provocato volontariamente il principio d’incendio dal quale sono scaturite le fiamme che hanno investito la madre. Le contestazioni formulate sono omicidio volontario e tentato incendio.

La figlia avrebbe reso parziali ammissioni durante l’interrogatorio. La difesa ha annunciato l’intenzione di chiedere una perizia psichiatrica, mentre eventuali condizioni personali dovranno essere accertate nelle sedi competenti. Anche in questo caso il fermo e le contestazioni rappresentano una fase dell’indagine e non equivalgono a una dichiarazione definitiva di responsabilità.

San Giovanni al Natisone, donna uccisa in casa

Un’altra vicenda di violenza si è verificata nel pomeriggio del 29 agosto a San Giovanni al Natisone (Comune della provincia di Udine, Friuli-Venezia Giulia). Le urla provenienti da un appartamento di via delle Scuole hanno allarmato i vicini, che hanno telefonato al 112.

Quando Carabinieri e sanitari sono arrivati, la donna era già senza vita. Le prime verifiche hanno rilevato una profonda ferita da arma da taglio alla gola. Nell’abitazione si trovava ancora il marito, che è stato fermato e portato in caserma. L’area è stata isolata per consentire i rilievi tecnico-scientifici e la ricerca dell’arma utilizzata.

Un elemento ulteriore emerge dagli approfondimenti della Tgr Friuli-Venezia Giulia: la donna avrebbe già denunciato il marito per violenza domestica. L’uomo era successivamente tornato in Cina per alcuni mesi, per poi rientrare e riprendere a frequentare la moglie, con la quale sarebbe tornato a convivere.

Carlo Pali (sindaco di San Giovanni al Natisone) ha definito quanto accaduto “un delitto sconcertante” che ha lasciato attonita la comunità. Le responsabilità penali e l’esatta dinamica restano comunque affidate agli accertamenti dell’autorità giudiziaria.

Tania Terrin, il funerale diventa una richiesta di risposte

A Camponogara (Comune della Città metropolitana di Venezia, Veneto) il 29 agosto è stato invece il giorno dell’ultimo saluto a Tania Terrin, 39 anni, uccisa a Ferragosto dall’ex compagno Dino Keber, 43 anni, che successivamente si è tolto la vita nella propria abitazione di Dolo.

L’autopsia ha confermato che Tania è morta per strangolamento. Il medico legale ha riscontrato la rottura dell’osso ioide e altri segni compatibili con la compressione del collo. Sono stati inoltre eseguiti accertamenti tossicologici, i cui risultati completi dovranno contribuire alla ricostruzione degli ultimi momenti della donna.

Il caso assume particolare rilievo per ciò che era avvenuto prima. Tania aveva denunciato Keber dopo un’aggressione risalente ad aprile, durante la quale l’uomo avrebbe già tentato di strangolarla facendole perdere i sensi. A giugno il questore di Venezia aveva emesso nei suoi confronti un ammonimento. Dagli atti è inoltre emerso che altre precedenti compagne lo avevano denunciato nel 2002, nel 2010 e nel 2021, con querele successivamente ritirate.

Durante i funerali don Alberto Peron (parroco di Camponogara) ha rivolto un richiamo particolarmente severo alle istituzioni, affermando che la responsabilità riguarda tutti e chiamando in causa in primo luogo la politica. Ha inoltre chiesto alla giustizia di applicare efficacemente gli strumenti disponibili e alla comunità di costruire una rete capace di contrastare isolamento e prepotenza.

Il funerale si è svolto durante una giornata di lutto regionale formalmente proclamata dal Veneto con il decreto del presidente della Giunta regionale n. 104 del 26 agosto 2026. L’atto ha disposto le bandiere regionali a mezz’asta e invitato gli enti pubblici veneti a promuovere momenti di riflessione sulla violenza di genere.

Va inoltre precisato un passaggio emerso nei giorni precedenti. Dopo l’annuncio politico di una possibile ispezione alla Procura di Venezia per verificare il funzionamento del sistema di protezione, il Ministero della Giustizia ha chiarito il 21 agosto che il caso era “oggetto di valutazione”, ma che a quella data non era stata ancora intrapresa alcuna iniziativa ispettiva.

Delia, sventata la truffa del finto Carabiniere

A Delia (Comune del Libero consorzio comunale di Caltanissetta, Sicilia) l’intervento tempestivo di un familiare ha invece consentito di interrompere una presunta truffa ai danni di una donna anziana.

Secondo la ricostruzione dei Carabinieri, la vittima era stata contattata telefonicamente da un uomo che le aveva prospettato una presunta rapina nella quale sarebbe stato coinvolto il figlio, sostenendo che fosse necessario controllare denaro e gioielli custoditi in casa.

Un familiare, insospettito, ha avvisato il comandante della Stazione di Delia. Carabinieri e Polizia municipale sono quindi intervenuti nell’abitazione e hanno bloccato un 30enne mentre, secondo l’accusa, stava per impossessarsi dei preziosi e del denaro. L’uomo è stato arrestato in flagranza per tentata truffa aggravata in concorso, mentre un 73enne è stato denunciato in stato di libertà.

Anche per gli indagati di questa vicenda valgono le garanzie previste dall’ordinamento e la responsabilità dovrà essere accertata nelle sedi giudiziarie.

Riposto, il Ris di Messina entra nell’indagine su Noemi

Il quadro continua intanto ad aggiornarsi a Riposto (Comune della Città metropolitana di Catania, Sicilia), dove la morte di Noemi Impellizzeri resta al centro di un’inchiesta nella quale nessuna delle principali ipotesi può ancora essere considerata definitivamente accertata.

Il caso è stato già ricostruito da Mediterranea24 nei suoi precedenti sviluppi. La novità del 29 agosto riguarda l’intervento annunciato del Ris (Reparto Investigazioni Scientifiche) dei Carabinieri di Messina, chiamato a effettuare nuovi accertamenti tecnici nell’abitazione e sugli elementi raccolti durante le prime fasi dell’indagine.

Tony Proietto (uomo che frequentava Noemi e che sostiene di essere stato soltanto un amico) resta l’unico iscritto nel registro degli indagati per omicidio. Continua a negare qualsiasi coinvolgimento e ha consegnato agli investigatori il proprio telefono, nel quale sarebbero conservati messaggi ricevuti dalla donna durante la notte precedente la morte. Secondo la sua versione, Noemi gli avrebbe manifestato intenzioni suicide e chiesto di prendersi cura dei suoi 3 figli minori e del gatto.

La posizione della famiglia è opposta. Il consulente di parte, dopo aver partecipato all’autopsia eseguita dal medico legale Giuseppe Ragazzi (specialista incaricato degli accertamenti), avrebbe ritenuto che vi siano elementi per escludere una morte per impiccagione volontaria.

È però essenziale distinguere questa valutazione di parte dalle conclusioni ufficiali. Fonti della Procura hanno infatti precisato che dall’autopsia non è emersa un’indicazione univoca. Proprio questa incertezza ha determinato la prosecuzione degli accertamenti e rende prematuro presentare come dimostrata sia la tesi del suicidio sia quella dell’omicidio.

Restano da completare gli esami istologici e tossicologici e dovrà essere chiarito anche il rapporto temporale tra la morte e l’incendio sviluppatosi nell’abitazione. I nuovi rilievi del Ris potranno risultare decisivi per stabilire se la scena sia compatibile con un gesto volontario della donna oppure con l’intervento di terzi.