Sintesi
Il tasso di abbandono scolastico precoce in Italia cala nel 2025 all’8,2% secondo ISTAT e supera in anticipo l’obiettivo europeo del 9% previsto dall’Agenda 2030. Il miglioramento è il risultato di un percorso iniziato nel 2020 e rafforzato da interventi normativi e finanziari del Governo guidato da Giorgia Meloni. Il Mezzogiorno mostra i progressi più evidenti con riduzioni significative in Campania e Calabria. Persistono tuttavia criticità nelle Isole e tra gli studenti stranieri. L’obiettivo UE 2030 è stato raggiunto con cinque anni di anticipo grazie a Decreto Caivano.

Articolo
La dispersione scolastica in Italia registra un arretramento senza precedenti, attestandosi nel 2025 all’8,2%, un valore che segna il superamento anticipato del traguardo fissato dall’Agenda 2030 dell’Unione Europea. Il parametro ELET (Early Leavers from Education and Training, giovani tra 18 e 24 anni che interrompono precocemente il percorso di istruzione e formazione) evidenzia un miglioramento strutturale rispetto al 14,2% del 2020, anno in cui il Paese non raggiunse l’obiettivo comunitario del 10%. Il percorso discendente è proseguito con l’11,5% nel 2022, il 10,5% nel 2023, il 9,8% nel 2024 fino al dato attuale, con una riduzione ancora più marcata se si considerano i soli cittadini italiani, pari al 6,7%.

Il progresso è attribuibile a una combinazione di interventi normativi stringenti e investimenti pubblici mirati. Tra gli atti principali si colloca il Decreto-Legge 15 settembre 2023 n. 123, noto come “Decreto Caivano”, convertito nella Legge 13 novembre 2023 n. 159, che ha rafforzato l’obbligo scolastico introducendo controlli più rigorosi sulle assenze e sanzioni penali per i genitori inadempienti, con possibili segnalazioni al Tribunale per i minorenni. A questa misura si sono affiancati i programmi Agenda Sud e Agenda Nord, sostenuti da oltre 1 miliardo di euro del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, programma di investimenti finanziato anche dall’Unione Europea per rilanciare economia e servizi pubblici), finalizzati a innovazione didattica, tutoraggio personalizzato e ampliamento del tempo scuola.

Sul piano cronologico, il processo si articola con tappe progressive: nel 2020 il tasso era al 14,2%; nel 2022 scende all’11,5% segnando l’inizio del trend virtuoso; il 15 settembre 2023 viene adottato il Decreto Caivano; tra il 2023 e il 2024 partono i programmi Agenda Sud e Nord; il 2 febbraio 2024 il Decreto MIM n. 19 destina 790 milioni di euro a interventi contro l’abbandono; nel dicembre 2025 ulteriori 32,2 milioni vengono assegnati alle aree più fragili; nell’anno scolastico 2024/25 si registra il recupero concreto di circa 8.000 studenti in Campania; il 10 aprile 2026 l’ISTAT pubblica i dati aggiornati nell’ambito degli indicatori BES (Benessere Equo e Solidale, sistema di misurazione del benessere oltre il PIL) certificando il raggiungimento dell’8,2%.
Dal punto di vista territoriale emerge una riduzione marcata nel Mezzogiorno, con il tasso complessivo al 10,1%. La Campania rappresenta il caso più emblematico, passando dal 19% del 2020 al 9,7% attuale, con il recupero di circa 8.000 studenti e un risultato migliore persino rispetto alla Toscana. La Calabria mostra un calo ancora più accentuato, dal 16,9% al 6,5%. Nel Centro e nel Nord i valori restano stabilmente contenuti, rispettivamente al 7,7% e al 6,9%, mentre l’Umbria si distingue come regione più virtuosa con il 4,9%. Rimangono invece criticità strutturali in Sicilia e Sardegna, con livelli ancora elevati pari al 13,7% e al 13,6%.
Le dichiarazioni istituzionali confermano la lettura positiva del fenomeno. Il ministro Giuseppe Valditara ha definito i dati ISTAT “estremamente incoraggianti”, sottolineando come l’Italia abbia raggiunto con 5 anni di anticipo il target europeo e indicando nella Campania “un esempio concreto dell’efficacia delle politiche adottate”. Il quadro complessivo evidenzia tuttavia una persistente fragilità tra gli studenti stranieri, il cui tasso di abbandono resta significativamente più alto, pari al 26,2%.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.







