Scuola e dichiarazione dei redditi. Detrazioni più ampie dal 2025: fino a 1000 euro per studente

Nuova soglia di spesa, obbligo di pagamenti tracciabili e più dati nella dichiarazione precompilata: cresce il numero dei beneficiari ma restano limiti per i redditi elevati

Dal periodo d’imposta 2025 aumenta a 1000 euro il tetto delle spese scolastiche detraibili con aliquota al 19%. L’incremento rispetto alla precedente soglia favorisce un ampliamento dei contribuenti beneficiari oltre i 3 milioni grazie anche alla diffusione della dichiarazione precompilata. L’obbligo di trasmissione dei dati da parte delle scuole introdotto dal 2022 ha moltiplicato le informazioni disponibili e incentivato l’uso del bonus. Restano esclusi alcuni costi come libri e materiali mentre sono agevolate mense servizi e attività formative. I contribuenti con redditi superiori a 75 mila euro possono subire riduzioni o azzeramenti del beneficio. La tracciabilità dei pagamenti resta requisito essenziale e i controlli si attivano in presenza di modifiche o incongruenze nei dati.

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A partire dal periodo d’imposta 2025, con effetti concreti nelle dichiarazioni presentate nel 2026, il sistema fiscale italiano amplia il perimetro delle agevolazioni per le famiglie introducendo una soglia più elevata per la detrazione delle spese scolastiche. Il limite massimo detraibile sale infatti a 1000 euro per ciascun alunno o studente, superando il precedente tetto di 800 euro, con applicazione dell’aliquota al 19%. Si tratta di una misura che rafforza il sostegno economico alle famiglie e si inserisce nel solco delle politiche di incentivo alla tracciabilità e alla digitalizzazione dei dati fiscali.

L’evoluzione normativa trova origine negli anni successivi all’emergenza sanitaria da Covid, periodo in cui è cresciuto il ricorso alla dichiarazione precompilata. Già dal 2020 e 2021 era stata avviata una fase sperimentale di raccolta dati, mentre dal 2022 è divenuto obbligatorio per gli istituti scolastici trasmettere le informazioni relative alle spese sostenute dalle famiglie. Questo passaggio ha determinato un incremento significativo dei dati disponibili, passati da circa 458 mila comunicazioni a oltre 6.500.000 con un conseguente aumento dei contribuenti che usufruiscono delle detrazioni, cresciuti di quasi 600 mila unità già nelle dichiarazioni riferite al 2022.

Il rafforzamento della base informativa ha prodotto effetti diretti anche sul comportamento dei contribuenti. La presenza automatica delle spese nella dichiarazione precompilata predisposta dall’Agenzia delle Entrate (Ente pubblico italiano che gestisce il sistema fiscale) facilita infatti l’accesso al beneficio e riduce il rischio di dimenticanze, soprattutto per importi modesti legati ad attività scolastiche quotidiane come uscite didattiche o servizi accessori.

Nel dettaglio, rientrano tra le spese detraibili, quelle sostenute per la frequenza delle scuole dell’infanzia, del primo ciclo di istruzione e della scuola secondaria di secondo grado, sia statali sia paritarie private o gestite da enti locali. Sono incluse le spese per mensa, servizi integrativi come pre e post scuola o assistenza durante i pasti, gite scolastiche, assicurazione, trasporto e contributi deliberati dagli organi d’istituto per l’ampliamento dell’offerta formativa, come corsi di lingua o attività teatrali anche extrascolastiche. Restano invece escluse le spese per libri di testo, materiale di cancelleria e dotazioni personali come zaini.

Un elemento imprescindibile per accedere alla detrazione è rappresentato dalla tracciabilità dei pagamenti. Le spese devono essere sostenute tramite strumenti che consentano la verifica, come carte di debito o credito, bonifici, bollettini postali, Mav (Pagamento Mediante Avviso, sistema di incasso bancario) o piattaforme come PagoPa (sistema pubblico di pagamenti digitali verso la pubblica amministrazione). La documentazione deve essere conservata e può essere integrata da attestazioni rilasciate dalla scuola o dal soggetto che ha ricevuto il pagamento, con indicazione dell’importo, dei dati dello studente e della modalità tracciabile utilizzata.

Nel caso di figli fiscalmente a carico, la detrazione può essere utilizzata integralmente dal genitore che ha sostenuto la spesa oppure ripartita tra entrambi. Tuttavia, per i contribuenti con redditi superiori a 75000 euro si applicano meccanismi di riduzione o azzeramento del beneficio, introdotti dalle recenti manovre finanziarie, che interessano circa il 7% dei fruitori.

Dal punto di vista dei controlli, chi utilizza il modello 730 precompilato senza modificare i dati relativi alle spese già inserite non è soggetto a verifiche documentali su tali voci. Diversamente, eventuali integrazioni o discrepanze possono attivare controlli da parte dell’Amministrazione finanziaria, soprattutto nei casi in cui non sia stato possibile associare correttamente il pagamento al codice fiscale dello studente o al genitore che ha sostenuto la spesa. L’insieme di queste innovazioni conferma una tendenza ormai consolidata verso una maggiore integrazione fiscale, con l’obiettivo di semplificare gli adempimenti e ampliare la platea dei beneficiari, mantenendo al contempo rigorosi criteri di trasparenza e tracciabilità.