Fondo di solidarietà sbloccato: 3,68 miliardi ai Comuni. Gli Enti locali siciliani e sardi beneficiari

Il Ministero dell’Interno ha accreditato la prima rata destinata a 5.499 Enti. Il versamento, atteso entro maggio, è arrivato il 21 luglio 2026 dopo settimane di sollecitazioni e timori per la liquidità comunale

Sintesi

Il Fondo di solidarietà comunale è stato istituito nel 2013 per riequilibrare le risorse disponibili tra gli Enti locali e compensare una parte delle differenze fiscali esistenti sul territorio nazionale. Nell’autunno del 2025 il confronto sul riparto per il 2026 è stato rinviato in attesa di definire il nuovo trattamento finanziario di Roma Capitale. Il 15 gennaio 2026 sono stati approvati i parametri aggiornati e il 21 gennaio è stato raggiunto l’accordo istituzionale. La prima rata, programmata entro maggio, non è stata però versata nei tempi previsti. Il 18 giugno il Governo ha annunciato la firma del provvedimento necessario, ma il procedimento amministrativo ha richiesto ancora più di 1 mese. Il 17 luglio i Comuni hanno denunciato difficoltà di cassa e possibili problemi nel pagamento degli stipendi. Il 21 luglio il Ministero dell’Interno ha infine trasferito €3.676.421.014,67 a 5.499 Enti delle Regioni ordinarie, della Sicilia e della Sardegna.

Articolo

Il Fondo di solidarietà comunale (FSC), ha rappresentato dal 2013 uno dei principali strumenti attraverso i quali vengono finanziati e riequilibrati i bilanci municipali. È stato istituito in sostituzione del precedente Fondo sperimentale di riequilibrio, in seguito alla revisione dell’imposizione sugli immobili, ed è alimentato sia da risorse statali sia da una quota dell’IMU (Imposta municipale propria) spettante agli stessi Comuni. Non si tratta, quindi, di un contributo straordinario deciso occasionalmente dal Governo, ma di un meccanismo stabile che redistribuisce entrate e compensa in parte le differenze tra territori con capacità fiscali diverse.

Il Fondo comprende una componente destinata a ristorare i minori introiti derivati dalle agevolazioni e dalle esenzioni riguardanti l’IMU e la TASI (Tributo per i servizi indivisibili), oltre a una parte tradizionale impiegata per ridurre progressivamente il peso della spesa storica e avvicinare le risorse comunali ai fabbisogni effettivi. Per gli enti delle Regioni ordinarie il calcolo combina risorse precedenti, capacità fiscale e fabbisogni standard. Per i Comuni della Sicilia della Sardegna (entrambe a statuto speciale), invece, il riparto del 2026 è rimasto fondato sulla compensazione delle risorse storiche.

La disciplina consolidata ha previsto che i criteri annuali siano approvati mediante un DPCM (decreto del Presidente del Consiglio dei ministri), preceduto dal parere tecnico della CTFS (Commissione tecnica per i fabbisogni standard) e da un accordo nella Conferenza Stato-città ed autonomie locali. La legge di bilancio per il 2026 ha fissato la dotazione normativa di base in €6.887.700.365, modificando nello stesso tempo il trattamento finanziario di Roma. Dopo l’applicazione delle compensazioni, delle correzioni e dei contributi dovuti dagli enti incapienti, l’assegnazione complessiva lorda ha raggiunto €7.190.984.384. Di questa somma, €6.378.207.586 sono stati riferiti ai Comuni delle Regioni ordinarie ed €812.776.798, considerati congiuntamente, agli Enti siciliani e sardi. I documenti ufficiali non hanno indicato in tale prospetto un importo separato per la sola Sicilia.

La definizione del riparto era iniziata nell’autunno del 2025. Una prima nota metodologica era stata approvata il 14 ottobre dalla Commissione tecnica con l’astensione dell’ANCI (Associazione nazionale dei Comuni italiani). L’esame politico era stato rinviato nelle riunioni del 23 ottobre e del 27 novembre, poiché era ancora aperta la questione riguardante la posizione della Capitale. La legge di bilancio approvata il 30 dicembre ha introdotto la soluzione richiesta. Il 15 gennaio 2026 i nuovi parametri sono stati quindi votati all’unanimità e il 21 gennaio 2026 la Conferenza competente ha sancito l’accordo definitivo sui criteri. Roma Capitale non è stata completamente esclusa dal Fondo né ha cessato di ricevere ogni compensazione. Dal 2026 è uscita soltanto dal meccanismo perequativo basato sul confronto tra capacità fiscale e fabbisogni standard. Il suo apporto è stato trasformato in un versamento fisso di €79.622.195 per il 2026, destinato a scendere a €69.622.195 nel 2027 e a €57.622.195 dal 2028. È stata inoltre stabilita una trattenuta annuale di €217.035.438 sul gettito dell’imposta municipale, mentre è rimasta la componente ristorativa collegata alle precedenti modifiche tributarie.

La nota metodologica ha programmato l’erogazione del Fondo in 2 rate, da corrispondere entro maggio e ottobre, subordinatamente alle disponibilità di cassa del relativo capitolo ministeriale. La prima quota è stata determinata nel 66% delle somme spettanti. Nonostante i criteri fossero stati concordati a gennaio, il pagamento di maggio non è avvenuto. Il 18 giugno, durante una riunione al Viminale, sede del Ministero dell’Interno, il Governo ha comunicato la firma del provvedimento che avrebbe consentito di sbloccare il trasferimento. L’associazione dei Comuni ha accolto l’annuncio chiedendo, tuttavia, che l’accredito fosse effettuato senza ulteriori rinvii e che venissero garantite scadenze certe per gli anni successivi. La firma non ha determinato un trasferimento immediato. Il provvedimento ha dovuto completare i successivi passaggi di perfezionamento e controllo contabile. Il 17 luglio, a quasi 2 mesi dalla data prevista, l’associazione ha denunciato il blocco di circa €3,5 miliardi e ha segnalato che numerosi Enti stavano incontrando difficoltà nella gestione della liquidità, fino a temere problemi per il pagamento delle retribuzioni di luglio. È stato quindi richiesto almeno un acconto consistente in attesa della conclusione definitiva del procedimento.

Il 21 luglio il Ministero dell’Interno ha comunicato l’avvenuto versamento di €3.676.421.014,67 a 5.499 Comuni delle Regioni ordinarie, della Sicilia e della Sardegna. La cifra ha rappresentato il 66% delle attribuzioni effettivamente pagabili agli Enti beneficiari della rata. Lo sblocco ha restituito liquidità alle Amministrazioni, permettendo di sostenere le spese correnti, gli stipendi, i servizi essenziali e i pagamenti ai fornitori. Il ritardo ha tuttavia evidenziato uno squilibrio evidente: agli Enti locali viene richiesta puntualità nei versamenti e nel rispetto dei termini contabili, mentre un trasferimento ordinario già definito nei criteri è arrivato quasi 2 mesi dopo il periodo programmato.

Sul piano giurisprudenziale, la decisione più significativa resta la sentenza numero 71 del 2023 della Corte costituzionale. La pronuncia non ha riguardato il ritardo del pagamento del 2026, ma ha contestato la presenza, all’interno del Fondo generale e privo di vincoli, di somme destinate obbligatoriamente a specifici servizi. In seguito a quel richiamo, dal 2025 le risorse vincolate per servizi sociali, asili nido e trasporto degli studenti con disabilità sono state trasferite nel distinto Fondo speciale per l’equità del livello dei servizi. Non risultano, allo stato degli atti pubblicamente disponibili, sentenze recenti riferite specificamente al ritardo dell’acconto versato nel luglio 2026.

Comuni siciliani compresi nel Fondo di solidarietà comunale 2026

È necessaria una precisazione: il Ministero dell’Interno ha comunicato l’erogazione dell’acconto a 5.499 Comuni, ma non ha pubblicato, insieme al comunicato del 21 luglio 2026, un allegato con l’elenco regionale dei singoli mandati. Il prospetto analitico IFEL riporta invece la spettanza attribuita a ciascun ente. L’elenco seguente comprende quindi i 391 Comuni siciliani considerati nel riparto del FSC 2026, ma non certifica che tutti abbiano materialmente ricevuto l’accredito: il pagamento è stato effettuato agli enti con una somma netta positiva e senza sospensioni dovute a eventuali inadempimenti.

Provincia di Agrigento – 43 Comuni: Agrigento, Alessandria della Rocca, Aragona, Bivona, Burgio, Calamonaci, Caltabellotta, Camastra, Cammarata, Campobello di Licata, Canicattì, Casteltermini, Castrofilippo, Cattolica Eraclea, Cianciana, Comitini, Favara, Grotte, Joppolo Giancaxio, Lampedusa e Linosa, Licata, Lucca Sicula, Menfi, Montallegro, Montevago, Naro, Palma di Montechiaro, Porto Empedocle, Racalmuto, Raffadali, Ravanusa, Realmonte, Ribera, Sambuca di Sicilia, San Biagio Platani, San Giovanni Gemini, Santa Elisabetta, Santa Margherita di Belice, Sant’Angelo Muxaro, Santo Stefano Quisquina, Sciacca, Siculiana e Villafranca Sicula.

Provincia di Caltanissetta – 22 Comuni: Acquaviva Platani, Bompensiere, Butera, Caltanissetta, Campofranco, Delia, Gela, Marianopoli, Mazzarino, Milena, Montedoro, Mussomeli, Niscemi, Resuttano, Riesi, San Cataldo, Santa Caterina Villarmosa, Serradifalco, Sommatino, Sutera, Vallelunga Pratameno e Villalba.

Città metropolitana di Catania – 58 Comuni: Aci Bonaccorsi, Aci Castello, Aci Catena, Acireale, Aci Sant’Antonio, Adrano, Belpasso, Biancavilla, Bronte, Calatabiano, Caltagirone, Camporotondo Etneo, Castel di Iudica, Castiglione di Sicilia, Catania, Fiumefreddo di Sicilia, Giarre, Grammichele, Gravina di Catania, Licodia Eubea, Linguaglossa, Maletto, Maniace, Mascali, Mascalucia, Mazzarrone, Militello in Val di Catania, Milo, Mineo, Mirabella Imbaccari, Misterbianco, Motta Sant’Anastasia, Nicolosi, Palagonia, Paternò, Pedara, Piedimonte Etneo, Raddusa, Ragalna, Ramacca, Randazzo, Riposto, San Cono, San Giovanni la Punta, San Gregorio di Catania, San Michele di Ganzaria, San Pietro Clarenza, Sant’Agata li Battiati, Sant’Alfio, Santa Maria di Licodia, Santa Venerina, Scordia, Trecastagni, Tremestieri Etneo, Valverde, Viagrande, Vizzini e Zafferana Etnea.

Provincia di Enna – 20 Comuni: Agira, Aidone, Assoro, Barrafranca, Calascibetta, Catenanuova, Centuripe, Cerami, Enna, Gagliano Castelferrato, Leonforte, Nicosia, Nissoria, Piazza Armerina, Pietraperzia, Regalbuto, Sperlinga, Troina, Valguarnera Caropepe e Villarosa.

Città metropolitana di Messina – 108 Comuni: Acquedolci, Alcara li Fusi, Alì, Alì Terme, Antillo, Barcellona Pozzo di Gotto, Basicò, Brolo, Capizzi, Capo d’Orlando, Capri Leone, Caronia, Casalvecchio Siculo, Castel di Lucio, Castell’Umberto, Castelmola, Castroreale, Cesarò, Condrò, Falcone, Ficarra, Fiumedinisi, Floresta, Fondachelli-Fantina, Forza d’Agrò, Francavilla di Sicilia, Frazzanò, Furci Siculo, Furnari, Gaggi, Galati Mamertino, Gallodoro, Giardini-Naxos, Gioiosa Marea, Graniti, Gualtieri Sicaminò, Itala, Leni, Letojanni, Librizzi, Limina, Lipari, Longi, Malfa, Malvagna, Mandanici, Mazzarrà Sant’Andrea, Merì, Messina, Milazzo, Militello Rosmarino, Mirto, Mistretta, Moio Alcantara, Monforte San Giorgio, Mongiuffi Melia, Montagnareale, Montalbano Elicona, Motta Camastra, Motta d’Affermo, Naso, Nizza di Sicilia, Novara di Sicilia, Oliveri, Pace del Mela, Pagliara, Patti, Pettineo, Piraino, Raccuja, Reitano, Roccafiorita, Roccalumera, Roccavaldina, Roccella Valdemone, Rodì Milici, Rometta, San Filippo del Mela, San Fratello, San Marco d’Alunzio, San Pier Niceto, San Piero Patti, San Salvatore di Fitalia, San Teodoro, Sant’Agata di Militello, Sant’Alessio Siculo, Sant’Angelo di Brolo, Santa Domenica Vittoria, Santa Lucia del Mela, Santa Marina Salina, Santa Teresa di Riva, Santo Stefano di Camastra, Saponara, Savoca, Scaletta Zanclea, Sinagra, Spadafora, Taormina, Terme Vigliatore, Torregrotta, Torrenova, Tortorici, Tripi, Tusa, Ucria, Valdina, Venetico e Villafranca Tirrena.

Città metropolitana di Palermo – 82 Comuni: Alia, Alimena, Aliminusa, Altavilla Milicia, Altofonte, Bagheria, Balestrate, Baucina, Belmonte Mezzagno, Bisacquino, Blufi, Bolognetta, Bompietro, Borgetto, Caccamo, Caltavuturo, Campofelice di Fitalia, Campofelice di Roccella, Campofiorito, Camporeale, Capaci, Carini, Castelbuono, Casteldaccia, Castellana Sicula, Castronovo di Sicilia, Cefalà Diana, Cefalù, Cerda, Chiusa Sclafani, Ciminna, Cinisi, Collesano, Contessa Entellina, Corleone, Ficarazzi, Gangi, Geraci Siculo, Giardinello, Giuliana, Godrano, Gratteri, Isnello, Isola delle Femmine, Lascari, Lercara Friddi, Marineo, Mezzojuso, Misilmeri, Monreale, Montelepre, Montemaggiore Belsito, Palazzo Adriano, Palermo, Partinico, Petralia Soprana, Petralia Sottana, Piana degli Albanesi, Polizzi Generosa, Pollina, Prizzi, Roccamena, Roccapalumba, San Cipirello, San Giuseppe Jato, San Mauro Castelverde, Santa Cristina Gela, Santa Flavia, Sciara, Sclafani Bagni, Scillato, Termini Imerese, Terrasini, Torretta, Trabia, Trappeto, Ustica, Valledolmo, Ventimiglia di Sicilia, Vicari, Villabate e Villafrati.

Provincia di Ragusa – 12 Comuni: Acate, Chiaramonte Gulfi, Comiso, Giarratana, Ispica, Modica, Monterosso Almo, Pozzallo, Ragusa, Santa Croce Camerina, Scicli e Vittoria.

Provincia di Siracusa – 21 Comuni: Augusta, Avola, Buccheri, Buscemi, Canicattini Bagni, Carlentini, Cassaro, Ferla, Floridia, Francofonte, Lentini, Melilli, Noto, Pachino, Palazzolo Acreide, Portopalo di Capo Passero, Priolo Gargallo, Rosolini, Siracusa, Solarino e Sortino.

Provincia di Trapani – 25 Comuni: Alcamo, Buseto Palizzolo, Calatafimi-Segesta, Campobello di Mazara, Castellammare del Golfo, Castelvetrano, Custonaci, Erice, Favignana, Gibellina, Marsala, Mazara del Vallo, Misiliscemi, Paceco, Pantelleria, Partanna, Petrosino, Poggioreale, Salaparuta, Salemi, San Vito Lo Capo, Santa Ninfa, Trapani, Valderice e Vita.

Totale: 391 Comuni siciliani compresi nel riparto.

Comuni sardi compresi nel Fondo di solidarietà comunale 2026

Come per la Sicilia, occorre distinguere tra inserimento nel riparto e accredito effettivamente eseguito. Il comunicato del 21 luglio 2026 ha certificato il pagamento della prima rata del Fondo a 5.499 enti, per €3.676.421.014,67, ma non ha allegato un elenco regionale dei singoli mandati. Posso quindi indicare con certezza i 377 Comuni della Sardegna considerati nel riparto FSC 2026, mentre l’avvenuto pagamento a ogni singolo ente richiede la consultazione della relativa scheda nella banca dati della Finanza locale.

Il prospetto nazionale ha preso in considerazione complessivamente 768 enti della Sicilia e della Sardegna, corrispondenti ai 391 Comuni siciliani e ai 377 sardi. L’elenco seguente è stato ordinato secondo la nuova articolazione territoriale riportata dall’ISTAT e aggiornata al 21 febbraio 2026.

Città metropolitana di Sassari – 66 Comuni

Alghero, Anela, Ardara, Banari, Benetutti, Bessude, Bonnanaro, Bono, Bonorva, Borutta, Bottidda, Bultei, Bulzi, Burgos, Cargeghe, Castelsardo, Cheremule, Chiaramonti, Codrongianos, Cossoine, Erula, Esporlatu, Florinas, Giave, Illorai, Ittireddu, Ittiri, Laerru, Mara, Martis, Monteleone Rocca Doria, Mores, Muros, Nughedu San Nicolò, Nule, Nulvi, Olmedo, Osilo, Ossi, Ozieri, Padria, Pattada, Perfugas, Ploaghe, Porto Torres, Pozzomaggiore, Putifigari, Romana, Santa Maria Coghinas, Sassari, Sedini, Semestene, Sennori, Siligo, Sorso, Stintino, Tergu, Thiesi, Tissi, Torralba, Tula, Uri, Usini, Valledoria, Viddalba e Villanova Monteleone.

Provincia della Gallura Nord-Est Sardegna – 26 Comuni

Aggius, Aglientu, Alà dei Sardi, Arzachena, Badesi, Berchidda, Bortigiadas, Buddusò, Budoni, Calangianus, Golfo Aranci, La Maddalena, Loiri Porto San Paolo, Luogosanto, Luras, Monti, Olbia, Oschiri, Padru, Palau, San Teodoro, Sant’Antonio di Gallura, Santa Teresa Gallura, Telti, Tempio Pausania e Trinità d’Agultu e Vignola.

Provincia di Nuoro – 53 Comuni

Aritzo, Atzara, Austis, Belvì, Birori, Bitti, Bolotana, Borore, Bortigali, Desulo, Dorgali, Dualchi, Fonni, Gadoni, Galtellì, Gavoi, Irgoli, Lei, Loculi, Lodine, Lodè, Lula, Macomer, Mamoiada, Meana Sardo, Noragugume, Nuoro, Oliena, Ollolai, Olzai, Onanì, Onifai, Oniferi, Orani, Orgosolo, Orosei, Orotelli, Ortueri, Orune, Osidda, Ottana, Ovodda, Posada, Sarule, Seulo, Silanus, Sindia, Siniscola, Sorgono, Teti, Tiana, Tonara e Torpè.

Provincia di Oristano – 87 Comuni

Abbasanta, Aidomaggiore, Albagiara, Ales, Allai, Arborea, Ardauli, Assolo, Asuni, Baradili, Baratili San Pietro, Baressa, Bauladu, Bidonì, Bonarcado, Boroneddu, Bosa, Busachi, Cabras, Cuglieri, Curcuris, Flussio, Fordongianus, Ghilarza, Gonnoscodina, Gonnosnò, Gonnostramatza, Laconi, Magomadas, Marrubiu, Masullas, Milis, Modolo, Mogorella, Mogoro, Montresta, Morgongiori, Narbolia, Neoneli, Norbello, Nughedu Santa Vittoria, Nurachi, Nureci, Ollastra, Oristano, Palmas Arborea, Pau, Paulilatino, Pompu, Riola Sardo, Ruinas, Sagama, Samugheo, San Nicolò d’Arcidano, San Vero Milis, Santa Giusta, Santu Lussurgiu, Scano di Montiferro, Sedilo, Seneghe, Senis, Sennariolo, Siamaggiore, Siamanna, Siapiccia, Simala, Simaxis, Sini, Siris, Soddì, Solarussa, Sorradile, Suni, Tadasuni, Terralba, Tinnura, Tramatza, Tresnuraghes, Ulà Tirso, Uras, Usellus, Villa Sant’Antonio, Villa Verde, Villanova Truschedu, Villaurbana, Zeddiani e Zerfaliu.

Provincia dell’Ogliastra – 23 Comuni

Arzana, Bari Sardo, Baunei, Cardedu, Elini, Gairo, Girasole, Ilbono, Jerzu, Lanusei, Loceri, Lotzorai, Osini, Perdasdefogu, Seui, Talana, Tertenia, Tortolì, Triei, Ulassai, Urzulei, Ussassai e Villagrande Strisaili.

Provincia del Medio Campidano – 28 Comuni

Arbus, Barumini, Collinas, Furtei, Genuri, Gesturi, Gonnosfanadiga, Guspini, Las Plassas, Lunamatrona, Pabillonis, Pauli Arbarei, Samassi, San Gavino Monreale, Sanluri, Sardara, Segariu, Serramanna, Serrenti, Setzu, Siddi, Tuili, Turri, Ussaramanna, Villacidro, Villamar, Villanovaforru e Villanovafranca.

Città metropolitana di Cagliari – 70 Comuni

Armungia, Assemini, Ballao, Barrali, Burcei, Cagliari, Capoterra, Castiadas, Decimomannu, Decimoputzu, Dolianova, Domus de Maria, Donori, Elmas, Escalaplano, Escolca, Esterzili, Genoni, Gergei, Gesico, Goni, Guamaggiore, Guasila, Isili, Mandas, Maracalagonis, Monastir, Monserrato, Muravera, Nuragus, Nurallao, Nuraminis, Nurri, Orroli, Ortacesus, Pimentel, Pula, Quartu Sant’Elena, Quartucciu, Sadali, Samatzai, San Basilio, San Nicolò Gerrei, San Sperate, San Vito, Sant’Andrea Frius, Sarroch, Selargius, Selegas, Senorbì, Serdiana, Serri, Sestu, Settimo San Pietro, Siliqua, Silius, Sinnai, Siurgus Donigala, Soleminis, Suelli, Ussana, Uta, Vallermosa, Villa San Pietro, Villanova Tulo, Villaputzu, Villasalto, Villasimius, Villasor e Villaspeciosa.

Provincia del Sulcis Iglesiente – 24 Comuni

Buggerru, Calasetta, Carbonia, Carloforte, Domusnovas, Fluminimaggiore, Giba, Gonnesa, Iglesias, Masainas, Musei, Narcao, Nuxis, Perdaxius, Piscinas, Portoscuso, San Giovanni Suergiu, Sant’Anna Arresi, Sant’Antioco, Santadi, Teulada, Tratalias, Villamassargia e Villaperuccio.

Totale: 377 Comuni sardi compresi nell’anagrafica e nel riparto del Fondo di solidarietà comunale 2026.