Sintesi
Via libera dell’Assemblea regionale siciliana ai decreti che consentiranno di assegnare 15 milioni di euro contro il caro carburanti ad agricoltori e pescatori: 10 milioni alle aziende agricole e agromeccaniche e 5 milioni alla pesca. Per l’agricoltura il contributo potrà coprire fino al 70% del maggiore costo del gasolio agevolato sostenuto dal 1° marzo al 30 giugno, entro un massimo di 50.000 euro per impresa. Ora dovrà essere pubblicato l’avviso per presentare le domande. Il passaggio parlamentare sblocca quindi l’attuazione delle somme, ma i contributi non sono ancora materialmente nelle disponibilità delle imprese.

La protesta, infatti, non si ferma. Da oggi 1° ottobre i pescherecci di Sciacca e Porto Empedocle rimangono ormeggiati, mentre agricoltori e armatori chiedono interventi più incisivi. Anche gli autotrasportatori siciliani hanno proclamato il fermo dal 16 al 20 ottobre, sostenendo che i 15 milioni destinati separatamente al loro comparto non risolvano tutti i problemi delle imprese. Gli stanziamenti regionali avanzano, ma la pressione sui settori produttivi rimane.

Sul mercato nazionale da oggi Q8 applica per 30 giorni un tetto ai prezzi di benzina e gasolio, seguendo Eni ed IP, mentre sul fronte domestico Plenitude introduce uno sconto del 30% sui corrispettivi della propria offerta luce e gas “Fixa Time 24 Smart”, con prezzo bloccato per 2 anni. Il beneficio indicato dalla società è di circa 100 euro l’anno per ciascuna fornitura. La competizione tra operatori prova così a contenere almeno una parte degli aumenti.

Contemporaneamente da oggi l’elettricità aumenta del 37,3% rispetto al trimestre precedente per circa 3 milioni di clienti vulnerabili rimasti in Maggior Tutela. Arera ha fissato il prezzo a 43,43 centesimi per kilowattora, mentre la spesa annua del cliente tipo viene stimata in 665,38 euro, il 9,3% in più rispetto al 2025. Tra i soggetti tutelati rientrano, con differenti requisiti, over 75, percettori del bonus sociale, persone con disabilità e altre categorie fragili.

Il Governo ha già previsto bonus e contributi straordinari, mentre Arera sta preparando ulteriori tutele per chi è in difficoltà economica; associazioni dei consumatori, tra cui Adiconsum e Unione nazionale consumatori, chiedono nuovi interventi sugli oneri di sistema e un rafforzamento degli aiuti. Sul dossier sono coinvolti soprattutto i ministeri dell’Ambiente e della sicurezza energetica, dell’Economia e delle Imprese. Il 37,3% riguarda quindi il confronto trimestrale e non l’aumento dell’intera spesa annuale, ma il nuovo rincaro ha riaperto il problema della protezione delle famiglie più fragili.
Intanto la crisi mediorientale continua a condizionare petrolio e gas. L’Unione europea valuta maggiore flessibilità su alcune regole energetiche e l’eventuale ulteriore ricorso alle riserve strategiche. Sullo Stretto di Hormuz resta aperta la mediazione del Qatar: Teheran ha ricevuto una risposta statunitense al piano iraniano di 7 giorni, ma le distanze fra le parti non risultano ancora superate. Il prezzo dell’energia continua quindi a dipendere in larga misura dagli sviluppi internazionali.
Articolo
Via libera ai 15 milioni per agricoltura e pesca
Un nuovo passaggio interessa direttamente la Sicilia. Ieri 30 settembre la terza Commissione Attività produttive dell’Assemblea regionale siciliana (Ars) ha espresso parere favorevole sui 2 decreti interassessoriali che stabiliscono i criteri per assegnare gli aiuti contro il caro carburanti ad agricoltura e pesca. I provvedimenti, firmati dagli assessori regionali Luca Sammartino (Agricoltura, sviluppo rurale e pesca mediterranea) e Alessandro Dagnino (Economia), attuano quanto previsto dalla legge regionale 13 del 2026.
Le risorse complessive sono 15 milioni di euro, distinti dagli altri 15 milioni già previsti per l’autotrasporto: 10 milioni andranno all’agricoltura e 5 milioni alla pesca. È quindi importante non confondere i 2 interventi. La legge regionale aveva stanziato complessivamente 30 milioni: 15 milioni per gli autotrasportatori, 10 per agricoltori e imprese agromeccaniche e 5 per il comparto della pesca. Mediterranea24 aveva già ricostruito questa suddivisione nel precedente approfondimento sul caro trasporti e sugli aiuti regionali.
Agricoltura, fino al 70% del maggiore costo
Per le aziende agricole e per quelle cosiddette conto terziste (imprese che svolgono lavorazioni agricole per conto di altre aziende), potrà essere riconosciuto fino al 70% del maggiore costo sostenuto per acquistare gasolio agricolo agevolato tra il 1° marzo e il 30 giugno 2026, con un contributo massimo di 50.000 euro per impresa. La misura dovrà rispettare il regime europeo “de minimis” (sistema che permette di concedere aiuti pubblici entro determinati limiti senza una preventiva autorizzazione ordinaria della Commissione europea).
Il passaggio all’Ars, tuttavia, non coincide ancora con l’erogazione materiale del denaro. Il dipartimento regionale dell’Agricoltura dovrà adesso pubblicare l’avviso attraverso il quale le imprese potranno presentare le domande. Solo successivamente potranno essere istruite le pratiche e liquidati i contributi.
La misura si aggiunge alla maggiorazione straordinaria, già autorizzata per il 2026, fino al 30% dei quantitativi di carburante agricolo ad accisa agevolata. Si tratta però di 2 strumenti differenti: il primo amplia la quantità acquistabile con fiscalità ridotta, mentre il nuovo contributo interviene su una parte dell’aumento del costo effettivamente sostenuto. Mediterranea24 aveva già ricostruito questa distinzione mentre i trattori tornavano sulle strade siciliane.
Pesca, altri 5 milioni regionali
Alle imprese armatrici della pesca professionale, compresi gli operatori della pesca artigianale e le imprese autonome della piccola pesca con unità iscritte nei registri marittimi siciliani, sono invece destinati 5 milioni di euro. Le somme saranno gestite dal dipartimento regionale della Pesca mediterranea e si aggiungeranno agli interventi già finanziati attraverso il Feampa (Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura) 2021-2027.
Il nuovo provvedimento regionale non esaurisce infatti gli aiuti al comparto. Come già ricostruito da Mediterranea24, il 15 settembre era stato pubblicato un intervento da 12,1 milioni di risorse Feampa, cui si aggiungono i 5 milioni regionali, per sostenere una parte dei maggiori costi subiti dalla pesca e dall’acquacoltura nel corso del 2026.
Ma da oggi i pescatori restano in porto
Il via libera dell’Ars non ha però chiuso la vertenza. Da oggi 1° ottobre i pescatori di Sciacca e Porto Empedocle (Comuni costieri dell’Agrigentino) hanno deciso di non riprendere l’attività dopo il fermo biologico e di lasciare le flotte ormeggiate in porto. La protesta riguarda il caro carburante ma anche le condizioni economiche complessive del settore e alcune limitazioni europee all’attività di pesca. Il nuovo stanziamento rappresenta dunque un passaggio operativo importante, ma al momento non ha determinato la conclusione delle proteste.
Autotrasportatori fermi dal 16 al 20 ottobre
Rimane aperto anche il terzo fronte siciliano, quello dell’autotrasporto. Il Comitato autotrasportatori siciliani ha proclamato il fermo dei mezzi dalle 00.01 del 16 ottobre alla mezzanotte del 20 ottobre, annunciando che non verranno movimentati i semirimorchi nei porti dell’Isola. La categoria chiede ulteriori interventi nazionali sul caro gasolio e risposte sui pagamenti del Sea Modal Shift (incentivo destinato a favorire il trasferimento delle merci dalla strada alle rotte marittime).
La Regione ha già destinato 15 milioni anche a questo comparto, ma il coordinatore del Comitato Salvatore Bella sostiene che i meccanismi legati al “de minimis” rischiano di garantire benefici insufficienti soprattutto alle aziende con consumi più elevati. Si attende inoltre il completamento del percorso necessario per gli eventuali aiuti superiori ai limiti ordinari consentiti dalle regole europee.
Mediterranea24 aveva seguito l’intera evoluzione della vertenza: dal gasolio oltre 2,35 euro al litro nell’Isola all’intesa regionale sui primi aiuti, fino al tetto introdotto da Eni.
Da oggi anche Q8 mette un tetto ai carburanti
Sul mercato nazionale si allarga intanto il numero delle compagnie che intervengono sui listini. Da oggi 1° ottobre Q8 applica per 30 giorni un prezzo massimo a benzina e gasolio, dopo gli interventi già avviati da Eni ed IP. Q8 non ha indicato un unico prezzo nazionale, ma ha scelto un sistema “modulare”, adattato alle differenti caratteristiche della propria rete distributiva.
Eni aveva invece fissato nei distributori Enilive un massimo di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 per il gasolio, misura che Mediterranea24 aveva analizzato calcolando, rispetto ai prezzi medi allora disponibili, un risparmio fino a 8,45 euro su un pieno di benzina da 50 litri e 9,35 euro sul diesel. Il tetto Eni è entrato in vigore il 28 settembre.
Gli interventi delle compagnie hanno quindi introdotto una riduzione in una parte della rete, ma non equivalgono a un tetto pubblico generalizzato applicato a tutti i distributori italiani.
Plenitude porta lo sconto anche su luce e gas
La stessa strategia si sta trasferendo dalle pompe di carburante alle forniture energetiche domestiche. Da oggi e fino al 24 ottobre Plenitude, società del gruppo Eni, propone “Fixa Time 24 Smart” con uno sconto del 30% sui corrispettivi di luce e gas rispetto alla propria principale offerta a prezzo fisso, mantenendo il prezzo della materia prima bloccato per 24 mesi.
Plenitude stima un risparmio di circa 100 euro l’anno sul contratto elettrico e altrettanti sul gas, quindi circa 200 euro scegliendo entrambe le forniture. Il 30%, tuttavia, non rappresenta una riduzione dell’intera bolletta, perché non comprende tutte le altre voci, dalle reti alle imposte.
Enel ha a sua volta richiamato l’offerta “Digital Luce”, disponibile da aprile, che prevede 0,108 euro per kilowattora per la componente energia e prezzo stabile per 2 anni. Secondo la società il valore equivale a circa 108 euro per megawattora ed è attualmente intorno al 50% inferiore al prezzo all’ingrosso preso come riferimento da Enel.
A2A mantiene invece l’offerta “Noi2”, con prezzo fisso per 10 anni su una quota corrispondente al 70% dei consumi storici e restante parte collegata al Prezzo unico nazionale (PUN, riferimento del mercato elettrico all’ingrosso) più un contributo. Le diverse percentuali pubblicizzate dagli operatori non sono quindi direttamente confrontabili perché riguardano formule, durate e componenti differenti.
Luce, +37,3% per i vulnerabili. Pressioni sul Governo per nuovi interventi
La corsa alle offerte arriva mentre da oggi 1° ottobre entra in vigore un aumento del 37,3% rispetto al trimestre precedente della bolletta elettrica del cliente tipo vulnerabile rimasto in Maggior Tutela, aggiornamento che riguarda circa 3 milioni di utenze. Il prezzo di riferimento stabilito dall’Arera (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente) sale a 43,43 centesimi di euro per kilowattora, tasse comprese. A pesare soprattutto è il costo di acquisto dell’energia, aumentato del 63,4%, mentre diminuiscono del 2,2% i costi di dispacciamento e del mercato della capacità e rimangono invariati gli oneri generali di sistema.
Occorre però distinguere il dato trimestrale da quello annuale. Arera stima per il cliente tipo vulnerabile una spesa di 665,38 euro nell’intero 2026, il 9,3% in più rispetto ai 608,72 euro del 2025. Il +37,3% indica quindi il salto tra il terzo e il quarto trimestre e non un aumento della stessa entità sull’intera spesa annuale.
Il problema è particolarmente delicato proprio perché tra i clienti vulnerabili rientrano, con differenti requisiti, persone con più di 75 anni, nuclei che percepiscono il bonus sociale, persone con disabilità tutelate dalla legge 104 e altre categorie alle quali l’ordinamento riconosce una protezione rafforzata. Per i nuclei in disagio economico esiste già il bonus sociale: nel 2026 lo sconto elettrico ordinario varia da 146 euro l’anno per famiglie di 1 o 2 componenti fino a 204,40 euro per quelle con più di 4 componenti.
A questa misura il Governo aveva aggiunto con il decreto Bollette del 20 febbraio 2026 un contributo straordinario di 115 euro, destinato ai clienti che alla data di entrata in vigore del decreto risultavano già titolari del bonus sociale elettrico, per una spesa complessiva fino a 315 milioni. Arera ne ha disposto l’accredito automatico direttamente in fattura, senza necessità di presentare domanda. Il decreto consente inoltre, nel 2026 e nel 2027, ai fornitori di riconoscere un ulteriore contributo ai clienti domestici residenti non titolari del bonus sociale con Isee non superiore a 25.000 euro, secondo le condizioni previste dalla legge.
Il nuovo rincaro del quarto trimestre ha però riaperto il problema dell’adeguatezza di queste protezioni. Tra le ipotesi sollecitate dalle associazioni dei consumatori c’è soprattutto un nuovo intervento sugli oneri generali di sistema. L’Unione nazionale consumatori, attraverso il vicepresidente Marco Vignola, ha chiesto al Governo di tornare a ridurli o azzerarli temporaneamente, come avvenuto durante la precedente crisi energetica, sostenendo che ciò consentirebbe di attenuare immediatamente l’aumento in bolletta. Secondo l’associazione, se i prezzi attuali restassero invariati per 12 mesi, l’impatto sarebbe sensibilmente maggiore di quello che emerge dal confronto sull’intero anno solare effettuato da Arera.
Anche Adiconsum, associazione dei consumatori legata alla Cisl, ha richiamato l’attenzione sull’aumento che segue quelli già registrati nel secondo e nel terzo trimestre e continua a offrire assistenza agli utenti vulnerabili per verificare bollette, condizioni contrattuali e possibilità di passaggio alla Maggior Tutela. Il tema viene seguito più in generale dalle organizzazioni dei consumatori, che chiedono interventi strutturali e non soltanto offerte commerciali temporanee delle singole compagnie.
Sul versante istituzionale Arera ha già aperto un procedimento specifico per rafforzare ulteriormente la protezione di chi percepisce i bonus sociali, che dovrà concludersi entro il 31 dicembre 2026. Tra le misure allo studio figurano una maggiore semplicità nell’erogazione dei bonus, la riduzione degli oneri collegati ai ritardi nei pagamenti, strumenti per contrastare la morosità senza aggravare la situazione delle famiglie in difficoltà e protezioni specifiche per chi utilizza apparecchiature salvavita alimentate elettricamente. Al procedimento partecipano attraverso consultazioni e tavoli tecnici anche associazioni dei consumatori, venditori e altri soggetti interessati.
Una parte del lavoro riguarda quindi interventi immediati sulle bollette, mentre un’altra punta a impedire che una famiglia economicamente fragile, trovandosi temporaneamente in difficoltà con i pagamenti, accumuli ulteriori costi o arrivi più facilmente alla sospensione della fornitura. Arera non può però decidere autonomamente nuovi stanziamenti statali o l’azzeramento generalizzato degli oneri: per misure di questo genere occorre una decisione politica e finanziaria del Governo e del Parlamento.
I dicasteri principalmente coinvolti sono il Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, guidato da Gilberto Pichetto Fratin, che ha la competenza centrale sulla politica energetica; il Ministero dell’Economia e delle finanze, guidato da Giancarlo Giorgetti, per la copertura finanziaria degli eventuali aiuti; e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, guidato da Adolfo Urso, per gli aspetti riguardanti mercato, imprese e tutela dei consumatori. Proprio questi ministeri erano intervenuti nel decreto Bollette di febbraio, che aveva introdotto il contributo straordinario e misure volte a ridurre alcune componenti strutturali del costo dell’energia.
Al momento, tuttavia, non risulta ancora varato un nuovo provvedimento governativo specificamente destinato a compensare il +37,3% entrato in vigore oggi. Le possibili strade restano quindi il rafforzamento del bonus sociale e dei contributi straordinari, un eventuale intervento sugli oneri di sistema o sulle imposte e, sul piano regolatorio, le nuove tutele che Arera sta predisponendo. Qualunque nuova misura nazionale richiederebbe però risorse pubbliche e una scelta del Governo.
Parallelamente si è aperto un confronto anche sul modo di proteggersi dalle oscillazioni future. Elettricità Futura, associazione delle imprese del settore elettrico aderente a Confindustria, sostiene che le offerte a prezzo fisso possano trasferire sugli operatori parte del rischio delle variazioni del mercato e considera quindi questo tipo di contratto uno degli strumenti utilizzabili contro i picchi. Si tratta però di una soluzione commerciale, non di una misura sociale: può stabilizzare il prezzo della materia energia ma non sostituisce gli aiuti pubblici destinati alle famiglie con minori possibilità economiche.
Il nodo rimane dunque aperto: le protezioni esistenti attenuano il costo per una parte dei nuclei economicamente più fragili, ma il nuovo aumento ha riacceso le richieste al Governo di intervenire nuovamente, mentre Arera sta lavorando su una tutela più ampia dei percettori del bonus e le associazioni dei consumatori chiedono di agire soprattutto sugli oneri che compongono la bolletta.
Hormuz continua a condizionare petrolio e gas
Alla base della pressione sui prezzi resta soprattutto il quadro internazionale. La crisi nel Golfo e le difficoltà nella navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz (passaggio tra il Golfo Persico e il Golfo dell’Oman attraverso il quale transita una parte rilevante delle forniture mondiali di petrolio e gas) continuano a condizionare le quotazioni energetiche.
La Commissione europea sta valutando di rinviare di un anno alcuni nuovi obblighi previsti dal 1° gennaio 2027 per chi importa petrolio e gas nell’Unione. Le nuove regole impongono, tra l’altro, di controllare e comunicare con maggiore precisione le emissioni di metano prodotte durante l’estrazione e il trasporto dell’energia acquistata all’estero e di dimostrare che i fornitori rispettino sistemi di controllo equivalenti a quelli europei. L’eventuale rinvio servirebbe a evitare che, in una fase di crisi, questi adempimenti rendano più difficili o costose alcune forniture. L’Agenzia internazionale dell’energia (IEA) valuta inoltre nuovi rilasci dalle riserve strategiche, cioè la possibilità che i Paesi mettano temporaneamente sul mercato una parte delle scorte di petrolio e carburanti conservate per le emergenze. Aumentando per un periodo l’offerta disponibile, si cerca di evitare carenze e frenare eventuali ulteriori aumenti dei prezzi.
Sul piano diplomatico è intervenuto anche un aggiornamento. L’Iran ha ricevuto attraverso la mediazione del Qatar una risposta degli Stati Uniti al piano iraniano di 7 giorni per creare le condizioni di una riduzione delle tensioni e della riapertura dello Stretto di Hormuz. Il confronto riguarda anche l’ordine con il quale attuare i diversi passaggi e non risulta ancora raggiunta un’intesa.
Mediterranea24 aveva già ricostruito nei giorni scorsi la proposta iraniana e il ruolo assunto da Hormuz nella crisi internazionale. Il nuovo sviluppo conferma che il canale diplomatico rimane aperto, ma il rischio geopolitico continua a incidere sui mercati energetici e, a cascata, sui costi sostenuti da famiglie e imprese europee.
I precedenti seguiti da Mediterranea24
Mediterranea24 ha seguito l’evoluzione della crisi dal gasolio oltre 2,35 euro in Sicilia al confronto sugli aiuti alle imprese dell’autotrasporto, dal primo tetto annunciato da Eni fino alla sua entrata in vigore mentre gli agricoltori siciliani tornavano in strada.
Nell’immagine di copertina, agricoltori e pescatori; luce gas nuovi rincari; incerta la crisi mediorientale.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









