Le memorie della Serenissima a Noventa Vicentina: storia, cultura e legami con Messina

Alla 39ª Fiera autunnale dell’Area Berica le relazioni di Carlo Alberto Formaggio, Alberto Montagner e Domenico Interdonato. Rievocazioni storiche e […]

Alla 39ª Fiera autunnale dell’Area Berica le relazioni di Carlo Alberto Formaggio, Alberto Montagner e Domenico Interdonato. Rievocazioni storiche e figuranti hanno animato la giornata.

Storia, identità e legami tra territori sono stati al centro dell’incontro “Le memorie della Serenissima a Noventa Vicentina”, svoltosi domenica 11 ottobre nella storica Sala Paradiso di Villa Barbarigo, nell’ambito della 39ª Fiera autunnale dell’Area Berica.

L’iniziativa ha offerto un percorso tra le vicende della Repubblica di Venezia e la storia locale, mettendo in evidenza anche i rapporti storici tra il Veneto e Messina. Ad aprire i lavori è stato il vicesindaco di Noventa Vicentina, Carlo Alberto Formaggio, che ha presentato i relatori: Alberto Montagner, presidente dell’associazione “Veneto Nostro”, e Domenico Interdonato, giornalista, scrittore e vicepresidente nazionale dei giornalisti e comunicatori cattolici dell’UCSI.

Nel suo intervento, Montagner ha ripercorso le origini della storia veneziana, partendo dall’età romana e dalla X Regio Venetia et Histria, una delle regioni in cui l’imperatore Augusto suddivise l’Italia. Il suo excursus storico ha attraversato le tappe fondamentali dell’ascesa della Serenissima, soffermandosi sul periodo di massimo splendore e sul ruolo della Repubblica di Venezia nel Mediterraneo, fino alla battaglia di Lepanto del 1571, che vide le forze della Lega Santa sconfiggere la flotta ottomana.

Il vicesindaco Formaggio ha invece approfondito la storia di Noventa Vicentina, arricchendo il racconto con aneddoti e curiosità che hanno coinvolto l’attenzione dei presenti. Il suo intervento si è concluso con la figura di Agostino Barbarigo, comandante veneziano caduto proprio nella battaglia di Lepanto, episodio che lega la storia della Serenissima alle vicende della grande battaglia navale.

A portare il saluto della città di Messina è stato Domenico Interdonato, che ha evidenziato le connessioni storiche tra le due realtà. Al centro del suo intervento il ruolo strategico del porto naturale dello Stretto di Messina, punto di raccolta della flotta cristiana prima della partenza verso Lepanto. Una pagina di storia che testimonia l’importanza del Mediterraneo come crocevia di commerci, alleanze e scontri tra potenze.

Interdonato ha concluso il proprio contributo ricordando la figura del capitano Umberto Masotto, protagonista di un legame storico e commemorativo che unisce ancora oggi Messina e il Veneto. A testimoniare questa memoria è anche il monumento dedicato a Masotto e agli artiglieri da montagna siciliani, simbolo di una storia condivisa che continua a essere tramandata attraverso iniziative culturali e momenti di approfondimento.

La manifestazione è stata arricchita dalla presenza di circa quaranta figuranti in abiti storici, impegnati in simulazioni di combattimenti curate dall’associazione culturale “Scaligeri APS”. A seguire, una suggestiva sfilata con il Doge e la sua corte, alla quale hanno preso parte anche la “Compagnia d’Arme San Vitale” e l’associazione “Veneto Nostro”, ha riportato il pubblico nell’atmosfera della Venezia storica.

Soddisfazione è stata espressa dal sindaco Mattia Veronese per la partecipazione registrata durante la giornata.

«Noventa è stata invasa fin dalle prime ore di domenica mattina da migliaia di visitatori, che si sono soffermati ad ammirare la Fiera autunnale dell’Area Berica, con oltre 150 espositori e un ricco programma dedicato all’agricoltura, alle tradizioni, ai mezzi d’epoca, alle rievocazioni storiche e ai prodotti del territorio. L’evento è servito a valorizzare le eccellenze, il lavoro e le tradizioni dell’Area Berica. Ringrazio i partecipanti e le tante autorità intervenute», ha dichiarato il primo cittadino.

L’incontro dedicato alla Serenissima si è così inserito nel più ampio programma della Fiera, confermando il valore della memoria storica come strumento di promozione culturale e di dialogo tra comunità. Un’occasione per riscoprire le radici del territorio e rinnovare il legame tra Noventa Vicentina, il Veneto e Messina, nel segno di una storia mediterranea che continua a parlare al presente.