Caro trasporti in Sicilia, domani confronto sugli aiuti ai Tir. Isole minori, chiesto lo stop al rincaro del 18%

Alle 15 tavolo con Aricò sul decreto da 15 milioni. Sul fronte marittimo Federalberghi chiede di intervenire con l’assestamento di bilancio per neutralizzare gli aumenti

Sintesi

Domani 23 settembre alle 15 gli autotrasportatori siciliani incontreranno a Palermo l’assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Aricò per riesaminare il decreto attuativo dei 15 milioni destinati al caro gasolio. Le risorse sono state stanziate dalla legge regionale 13 del 28 maggio 2026, ma il Comitato trasportatori siciliani contesta i criteri della bozza e avverte che, senza modifiche, potrebbe tornare al fermo delle attività nei porti. Dopo oltre 4 mesi dallo stanziamento, il punto decisivo è ancora come distribuire concretamente gli aiuti.

Il nodo europeo è più articolato del semplice limite “de minimis”. Il regime ordinario consente fino a 300 mila euro per impresa nell’arco di 3 anni, mentre il quadro temporaneo adottato dalla Commissione per la crisi mediorientale permette per l’autotrasporto di coprire fino al 70% dei maggiori costi di carburante oppure, con un sistema semplificato, di concedere fino a 50 mila euro per impresa. I 50 mila euro non si aggiungono quindi ai 300 mila portando il tetto a 350 mila.

Resta aperto anche il fronte nazionale del Sea Modal Shift, l’incentivo che ha sostituito il Marebonus per spostare le merci dalla strada al mare. Il Comitato sostiene che i pagamenti della prima annualità siano in ritardo e chiede più risorse per la terza. Il Ministero conferma che la prima annualità viene liquidata in 2 tranche e che una parte dei pagamenti è prevista nel secondo semestre 2026; la terza annualità copre invece gli imbarchi fino al 5 dicembre. Per le imprese il problema è quindi anche quando le somme diventano effettivamente disponibili.

Ieri 21 settembre Federalberghi Isole Minori della Sicilia ha intanto chiesto alla Regione e all’Ars di utilizzare il ddl 1200 sull’assestamento di bilancio per sterilizzare il rincaro del 18% applicato dal 10 settembre ai collegamenti Siremar-SNS in convenzione statale. Secondo l’associazione, sommato agli aumenti già intervenuti dal 2022, l’incremento porta il livello complessivo vicino all’84%. Oggi 22 settembre l’Ars è convocata in seduta e proseguono anche i lavori della Commissione Bilancio. Il costo dei trasporti resta così aperto contemporaneamente su gomma e sul mare.

Articolo

Domani il confronto sul decreto

L’appuntamento è fissato per domani 23 settembre alle 15 a Palermo, nella sede dell’assessorato regionale delle Infrastrutture e della mobilità. Alessandro Aricò (assessore regionale alle Infrastrutture e alla mobilità, Fratelli d’Italia) incontrerà i rappresentanti dell’autotrasporto per riesaminare la bozza del decreto che deve rendere concretamente utilizzabili i 15 milioni di euro destinati alle imprese siciliane del settore colpite dal caro carburante. La convocazione è stata confermata dal Comitato trasportatori siciliani, che ha annunciato di voler chiedere modifiche al testo.

Lo stanziamento non nasce adesso. L’articolo 16 della legge regionale 28 maggio 2026 n. 13 ha autorizzato complessivamente 30 milioni di euro: 15 milioni per l’autotrasporto, 10 per l’agricoltura e 5 per la pesca. I contributi devono compensare parzialmente i maggiori costi sostenuti tra il 1° marzo e il 31 dicembre 2026 e la stessa legge dispone che gli aiuti rispettino il quadro temporaneo europeo adottato in conseguenza della crisi in Medio Oriente.

Una bozza già presentata a giugno

Il primo testo attuativo era stato presentato da Aricò alla Consulta regionale dell’autotrasporto già il 19 giugno. Le organizzazioni furono invitate a formulare osservazioni e da allora uno dei principali punti di contrasto ha riguardato proprio il regime europeo attraverso il quale concedere le somme. Il 16 settembre l’assessore aveva annunciato la pubblicazione del decreto entro la fine di quella settimana, spiegando che gli approfondimenti tecnici servivano a evitare contestazioni successive.

Oggi 22 settembre, nelle fonti ufficiali regionali consultate non ho reperito ancora il testo definitivo pubblicato del decreto attuativo annunciato da Aricò. Questo rende particolarmente importante il confronto di domani, perché non consente ancora di verificare direttamente tutti i criteri contenuti nell’ultima versione sulla quale la Regione e le categorie discuteranno.

De minimis e quadro temporaneo europeo

Il punto tecnico richiede una distinzione. Il de minimis ordinario è disciplinato dal regolamento europeo 2023/2831: una singola impresa può ricevere complessivamente fino a 300 mila euro nell’arco di 3 anni attraverso aiuti rientranti in questo regime. Il vantaggio è la procedura più semplice, perché gli interventi che rispettano queste condizioni non devono essere preventivamente notificati alla Commissione come normali aiuti di Stato.

Per la crisi determinata dagli eventi in Medio Oriente esiste però dal 29 aprile 2026 un quadro distinto, il METSAF (quadro temporaneo per gli aiuti di Stato connessi alla crisi mediorientale), valido fino al 31 dicembre. Per il trasporto stradale permette di coprire fino al 70% dei maggiori costi del carburante causati dalla crisi, calcolati rispetto a valori di riferimento verificabili. In alternativa consente di utilizzare parametri semplificati, come dimensione dell’impresa, consumi stimati o numero dei veicoli, con un massimo in questo caso di 50 mila euro per impresa.

La legge siciliana richiama espressamente proprio questo quadro temporaneo. Il confronto riguarda quindi, in sostanza, quale meccanismo utilizzare nel decreto per distribuire i 15 milioni e quali eventuali limiti applicare alle singole imprese.

Il Comitato prospetta un nuovo fermo

Salvatore Bella (coordinatore del Comitato trasportatori siciliani) ha anticipato che la categoria chiederà domani di eliminare dalla bozza il riferimento al de minimis e ha collegato l’esito dell’incontro alla possibilità di un nuovo fermo. La posizione del Comitato è che, con il gasolio attestato in alcuni casi intorno ai 2,40 euro al litro, contributi troppo ridotti rispetto ai consumi delle aziende non riuscirebbero a compensare il maggiore costo operativo.

Il precedente è recente. Ad aprile il Comitato aveva sospeso per alcuni giorni la movimentazione delle merci nei porti siciliani; secondo gli organizzatori l’adesione aveva raggiunto circa il 90%. Il fermo venne poi sospeso dopo la convocazione al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e l’apertura di un tavolo tecnico.

Il Sea Modal Shift ancora al centro della vertenza

La seconda questione sollevata dagli autotrasportatori riguarda il Sea Modal Shift (incentivo per favorire il trasferimento delle merci dalla strada alle navi), che dal 2023 ha sostituito il precedente Marebonus. Il programma riconosce alle imprese di autotrasporto un contributo per gli imbarchi su navi Ro-Ro e Ro-Pax (indicano le operazioni e le tipologie di trasporto marittimo di veicoli e passeggeri che salgono e scendono dalla nave sulle proprie ruote tramite apposite rampe), calcolato anche sulla distanza stradale evitata. La dotazione originaria nazionale era stata fissata in 21,5 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2023 al 2026.

Il Comitato sostiene che il Ministero non abbia rispettato i tempi concordati per la prima annualità e chiede inoltre un incremento delle risorse della terza. Gli atti ufficiali del Mit precisano che, per la prima annualità, il contributo viene materialmente liquidato in 2 tranche: una sulle risorse di competenza 2025 e una seconda, legata alla reiscrizione dei residui, prevista nel corso del secondo semestre 2026. La documentazione ministeriale consultata non consente invece di stabilire quanti beneficiari abbiano già materialmente ricevuto la prima parte delle somme.

La terza annualità è già stata attivata con il decreto direttoriale 222 del 18 novembre 2025 e riguarda gli imbarchi effettuati dal 6 dicembre 2025 al 5 dicembre 2026. La richiesta degli autotrasportatori riguarda quindi un aumento della dotazione disponibile, non l’avvio della misura, che è già operativa.

Il rincaro delle navi per le isole minori

Sul fronte marittimo, il problema si sposta dalle imprese di autotrasporto alle comunità delle isole minori. Dal 10 settembre Società Navigazione Siciliana ha ripristinato l’aumento del 18% sulle linee Siremar-SNS disciplinate dalla convenzione statale, dopo una prima applicazione in agosto e una successiva sospensione. Il rincaro interessa navi e mezzi veloci della convenzione nazionale e va distinto dai servizi finanziati direttamente dalla Regione.

La distinzione è importante. L’11 agosto la Giunta regionale ha approvato 2 interventi: uno per riconoscere 8,23 milioni di euro a Liberty Lines, così da coprire parte dei maggiori costi dei collegamenti veloci regionali tra il 2025 e il 2027; l’altro per avviare il passaggio alla Regione, dal 10 ottobre 2027, di gran parte dei collegamenti marittimi oggi gestiti dallo Stato, esclusi quelli per Ustica e la linea Eolie-Napoli. Questi provvedimenti, però, non hanno risolto il problema degli aumenti dei biglietti sulle linee statali, dove dal 10 settembre è tornato in vigore il rincaro.

Federalberghi chiede di intervenire con il ddl 1200

Ieri 21 settembre Federalberghi Isole Minori della Sicilia ha chiesto al Governo regionale e ai deputati dell’Assemblea regionale siciliana di utilizzare il ddl 1200, “Disposizioni per la coesione e la crescita. Variazioni al bilancio della Regione siciliana per l’esercizio finanziario 2026 e per il triennio 2026-2028”, per reperire le risorse necessarie a neutralizzare l’aumento. L’associazione indica come possibile fonte finanziaria il Fondo speciale per interventi legislativi e chiede di riequilibrare il Piano economico-finanziario della convenzione marittima.

Federalberghi ricorda che il nuovo aumento del 18% si applica dopo rincari che dal giugno 2022 avevano già raggiunto complessivamente il 56%. Applicando il nuovo 18% alle tariffe già aumentate, il risultato matematico è circa +84% rispetto al livello iniziale del 2022, dato che spiega il valore indicato dall’associazione. Restano inoltre aperte le richieste per il ripristino delle corse soppresse, le tutele per pendolari e merci, i nuovi bandi e un tavolo tecnico permanente.

Oggi 22 settembre l’Assemblea regionale è convocata per la seduta n. 274 e sono programmati anche i lavori della Commissione Bilancio. Il ddl 1200 è già stato esaminato nelle scorse settimane dalle commissioni parlamentari. Non è però possibile anticipare se e in quale formulazione la richiesta di Federalberghi verrà tradotta in un emendamento approvato dall’Ars.

I precedenti di Mediterranea24

La vertenza completa un quadro che Mediterranea24 aveva ricostruito appena il 20 settembre, distinguendo gli aumenti dei collegamenti statali da quelli regionali. Nei giorni precedenti la testata aveva approfondito anche gli aiuti ancora incompiuti e il rincaro dei traghetti e la protesta degli autotrasportatori con il nodo Sea Modal Shift.

Nell’immagine di copertina, l’incontro al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con i rappresentanti degli autotrasportatori siciliani; Salvatore Bella durante la mobilitazione della categoria; la nave Siremar “Nerea”, impiegata nei collegamenti con le isole minori.