Regionali siciliane, coalizioni in movimento: De Luca nel confronto progressista, Schifani punta al bis

Crisafulli propone il leader di Sud chiama Nord, Faraone apre e AVS rilancia le primarie. PD e M5S preparano il vertice del 24 settembre. Calderone lascia Forza Italia per Vannacci

Sintesi

La candidatura di Cateno De Luca entra con maggiore forza nel dibattito del campo progressista. Mirello Crisafulli, sindaco di Enna e storico esponente dell’area democratica, lo ha indicato pubblicamente come possibile candidato alla presidenza della Regione. Davide Faraone considera possibile la sua partecipazione e propone le primarie se i nomi resteranno più di uno. L’apertura di Crisafulli, tuttavia, non equivale alla posizione ufficiale del PD, che il 24 settembre riunirà a Palermo tutte le componenti del campo progressista.

Nel centrosinistra le distanze restano soprattutto sul metodo e sul perimetro. Il PD considera le primarie una soluzione possibile e mantiene Sud chiama Nord tra gli interlocutori; il M5S insiste invece sul programma prima del candidato; AVS chiede di fermare le iniziative individuali e arrivare a una scelta condivisa; Ismaele La Vardera conferma la propria candidatura. Il vertice di giovedì dovrà quindi chiarire prima di tutto chi farà parte della coalizione e come sarà scelto il candidato.

Nel centrodestra Renato Schifani considera ormai acquisita la propria disponibilità al secondo mandato, ma i partiti non sono tutti formalmente sulla stessa posizione. La Lega ha già espresso un sostegno esplicito; Raffaele Lombardo per il MPA ha indicato Schifani come la soluzione naturale; Fratelli d’Italia riconosce il lavoro svolto ma rinvia la decisione definitiva alla fine della legislatura; la Democrazia Cristiana esprime un giudizio positivo sul governo ma riserva agli organismi del partito la scelta sulla candidatura. Noi Moderati di Saverio Romano ha invece dichiarato la propria contrarietà al bis.

Anche Forza Italia attraversa una fase di riassetto. Il nuovo commissario regionale Nino Minardo sta riorganizzando il partito e sostiene l’azione del Governo, mentre Ieri 21 settembre è emerso il passaggio del deputato messinese Tommaso Calderone a Futuro Nazionale di Roberto Vannacci. Il movimento vannacciano arriva così a 9 deputati alla Camera e aggiunge un ulteriore elemento agli equilibri siciliani in vista del 2027.

Le elezioni suppletive servono a scegliere un nuovo deputato quando, durante la legislatura, rimane vacante un seggio assegnato in un collegio uninominale. Non si rinnova quindi la Camera: votano soltanto gli elettori del collegio interessato. A Reggio Calabria la consultazione del 27 e 28 settembre 2026, che riguarda 71 Comuni, è stata convocata per sostituire Francesco Cannizzaro, dimessosi da deputato dopo l’elezione a sindaco della città.

Articolo

Crisafulli porta De Luca dentro il dibattito del centrosinistra

La novità politica più recente è maturata domenica 20 settembre a Villarosa (Comune dell’Ennese), alla Festa provinciale dell’Unità. Vladimiro “Mirello” Crisafulli (sindaco di Enna, già senatore e storico dirigente dell’area democratica) ha sostenuto che il centrosinistra debba andare oltre il proprio perimetro tradizionale e ha indicato Cateno De Luca (sindaco di Taormina e leader di Sud chiama Nord) come possibile candidato alla presidenza della Regione Siciliana. L’argomento utilizzato da Crisafulli è politico-elettorale: secondo il sindaco di Enna, De Luca sarebbe in grado di intercettare consensi esterni al centrosinistra.

La posizione ha un peso nel dibattito, ma non rappresenta un’investitura del PD siciliano. Lo stesso Crisafulli è stato eletto sindaco di Enna nel maggio scorso senza il simbolo del Partito Democratico, che la segreteria nazionale aveva deciso di non concedergli, pur in presenza di esponenti dem nella coalizione che lo sosteneva. È quindi necessario distinguere la proposta di un autorevole esponente dell’area democratica dalla linea formalmente assunta dal partito.

De Luca rilancia il patto degli amministratori

De Luca ha raccolto immediatamente l’apertura e Ieri 21 settembre ha rilanciato l’idea di un “patto tra amministratori di territorio”, sostenendo la necessità di superare gli attuali assetti delle coalizioni e rivendicando maggiore autonomia della politica siciliana rispetto alle segreterie nazionali. Il progetto viene definito dallo stesso leader di Sud chiama Nord “autonomista, civico e progressista”.

Danilo Lo Giudice (coordinatore regionale di Sud chiama Nord e sindaco di Santa Teresa di Riva) ha quindi chiesto al campo progressista una decisione in tempi brevi, sostenendo che lo spazio per un eventuale allargamento a Sud chiama Nord si stia restringendo. È la conferma che un accordo con il centrosinistra non è stato raggiunto e che De Luca continua, almeno al momento, a conservare una propria struttura, proprie liste e una candidatura autonoma.

Il PD porta la discussione al tavolo del 24 settembre

La posizione ufficiale del PD resta affidata al percorso guidato da Anthony Barbagallo (segretario regionale del Partito Democratico). Giovedì 24 settembre alle 15, al Centro Pio La Torre di Palermo, è convocato il tavolo dei segretari regionali del campo progressista. Sono annunciati PD, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Controcorrente, Progetto Civico, Italia Viva e le altre componenti socialiste, europeiste e civiche dell’area. Tra i temi figurano programma, perimetro della coalizione e modalità di scelta del candidato, comprese le primarie.

Il PD ha già chiarito nelle settimane scorse di considerare Sud chiama Nord un interlocutore, mentre Barbagallo ha indicato le primarie come una possibile soluzione qualora non emergesse una candidatura condivisa. Parallelamente, dal 20 settembre il partito ha avviato per 5 settimane una campagna di ascolto nelle piazze siciliane, definita dai promotori un’“inchiesta sociale”, con l’obiettivo dichiarato di raccogliere indicazioni sui problemi e sulle priorità dei territori.

Il M5S parte dal programma

Il Movimento 5 Stelle mantiene una linea diversa soprattutto sui tempi. Nuccio Di Paola (coordinatore regionale del M5S e vicepresidente dell’Assemblea regionale siciliana) è rientrato dalla manifestazione nazionale “Nova” di Milano indicando come priorità la definizione del programma regionale, che il Movimento intende completare e presentare in Sicilia attraverso una propria convention in autunno.

Sul candidato il M5S non ha formalizzato un nome unitario per la coalizione. Di Paola ha ripetuto che occorre cercare prima una sintesi politica, mentre Roberta Schillaci (deputata regionale del Movimento) ha lasciato aperta la possibilità delle primarie qualora quella sintesi non venga trovata. Le indiscrezioni interne hanno fatto circolare, tra gli altri, i nomi dello stesso Di Paola e di Giuseppe Antoci, ma non corrispondono a una designazione ufficiale del Movimento o dell’intero campo progressista.

AVS chiede primarie e mantiene le distanze da De Luca

Alleanza Verdi e Sinistra occupa una posizione più netta. Oggi 22 settembre, Pierpaolo Montalto e Fabio Giambrone (vertici siciliani di AVS) hanno chiesto di fermare le “fughe in avanti” sulle candidature e di utilizzare il vertice del 24 settembre per arrivare a un’intesa comune, ribadendo il favore per le primarie.

Sul rapporto con De Luca, AVS aveva espresso nelle settimane precedenti una contrarietà esplicita all’ingresso di Sud chiama Nord nell’alleanza. Non risulta, al momento delle verifiche effettuate Oggi 22 settembre, una successiva decisione ufficiale che abbia superato quella posizione. L’apertura di Crisafulli rende quindi il tema nuovamente attuale, ma non cancella le differenze interne al campo progressista.

La Vardera resta candidato, Faraone apre a De Luca

Ismaele La Vardera (deputato regionale e leader di Controcorrente) ha già annunciato la propria candidatura alla presidenza della Regione e continua a dichiararsi disponibile a misurarsi nelle primarie. Controcorrente dispone dal luglio scorso anche di un proprio gruppo all’Assemblea regionale siciliana.

Su questa candidatura è intervenuto Ieri 21 settembre Davide Faraone (vicepresidente di Italia Viva-Casa Riformista), contestando soprattutto il metodo dell’autocandidatura e sostenendo che De Luca debba avere almeno lo stesso diritto di partecipare al confronto. Faraone ha indicato le primarie come soluzione qualora restassero in campo più aspiranti presidenti. È un’apertura significativa dell’area riformista verso Sud chiama Nord, ma anche in questo caso non costituisce ancora una decisione della coalizione.

Il 24 settembre, peraltro, si terranno a Palermo 2 appuntamenti diversi: alle 15 il tavolo ufficiale del campo progressista al Centro Pio La Torre; dalle 19 alle 22 l’assemblea “Casa riformista per la Sicilia” ai Cantieri culturali alla Zisa. Non risultano elementi sufficienti per descrivere quest’ultimo appuntamento come il vertice ufficiale di tutti i leader del centrosinistra siciliano.

De Luca mantiene interlocuzioni trasversali

La collocazione di Sud chiama Nord resta quindi il punto più mobile del quadro. Alla convention palermitana del progetto “Governo di Liberazione” hanno partecipato, come interlocutori, esponenti appartenenti a schieramenti differenti: da Fratelli d’Italia al PD, da Forza Italia alla Lega, dal M5S a Noi Moderati e Italia Viva. La partecipazione a quell’incontro non equivale naturalmente a un’adesione politica, ma documenta la strategia trasversale perseguita da De Luca.

Anche il confronto istituzionale con Schifani è proseguito. Il 18 settembre, al convegno sugli incendi organizzato a Taormina, il presidente della Regione ha definito condivisibile la proposta di De Luca di istituire un fondo di rotazione regionale per consentire ai Comuni di intervenire sui terreni privati non ripuliti e recuperare poi le somme dai proprietari. Della proposta e dell’apertura del governatore si è già occupata Mediterranea24, evidenziando che il fondo dovrà ancora essere finanziato e tradotto in una disposizione legislativa. Si tratta quindi di un punto concreto di collaborazione amministrativa tra Schifani e De Luca, che tuttavia non costituisce di per sé un accordo elettorale.

Schifani considera acquisita la propria disponibilità al bis

Sul fronte opposto Renato Schifani (presidente della Regione ed esponente di Forza Italia) ha ormai esplicitato senza ambiguità la volontà di proseguire. Il 19 settembre, al Politeama di Palermo, ha dichiarato di dare per scontato il proprio impegno e ha sostenuto che “praticamente tutta la coalizione” si sarebbe pronunciata a favore del secondo mandato. Ha inoltre espresso un giudizio positivo sul sindaco di Palermo Roberto Lagalla, sostenendone la riconferma.

La fotografia dei singoli partiti è però meno uniforme della formula utilizzata dal governatore. Esistono adesioni esplicite, sostegni politici con decisione formale rinviata e almeno una posizione dichiaratamente contraria.

FdI sostiene il governo ma rinvia l’investitura definitiva

Fratelli d’Italia non ha escluso Schifani. Luca Sbardella (commissario regionale di FdI) ha riconosciuto il lavoro svolto dal presidente e definito il suo nome “sul tavolo”, ma ha precisato che la decisione sul candidato sarà affrontata alla fine della legislatura. La posizione lascia quindi Schifani in prima fila, senza trasformare il sostegno all’attuale governo in una designazione formalmente già conclusa per il 2027.

All’interno dello stesso centrodestra continuano inoltre a circolare disponibilità alternative. Giorgio Mulè (vicepresidente della Camera ed esponente di Forza Italia) ha dichiarato che, qualora gli venisse chiesto di assumere una responsabilità diretta nella propria Regione, sarebbe disponibile; FdI ha però ribadito nello stesso periodo la valutazione positiva sull’attuale presidente. Sono opzioni politiche ancora sullo sfondo, non candidature formalmente decise.

La Lega è già schierata sul secondo mandato

La posizione della Lega è invece più definita. Matteo Salvini (segretario federale del partito) già il 19 febbraio scorso, durante una riunione a Messina, aveva parlato esplicitamente di “Schifani bis” nel 2027, aggiungendo che in futuro il partito potrebbe aspirare direttamente alla presidenza della Regione.

Questa linea non va confusa con le normali tensioni che continuano a emergere nella maggioranza regionale sui singoli provvedimenti, sulle nomine e sulla distribuzione delle responsabilità di governo. Il sostegno alla ricandidatura non rende infatti omogenee tutte le posizioni politiche interne alla coalizione.

Lombardo e il MPA aprono nettamente al bis

Anche Raffaele Lombardo (fondatore del Movimento per l’Autonomia ed ex presidente della Regione) ha compiuto un passo esplicito. Il 14 settembre ha sostenuto che, alla luce del giudizio favorevole che a suo avviso molti alleati esprimono sull’operato di Schifani, sarebbe difficile motivare una candidatura differente. Lombardo ha contemporaneamente avvertito che il MPA non considererebbe automaticamente vincolante un candidato alternativo deciso dai vertici nazionali e imposto al tavolo siciliano.

Lo stesso Lombardo ha parlato della possibilità che regionali e politiche vengano accorpate, ma si tratta di uno scenario politico prospettato dal leader autonomista, non di un election day già fissato.

La DC approva il Governo ma non ha ancora deliberato sul candidato

Più prudente la posizione ufficiale della Democrazia Cristiana. Salvatore Giuffrida (commissario regionale della DC) il 29 agosto ha espresso un giudizio positivo sul governo Schifani, precisando però che ogni scelta sulla candidatura alla presidenza della Regione dovrà essere assunta dagli organismi del partito e d’intesa con la segreteria nazionale. Questa precisazione è rilevante perché consente di distinguere le dichiarazioni favorevoli provenienti da singoli dirigenti dalla decisione formale del partito. Al momento, quindi, la DC sostiene il Governo ma non ha trasformato quel sostegno in un’investitura definitiva per le Regionali del 2027.

Noi Moderati resta il principale distinguo nella coalizione

Ancora diversa è la posizione di Saverio Romano (coordinatore politico di Noi Moderati). Il 24 giugno ha dichiarato esplicitamente di essere contrario sia allo Schifani bis alla Regione sia alla riconferma di Lagalla a Palermo. Noi Moderati continua a collocarsi nel centrodestra, ma questa posizione impedisce di descrivere come unanime l’attuale sostegno alla ricandidatura del governatore.

Forza Italia si riorganizza attorno a Minardo

Anche il partito del presidente attraversa una fase di riorganizzazione. Nino Minardo (deputato nazionale e nuovo commissario regionale di Forza Italia) sta incontrando parlamentari e dirigenti per ricomporre le diverse aree interne e ha indicato come priorità il rafforzamento della struttura territoriale. Sul Governo ha sostenuto la necessità di aiutare Schifani a proseguire il lavoro, mentre sulla candidatura ha invitato a non trasformare con troppo anticipo il confronto politico in una discussione esclusivamente sui nomi.

Ieri 21 settembre il gruppo parlamentare regionale di Forza Italia si è inoltre riunito a Palermo in vista della variazione di bilancio, discutendo proposte economiche e territoriali. Per giovedì 24 è indicato un ulteriore confronto della maggioranza. Ciò mostra che la partita del 2027 procede parallelamente alla gestione dell’ultimo tratto della legislatura e alle decisioni sul bilancio regionale.

Calderone lascia Forza Italia e passa con Vannacci

Nelle stesse ore Forza Italia ha però perso un parlamentare siciliano. Ieri 21 settembre è stato reso noto il passaggio di Tommaso Calderone (deputato nazionale eletto nel Messinese e vicepresidente della Commissione Giustizia della Camera) a Futuro Nazionale, la formazione guidata da Roberto Vannacci. La presentazione ufficiale dell’adesione è prevista Oggi 22 settembre alla Camera. Con Calderone la componente parlamentare riconducibile a Vannacci arriva a 9 deputati.

Calderone, nato a Barcellona Pozzo di Gotto (Comune tirrenico della Città metropolitana di Messina), è stato deputato regionale di Forza Italia nelle legislature XVII e XVIII. Nel 2022 è stato eletto sia all’Assemblea regionale sia alla Camera e il 20 dicembre dello stesso anno si è dimesso dall’Ars dopo avere optato per Montecitorio. I dati ufficiali dell’Assemblea regionale riportano 11.143 preferenze alle Regionali del 2022 nel collegio di Messina.

Il passaggio ha un riflesso diretto anche in Sicilia, in quanto Futuro Nazionale aveva già annunciato l’intenzione di presentarsi alle prossime Regionali. Non esiste tuttavia, allo stato, un accordo elettorale tra il movimento di Vannacci e la coalizione regionale che sostiene Schifani; il nuovo ingresso rafforza invece la presenza organizzativa della formazione nell’Isola.

La suppletiva calabrese e il confronto con il centrodestra

Le elezioni suppletive vengono indette quando resta vacante, per dimissioni o altra causa, il seggio di un parlamentare eletto in un collegio uninominale (il territorio nel quale viene eletto direttamente un solo candidato). La normativa prevede in questo caso una nuova votazione limitata a quel collegio, senza coinvolgere il resto del Paese. A Reggio Calabria il seggio alla Camera si è liberato dopo le dimissioni di Francesco Cannizzaro, eletto sindaco della città nel maggio 2026.

Il decreto del Presidente della Repubblica del 6 agosto ha quindi convocato gli elettori del collegio uninominale 05-Reggio di Calabria, comprendente 71 Comuni, per domenica 27 e lunedì 28 settembre 2026. In corsa risultano Francesco Toscano per Democrazia Sovrana Popolare; Domenico Giannetta per Futuro Nazionale con Vannacci; Francesco Antonio “Frank” Benedetto sostenuto da PD, M5S e Casa Riformista; Fabio Roscioli per Fratelli d’Italia, Lega, Noi Moderati, UDC e Forza Italia-PPE. La consultazione costituisce quindi un confronto elettorale concreto fra il centrodestra di governo, Futuro Nazionale e il fronte PD-M5S-Casa Riformista.

La vicenda Calderone si intreccia sul piano politico con le elezioni suppletive per la Camera nel collegio uninominale di Reggio Calabria.

Il passaggio di Calderone da Forza Italia a Futuro Nazionale arriva infatti mentre Roberto Vannacci sta concentrando la propria iniziativa sulla sfida reggina, dove candida Domenico Giannetta, anche lui proveniente da Forza Italia, contro il candidato del centrodestra Fabio Roscioli. Due passaggi distinti, ma accomunati dal tentativo di Futuro Nazionale di rafforzarsi nell’area dello Stretto sottraendo esponenti agli azzurri. La documentazione ufficiale del Ministero dell’Interno fissa il voto a domenica 27 e lunedì 28 settembre 2026.

Manlio Messina mantiene la sfida a Schifani

Fuori dall’attuale perimetro di FdI resta inoltre Manlio Messina (deputato nazionale eletto con Fratelli d’Italia, oggi nel gruppo Misto ed ex assessore regionale al Turismo). Messina ha ripetutamente contestato la ricandidatura del presiente Schifani e ha dichiarato che, qualora il centrodestra riproponesse Schifani, sarebbe pronto a candidarsi contro di lui. Non si tratta però di un annuncio nato in questi giorni: la disponibilità era stata espressa almeno dal 15 aprile e ribadita pubblicamente il 20 luglio.

Il quadro resta aperto in entrambi gli schieramenti

A poco più di un anno dalla scadenza ordinaria della legislatura, le 2 aree stanno quindi affrontando problemi differenti. Il campo progressista deve ancora definire il proprio perimetro, il programma comune e soprattutto il metodo con cui scegliere il candidato. Il nuovo elemento è il rilancio di De Luca da parte di Crisafulli e l’apertura di Faraone, mentre AVS mantiene le proprie riserve e il M5S continua a chiedere che il programma venga prima del nome.

Nel centrodestra Schifani è invece già apertamente disponibile al secondo mandato e dispone di sostegni espliciti da Forza Italia, Lega e MPA, mentre FdI conserva il passaggio formale della decisione finale, la DC rinvia la scelta ai propri organismi e Noi Moderati mantiene una posizione contraria. A questo quadro si aggiungono la riorganizzazione di Forza Italia, l’attività autonoma di Futuro Nazionale e le interlocuzioni trasversali di Sud chiama Nord. Il confronto politico è dunque avanzato, ma nessuno dei 2 schieramenti ha ancora completato formalmente l’assetto con cui si presenterà alle Regionali.

Mediterranea24 aveva già ricostruito la corsa di Schifani verso il bis, la costruzione del campo largo e le mosse di Cateno De Luca, quindi approfondito il confronto su primarie, programma e perimetro della coalizione progressista, insieme alle strategie di De Luca e alla presenza di Futuro Nazionale e, più recentemente, le candidature e gli schieramenti già in movimento verso le Regionali siciliane del 2027. L’elemento nuovo rispetto a quelle ricostruzioni è soprattutto l’apertura pubblica di Mirello Crisafulli alla candidatura di Cateno De Luca, accompagnata dal più recente riposizionamento delle singole forze politiche nei 2 schieramenti.

Nell’immagine di copertina, Cateno De Luca e Mirello Crisafulli alla Festa dell’Unità di Villarosa; Renato Schifani durante il convegno sugli incendi del 18 settembre a Taormina; Roberto Vannacci e Tommaso Calderone.