Pd, frattura tra riformisti e maggioranza: Gualmini verso Renew Europe mentre esplode il caso referendum

Direzione dem segnata dallo scontro interno sul referendum giustizia del 22 e 23 marzo. Dopo le critiche di Picierno alla linea Schlein, Elisabetta Gualmini annuncia il passaggio a Renew Europe

Sintesi

La direzione del Partito Democratico ha evidenziato una profonda divisione interna tra area riformista e maggioranza guidata da Elly Schlein in vista del referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo, con la richiesta di sostenere il No e le critiche dell’europarlamentare Pina Picierno sulla tenuta dello spazio liberaldemocratico nel partito. I riformisti che non hanno seguito Stefano Bonaccini nella maggioranza denunciano uno spostamento marcato a sinistra e un clima definito “irrespirabile”, mentre l’eurodeputata Elisabetta Gualmini annuncia il passaggio al gruppo Renew Europe, famiglia liberale del Parlamento europeo che comprende Italia Viva e Azione e che nel 2024 non hanno superato il quorum alle europee. Al centro dello scontro vi sono la separazione delle carriere in magistratura, il video social del Pd che accostava il Sì al referendum a Casapound e il tema dell’agibilità politica interna, con accuse di marginalizzazione per chi non si allinea alla linea della segreteria.

Articolo

La direzione del Partito Democratico, riunitasi venerdì scorso, ha segnato un ulteriore momento di tensione nel confronto interno in vista del referendum sulla giustizia fissato per il 22 e 23 marzo. In quella sede è stata sollecitata una mobilitazione “pancia a terra” a sostegno delle ragioni del No, scelta che ha riacceso il dissenso dell’area riformista. L’europarlamentare Pina Picierno ha posto una domanda netta alla segretaria Elly Schlein: “C’è ancora spazio per noi riformisti di cultura liberaldemocratica dentro il Pd?”. Un interrogativo che fotografa un disagio maturato da tempo tra gli esponenti che rivendicano l’eredità delle culture liberale, cattolica e socialista confluite nel progetto originario del partito fondato da Walter Veltroni.

Negli ultimi mesi, i riformisti che non hanno accompagnato Stefano Bonaccini nell’ingresso nella maggioranza congressuale hanno denunciato un clima definito “irrespirabile” e uno spostamento marcato verso sinistra, ritenuto in contrasto con l’impostazione pluralista delle origini. Il nodo politico si è intrecciato con il dibattito sulla separazione delle carriere tra magistrati requirenti e giudicanti, tema al centro dei quesiti referendari, rispetto al quale una minoranza di parlamentari dem, tra cui Picierno e Elisabetta Gualmini, si è espressa in senso favorevole.

Proprio Gualmini, eurodeputata e politologa, annuncerà lunedì il passaggio al gruppo Renew Europe del Parlamento europeo, formazione che riunisce forze liberali e centriste e che comprende, tra le delegazioni italiane, Italia Viva e Azione, le quali alle elezioni europee del 2024 non hanno raggiunto la soglia di sbarramento. Renew Europe è il gruppo parlamentare che raccoglie partiti di orientamento liberale, centrista e riformatore nell’assemblea di Strasburgo e Bruxelles, collocandosi su posizioni europeiste e favorevoli all’integrazione dell’Unione.

La scelta di Gualmini giunge dopo le polemiche per un video diffuso sui canali social del Pd in cui si accostava chi vota Sì al referendum a Casapound. L’eurodeputata ha replicato criticamente osservando che, seguendo tale impostazione, anche chi aveva sostenuto la mozione Martina al congresso del 2019 e il programma elettorale del 2022 sarebbe stato assimilato a posizioni estremiste. La contestazione non è solo politica ma anche organizzativa, poiché viene lamentata una riduzione degli spazi di intervento nei dibattiti televisivi e nelle attività d’Aula al Parlamento europeo, con la percezione che per chi non si riconosce nella linea della segreteria sia divenuto difficile esercitare pienamente l’agibilità politica.

Elisabetta Gualmini, nata nel 1968, è politologa, già presidente della Fondazione Carlo Cattaneo, vicepresidente e assessora al welfare della Regione Emilia Romagna, con una lunga esperienza accademica e istituzionale prima dell’elezione al Parlamento europeo. Pina Picierno, classe 1981, è eurodeputata dal 2014, già vicepresidente del Parlamento europeo, impegnata sui temi dei diritti e delle relazioni internazionali. Stefano Bonaccini, nato nel 1967, è stato presidente della Regione Emilia Romagna dal 2014 al 2024 e ha guidato una delle principali correnti riformiste del Pd, candidandosi alla segreteria nazionale nel congresso vinto da Schlein. Elly Schlein, nata nel 1985, è deputata ed è stata eletta segretaria del Partito Democratico nel 2023, dopo esperienze al Parlamento europeo e alla vicepresidenza della Regione Emilia Romagna, rappresentando l’ala progressista e sociale del partito.

Il confronto sul referendum e sulla collocazione politica del Pd si inserisce in una fase di ridefinizione degli equilibri interni e dei rapporti con le altre forze del centrosinistra. L’eventuale uscita di Gualmini potrebbe non restare isolata e alimenta il dibattito sulla capacità del partito di tenere insieme le diverse tradizioni riformiste che ne hanno segnato la nascita e lo sviluppo.