Sintesi
Il Saudi Media Forum 2026 e la conferenza ICAN 2026, svoltisi a Riyadh capitale nonché primo polo finanziario dell’Arabia Saudita, tra gennaio e febbraio sotto il patrocinio del Re Salman, delineano un progetto organico del Regno che intreccia media, intelligenza artificiale, formazione e dati, ponendo al centro il ruolo dei giornalisti in un contesto dominato dagli algoritmi. Tra grandi investimenti, partecipazione internazionale e nuovi strumenti editoriali, il dibattito supera la dimensione tecnologica e si concentra sul controllo del contesto cognitivo, sulla credibilità dell’Informazione e sui rischi di una governance centralizzata della narrazione in un sistema politico con limiti storici alla libertà di stampa.

Articolo
Il Saudi Media Forum è una conferenza internazionale annuale dedicata al futuro dei media, che si è svolta a Riyadh, in Arabia Saudita, dal 2 al 4 febbraio 2026 sotto il patronato del Re Salman. L’evento, inaugurato dal Ministro dei Media saudita Salman bin Yousef Al-Dossary, ha avuto come tema della quinta edizione “Media in an Evolving/Shaping World” (Media in un mondo in evoluzione e in formazione), con un’attenzione particolare alla trasformazione digitale, all’AI (Artificial Intelligence, intelligenza artificiale) e al ruolo dell’informazione nella società contemporanea. Alla manifestazione hanno partecipato oltre 300 leader ed esperti dei media provenienti da più di 20 Paesi, tra giornalisti, dirigenti, analisti e responsabili di testate internazionali, inclusi editori e rappresentanti di El Pais, Daily Telegraph, The Times, Associated Press e Wall Street Journal.

Secondo i dati preliminari, nei 3 giorni di lavori il Forum ha superato i 65.000 partecipanti. Tra gli ospiti figuravano ministri, ambasciatori, vertici di emittenti, specialisti di AI e creatori di contenuti digitali. Il programma ha incluso più di 150 sessioni tra dialoghi e workshop tematici, dalle quali è emerso un pacchetto di 12 iniziative orientate a una politica industriale del settore media, con l’obiettivo di costruire un ecosistema che copre la formazione del capitale umano, la nascita di startup, il finanziamento di nuovi modelli di business e la produzione di contenuti ad alto valore culturale e strategico. Centrale è risultato l’impiego dell’AI come infrastruttura editoriale, dall’analisi dei pubblici all’automazione dei processi produttivi, fino allo sviluppo di nuovi formati di narrazione e al virtual broadcasting (trasmissione virtuale). Parallelamente, il Forum ha rafforzato la dimensione internazionale, favorendo reti tra professionisti, creator, università e istituzioni, e introducendo strumenti di misurazione, dati e ricerca sull’opinione pubblica.

In questo contesto si inserisce ICAN 2026, acronimo di International Conference on Data & AI Capacity Building (Conferenza internazionale sulla costruzione delle competenze in dati e intelligenza artificiale), organizzata dalla SDAIA (Saudi Data and AI Authority, Autorità saudita per i dati e l’intelligenza artificiale) e tenutasi a Riyadh il 28 e 29 gennaio 2026. L’obiettivo dell’iniziativa è stato promuovere formazione, competenze e adozione responsabile dell’AI e dei dati, con l’intento di sviluppare capitale umano qualificato nel settore. ICAN ha riunito esperti provenienti da istituzioni accademiche, imprese tecnologiche, decisori politici e organizzazioni internazionali, attraverso sessioni di confronto, workshop interattivi ed esposizioni di innovazioni didattiche e tecnologiche. All’evento hanno preso parte rappresentanti di oltre 50 organizzazioni internazionali e locali, dalle università ai centri di ricerca fino alle aziende specializzate in AI. Sono stati siglati accordi e memorandum d’intesa con 14 università e partner strategici, finalizzati a rafforzare programmi educativi, competenze professionali e collaborazioni globali, con particolare attenzione alla formazione delle nuove generazioni, all’allineamento delle competenze con il mercato del lavoro dell’AI e all’impatto sociale e occupazionale delle tecnologie basate sui dati.
Il confronto su intelligenza artificiale e giornalismo, emerso in entrambi gli appuntamenti, va oltre la dimensione tecnica e si trasforma in una riflessione sul potere. La distinzione tra vero e falso appare superata da quella tra credibile e non credibile. Un contenuto ben strutturato, indipendentemente dalla sua veridicità o dal fatto di essere prodotto da esseri umani o sistemi artificiali, genera effetti concreti, orienta comportamenti e decisioni e lo fa in tempi estremamente rapidi. La posta in gioco diventa quindi il controllo del contesto cognitivo in cui si forma l’opinione pubblica, un contesto fortemente condizionato dalla velocità degli algoritmi. Il Forum si è aperto con un’affermazione netta di Faisal J. Abbas, editore di Arab News, secondo cui i giornalisti devono ormai imparare a “scrivere per l’intelligenza artificiale oltre che per gli esseri umani”, rendendo i contenuti selezionabili dagli algoritmi attraverso una scrittura meno emotiva e più precisa, chiara e immediatamente intercettabile, perché è l’AI a determinare in misura crescente ciò che viene letto, visto e condiviso. Abbas ha aggiunto che “la tecnologia corre più veloce dell’accademia e della regolazione e proprio per questo il ruolo del giornalismo diventa più cruciale, non meno: occorre aggiornare gli strumenti senza perdere il giudizio”.
I due eventi ravvicinati hanno restituito l’immagine di un Paese impegnato nella costruzione di una strategia integrata su informazione, dati, memoria e capitale umano, capace di investire in 12 progetti dedicati ai giovani giornalisti, tra bootcamp per l’innovazione, incubatori per startup media e centri di ricerca orientati a individuare nuove traiettorie e a creare un ecosistema autonomo. Il tema centrale emerso al Saudi Media Forum, intitolato “Media in a Shaping World” (Media in un mondo che prende forma), è la crisi di fiducia. Disinformazione, polarizzazione e velocità algoritmica hanno eroso la credibilità dei media, rendendo fragile anche chi ha già completato la transizione digitale. In uno scenario dominato da piattaforme e sistemi di raccomandazione, il tempo di pubblicazione conta spesso più della verifica, mentre la visibilità diventa una funzione matematica. Si delinea così il paradosso della velocità, perché accelerare non è neutro e sposta il potere informativo verso chi arriva per primo e amplifica le emozioni, non verso chi è più accurato. In questo quadro, il giornalista palestinese Hasan Al-Mustafa ha lanciato un appello a rallentare, pubblicare meno, verificare di più e restituire contesto, sottolineando come la notizia decontestualizzata, diffusa con titoli mirati come proiettili, peggiori il clima informativo e trasformi dati non elaborati in strumenti di manipolazione.
Il mondo arabo si interroga anche su cosa verrà trasmesso alle generazioni future. In questa prospettiva, nel 2024 è nata Saudipedia, l’enciclopedia digitale ufficiale del Regno, oggi potenziata con agenti artificiali. L’obiettivo è selezionare ciò che viene considerato culturalmente rilevante per il contesto saudita, costruendo un’infrastruttura di conoscenza più che un semplice archivio, pensata per fornire e tramandare versioni autorevoli della storia. Nel Forum è stato infranto anche il tabù del ruolo degli ambasciatori e della diplomazia. Tradizionalmente figure discrete, oggi rivendicano un cambio di paradigma. Secondo l’ambasciatore spagnolo Carbjosa Sanchez, i media rafforzano il soft power (la capacità di influenzare il comportamento o gli interessi di altri soggetti tramite l’attrazione, la persuasione e la condivisione di valori, piuttosto che con la coercizione o la forza economica (hard power) degli Stati e sono ormai attori geopolitici a pieno titolo, rendendo la diplomazia inseparabile dalla gestione della presenza mediatica. Questo passaggio conferma come, nel nuovo ecosistema informativo, il controllo della narrazione, dei dati e delle infrastrutture cognitive sia diventato una leva strategica centrale nelle relazioni internazionali.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.







