Radio nei cruscotti digitali. Appello per salvaguardarne la presenza nelle nuove auto

Confindustria Radio Televisioni lancia la campagna RadioInAuto contro il rischio di marginalizzazione dell’ascolto analogico e digitale nei veicoli sempre più connessi

Sintesi

Confindustria Radio Televisioni avvia la campagna “#RadioInAuto” per difendere la presenza della radio analogica e digitale nei nuovi modelli di automobile in un contesto segnato dalla crescente digitalizzazione dei sistemi di infotainment (informazione ed “intrattenimento) e dal rischio di esclusione dai cruscotti basati solo su connessione IP. In Italia 35 milioni di persone ascoltano quotidianamente la radio e 26 milioni lo fanno in auto, dato che rafforza la richiesta di mantenerla facilmente accessibile e non nascosta in menu complessi. La Commissione Ue ha chiesto chiarimenti al Governo italiano sul progetto del Mimit che punta a imporre la ricezione di Fm, Am e Dab+ nei dispositivi connessi delle nuove vetture. La radio viene definita servizio gratuito di interesse generale, essenziale anche in caso di emergenza, mentre la campagna crossmediale parte il 13 febbraio con uno spot da 30 secondi trasmesso dalle emittenti associate.

Articolo

La tutela della radio nei veicoli di nuova produzione torna al centro del confronto pubblico con l’iniziativa promossa da Confindustria Radio Televisioni, che ha deciso di imprimere un’accelerazione alla mobilitazione scegliendo una data simbolica, il 13 febbraio, giornata mondiale dedicata alla radio dall’UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura). In questo scenario, segnato dalla trasformazione dei sistemi di infotainment, ossia le piattaforme integrate di informazione e intrattenimento presenti sui cruscotti, l’associazione denuncia il pericolo che la progressiva adozione di ecosistemi chiusi fondati esclusivamente su IP (Internet Protocol, protocollo per la trasmissione dei dati in rete) finisca per ridurre o rendere marginale l’accesso diretto alla radio tradizionale.

I dati più recenti fotografano una platea ampia e consolidata: 35 milioni di persone in Italia ascoltano ogni giorno la radio e 26 milioni lo fanno mentre guidano. Si tratta di una componente rilevante della dieta mediatica nazionale, che rende l’ascolto in auto non un elemento residuale ma strutturale. Proprio per questo la campagna “#RadioInAuto” mira a sensibilizzare istituzioni e produttori di automotive sulla necessità di garantire la presenza della radio analogica e digitale nei nuovi modelli, assicurandone un accesso immediato, intuitivo e non relegato in menu articolati o subordinato unicamente alla connessione dati.

Il nodo regolatorio si è intrecciato con l’iniziativa del Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy), che ha predisposto un intervento volto a imporre che tutti i dispositivi connessi a internet installati sulle nuove vetture commercializzate in Italia siano in grado di ricevere anche la radio analogica Fm (Frequenza Modulare) e Am (Ampiezza Modulare) e quella digitale terrestre Dab+ (Digital Audio Broadcasting Plus, sistema di radiodiffusione sonora digitale). La Commissione europea ha tuttavia chiesto chiarimenti supplementari, rinviando la questione allo Stato italiano per un approfondimento delle motivazioni tecniche e giuridiche, in un quadro che richiama le regole del mercato unico e della libera circolazione dei beni.

Le preoccupazioni sollevate da Confindustria Radio Televisioni non riguardano la tecnologia in sé, bensì la sua configurazione quando diventa elemento di discontinuità rispetto alle abitudini consolidate degli utenti. La radio, secondo l’associazione, deve restare collocata dove l’automobilista la ricerca in modo spontaneo, con un solo gesto, senza barriere o intermediazioni digitali che ne compromettano l’immediatezza. La questione non viene presentata come una difesa nostalgica di un mezzo superato, ma come salvaguardia di un servizio che continua a funzionare anche in assenza di rete o in condizioni di connettività instabile.

Nel documento diffuso, la radio viene qualificata come servizio gratuito e universalmente accessibile, caratterizzato dall’ubiquità del segnale e riconosciuto quale servizio di interesse generale in quanto ambiente editoriale regolato e affidabile. Viene inoltre sottolineato il rapporto fiduciario costruito in oltre 100 anni tra emittenti e ascoltatori, elemento che assume particolare rilievo nei momenti di emergenza o crisi, quando l’informazione tempestiva e capillare diventa un presidio di sicurezza pubblica.

La campagna, di natura crossmediale (strategia di comunicazione che integra diversi mezzi: online e offline; per diffondere lo stesso messaggio o narrazione), adattandolo sinergicamente a ogni piattaforma per massimizzare l’engagement (livello di coinvolgimento e interazione degli utenti), ruota attorno a uno spot radiofonico della durata di 30 secondi, trasmesso dalle emittenti associate a Confindustria Radio Televisioni a partire dal 13 febbraio. L’obiettivo dichiarato è stimolare un intervento politico e normativo che garantisca, anche nel futuro dell’automotive proiettato verso una digitalizzazione avanzata, la permanenza della radio analogica e digitale come componente essenziale dell’esperienza di guida e del pluralismo informativo.