Marocco, prima donna alla guida del governo. Allarme su un volo FlyDubai, Kiev sotto attacco, tensione Russia-Nato

Nuovi raid russi sull’Ucraina e scontro verbale con l’Europa. Violenza dei coloni in Cisgiordania. Gli ultimi militari italiani lasciano l’Iraq. Washington rafforza la pressione su Cuba e interviene sulle riserve petrolifere

Sintesi

Ieri 29 settembre re Mohammed VI ha nominato Fatima Ezzahra El Mansouri capo del governo del Marocco, prima donna nella storia del Regno a ricoprire l’incarico. Il suo Partito dell’Autenticità e della Modernità ha conquistato 97 dei 395 seggi alle elezioni del 23 settembre e dovrà quindi costruire una coalizione. La nuova premier entra così nella fase delle trattative per formare il governo.

Oggi 30 settembre un Boeing 737 Max 8 della FlyDubai diretto da Dubai a Tel Aviv è stato costretto ad atterrare in emergenza a Tabuk, in Arabia Saudita, dopo una grave situazione verificatasi nella cabina di pilotaggio. Il velivolo ha perso rapidamente migliaia di metri di quota e ha trasmesso anche il codice utilizzato per segnalare un’interferenza illecita a bordo. Secondo le ricostruzioni emerse nella mattinata, uno dei 2 piloti avrebbe aggredito l’altro con un coltello e gli investigatori stanno verificando anche l’ipotesi che abbia tentato di prendere il controllo dell’aereo per farlo precipitare. Passeggeri e membri dell’equipaggio sarebbero intervenuti per bloccare l’aggressore. A bordo si trovavano circa 180 persone, in gran parte israeliane: l’aereo è atterrato senza conseguenze per i passeggeri, mentre entrambi i piloti sono stati portati in ospedale. La dinamica e il movente restano oggetto di indagine.

Sempre oggi una nuova ondata di missili e droni russi ha colpito l’Ucraina, interessando Kiev, la regione della capitale e infrastrutture energetiche e logistiche. Il bilancio diffuso entro la mattinata indicava almeno 7 vittime e 24 feriti nel Paese. Mosca ha dichiarato di avere preso di mira obiettivi militari, energetici e di comunicazione; le autorità ucraine hanno segnalato anche danni in aree civili. La pressione russa resta quindi concentrata anche sul sistema energetico in vista della stagione fredda.

Nello stesso tempo la tensione tra Russia e NATO continua a crescere attorno a Kaliningrad, l’exclave russa tra Polonia e Lituania. Mosca ha avvertito che difenderà il proprio territorio con tutti i mezzi previsti dalla propria dottrina militare, mentre l’Alleanza sostiene che le proprie attività sul fianco orientale abbiano carattere difensivo. Sullo sfondo restano anche le accuse europee di sabotaggi attribuiti ai servizi russi, respinte dal Cremlino.

Prosegue inoltre fino a oggi la missione a Mosca del cardinale Matteo Zuppi, inviato della Santa Sede per gli aspetti umanitari della guerra. Gli incontri riguardano soprattutto scambi di prigionieri e minori trasferiti lontano dalle proprie famiglie. Rimane uno dei pochi canali di dialogo umanitario mantenuti tra le parti.

In Cisgiordania più di 100 coloni israeliani hanno assalito il villaggio palestinese di Jalud, mentre una famiglia sfollata tentava di rientrare nella propria abitazione con l’accompagnamento delle forze israeliane. Il Comitato internazionale della Croce Rossa ha contemporaneamente denunciato l’aumento della violenza, delle restrizioni agli spostamenti e degli sfollamenti. Il caso si inserisce quindi in un quadro più ampio di crescente instabilità nei territori occupati.

Negli Stati Uniti la Corte Suprema ha consentito all’amministrazione Trump di riprendere le espulsioni di migranti verso Paesi diversi da quelli di origine, mentre prosegue l’esame del caso. Washington ha inoltre offerto alle compagnie energetiche fino a 40 milioni di barili della Riserva strategica di petrolio, completando la quota statunitense dell’intervento internazionale concordato a marzo. La Casa Bianca interviene così contemporaneamente su immigrazione ed emergenza energetica.

Oggi 30 settembre si è conclusa la missione delle Forze militari statunitensi in Iraq, mentre l’Italia aveva completato ieri il rientro del proprio contingente dopo 12 anni di presenza nell’ambito della coalizione contro l’Isis. Restano forme differenti di cooperazione e assistenza internazionale, ma termina una fase militare iniziata dopo il ritorno occidentale nel Paese nel 2014.

A Cuba, infine, le nuove pressioni statunitensi si sommano a un sistema di sanzioni costruito nel corso di molti anni, mentre l’Isola continua a fronteggiare carenze di carburante, inflazione, scarsità di valuta e blackout prolungati. Donald Trump ha però affermato nei giorni scorsi di ritenere possibile un accordo con L’Avana. Il confronto resta quindi molto duro, senza che il canale politico risulti completamente chiuso. Reuters

Articolo

Marocco, El Mansouri prima donna a capo del governo

Ieri 29 settembre re Mohammed VI ha ricevuto al Palazzo Reale di Rabat Fatima Ezzahra El Mansouri (avvocata, dirigente del Partito dell’Autenticità e della Modernità ed ex ministra dell’Urbanistica) e l’ha nominata capo del governo, incaricandola di formare il nuovo esecutivo. La decisione è stata adottata in applicazione dell’articolo 47 della Costituzione marocchina. È la prima donna nella storia del Marocco a raggiungere la guida del governo. Snrt News

El Mansouri, 50 anni, ha già ricoperto diversi incarichi politici. È stata sindaca di Marrakech dal 2009 e nuovamente dopo le elezioni del 2021, oltre che ministra responsabile dell’Assetto territoriale, dell’Urbanistica, dell’Edilizia e della Politica della città. Dopo l’incontro con il sovrano ha dichiarato di voler proporre un governo in grado di rispondere alle attese della monarchia e dei cittadini.

La nomina segue le elezioni parlamentari del 23 settembre. Il PAM (Partito dell’Autenticità e della Modernità) ha conquistato 97 seggi, davanti al RNI (Raggruppamento Nazionale degli Indipendenti) con 66 e a Istiqlal con 65. Nessuna forza dispone da sola della maggioranza nella Camera dei rappresentanti e la premier deve quindi trovare alleati per costruire una coalizione. L’affluenza si è fermata attorno al 38%.

Tra le questioni che attendono il nuovo esecutivo figurano occupazione giovanile, servizi pubblici, costo della vita e i grandi interventi infrastrutturali collegati ai Mondiali di calcio del 2030, che il Marocco ospiterà insieme a Spagna e Portogallo.

FlyDubai, emergenza sul volo da Dubai a Tel Aviv

Una delle principali notizie emerse nella mattinata di oggi 30 settembre riguarda il volo FlyDubai FZ1073, partito da Dubai (città degli Emirati Arabi Uniti) e diretto all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv. Il Boeing 737 Max 8, mentre sorvolava l’area tra Giordania e Arabia Saudita, ha improvvisamente perso migliaia di metri di quota e ha trasmesso segnali di emergenza, compreso il codice 7500, utilizzato nell’aviazione per indicare una possibile interferenza illecita a bordo. L’aereo ha quindi cambiato rotta ed è atterrato all’aeroporto di Tabuk (città dell’Arabia Saudita nord-occidentale).

Secondo i dati di Flightradar24, il velivolo sarebbe sceso da circa 34.000 a 19.000 piedi in circa 90 secondi, prima di stabilizzarsi e proseguire verso Tabuk. Le prime informazioni avevano parlato genericamente di una colluttazione tra i 2 piloti, ma nel corso della mattinata sono emersi particolari più gravi: secondo testimonianze dei passeggeri e ricostruzioni attribuite a fonti israeliane, uno dei piloti avrebbe aggredito l’altro con un coltello all’interno della cabina di pilotaggio. Alcuni membri dell’equipaggio e passeggeri sarebbero riusciti a entrare nella cabina e a bloccare l’aggressore.

Le autorità stanno verificando anche l’ipotesi che l’aggressore abbia tentato di impossessarsi dei comandi e provocare deliberatamente la caduta dell’aereo. Si tratta tuttavia di una ricostruzione ancora sottoposta ad accertamenti e non definitivamente confermata dalleAautorità saudite o dalla compagnia aerea. FlyDubai ha comunicato soltanto che il volo ha avuto un “incidente” durante il viaggio, confermando l’atterraggio in sicurezza e precisando che tutti i passeggeri sono stati assistiti.

A bordo circa 180 passeggeri, in gran parte israeliane. Nessuna persona risulta ferita. Il comandante e il primo ufficiale hanno invece riportato lesioni e sono stati trasferiti in ospedale dopo l’atterraggio.

Una passeggera ha riferito alla madre di avere sentito urla e di avere visto un uomo con un coltello e uno dei piloti a terra, con sangue nella cabina. Immagini attribuite all’interno dell’aereo hanno inoltre mostrato una persona con gli abiti macchiati di sangue. Questi elementi hanno rafforzato l’ipotesi di un’aggressione avvenuta in cabina, anche se la sequenza precisa dei fatti resta affidata alle indagini delle autorità saudite.

L’emergenza ha fatto scattare inizialmente l’allarme anche in Israele, che ha fatto decollare propri caccia temendo un possibile dirottamento. Nelle prime fasi l’ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu aveva escluso che si trattasse di un classico sequestro dell’aereo, parlando di un incidente di natura diversa. Con l’emergere delle successive informazioni, le Autorità israeliane hanno iniziato a verificare anche l’ipotesi di un tentativo deliberato di far precipitare il velivolo, mentre il pilota indicato come responsabile dell’aggressione è rimasto sotto indagine. L’Arabia Saudita e Israele non hanno relazioni diplomatiche ufficiali, ma dal 2022 Riad consente ai voli israeliani di attraversare il proprio spazio aereo.

Kiev e l’Ucraina ancora sotto missili e droni

Nella notte e nelle prime ore di oggi la Russia ha lanciato un nuovo attacco combinato con missili e droni contro diverse regioni dell’Ucraina, colpendo in particolare Kiev e il sistema energetico. Secondo il bilancio disponibile entro la mattinata, gli attacchi hanno provocato almeno 7 morti e 24 feriti, compreso un bambino tra le vittime. Sono stati segnalati incendi e danni in quartieri residenziali e infrastrutture.

Il Ministero della Difesa russo ha sostenuto di avere colpito un centro di comunicazioni a Kiev, impianti energetici della regione utilizzati anche dalla produzione militare e infrastrutture portuali a Izmail (città portuale ucraina sul Danubio, nella regione di Odessa). L’Ucraina ha invece evidenziato gli effetti degli attacchi anche sulla popolazione civile e sulla rete energetica.

Gli ultimi attacchi confermano una tendenza già emersa nelle settimane precedenti: Mosca sta impiegando sempre più frequentemente missili balistici e droni ad alta velocità, più difficili da intercettare, mentre Kiev continua a chiedere ai Paesi occidentali ulteriori sistemi Patriot e intercettori.

Kaliningrad, cresce il confronto tra Russia e NATO

Parallelamente alla guerra in Ucraina si è inasprita la tensione attorno a Kaliningrad (exclave, ossia una porzione di territorio appartenente a uno Stato, in questo caso la Russia, ma geograficamente separata dal corpo principale del territorio stesso e per raggiungerla bisogna attraversare il territorio di uno o più Stati terzi) affacciata sul Baltico e compresa tra Polonia e Lituania. Mosca ha accusato la NATO di aumentare la pressione militare nella regione e ha ribadito che considera la difesa del territorio russo parte integrante della propria dottrina strategica, compreso il ricorso alle capacità nucleari nei casi previsti dalle proprie regole militari.

La NATO sostiene invece che le esercitazioni e il rafforzamento del fianco orientale abbiano finalità di deterrenza e difesa, legate alla guerra in Ucraina e alle preoccupazioni dei Paesi dell’Europa orientale. Le due versioni descrivono quindi in modo opposto le stesse attività militari: per Mosca rappresentano una minaccia crescente, per l’Alleanza una risposta alle iniziative russe.

A rendere ancora più difficile il quadro contribuiscono le accuse europee di guerra ibrida. L’Estonia ha attribuito ai servizi russi l’incendio del 15 agosto contro una struttura della Milrem Robotics (azienda della difesa che produce veicoli terrestri senza pilota anche per l’Ucraina). Tre cittadini lettoni sono stati arrestati. Il Cremlino ha respinto le accuse, sostenendo che non siano accompagnate da prove sufficienti.

Mediterranea24 aveva già ricostruito il legame tra la guerra ucraina, gli attacchi vicino ai confini orientali dell’Alleanza e i rischi per l’Europa nell’approfondimento dedicato alla pressione russa sul fronte orientale.

Zuppi a Mosca per prigionieri e bambini

In questo scenario prosegue oggi la missione del cardinale Matteo Maria Zuppi (presidente della Conferenza episcopale italiana e inviato della Santa Sede per le questioni umanitarie legate alla guerra), arrivato a Mosca il 28 settembre per una visita di 3 giorni. È la terza missione del cardinale nella capitale russa dopo quelle del 2023 e del 2024.

Al centro dei colloqui vi sono soprattutto prigionieri di guerra ucraini e russi e bambini trasferiti lontano dai luoghi di origine e separati dalle famiglie. Zuppi ha spiegato che la missione, iniziata sotto papa Francesco e confermata da papa Leone XIV, punta a mantenere aperto un canale umanitario tra le parti.

Cisgiordania, violenze a Jalud

In Cisgiordania oltre 100 coloni israeliani hanno fatto irruzione nel villaggio di Jalud (località palestinese nei pressi di Nablus) durante il tentativo delle autorità israeliane di permettere alla famiglia Tubasi di rientrare nella propria abitazione. La famiglia aveva lasciato la zona a luglio denunciando minacce e aggressioni.

Durante gli scontri sono state danneggiate abitazioni e automobili e alcuni membri delle forze israeliane sono rimasti feriti. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha chiesto di perseguire i responsabili, sostenendo nello stesso tempo che gli autori delle violenze non rappresentino l’intera comunità dei coloni.

Il CICR (Comitato internazionale della Croce Rossa) ha contemporaneamente chiesto una protezione urgente per la popolazione civile palestinese, denunciando l’aumento della violenza, le limitazioni agli spostamenti, gli sfollamenti e la crescita degli insediamenti.

Trump, intelligenza artificiale e deportazioni

Negli Stati Uniti Donald Trump ha incontrato i vertici delle principali società tecnologiche e ha sottoscritto con loro un documento sull’intelligenza artificiale definito “moralmente vincolante”, cioè basato su impegni volontari e non su nuove norme immediatamente obbligatorie. L’obiettivo dichiarato è rafforzare i controlli sui sistemi di IA senza bloccare gli investimenti e la crescita delle imprese tecnologiche.

Sul fronte dell’immigrazione, la Corte Suprema ha accolto la richiesta dell’amministrazione Trump di poter riprendere temporaneamente le deportazioni verso Paesi terzi, ossia Stati diversi da quello di origine del migrante, mentre continua l’esame giudiziario della procedura. Il caso tornerà davanti alla Corte per l’esame del merito.

Petrolio, altri 40 milioni di barili dalle riserve USA

Il Dipartimento dell’Energia statunitense ha annunciato l’offerta in prestito alle compagnie energetiche fino a 40 milioni di barili di greggio della SPR (Strategic Petroleum Reserve, Riserva strategica di petrolio). Si tratta dell’ultima parte della quota statunitense prevista nell’intervento coordinato dall’IEA (Agenzia internazionale dell’energia) dopo l’escalation del conflitto con l’Iran.

A marzo gli Stati Uniti si erano impegnati per complessivi 172 milioni di barili, all’interno di un intervento internazionale di circa 400 milioni. Il petrolio verrà concesso attraverso uno scambio: le società riceveranno oggi il greggio e dovranno restituirne in futuro una quantità superiore. Le proposte devono essere presentate entro il 6 ottobre.

La misura arriva mentre il Brent resta nuovamente sopra i 100 dollari nelle scadenze più ravvicinate, condizionato dallo stallo dei negoziati tra Stati Uniti e Iran e dalle difficoltà ancora presenti nel mercato dei carburanti. Mediterranea24 aveva già seguito l’effetto della crisi sui prezzi di petrolio, carburanti e gasolio e, più recentemente, il ritorno del petrolio sopra i 100 dollari.

Iraq, si chiude la missione militare occidentale

Oggi 30 settembre le Forze militari statunitensi hanno completato il ritiro dalle proprie ultime basi in Iraq, chiudendo la missione della coalizione internazionale contro l’Isis iniziata nel 2014. La presenza militare americana nel Paese aveva però radici molto più lontane: l’invasione del 2003 aveva rovesciato Saddam Hussein, il grosso delle truppe era stato ritirato nel 2011 e Washington era tornata militarmente nel 2014 con l’avanzata dello Stato islamico.

L’Italia ha completato ieri 29 settembre il rientro degli ultimi militari della missione, dopo 12 anni. Il contingente aveva progressivamente trasferito alle forze irachene attività di addestramento e sicurezza. Restano altre missioni internazionali con funzioni differenti da quelle della coalizione anti-Isis.

Cuba, sanzioni e crisi energetica

La pressione statunitense in corso contro L’Avana (capitale di Cuba) deriva da un sistema storico di sanzioni costruito in oltre sei decenni e successivamente modificato dalle diverse Amministrazioni americane. Nel corso del 2026 Washington ha nuovamente stretto la pressione economica e finanziaria, anche contro strutture collegate agli apparati militari cubani. Tra queste figura GAESA (Grupo de Administración Empresarial S.A., conglomerato controllato dalle Forze armate cubane), attivo in numerosi settori dell’economia dell’Isola. Parallelamente Cuba ha cercato di ampliare gli spazi per gli investimenti privati, sostenendo però che le sanzioni americane ostacolino l’accesso a capitali e servizi finanziari internazionali.

La situazione economica rimane aggravata dalla crisi energetica. Nei mesi estivi numerosi cubani hanno affrontato blackout prolungati, scarsità di carburante, caldo intenso e difficoltà nell’approvvigionamento di beni essenziali.

Il quadro politico ha però registrato una novità il 26 settembre, quando Trump ha affermato di ritenere possibile un’intesa tra Stati Uniti e Cuba, escludendo in quel momento la necessità di un intervento militare. Il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodríguez ha a sua volta ribadito la disponibilità al dialogo, pur contestando l’embargo e le altre misure di Washington.

Nell’immagine di copertina, Fatima Ezzahra El Mansouri, un aereo FlyDubai e i soccorsi dopo gli attacchi russi a Kiev.