Sintesi
Negli Stati Uniti l’Amministrazione guidata da Donald Trump attraversa una fase di forte instabilità con la rimozione della terza ministra in pochi mesi. Lori Chavez-DeRemer viene allontanata dopo accuse di spese improprie, abusi di potere e comportamenti personali controversi. In precedenza erano già state estromesse Kristi Noem per le violenze legate all’azione dell’Ice e Pam Bondi per la gestione del caso Epstein. Le vicende evidenziano criticità nella gestione politica e amministrativa con ripercussioni anche sul consenso interno. Emergono inoltre indagini, interventi del Congresso e tensioni con apparati istituzionali mentre le protagoniste respingono le accuse parlando di complotti. Il quadro complessivo mostra un esecutivo sotto pressione tra scandali, errori strategici e difficoltà nel mantenere equilibrio e credibilità.

Articolo
Negli Stati Uniti si consolida una fase di instabilità istituzionale all’interno dell’amministrazione presieduta da Donald Trump, caratterizzata da una sequenza ravvicinata di rimozioni ai vertici governativi. L’ultima in ordine cronologico riguarda Lori Chavez-DeRemer, segretaria al Lavoro, estromessa dall’incarico a seguito di una serie di contestazioni legate a gestione impropria delle risorse pubbliche e comportamenti personali ritenuti inadeguati. La decisione è stata formalmente accompagnata da dichiarazioni istituzionali della Casa Bianca che indicano un passaggio al settore privato, mentre la sostituzione temporanea è stata affidata al vice Keith Sonderling, senza commenti diretti del presidente.

La vicenda si inserisce in una sequenza già avviata nei mesi precedenti. A marzo era stata rimossa Kristi Noem, responsabile della Sicurezza Interna, dopo le polemiche generate dalle operazioni dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement, agenzia federale per il controllo dell’immigrazione) nella città di Minneapolis, culminate in episodi violenti che avevano suscitato indignazione nazionale e internazionale. Inizio aprile ha poi segnato l’uscita di Pam Bondi dal Dipartimento di Giustizia, travolta dalle critiche per la gestione del caso Jeffrey Epstein ( uno dei più vasti e complessi scandali giudiziari e di cronaca nera degli ultimi decenni, incentrato su un giro internazionale di traffico sessuale di minorenni che ha coinvolto figure di spicco dell’élite politica, finanziaria e nobiliare mondiale), scandalo che continua a produrre effetti politici e mediatici anche sulla figura presidenziale e sul contesto della Casa Bianca.

Nel caso di Chavez-DeRemer, le contestazioni derivano da un’indagine interna al Dipartimento del Lavoro che ha evidenziato presunti utilizzi impropri di fondi pubblici per spostamenti personali, noleggio di veicoli di lusso, soggiorni in strutture alberghiere di alto livello e spese elevate per ristorazione. Le verifiche hanno inoltre portato al licenziamento di 4 collaboratori e all’emersione di testimonianze che mettono in discussione la condotta professionale della ministra, inclusi comportamenti ritenuti incompatibili con il ruolo istituzionale, tra cui consumo di alcol durante incontri di lavoro e relazione (sessuale) definita “inappropriata” con un membro della sicurezza.
Ulteriori criticità riguardano il marito Shawn DeRemer, destinatario di accuse di molestie sessuali da parte di dipendenti del Dipartimento, circostanza che aveva già determinato il divieto di accesso agli uffici governativi. Le segnalazioni sono state oggetto di denunce formali alle autorità competenti, aggravando il quadro complessivo.
Già a gennaio erano emerse preoccupazioni istituzionali, con l’intervento del senatore Chuck Grassley, esponente repubblicano e presidente della Commissione Giustizia del Senato, che aveva richiesto chiarimenti su episodi di mobbing (pressioni lavorative vessatorie), trasferte controverse in diverse città statunitensi e comportamenti extra-istituzionali dello staff, inclusa la partecipazione a locali notturni.
Dal punto di vista politico, Chavez-DeRemer, ex deputata dell’Oregon sostenuta dal sindacato Teamsters, aveva rappresentato un ponte tra amministrazione e mondo del lavoro organizzato. Dopo la rimozione, ha respinto le accuse parlando di un presunto complotto orchestrato dal cosiddetto “deep State” (apparato statale occulto), ribadendo tuttavia il proprio sostegno al presidente.
Nel complesso, la sequenza delle destituzioni — Chavez-DeRemer al Lavoro, Bondi alla Giustizia e Noem alla Sicurezza Interna — evidenzia criticità sistemiche nella gestione politica e amministrativa, con effetti sul piano della credibilità interna e del consenso elettorale, in particolare nell’area Maga (Make America Great Again, movimento politico legato a Trump). Il susseguirsi di scandali, indagini e controversie mediatiche contribuisce a delineare un contesto governativo segnato da tensioni, errori strategici e crescente pressione istituzionale.
L’opinione
Tutto il mondo degli umani in certi aspetti si assomiglia, dall’alto in basso, da destra a sinistra, dall’emisfero boreale a quello australe e senza distinzione di età, estrazione, titolo e genere. D’altronde la nostra ultima specie di esseri umani, chiamata Homo sapiens (“uomo sapiente”, spesso identificato in Europa anche con Uomo di Cro-Magnon, l’unica specie vivente del genere Homo, l’ultima specie umana rimasta sulla Terra), è anche sommariamente definita dalla scienza moderna “figli di un’unica Eva” dopo che tra 55 e 45 mila anni addietro ci sarebbe stata l’ultima grande emigrazione dall’Africa verso l’Europa e circa 20 mila anni fa verso le Americhe attraversando lo stretto di Bering durante una glaciazione nella quale con il ritiro del mare si sarebbe creato una lingua di terra tra l’Asia e il nord-America (seppure ricerche in corso ipotizzano in quelle aree un arrivo pre-glaciale precedente, via mare dalle isole sparse nel Pacifico in particolare dell’Oceania, individuata nell’Australia, Nuova Zelanda e le migliaia di isole nel Pacifico raggruppate in Melanesia, Micronesia e Polinesia )

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









