Sant’Alessio, conti verso il riequilibrio. Ora il nodo è riaprire il confronto sui problemi del paese

Conti in miglioramento. Restano erosione, mare, rifiuti e manutenzione. Il rilancio passa anche dal rapporto con cittadini e territorio

Sintesi

Il Consiglio comunale di Sant’Alessio Siculo ha approvato il rendiconto della gestione 2025 con la deliberazione n. 20 del 31 agosto 2026, pubblicata all’Albo pretorio dal 3 al 18 settembre. Secondo quanto riportato sulla seduta, il risultato comprende 1.336.276 euro di avanzo libero, mentre deve ancora arrivare la certificazione formale della Corte dei conti per la definitiva conclusione del Piano di riequilibrio. Dopo 10 anni di vincoli finanziari, si apre una fase diversa per il Comune.

Il miglioramento dei conti non esaurisce però i problemi del territorio. Erosione della spiaggia, condizioni del lungomare, raccolta dei rifiuti, manutenzione e qualità delle acque continuano a incidere sulla vita quotidiana e sulla capacità turistica del paese. Nel 2026 gli stessi atti comunali e regionali documentano interventi d’emergenza dopo il ciclone Harry, il potenziamento estivo della raccolta differenziata e tratti di costa esclusi dalla balneazione. La situazione finanziaria migliora, mentre sul territorio rimangono questioni da affrontare.

La nuova disponibilità finanziaria può quindi coincidere con una seconda fase amministrativa nella quale, accanto agli investimenti sul personale annunciati dal Comune, acquisti maggiore spazio un confronto pubblico stabile con residenti, proprietari di seconde case, attività economiche e associazioni. Non si tratta soltanto di spendere nuove risorse, ma di individuare insieme priorità e soluzioni. Il risanamento dei conti può diventare così anche occasione per rafforzare la partecipazione.

Alcune questioni, a cominciare dalla difesa della costa e dalla qualità del mare, superano inoltre i confini comunali. Sant’Alessio è sede legale dell’Unione dei Comuni delle Valli Joniche dei Peloritani, organismo nel quale siedono rappresentanti di 11 Comuni e che può costituire uno degli spazi istituzionali attraverso cui sviluppare iniziative sovracomunali. Mare, corsi d’acqua e fenomeni erosivi non si fermano infatti ai confini amministrativi.

Articolo

Il rendiconto 2025 e la fine di un decennio di vincoli

Sant’Alessio Siculo (Comune costiero ionico della Città metropolitana di Messina) si avvicina alla conclusione di una lunga fase di riequilibrio finanziario. Il dato amministrativo da cui partire è la deliberazione del Consiglio comunale n. 20 del 31 agosto 2026, con la quale è stato approvato il rendiconto della gestione 2025 insieme alla relazione illustrativa e agli allegati finanziari. L’atto all’Albo pretorio era stato pubblicato dal 3 al 18 settembre ed è oggi consultabile nell’archivio. Già il 31 luglio era stato pubblicato l’avviso di deposito della proposta di rendiconto.

Secondo quanto emerso dalla seduta consiliare, il rendiconto presenta un avanzo di amministrazione libero pari a 1.336.276 euro. L’Amministrazione ha indicato tra le priorità future il rafforzamento della macchina comunale, fortemente ridimensionata negli anni in cui le possibilità di assumere personale sono state condizionate dal Piano di riequilibrio finanziario pluriennale. La prima necessità prospettata è quella di dotare il Comune di personale tecnico.

Occorre tuttavia distinguere la conclusione temporale del percorso dalla sua definitiva chiusura formale. La certificazione della Corte dei conti non risulta ancora intervenuta e lo stesso annuncio dell’Amministrazione parla di investimenti da effettuare dopo la “fuoriuscita formale” dal Piano. Per questo, allo stato degli atti disponibili, è più corretto parlare di Comune avviato verso l’uscita dal riequilibrio piuttosto che di procedura già definitivamente archiviata.

Restano inoltre alcune passività pregresse. Sono state segnalate, in particolare, quelle collegate alla precedente gestione dei rifiuti e una cartella dell’Agenzia delle Entrate di circa 270.000 euro relativa a vecchie dichiarazioni Iva, nei confronti della quale il Comune ha presentato opposizione. Il quadro appare quindi nettamente diverso rispetto agli anni più difficili, ma la ritrovata capacità finanziaria dovrà convivere ancora con alcune partite aperte.

Dai conti al territorio

Il risanamento finanziario costituisce un passaggio rilevante, soprattutto dopo un decennio nel quale gran parte dell’attività comunale è stata inevitabilmente condizionata dalla necessità di mantenere gli equilibri di bilancio. Proprio per questo, la fase che si apre pone una questione ulteriore: come tradurre il recupero della capacità finanziaria in qualità della vita, servizi e prospettive di sviluppo.

I problemi sono conosciuti e, in diversi casi, documentati dagli stessi atti pubblici. Il primo riguarda la costa. L’erosione di Sant’Alessio non nasce oggi: già nel 2021 la Regione ricordava come i fenomeni avessero sottratto nel tempo circa 60 metri di spiaggia, fino a cancellarla completamente in alcuni tratti, e aveva avviato opere di difesa per oltre 6 milioni di euro.

La situazione è tornata drammaticamente d’attualità con gli eventi del 19, 20 e 21 gennaio 2026, quando il ciclone Harry ha colpito la fascia ionica siciliana. Per Sant’Alessio la Regione ha finanziato interventi provvisionali per 770.000 euro destinati alla protezione della mantellata, delle abitazioni, dei sottoservizi e dei tratti di lungomare danneggiati tra via Musumeci, via Sciascia e la zona Sena verso il torrente Agrò. Ancora a settembre il Comune ha adottato atti per il ripristino della barriera radente, del marciapiede e della carreggiata.

Anche Mediterranea24 ha recentemente ricostruito gli interventi sul torrente Salice, finanziati con 150.000 euro per liberare l’alveo da vegetazione, sedimenti e materiali capaci di ostacolare il deflusso. È un altro tassello dello stesso problema: in un piccolo territorio costiero mare, torrenti, lungomare e sicurezza idraulica sono elementi strettamente collegati.

Una spiaggia che resta decisiva per l’economia locale

L’arenile non rappresenta soltanto un elemento paesaggistico. Sant’Alessio ha costruito storicamente una parte rilevante della propria attrattività sulla prossimità tra abitazioni, strutture ricettive, attività commerciali e mare. Dove la spiaggia si restringe o scompare viene meno una parte essenziale dell’offerta turistica, soprattutto nei tratti del paese maggiormente colpiti dall’erosione.

È quindi comprensibile che alla fine della stagione estiva torni il tema della capacità di prolungare la presenza dei visitatori oltre le settimane centrali di agosto. Non sono però disponibili dati ufficiali che permettano di affermare che la diminuzione osservata a settembre 2026 sia causato direttamente dall’erosione o dalle condizioni del mare. Si può invece documentare che il territorio resta fortemente legato alla fruizione balneare e che i problemi costieri incidono materialmente sull’accessibilità e sull’utilizzo dell’arenile.

Allo stesso modo, la presenza di numerosi annunci immobiliari, compresi immobili sul lungomare e seconde case, è verificabile, ma non consente di stabilire che i proprietari stiano vendendo perché intenzionati a lasciare Sant’Alessio a causa della perdita della spiaggia o della qualità del mare. Oggi i portali immobiliari riportano decine di abitazioni in vendita nel Comune, molte delle quali presentate proprio per la vicinanza alla costa.

La qualità del mare va misurata, non soltanto percepita

Altro tema ricorrente riguarda la limpidezza e la qualità delle acque, rispetto alle quali è opportuno distinguere le percezioni dei bagnanti dai dati sanitari. Per la stagione balneare 2026 il Comune ha adottato l’ordinanza n. 11, in attuazione del decreto regionale sulla balneazione, con l’esclusione di 200 metri di costa in corrispondenza del torrente Salice e di altri 150 metri dalla foce del torrente Agrò verso sud, tratti individuati in relazione alle condotte e agli scarichi degli impianti di depurazione. Ciò non significa, naturalmente, che il resto della costa sia automaticamente interessato dagli stessi problemi. Una valutazione seria della qualità del mare deve quindi partire dai risultati periodici dei campionamenti, dagli scarichi, dal funzionamento degli impianti di depurazione e dalla situazione dei torrenti, evitando di trasformare impressioni visive occasionali in giudizi sulla qualità sanitaria delle acque.

Sul depuratore di Sant’Alessio esiste anche un rapporto di prova relativo a un campione prelevato il 24 giugno 2026 all’uscita dell’impianto comunale, nel quale i parametri analizzati risultano entro i limiti indicati dal laboratorio: tra gli altri, COD 20 mg/l, BOD5 6,3, solidi sospesi 20, fosforo totale 1,783, azoto ammoniacale 3,4 ed Escherichia coli 900 UFC/100 ml. Il rapporto conclude con una dichiarazione di conformità del campione ai limiti normativi richiamati nel documento. A ciò si aggiungono, secondo quanto comunicato dal Comune, l’ispezione della condotta sottomarina svolta nel marzo 2026 dai Carabinieri ambientali, dalla quale non sarebbero emerse segnalazioni, il controllo dell’Arpa effettuato all’inizio dell’estate, conclusosi con una sola infrazione amministrativa, e il rinnovo nel novembre 2024 dell’autorizzazione allo scarico per 4 anni. Si tratta di elementi rilevanti sul funzionamento dell’impianto, che però non bastano da soli a descrivere la qualità complessiva del mare antistante, potendo questa essere influenzata anche dalla rete fognaria, dai sistemi di sollevamento, dai torrenti, da eventuali scarichi provenienti da altri punti, dalle correnti e anche dalla presenza di insediamenti turistici nel territorio comunale e nei centri vicini.

Proprio per questo un confronto con i Comuni rivieraschi può risultare particolarmente utile, in quanto il sistema marino e quello idrografico non coincidono con i confini amministrativi e richiedono controlli coordinati, dati pubblici e una ricerca comune delle eventuali fonti di criticità. La normativa distingue infatti tra autocontrolli del gestore e controlli pubblici: per i depuratori il riferimento principale resta il D.Lgs. 152/2006, affiancato in Sicilia dalla L.R. 27/1986 e dagli atti regionali sulle autorizzazioni allo scarico. Il gestore deve effettuare periodicamente analisi sulle acque reflue in ingresso e in uscita dall’impianto, che possono essere affidate a laboratori esterni competenti e accreditati secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025, senza che risulti un obbligo generale di rivolgersi necessariamente a una società privata. Nel caso di Sant’Alessio Siculo, l’autorizzazione allo scarico prevede specifici autocontrolli e il rapporto Biochem rientra in questa attività, ma non sostituisce i controlli indipendenti di Arpa Sicilia e degli altri organi competenti. La disciplina regionale richiama in particolare l’art. 40 della L.R. 27/1986, l’art. 124 del D.Lgs. 152/2006, il D.A. n. 353 del 21 marzo 2013 e il D.A. n. 20 del 9 agosto 2022: in sostanza, il laboratorio accreditato può svolgere gli autocontrolli del gestore, mentre Arpa mantiene le proprie funzioni di vigilanza e controllo pubblico.

Rifiuti e manutenzione, servizi quotidiani

Anche la raccolta dei rifiuti è stata oggetto durante l’estate di specifici provvedimenti. Il 26 maggio il Comune ha disposto misure di potenziamento della raccolta differenziata nel periodo estivo e il 1 settembre ne ha prorogato alcune modalità fino al 20 settembre. L’esistenza di interventi straordinari dimostra come l’aumento stagionale della popolazione richieda un’organizzazione diversa rispetto ai mesi invernali.

Lo stesso vale per manutenzione, verde, strade, marciapiedi, accessi alla spiaggia e arredo urbano. Nel solo 2026 l’Albo comunale registra interventi sulle aiuole del lungomare, sulle aree verdi, sulla segnaletica, sui materiali depositati dalle mareggiate e sui tratti danneggiati dal ciclone. Non emerge quindi un territorio immobile, ma una quantità di interventi che pone semmai il tema della programmazione complessiva, per evitare che le emergenze e le singole manutenzioni restino scollegate tra loro.

Il cambiamento climatico rende la costa più vulnerabile

L’erosione non può essere spiegata esclusivamente attraverso il cambiamento climatico. Su ogni tratto di costa incidono sedimentazione, opere rigide, correnti, torrenti, urbanizzazione e interventi realizzati negli anni. Sarebbe quindi improprio attribuire automaticamente la scomparsa della spiaggia di Sant’Alessio al solo riscaldamento globale.

Esiste però un quadro scientifico generale ormai consolidato. L’IPCC (Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico) rileva che la superficie del Mediterraneo si è riscaldata di circa 0,29-0,44 gradi per decennio dall’inizio degli anni Ottanta e che il livello del mare nel bacino è cresciuto mediamente di circa 2,8 millimetri l’anno tra il 1993 e il 2018. L’aumento è destinato a proseguire e accresce, insieme alle mareggiate, il rischio di erosione e allagamento delle zone costiere.

Anche ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), richiamando proprio gli effetti degli eventi estremi del 2026, sottolinea che innalzamento del livello marino, alterazione dei regimi di vento e correnti e maggiore energia delle onde possono accelerare l’erosione delle coste già fragili. Harry ha mostrato quanto questo problema sia concreto lungo il versante ionico.

Un problema che non finisce al confine comunale

La scala comunale, da sola, rischia quindi di essere insufficiente. Il torrente Agrò divide e contemporaneamente collega Sant’Alessio e Santa Teresa di Riva; gli impianti di depurazione servono più territori; le correnti marine trasportano acqua e sedimenti lungo tutta la costa; l’erosione può essere influenzata da opere collocate anche a distanza.

Esiste già un luogo istituzionale nel quale questo confronto può svilupparsi: l’Unione dei Comuni delle Valli Joniche dei Peloritani, che ha sede legale proprio nel municipio di Sant’Alessio e riunisce oggi 11 enti della zona. Nel suo Consiglio siedono anche 2 rappresentanti di Sant’Alessio.

Difesa della costa, monitoraggio del mare, depurazione, rifiuti, mobilità e promozione turistica sono materie nelle quali un coordinamento territoriale può consentire almeno di condividere dati, proposte e richieste da presentare alla Regione e agli altri enti competenti. Non tutte le funzioni possono essere trasferite all’Unione e non tutte le soluzioni dipendono dai Comuni, ma affrontare separatamente fenomeni che appartengono allo stesso tratto di costa rischia di produrre risposte frammentarie.

Dopo il riequilibrio, il tema della partecipazione

Il ritorno verso una gestione finanziaria ordinaria apre infine una questione che non compare nei numeri del rendiconto. Dopo anni nei quali l’urgenza principale è stata tenere sotto controllo i conti, può diventare più praticabile strutturare momenti periodici di confronto pubblico sui grandi problemi del paese, mettendo intorno allo stesso tavolo amministratori, Consiglio comunale, cittadini, operatori economici, associazioni e competenze tecniche. Non occorre trasformare ogni scelta amministrativa in un’assemblea permanente, né il confronto sostituisce le responsabilità di chi è stato eletto. Una maggiore circolazione di informazioni può però consentire di discutere preventivamente priorità, alternative e risultati, soprattutto quando riguardano questioni che incidono direttamente sul valore delle abitazioni, sulle attività economiche e sull’identità turistica del paese.

Il punto, terminata la lunga emergenza finanziaria, diventa quindi più ampio. Avere conti migliori è la condizione per poter programmare, ma non coincide automaticamente con una strategia di sviluppo. Spiaggia, mare, manutenzione, servizi e turismo richiedono scelte di medio periodo, capacità di misurarne gli effetti e un rapporto continuativo con la comunità.

Mediterranea24 ha già seguito alcuni degli altri dossier territoriali, dall’intervento sul torrente Salice ai mini svincoli provvisori della A18, problemi diversi ma accomunati dalla necessità di coordinare programmazione comunale, opere sovracomunali e qualità della vita. Mediterranea24

Nell’immagine di copertina, il mare di Sant’Alessio Siculo, i danni provocati alla fascia costiera dalle mareggiate del ciclone Harry e il tratto maggioritario della spiaggia interessato dall’erosione.