Magistrati, quasi un miliardo per arretrati e aumenti. Il conto delle sentenze nella manovra

Oltre 70mila euro una tantum e circa 20mila annui secondo le stime del Sole 24 Ore. Importi diversi per anzianità e incarico. Da definire il successivo adeguamento

Sintesi

Circa 970 milioni di euro per gli arretrati e gli aumenti dei magistrati potrebbero trovare copertura nella legge di bilancio 2027. Secondo la ricostruzione del Sole 24 Ore, le risorse rientrerebbero nel fondo sentenze da 1,9 miliardi. Lo stanziamento servirebbe a eseguire le decisioni della giustizia amministrativa.

Le stime indicano oltre 70mila euro per gli arretrati e circa 20mila euro annui di aumento, espressi come costi lordi per lo Stato. Le somme varieranno secondo la posizione dei beneficiari. Il netto in busta paga sarà inferiore.

Mediterranea24 aveva già ricostruito le sentenze sui calcoli degli adeguamenti, relativi prima al 2018-2020 e poi al 2021-2023. I Giudici hanno contestato le voci considerate e il metodo statistico utilizzato. Da quelle decisioni nasce l’obbligo di rifare i conteggi.

Articolo

Il conto degli adeguamenti retributivi dei magistrati arriva sul tavolo della manovra 2027. Secondo un’analisi del Sole 24 Ore, ripresa il 16 ottobre dall’Ansa, circa 970 milioni di euro del fondo sentenze da 1,9 miliardi indicato nel Documento programmatico di bilancio sarebbero destinati a finanziare arretrati e maggiori retribuzioni. Le risorse servirebbero a dare esecuzione alle sentenze che hanno imposto di correggere i precedenti conteggi.

Arretrati e aumenti sono due voci diverse

La cifra vicina a 100mila euro, richiamata nelle notizie sull’intervento, riunisce somme che hanno natura e durata differenti. La ricostruzione indica oltre 70mila euro per gli arretrati, da corrispondere una sola volta, e circa 20mila euro annui di maggiore retribuzione, destinati invece a incidere anche sugli stipendi futuri. Non significa, quindi, che ogni magistrato riceverà un identico pagamento di 100mila euro.

Le cifre indicate non sono quelle che i magistrati riceveranno sul conto corrente. Comprendono anche tasse e contributi, inclusi quelli pagati dallo Stato come datore di lavoro. La somma effettivamente incassata sarà quindi più bassa e varierà in base agli anni di servizio, all’incarico ricoperto e al numero di anni per i quali devono essere pagate le differenze di stipendio. Secondo le ricostruzioni giornalistiche, gli importi maggiori spetterebbero ai 10.638 magistrati già in servizio nel 2018.

Perché lo Stato deve rifare i conti

Gli stipendi dei magistrati vengono aggiornati ogni 3 anni secondo regole stabilite dalla legge. Per molti dipendenti pubblici gli aumenti vengono concordati attraverso trattative tra sindacati e amministrazioni. Per i magistrati, invece, si guarda a quanto sono cresciuti gli stipendi delle altre categorie pubbliche e si usa quel dato per calcolare l’aumento spettante. Nel confronto devono entrare anche indennità e altre somme legate al lavoro, oltre allo stipendio di base. Non si guarda quindi direttamente a quanto sono aumentati i prezzi, ma a quanto sono aumentate le retribuzioni degli altri dipendenti pubblici, come richiamato nel decreto del 3 giugno 2024.

Il Consiglio di Stato ha stabilito che il calcolo relativo al 2018-2020 era stato fatto in modo sbagliato. Con la sentenza n. 6004 del 9 luglio 2025, il giudice amministrativo d’appello ha rilevato che erano state lasciate fuori alcune voci della retribuzione e alcune categorie di dipendenti pubblici. Inoltre, nel calcolare l’aumento medio, era stato dato più peso alle categorie con più lavoratori, mentre ogni categoria avrebbe dovuto contare allo stesso modo, secondo i criteri illustrati nella pronuncia ufficiale.

Un esempio aiuta a capire la differenza. Se una categoria ha ottenuto un aumento del 2% e un’altra del 6%, contando entrambe allo stesso modo la media è del 4%. Se invece la prima categoria conta di più perché ha molti più dipendenti, il risultato si avvicina al 2%. È questo diverso modo di fare la media che i giudici hanno contestato. Lo Stato deve quindi rifare i conteggi e riconoscere le differenze di stipendio dovute.

Le sentenze già raccontate da Mediterranea24

Mediterranea24 aveva ricostruito il contenzioso sugli adeguamenti e sugli arretrati, spiegando che, nella fase di esecuzione della sentenza sul 2018-2020, l’Istat (Istituto nazionale di statistica) aveva rideterminato il coefficiente dal 4,85% al 6,22%. La controversia era poi proseguita anche sul periodo successivo. Mediterranea24

Anche il calcolo degli aumenti basato sul periodo 2021-2023 è stato bocciato dai Giudici. Con la sentenza n. 14271 del 14 agosto 2026, il Tar del Lazio ha annullato gli atti utilizzati per stabilire l’adeguamento degli stipendi dei magistrati previsto dal decreto del Governo del 3 giugno 2024.

I conteggi devono essere rifatti considerando anche indennità e altre somme ricevute dagli altri dipendenti pubblici, senza escludere categorie che devono essere comprese nel confronto. Inoltre, ogni categoria deve contare allo stesso modo nel calcolo della media, indipendentemente dal numero dei suoi lavoratori. La sentenza impone quindi di ricalcolare l’aumento, ma non stabilisce direttamente quanto denaro spetti a ciascun magistrato. Anche questa decisione era stata ricostruita da Mediterranea24.

Le coperture e il confronto politico

Secondo le notizie del 16 ottobre, i decreti di adeguamento relativi ai periodi dal 2018 al 2023 sarebbero pronti, mentre alla legge di bilancio spetterebbe assicurare le risorse. Nelle fonti consultate, tuttavia, non è disponibile un calendario definitivo degli accrediti individuali.

Il pagamento di quanto dovuto in esecuzione delle sentenze restringe gli spazi disponibili per altre misure. La ricostruzione ripresa da Adnkronos (agenzia di stampa) colloca l’esborso in una manovra con risorse limitate, nella quale risultano in difficoltà gli interventi sull’Irpef per il ceto medio e sulla tassazione delle tredicesime, mentre resta aperto il tema delle bollette. Questo confronto non dimostra, da solo, che quelle misure siano state accantonate per finanziare i magistrati: per attribuire un rapporto diretto servono le scelte e le coperture definitive della manovra.

La partita rimane aperta

Devono ancora essere stabiliti gli aumenti dei magistrati legati al periodo 2024-2026. Per calcolarli bisognerà tenere conto anche delle correzioni agli stipendi degli anni precedenti: se aumenta la cifra di partenza, può aumentare anche quella sulla quale si calcolano gli adeguamenti successivi. La questione economica, quindi, non si esaurisce con gli arretrati già indicati.

Anche altre categorie di dipendenti pubblici potrebbero chiedere di verificare i propri aumenti, sostenendo che siano stati commessi errori simili. Come aveva già spiegato Mediterranea24 a proposito dei docenti e ricercatori universitari, però, le sentenze favorevoli ai magistrati non danno automaticamente diritto agli stessi benefici. Per gli universitari gli stipendi vengono adeguati ogni anno, anziché ogni 3 anni, e seguono regole diverse. Per ottenere eventuali differenze di stipendio, occorre dimostrare che anche i loro conteggi siano sbagliati e che spettino somme aggiuntive.

Nell’immagine di copertina, Palazzo Spada, sede del Consiglio di Stato e la targa dell’Istituzione.