Sintesi
Nel 2025 l’attività ispettiva dell’INPS in Sicilia ha fatto emergere oltre 10.800 rapporti di lavoro irregolari con 435 lavoratori completamente in nero e un recupero economico complessivo pari a 77,6 milioni tra contributi evasi, sanzioni e interessi. I controlli hanno coinvolto 694 aziende con un tasso di irregolarità dell’86% e hanno individuato più di 5.300 rapporti fittizi. Il confronto con il 2024 segnala un aumento delle anomalie accertate e dei crediti recuperati nonostante la diminuzione del personale ispettivo. Le verifiche hanno interessato anche scuole paritarie, strutture socio assistenziali e imprese agricole con numerosi casi di lavoro non dichiarato e contratti simulati. Controlli sono stati svolti anche nelle isole minori dove alcune aziende hanno regolarizzato immediatamente i dipendenti dopo l’arrivo degli ispettori. L’INPS evidenzia l’importanza dell’incrocio delle banche dati e chiede il rafforzamento degli organici ispettivi che dovrebbero arrivare almeno a 150 unità per garantire controlli efficaci.

Articolo
Il contrasto al lavoro irregolare continua a rappresentare una delle principali sfide per il sistema produttivo della Sicilia. Il resoconto dell’attività di vigilanza svolta nel 2025 dall’INPS in Sicilia evidenzia dimensioni ancora rilevanti del fenomeno. Nel corso dell’anno sono stati scoperti oltre 10.800 rapporti di lavoro non conformi alla normativa. Tra questi sono stati individuati 435 lavoratori totalmente privi di regolare contratto e quindi impiegati in condizioni di lavoro nero. Il valore complessivo dei crediti accertati dall’istituto tra contributi previdenziali non versati, sanzioni amministrative e interessi ha raggiunto 77,6 milioni di euro.

I risultati dell’attività ispettiva sono stati illustrati nella sede regionale dell’INPS a Palermo. Le verifiche hanno interessato 694 imprese distribuite in vari comparti economici. In ben l’86% dei casi sono emerse violazioni delle norme sul lavoro e sulla contribuzione. Nel dettaglio gli ispettori hanno rilevato 5.309 rapporti di lavoro fittizi, cioè posizioni formalmente registrate ma prive di reale attività lavorativa e spesso utilizzate per ottenere benefici previdenziali o contributivi.

Il confronto con i dati dell’anno precedente evidenzia una crescita dell’azione di controllo. Nel 2024 erano stati individuati 8.908 rapporti irregolari e i crediti recuperati ammontavano a 62,1 milioni di euro. L’incremento dell’attività risulta significativo anche alla luce della riduzione dell’organico ispettivo che è passato da 79 a 72 unità operative. In diminuzione invece il numero dei lavoratori completamente irregolari che scende da 577 a 435, segnale che secondo l’istituto indica una maggiore attenzione ma non ancora una vera inversione di tendenza.
Una delle novità del 2025 riguarda l’attenzione rivolta al settore delle scuole paritarie. Su 30 accertamenti programmati 8 sono stati già conclusi. Le verifiche hanno portato all’annullamento di 32 rapporti di lavoro e alla scoperta di 19 lavoratori in nero con crediti complessivi pari a 1,66 milioni tra contributi non versati e sanzioni. In diversi casi è stato riscontrato l’utilizzo di docenti e personale ATA (Amministrativo Tecnico Ausiliario), impiegati gratuitamente per accumulare punteggio nelle graduatorie scolastiche. Tra gli episodi più gravi emersi durante le ispezioni figura quello di una scuola dell’infanzia situata a Palermo dove 16 dei 19 lavoratori irregolari risultavano impiegati senza alcuna registrazione fiscale né previdenziale. La struttura operava di fatto al di fuori dei controlli dell’amministrazione finanziaria e degli enti competenti.
Controlli mirati sono stati effettuati anche nel settore socio assistenziale. Gli ispettori hanno visitato 44 strutture individuando 59 lavoratori privi di contratto regolare. In questo comparto le contestazioni economiche tra contributi e sanzioni hanno raggiunto 2,6 milioni di euro.
Il comparto che continua a registrare il maggior numero di irregolarità è tuttavia quello agricolo. Su 133 aziende sottoposte a verifica ben 126 sono risultate non in regola. In questo ambito sono stati accertati 4.262 rapporti di lavoro irregolari e 4.882 posizioni lavorative fittizie con crediti complessivi superiori a 23 milioni di euro.
Le verifiche non hanno riguardato soltanto il territorio principale dell’Isola ma anche alcune località minori del turismo e della ristorazione. I controlli sono stati effettuati nelle isole di Favignana, Pantelleria e Panarea con particolare attenzione ai settori della ristorazione, del commercio e dell’edilizia. In alcuni casi la sola presenza degli ispettori ha prodotto effetti immediati. A Favignana diverse aziende hanno provveduto a regolarizzare subito 27 lavoratori che risultavano precedentemente non dichiarati.
Secondo l’Istituto previdenziale i risultati ottenuti sono stati resi possibili soprattutto grazie all’incrocio delle banche dati amministrative e all’attività investigativa sul territorio. L’analisi comparata delle informazioni consente infatti di individuare anomalie contributive e contrattuali che poi vengono verificate attraverso ispezioni dirette nelle aziende. L’INPS prevede ora un rafforzamento dell’attività di vigilanza grazie all’ingresso di nuovo personale derivante da un concorso pubblico in fase di conclusione. Durante la conferenza stampa è stato sottolineato che per garantire un controllo efficace del territorio regionale sarebbero necessari almeno 150 ispettori, più del doppio rispetto alla dotazione attuale.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









