Giustizia amministrativa più inclusiva e decisioni più chiare: la svolta del Cga Sicilia per il 2026

Nella relazione di apertura dell’anno giudiziario 2026, il presidente del Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana, Ermanno de Francisco, evidenzia la riduzione dell’85% del contributo unificato per il ricorso straordinario al Presidente della Regione grazie alla legge regionale 26 del 10 giugno 2025. Presente alla cerimonia il governatore Renato Schifani

Sintesi

Il presidente del Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana (Cga), Ermanno de Francisco, nella relazione ieri per l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2026, ha indicato come priorità una giustizia amministrativa più accessibile e decisioni più chiare. La legge regionale 10 giugno 2025 n. 26 ha previsto per il triennio 2025-2027 un contributo di 550 euro per i ricorsi straordinari al Presidente della Regione presentati da persone fisiche con Isee non superiore a 35000 euro, riducendo il contributo unificato da 650 a 100 euro con un abbattimento dell’85%. L’intervento mira a rafforzare la tutela delle fasce economicamente più deboli e a rilanciare uno strumento alternativo al ricorso giurisdizionale davanti al Tar, mentre il presidente della regione Renato Schifani ha espresso apprezzamento per la riforma. Nella stessa relazione è stato inoltre sollecitato uno stile redazionale più sintetico per le sentenze, evitando provvedimenti eccessivamente lunghi e privilegiando motivazioni essenziali e comprensibili.

Articolo

Nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario 2026 del Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana, organo di secondo grado della giustizia amministrativa nell’Isola, il presidente Ermanno de Francisco nella relazione ha delineato una duplice direttrice di riforma: ampliare l’accesso alla tutela amministrativa e rendere le pronunce più lineari e intellegibili. La relazione ha posto al centro la revisione del contributo unificato, ossia il tributo dovuto per l’iscrizione a ruolo dei ricorsi, con specifico riferimento al ricorso straordinario al Presidente della Regione, rimedio alternativo al ricorso giurisdizionale dinanzi al Tar (Tribunale amministrativo regionale).

Già nell’apertura dell’anno giudiziario precedente, de Francisco aveva sollecitato un intervento volto a rilanciare questo istituto, definendolo una forma di “giustizia dei poveri”, vale a dire uno strumento di tutela più snello, meno oneroso e proponibile anche senza ministero di difensore. La proposta mirava a ridurre il contributo unificato senza azzerarlo, così da distinguerlo nettamente dall’azione giurisdizionale ordinaria. L’indicazione è stata recepita dal legislatore regionale con l’articolo 9 della legge regionale 10 giugno 2025, n. 26, che per il triennio 2025-2027 ha autorizzato l’erogazione, tramite l’Ufficio legislativo e legale della Regione, di un contributo di 550 euro in favore delle persone fisiche, comprese quelle che agiscono quali lavoratori autonomi o nell’esercizio di attività d’impresa, a condizione che al momento del deposito del ricorso sia attestato un Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) ordinario non superiore a 35000 euro.

L’effetto concreto della norma consiste in un abbattimento dell’85% del costo effettivo del contributo unificato, che passa da 650 a 100 euro, con l’obiettivo dichiarato di favorire le fasce economicamente più fragili e di rafforzare il diritto di difesa sancito dall’articolo 24 della Costituzione, nonché il principio di buon andamento e imparzialità dell’amministrazione previsto dall’articolo 97. De Francisco ha sottolineato come ora sia necessario diffondere la conoscenza della riforma affinché cittadini e operatori possano beneficiarne pienamente. Alla cerimonia era presente il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che ha espresso pubblicamente apprezzamento per il richiamo alla propria attività istituzionale a sostegno della rivitalizzazione del ricorso straordinario e della riduzione del contributo unificato, rimarcando la collaborazione tra organi di giustizia amministrativa e governo regionale.

Un ulteriore passaggio della relazione ha riguardato la tecnica redazionale delle sentenze. Il presidente de Francisco ha invitato i Magistrati a una drastica riduzione della lunghezza dei provvedimenti, sostenendo che le decisioni dovrebbero limitarsi all’esposizione essenziale delle ragioni poste a fondamento del decisum, evitando motivazioni eccessivamente prolisse. Sono state richiamate pronunce che superano le 100 pagine, ritenute difficilmente fruibili anche dagli operatori del diritto. L’indirizzo si colloca nel solco della giurisprudenza amministrativa e costituzionale che valorizza la chiarezza e la sinteticità degli atti giurisdizionali come elementi funzionali all’effettività della tutela e alla comprensibilità delle decisioni da parte dei destinatari.

La relazione per il 2026 segna un percorso che coniuga riduzione degli oneri economici e semplificazione del linguaggio giudiziario, nella prospettiva di una giustizia amministrativa meno distante dai cittadini e più coerente con i principi di accessibilità, proporzionalità e trasparenza che informano l’ordinamento repubblicano.