Casa, rincari del 4% e aumentano. Torino accelera. In Sicilia scambi quasi fermi, pesano i redditi bassi

Milano rallenta. Nell’Isola i prezzi aumentano meno. Crescono le compravendite a Messina, diminuiscono a Catania. Taormina quotazioni fuori scala

Sintesi

Nel secondo trimestre del 2026 i prezzi delle abitazioni sono aumentati in Italia del 4% su base annua, rallentando rispetto al 5,1% dei primi 3 mesi. Torino ha registrato il rincaro maggiore, con un aumento dell’8,5%, davanti a Roma, al 6,4%, e Milano, al 2,4%. La casa continua a costare di più, anche se la corsa nazionale perde velocità.

A Torino l’aumento è stato trainato dalle abitazioni nuove, salite del 23,3%, mentre quelle esistenti sono rincarate del 7%. A Milano il nuovo ha rallentato dal 20,1% all’1,1% e a Roma è cresciuto dell’8,3%. Il dato torinese descrive un’accelerazione dei prezzi, non significa che Torino sia diventata più costosa di Milano.

Nel Sud e nelle Isole i prezzi sono aumentati del 2,6%, meno della media italiana, ma in Sicilia il problema pesa su redditi familiari inferiori di circa un quarto rispetto al dato nazionale. Nel 2025 i prezzi siciliani erano già cresciuti del 3,4% e i canoni dell’1,7%. Una casa meno cara rispetto al Nord può quindi risultare ugualmente difficile da sostenere.

Taormina si conferma un mercato fuori scala rispetto al resto della provincia di Messina: ad agosto 2026 il prezzo medio richiesto negli annunci ha raggiunto 4.015 euro al metro quadrato per la vendita e 19,98 euro mensili per l’affitto, con aumenti annui rispettivamente del 14,9% e del 21,6%. Nella località turistica anche una casa di dimensioni contenute può diventare proibitiva.

Nel secondo trimestre del 2026 in Sicilia sono state compravendute circa 13.887 abitazioni, lo 0,9% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Agrigento, Trapani, Messina e Ragusa sono cresciute, mentre Palermo, Caltanissetta ed Enna hanno perso scambi. Il mercato dell’Isola è quasi fermo, ma cambia molto da una provincia all’altra.

Articolo

I prezzi rallentano, ma continuano a salire

Ieri 17 settembre l’Istituto nazionale di statistica ha diffuso i dati provvisori del secondo trimestre 2026. L’IPAB (Indice dei prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie, per viverci o come investimento) è aumentato dell’1,7% rispetto ai primi 3 mesi dell’anno e del 4% rispetto allo stesso periodo del 2025. Nel trimestre precedente l’incremento annuo era stato del 5,1%.

Le abitazioni nuove sono rincarate del 5% su base annua, contro il 6,7% del primo trimestre, mentre quelle già esistenti sono salite del 3,7%, dopo il precedente 4,6%. La variazione media già acquisita per il 2026 è del 3,8%: significa che, se l’indice rimanesse invariato nei prossimi 2 trimestri, l’aumento medio dell’intero anno sarebbe comunque di quella misura.

Gli aumenti maggiori hanno interessato il Centro, con il 5,1%, e il Nord-Est, con il 4,2%. Seguono il Nord-Ovest, con il 3,9%, e il Sud e le Isole, con il 2,6%. In quest’ultima area le case nuove sono cresciute soltanto dello 0,9%, mentre quelle esistenti sono aumentate del 2,9%.

Torino davanti per velocità dei rincari

Tra le città per le quali l’Istat pubblica un indice specifico, Torino ha registrato l’aumento annuo più elevato, pari all’8,5%, contro il 3,8% del trimestre precedente. Il risultato è stato determinato soprattutto dalle abitazioni nuove, rincarate del 23,3%, mentre quelle già esistenti sono salite del 7%. Rispetto ai primi 3 mesi del 2026 l’aumento complessivo è stato del 3,5%.

Il dato non indica che acquistare una casa a Torino costi in valore assoluto più che a Milano. Significa che, nel periodo considerato, i prezzi torinesi sono cresciuti molto più rapidamente. Il confronto riguarda quindi la velocità dell’aumento e non il prezzo al metro quadrato.

A Milano il rincaro annuo complessivo si è fermato al 2,4%, dopo il 7,1% del primo trimestre. La crescita delle abitazioni nuove è crollata dal 20,1% all’1,1%, mentre quella degli immobili esistenti è passata dal 4,2% al 2,4%. Rispetto al trimestre precedente l’indice milanese è persino diminuito dello 0,1%.

A Roma la crescita ha invece accelerato dal 5,5% al 6,4%. Le abitazioni nuove sono aumentate dell’8,3% e quelle esistenti del 6%. Nel confronto con il primo trimestre i prezzi sono saliti dell’1,7%.

Le compravendite restano quasi ferme

L’aumento dei prezzi non è stato accompagnato da una crescita analoga degli acquisti. Secondo le statistiche dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, pubblicate il 10 settembre, nel secondo trimestre sono state compravendute in Italia 201.596 abitazioni, appena lo 0,1% in più rispetto a un anno prima.

Le compravendite sono aumentate dello 0,5% nei capoluoghi e sono rimaste invariate negli altri Comuni. Il 72,7% degli acquisti effettuati da persone fisiche ha beneficiato dell’agevolazione per la prima casa; il 46,6% è stato finanziato con un mutuo ipotecario; il tasso medio applicato alla prima rata è stato del 3,57%. Le abitazioni nuove hanno rappresentato soltanto il 6,4% degli scambi, pur registrando un aumento del 15,6%.

Tra le maggiori città Napoli ha segnato la crescita più consistente, con il 4,2%, seguita da Genova, con il 2,9%. Bologna è salita dell’1,1%, Torino dello 0,6% e Roma dello 0,4%, mentre Milano è rimasta stabile. Le sole flessioni hanno riguardato Firenze, con l’8,3% in meno, e Palermo, con un calo del 2,6%.

In Sicilia quasi 13.900 acquisti, ma le province procedono in ordine sparso

Nel secondo trimestre del 2026 in Sicilia sono state compravendute circa 13.887 abitazioni, lo 0,9% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Il calcolo è stato effettuato sui dati provinciali dell’Agenzia delle Entrate, che misurano le unità scambiate tenendo conto delle quote di proprietà trasferite.

I capoluoghi siciliani hanno totalizzato circa 5.032 compravendite, con un aumento dell’1,5%, mentre negli altri Comuni gli scambi sono stati circa 8.855, in crescita dello 0,6%. La superficie complessiva delle abitazioni vendute è aumentata del 2,1%, più del numero degli acquisti: sono quindi passate di mano, nel complesso, case leggermente più grandi.

Il quadro provinciale è molto diverso: Agrigento ha registrato circa 1.104 compravendite, con un aumento del 7,8%; Trapani 1.250, con il 5,9% in più; Messina 1.698, con una crescita del 4,1%; Ragusa 991, con il 3,1%; Catania 3.106, con l’1%; Siracusa 1.215, con lo 0,4%. Sono diminuite Palermo, con circa 3.470 scambi e un calo del 2,5%; Caltanissetta, con 713 e una flessione del 3,3%; Enna, con 341 e una riduzione del 10,4%.

Nella città di Messina le compravendite sono aumentate da circa 609 a 715, con una crescita superiore al 17%, mentre nel resto della provincia sono diminuite da circa 1.022 a 984. A Palermo città gli acquisti sono scesi da circa 1.899 a 1.849, confermando la contrazione del 2,6% già riportata tra le grandi città italiane. A Catania città sono diminuiti da circa 1.107 a 1.070, mentre sono aumentati negli altri Comuni della provincia.

Prezzi più bassi non significano casa accessibile

Per la Sicilia l’Istat non pubblica un IPAB trimestrale autonomo. Il dato del 2,6% riguarda insieme tutte le regioni del Sud e le 2 Isole maggiori e non può essere attribuito automaticamente alla sola Sicilia. L’ultimo quadro regionale completo è quello della Banca d’Italia, aggiornato principalmente al 2025.

Secondo il rapporto, nel 2025 i prezzi delle abitazioni siciliane sono aumentati del 3,4%, con una crescita più sostenuta a Palermo e nei Comuni turistici. I canoni di locazione sono saliti dell’1,7%, circa la metà della media nazionale. Nello stesso anno le compravendite erano aumentate del 7%, mentre i nuovi mutui per acquistare casa avevano raggiunto 2 miliardi di euro, oltre un quarto in più rispetto al 2024. Il finanziamento copriva mediamente il 69% del valore dell’immobile e il costo complessivo dei nuovi mutui aveva raggiunto il 3,7% alla fine del 2025.

A Taormina il mercato presenta valori molto superiori alla media provinciale. Secondo le quotazioni degli annunci immobiliari aggiornate ad agosto 2026, il prezzo medio richiesto per la vendita è arrivato a 4.015 euro al metro quadrato, il 14,9% in più rispetto a un anno prima, contro i 1.253 euro della provincia di Messina. Per gli affitti la richiesta media ha raggiunto 19,98 euro mensili al metro quadrato, con un aumento annuo del 21,6%, a fronte degli 8,46 euro provinciali. Si tratta dei prezzi esposti negli annunci e non degli importi definitivi riportati nei rogiti o nei contratti, ma il divario conferma la particolare pressione abitativa esercitata dal mercato turistico.

Il nodo dell’accessibilità emerge mettendo insieme prezzi e condizioni economiche. Nel 2025 il reddito disponibile reale delle famiglie siciliane è cresciuto dell’1%, molto meno del 3,4% registrato dai prezzi delle case. L’ultimo valore regionale disponibile indica inoltre un reddito lordo di circa 17.402 euro per abitante, inferiore di circa un quarto alla media italiana. Nel 2024 la povertà relativa interessava circa il 19% delle famiglie siciliane, contro l’11% nazionale.

Perciò in Sicilia le abitazioni possono avere quotazioni inferiori a quelle delle grandi città settentrionali, ma il rapporto tra costo della casa, reddito e capacità di ottenere un mutuo rimane pesante. Il problema diventa ancora più evidente nei centri turistici e nelle aree dove gli affitti brevi riducono le abitazioni disponibili per residenti, lavoratori e studenti.

Anche gli affitti continuano a crescere

Nel secondo trimestre del 2026 in Italia sono state locate con nuovi contratti circa 248.180 abitazioni, il 3,1% in più rispetto a un anno prima. L’ammontare complessivo dei canoni annui pattuiti è però aumentato del 6,3%, il doppio rispetto al numero dei nuovi contratti.

Il sondaggio svolto dalla Banca d’Italia, dall’Agenzia delle Entrate e da Tecnoborsa presso gli agenti immobiliari segnala per il Sud e le Isole una forte prevalenza di operatori che hanno osservato canoni in aumento. Nella stessa area il 65% delle agenzie considera rilevante la presenza delle locazioni brevi. Per molte famiglie il problema non è quindi soltanto comprare casa, ma riuscire a trovare un affitto stabile e sostenibile.

Nell’immagine di copertina, il panorama di Torino con la Mole Antonelliana; lateralmente, un complesso residenziale in costruzione nel capoluogo piemontese e il panorama urbano di Palermo.