Antimafia Ars, nuovi accertamenti su Seus e Cefpas. Pantò replica sulla SAS, processo Galvagno a Palermo

Sotto esame personale, servizi affidati ai privati e convenzioni del 118. L’ex presidente della SAS difende la propria gestione. L’Ast chiede 21 milioni, mentre il processo al presidente dell’Ars resta a Palermo

Sintesi

Dopo avere trasmesso il dossier sulla SAS alle Procure della Repubblica e della Corte dei conti e agli altri organismi di controllo, la Commissione regionale Antimafia ha avviato gli approfondimenti sulla Seus 118 e sul Cefpas. Le partecipate vengono descritte dal presidente Antonello Cracolici come un settore nel quale la vigilanza regionale mostra gravi debolezze. Il controllo politico si sta quindi estendendo ad altre strutture pubbliche.

Per la Seus l’esame riguarda il ricorso alle agenzie di lavoro interinale, i servizi eccedenti affidati a soggetti privati e le convenzioni stipulate con le Aziende sanitarie provinciali. Secondo Cracolici, circa 500 autisti e barellieri sarebbero impiegati in attività differenti da quelle originarie, mentre la società chiede di assumere altro personale. Occorre verificare come siano utilizzati i 2.600 dipendenti dichiarati.

Sul Cefpas la Commissione regionale Antimafia non ha ancora anticipato specifici rilievi. Intanto, il Tribunale del Riesame di Caltanissetta ha accolto l’appello della Procura e disposto il ripristino degli arresti domiciliari per l’ex deputato regionale di Forza Italia Riccardo Gallo Afflitto. La misura resta sospesa in attesa della Cassazione. Mediterranea24 aveva già ricostruito l’inchiesta e i provvedimenti cautelari adottati a luglio.

Mauro Pantò, ex presidente della SAS, ha respinto la rappresentazione di una società priva di controllo. Ha sostenuto che le decisioni del Consiglio di amministrazione sono state collegiali, che le assunzioni nelle categorie protette servivano a colmare precedenti carenze e che la gestione deve essere valutata anche attraverso i risultati economici. Gli organismi destinatari del dossier dovranno accertare i fatti.

Oggi 17 settembre il Tribunale di Palermo ha respinto la richiesta di trasferire a Catania il processo a Gaetano Galvagno e all’ex autista Roberto Marino. Il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana deve rispondere, con il coimputato e secondo le rispettive contestazioni, di peculato, corruzione, falso e truffa. Il processo proseguirà il 5 novembre e le responsabilità devono ancora essere accertate.

Articolo

Dalla SAS alla Seus e al Cefpas

Dopo l’approvazione della relazione sulla SAS (Servizi Ausiliari Sicilia), la Commissione Antimafia dell’Assemblea Regionale Siciliana ha trasmesso la documentazione alle Procure della Repubblica e della Corte dei conti, oltre che all’Agenzia delle Entrate, all’Inps (Istituto nazionale della previdenza sociale) e agli altri organismi competenti. L’invio degli atti non equivale all’accertamento di reati o responsabilità contabili: spetterà alle Autorità destinatarie stabilire se dalle criticità amministrative descritte emergano condotte illecite o danni per le finanze pubbliche.

La Commissione Ars presieduta da Antonello Cracolici (deputato regionale del Partito Democratico) sta intanto estendendo l’indagine ad altre strutture regionali. La relazione sulla Seus dovrebbe essere completata prossimamente, mentre sul Cefpas non sono stati ancora anticipati specifici rilievi. Il Cefpas (Centro per la formazione permanente e l’aggiornamento del personale del servizio sanitario), con sede a Caltanissetta, è l’ente regionale che organizza formazione, aggiornamento professionale e attività specialistiche per il settore sanitario.

Cracolici ha definito le partecipate “il buco nero dell’amministrazione pubblica”, sostenendo che il sistema regionale di vigilanza non sarebbe in grado di controllarne adeguatamente personale, spese, incarichi e affidamenti. Si tratta di una valutazione politica e parlamentare che dovrà essere accompagnata dall’esame degli atti e dalle eventuali controdeduzioni delle società interessate.

I nodi della Seus 118

La Seus (Sicilia Emergenza-Urgenza Sanitaria) gestisce mezzi, autisti-soccorritori e altri servizi destinati al sistema regionale del 118. Gli approfondimenti annunciati riguardano innanzitutto le assunzioni effettuate attraverso agenzie di lavoro interinale, cioè imprese private che selezionano e forniscono temporaneamente personale alla società utilizzatrice.

Un secondo filone interessa i cosiddetti servizi eccedenti, ovvero gli interventi che la Seus non riesce a eseguire con mezzi e dipendenti propri e che vengono affidati a soggetti privati. La Commissione vuole verificare quali attività siano state esternalizzate, quanto siano costate e per quali ragioni la società non abbia potuto svolgerle direttamente.

L’esame comprende inoltre le convenzioni stipulate con le Asp (Aziende sanitarie provinciali) per utilizzare dipendenti della Seus in servizi diversi dal soccorso sulle ambulanze. Secondo Cracolici, questo spostamento ridurrebbe il personale disponibile per il 118 e contribuirebbe a creare nuove necessità di assunzione.

La questione è diventata più rilevante dopo la richiesta, approvata dall’Assemblea Regionale Siciliana, di assumere altri 140 autisti. Il presidente della Commissione ha osservato che la Seus dispone di circa 2.600 dipendenti e 250 ambulanze, con una media teorica superiore a 10 lavoratori per mezzo. Ha inoltre sostenuto che circa 500 autisti e barellieri svolgerebbero compiti differenti da quelli per i quali sono stati originariamente impiegati. Il dato dovrà essere verificato distinguendo trasferimenti, prescrizioni sanitarie, mansioni amministrative e altre assegnazioni autorizzate.

Ambulanze ferme e carenza di personale operativo

L’indagine parlamentare arriva dopo l’ispezione disposta durante l’estate dall’Assessorato regionale alla Salute. Gli accertamenti avrebbero rilevato “gravi e perduranti criticità”, soprattutto nella Sicilia orientale, dove ogni giorno un numero variabile tra 5 e 20 ambulanze sarebbe rimasto inutilizzato. Altri mezzi sarebbero stati trattenuti nei Pronto soccorso anche per 9 ore, in attesa della presa in carico dei pazienti.

Le difficoltà vengono ricondotte alla carenza effettiva di medici, autisti e soccorritori nei turni operativi. Proprio il confronto tra il numero complessivo dei dipendenti e quello degli addetti realmente disponibili per le ambulanze costituisce uno dei principali punti da chiarire.

Roberta Schillaci (deputata regionale del Movimento 5 Stelle) ha collegato i rilievi alla recente conferma del Consiglio di amministrazione della società, presieduto da Riccardo Castro. Come già ricostruito da Mediterranea24, nel nuovo organo amministrativo sono entrati anche Francesca Draià e Giuseppe Gennuso. Le designazioni sono state contestate dall’Opposizione per la loro riconducibilità agli equilibri politici tra Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, mentre la regolarità delle nomine deve essere valutata sulla base delle procedure e dei requisiti previsti.

Controversie e transazioni con i lavoratori

La Commissione sta esaminando anche le controversie tra la Seus e i suoi dipendenti, alcune delle quali si sarebbero concluse attraverso accordi transattivi. Cracolici ha accostato il fenomeno a quanto rilevato nella SAS, dove la relazione parlamentare ha ricostruito numerosi contenziosi e accordi economici.

Il caso più rilevante della SAS riguarda la transazione complessiva da 640.000 euro con un dipendente che chiedeva il riconoscimento di mansioni superiori, conclusa dopo che la società aveva ottenuto una decisione favorevole in appello. La somma sarebbe stata divisa in 320.000 euro di retribuzioni e 320.000 euro riconosciuti come risarcimento di un danno non patrimoniale, con un diverso trattamento fiscale. Saranno gli organismi di controllo a verificare la legittimità, la convenienza e le conseguenze tributarie dell’accordo.

La replica di Mauro Pantò

Ieri 16 settembre Mauro Pantò (ex presidente del Consiglio di amministrazione della SAS) ha respinto quella che ha definito una rappresentazione scandalistica della propria gestione. Ha sostenuto che, durante il suo incarico iniziato nel 2023, il Consiglio era formato da 3 componenti e che tutte le deliberazioni sono state approvate all’unanimità, escludendo quindi che possano essere attribuite soltanto al presidente.

Pantò ha ricordato i procedimenti di stabilizzazione degli ex Pip (Piani di inserimento professionale), dei lavoratori Keller, Ferrotel, Asu (Attività socialmente utili) e degli altri bacini di precariato disciplinati dalle leggi regionali. Sulle categorie protette ha affermato che la SAS doveva recuperare un numero di assunzioni obbligatorie non completate dalle precedenti gestioni, evitando le sanzioni previste dalla normativa.

L’ex presidente ha negato che gli avvisi siano stati sistematicamente pubblicati in periodi poco favorevoli alla partecipazione e ha precisato che la nomina del Collegio sindacale spettava al socio pubblico, non al Consiglio di amministrazione. Secondo Pantò, il punto era stato comunque inserito nelle convocazioni delle assemblee dei soci. La replica introduce elementi difensivi che dovranno adesso essere confrontati con la relazione, le deliberazioni, gli avvisi e la documentazione trasmessa alle autorità.

Il tribunale del Riesame di Caltanissetta ha ripristinato i domiciliari per Gallo Afflitto

Il Cefpas (Centro per la formazione permanente e l’aggiornamento del personale del servizio sanitario), con sede a Caltanissetta, cura la formazione e l’aggiornamento professionale nel settore sanitario. Mediterranea24 si era occupata inizialmente delle indagini su nomine, consulenze e appalti ed era tornata sul caso dopo gli arresti domiciliari disposti a luglio. Il Tribunale del Riesame ha adesso accolto l’appello della Procura e ripristinato la misura nei confronti dell’ex deputato Riccardo Gallo Afflitto. I difensori hanno annunciato ricorso in Cassazione. Il Gip aveva revocato i domiciliari dopo le dimissioni dall’Ars, sostituendoli con la sospensione per 12 mesi dai pubblici uffici; secondo l’accusa, tuttavia, la rinuncia alla carica non avrebbe eliminato la capacità dell’indagato di influenzare dall’esterno, per interessi personali, le decisioni amministrative del Cefpas e dell’Asp di Agrigento.

L’Ast chiede 21 milioni e la Regione pretende un nuovo piano

Sul fronte dell’Ast (Azienda Siciliana Trasporti), Ieri 16 settembre gli assessori regionali Alessandro Dagnino (Economia) e Alessandro Aricò (Infrastrutture e mobilità) hanno risposto alla richiesta di sostegno finanziario presentata dalla società. L’importo indicato è di 21 milioni di euro, destinati principalmente a fronteggiare costi non previsti sostenuti nel 2025 e nei primi 6 mesi del 2026.

Una parte dello squilibrio deriverebbe dal noleggio di autobus privati con conducente, utilizzati per garantire le corse mentre numerosi mezzi aziendali erano vecchi o inutilizzabili. Queste spese non erano state previste nel piano di risanamento elaborato alla fine del 2024.

La Regione ha confermato la disponibilità a sostenere il rilancio dell’azienda, ma ha chiarito che nuove risorse pubbliche potranno essere stanziate soltanto dopo l’aggiornamento del piano di risanamento e attraverso una specifica norma approvata dall’Ars. Gli assessori incontreranno i vertici dell’Ast per verificare perdite, costi dei noleggi, crediti vantati, investimenti e prospettive di equilibrio economico.

Il processo Galvagno resta a Palermo

Oggi 17 settembre il presidente della terza sezione penale del Tribunale di Palermo, Fabrizio La Cascia, ha respinto l’eccezione di incompetenza territoriale presentata dalle difese di Gaetano Galvagno (presidente dell’Ars ed esponente di Fratelli d’Italia) e dell’ex autista Roberto Marino.

I legali avevano chiesto di trasferire il procedimento a Catania, sostenendo che nel territorio etneo sarebbe stato commesso il primo e più grave tra i reati contestati, cioè il presunto peculato collegato all’utilizzo dell’automobile di servizio. Il Tribunale ha stabilito che il dibattimento deve proseguire a Palermo.

Galvagno e Marino devono rispondere, secondo le rispettive posizioni, di peculato, corruzione, falso e truffa. Le difese hanno inoltre preannunciato contestazioni sull’utilizzabilità delle intercettazioni. La nuova udienza è stata fissata al 5 novembre 2026. Le accuse non equivalgono a una condanna e la responsabilità degli imputati dovrà essere dimostrata durante il processo.

Le vicende di SAS, Seus, Cefpas e Ast e il procedimento a carico del presidente dell’Ars hanno natura differente e non devono essere sovrapposti. Il collegamento politico riguarda il funzionamento della Regione, l’impiego delle risorse pubbliche, la scelta degli amministratori e l’efficacia dei controlli, non l’esistenza già accertata di un unico sistema illecito.

Nell’immagine di copertina, la Commissione regionale Antimafia riunita; le ambulanze della Seus 118; Gaetano Galvagno, presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana.