Sintesi
Il Consiglio dei ministri ha approvato una manovra da circa 26 miliardi per il 2027, ora attesa in Parlamento. Previsti interventi su tasse, affitti, famiglie e lavoro, insieme all’esenzione strutturale dal bollo per auto fino a 80 kilowatt e motocicli. Le misure devono completare l’iter legislativo.

Per la sanità sono annunciati 3,4 miliardi aggiuntivi al Fondo sanitario nazionale e un buono da 300 euro per determinate spese degli anziani. Alle pensioni contributive è destinato un fondo da 850 milioni, ma le modalità di uscita restano da definire. Il pensionamento a 64 anni non è ancora una nuova possibilità acquisita.

Si allungano i congedi parentali retribuiti all’80% e viene previsto un risparmio individuale per i nuovi nati. Per imprese e autonomi arrivano incentivi alle assunzioni, risorse per il Mezzogiorno e l’ampliamento del regime forfettario. Beneficiari e condizioni dipenderanno dalle disposizioni definitive.

Il Governo ha inoltre approvato in via preliminare la riforma della disciplina dell’artigianato. Il progetto punta a semplificare l’organizzazione delle imprese e ad accompagnarne la crescita, mentre alla legge di Bilancio è affidato l’intervento sui limiti del personale. Anche questo percorso deve essere completato.

Intanto Youssef Siher è tornato libero dopo la mancata convalida del fermo. Giorgia Meloni ha contestato duramente la decisione, suscitando la risposta dell’Associazione nazionale magistrati e dei vertici del Tribunale di Milano. La scarcerazione riguarda i presupposti della detenzione, non una sentenza definitiva.
Articolo
La manovra passa dal Governo al Parlamento
Ieri, 28 ottobre 2026, il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge di Bilancio per il 2027, con interventi per circa 26 miliardi di euro. Il Governo nazionale guidato da Giorgia Meloni (presidente del Consiglio e leader di Fratelli d’Italia) indica tra le priorità potere d’acquisto, famiglie, sanità, occupazione e imprese.
Il testo inizierà il percorso parlamentare dalla Camera dei deputati. Il via libera del Governo non rende immediatamente operative le misure: importi, requisiti e scadenze potranno cambiare durante l’esame. Il via libera di ieri, 28 ottobre, riguarda la proposta del Governo nazionale, non una legge già in vigore. Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge di Bilancio, che Camera e Senato dovranno esaminare, eventualmente modificare e approvare nello stesso testo. Solo dopo la promulgazione e la pubblicazione entrerà in vigore secondo le scadenze previste. Il decreto-legge segue un percorso diverso: viene adottato per necessità e urgenza, acquista efficacia con la pubblicazione secondo la propria clausola di entrata in vigore e deve essere convertito dal Parlamento entro 60 giorni. Le misure della manovra sono quindi proposte da approvare, non benefici già utilizzabili per effetto della sola decisione del Consiglio dei ministri..
Irpef, il beneficio riguarda la fascia sopra i 50 mila euro
La proposta estende l’aliquota del 33% fino a 55 mila euro di reddito imponibile, rispetto al precedente limite di 50 mila. L’Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche) si applica per fasce: la riduzione riguarda quindi soltanto la quota di reddito compresa tra le 2 soglie.
Il beneficio massimo annunciato è di 500 euro annui. La riduzione riguarda soltanto la parte di reddito che supera i 50 mila euro, fino a un massimo di 55 mila: su questi 5 mila euro l’imposta scende dal 43% al 33%, con un risparmio di 500 euro. Chi arriva, per esempio, a 52 mila euro risparmia 200 euro, perché la riduzione si applica soltanto ai 2 mila euro sopra la soglia. Chi non supera i 50 mila euro non ottiene ulteriori risparmi da questa modifica, in quanto continua a pagare secondo le aliquote già previste, mantenendo le riduzioni introdotte in precedenza.
Sanità, più risorse e un buono per gli anziani
Il comunicato del Consiglio dei ministri allegato alla documentazione indica un incremento di 3,4 miliardi del Fondo sanitario nazionale, che raggiungerebbe 146,3 miliardi nel 2027. Tra le destinazioni figurano il rafforzamento dell’indennità di pronto soccorso, gli interventi per Alzheimer e demenze e l’aggiornamento delle tariffe ospedaliere.
Sono previste anche modifiche al payback farmaceutico (il rimborso che le aziende produttrici di farmaci devono versare alla sanità pubblica quando determinati acquisti di medicinali superano il limite di spesa fissato dalla legge). La sanità pubblica compra e paga i farmaci, ma se la spesa complessiva supera quel limite, le imprese devono restituire una parte dei soldi incassati. Per gli acquisti diretti, come spiega il dossier del Senato, alle aziende spetta coprire il 50% dello sforamento. Un esempio con cifre ipotetiche: se il limite è 100 milioni e gli acquisti raggiungono 110 milioni, le imprese devono restituire complessivamente 5 milioni, mentre gli altri 5 restano a carico delle Regioni. Se il limite viene alzato a 110 milioni, a parità di acquisti non c’è più uno sforamento e quel rimborso non è dovuto. Aumentare il tetto può quindi alleggerire il conto delle aziende, senza comportare automaticamente più farmaci o più servizi per i cittadini. Gli effetti dipenderanno dalle regole definitive della manovra.
Per le persone con più di 75 anni e una pensione fino a 28 mila euro annui viene annunciato un buono da 300 euro per spese sanitarie non coperte dal Servizio sanitario nazionale. La descrizione disponibile non consente ancora di indicare una procedura di domanda, una data di pagamento o l’elenco completo delle prestazioni ammesse.
Pensioni, stanziato il fondo ma restano da fissare le regole
La manovra istituisce un fondo da 850 milioni per rafforzare la flessibilità in uscita di chi accede alla pensione con il sistema contributivo, cioè con un assegno calcolato sulla base dei contributi versati.
L’ipotesi di un pensionamento a 64 anni resta nel confronto politico e parlamentare. Lo stanziamento non equivale, da solo, all’introduzione di un nuovo canale di pensionamento: occorre definire requisiti contributivi, eventuali soglie dell’assegno, decorrenze e platea interessata.
Famiglie, congedi più lunghi e risparmio per i nuovi nati
Il congedo parentale indennizzato all’80%, utilizzabile entro i 6 anni del bambino, passerebbe da 3 a 4 mesi, a 5 per il secondo figlio e a 6 dal terzo. È inoltre previsto, per i genitori lavoratori autonomi, un contributo fino a 500 euro mensili per un massimo di 3 mesi, destinato a servizi di assistenza ai bambini ed educazione dell’infanzia.
Viene potenziato e reso strutturale il bonus per le madri lavoratrici con almeno 2 figli e reddito da lavoro non superiore a 40 mila euro, comprendendo anche autonome e lavoratrici a tempo determinato secondo le condizioni previste dalla disciplina.
Per i nuovi nati dal 2027 è annunciata una posizione individuale di risparmio, alimentata da 100 euro annui dello Stato fino alla maggiore età, con la possibilità di versamenti familiari agevolati fiscalmente. Per descriverne gestione, utilizzi consentiti e garanzie occorrerà fare riferimento al testo normativo definitivo.
Giovani, agevolazioni sugli aumenti di reddito
Per il 2027 il comunicato prevede una tassa ridotta all’1% sugli aumenti del reddito da lavoro dipendente dei giovani, entro limiti ancora da precisare. L’agevolazione riguarda quindi la parte di reddito guadagnata in più, non tutto lo stipendio. Per esempio, se un aumento di 1.000 euro rientrasse interamente nella misura, su quella somma si pagherebbero 10 euro di imposta, al posto della normale tassazione. Il vantaggio consiste nel pagare meno tasse sull’aumento di reddito, così da conservarne una parte maggiore in busta paga. Non è un contributo versato dallo Stato: l’agevolazione si applica soltanto agli aumenti e ai lavoratori che rispettano i requisiti previsti.
Per i lavoratori fino a 30 anni viene inoltre annunciata la possibilità di ricevere dall’azienda beni e servizi aggiuntivi allo stipendio senza pagarvi imposte, fino a un valore complessivo di 2 mila euro annui. Sono i cosiddetti fringe benefit (benefici accessori), che possono comprendere, secondo le regole applicabili, buoni acquisto o rimborsi delle bollette. Non è un aumento obbligatorio di 2 mila euro: è il limite entro cui questi benefici, se riconosciuti dal datore di lavoro, possono essere esenti dalle imposte. Requisiti e modalità dovranno essere verificati nel testo definitivo.
Affitti e casa, le riduzioni proposte
Il canone concordato è un affitto il cui importo deve rientrare nei limiti stabiliti dagli accordi locali tra le associazioni dei proprietari e degli inquilini. Come spiega la guida dell’Agenzia delle Entrate, il prezzo viene calcolato considerando zona, superficie e caratteristiche dell’abitazione. Il proprietario accetta quindi di rispettare questi limiti e, quando ricorrono i requisiti, beneficia di agevolazioni fiscali.
Per questi contratti il disegno di legge propone di ridurre dal 10% al 5% la cedolare secca, fino all’1% se l’inquilino ha fino a 35 anni. La cedolare è la tassa che il proprietario può scegliere di pagare sugli affitti incassati, al posto dell’imposta ordinaria sul reddito e di alcune altre imposte. Per esempio, su un affitto di 500 euro mensili, pari a 6 mila euro annui, il prelievo scenderebbe da 600 a 300 euro l’anno, oppure a 60 euro con l’aliquota dell’1%. Il risparmio fiscale spetta al proprietario e non riduce automaticamente la somma pagata dall’inquilino.
Autonomi, assunzioni e investimenti nel Mezzogiorno
Per le piccole attività e i professionisti con partita Iva, il disegno di legge propone di portare da 85 mila a 100 mila euro annui il limite degli incassi per accedere al regime forfettario (un sistema semplificato di calcolo del reddito e delle tasse). Chi incassa, per esempio, 90 mila euro potrebbe quindi utilizzarlo, purché rispetti anche gli altri requisiti. Per l’Iva il limite resterebbe invece a 85 mila euro: l’ampliamento del regime sulle imposte sul reddito non comporta automaticamente anche l’esonero dall’applicazione dell’Iva. Per estendere quest’ultimo serve l’autorizzazione europea.
Per alcune assunzioni a tempo indeterminato di giovani, donne e lavoratori nelle aree agevolate, vengono prorogati fino al 31 dicembre 2027 gli sconti sui contributi che il datore di lavoro deve versare. L’obiettivo è ridurre il costo delle assunzioni, secondo le condizioni previste per ciascun incentivo.
Un’altra agevolazione proposta fa pagare meno tasse alle imprese che assumono giovani sotto i 36 anni o madri lavoratrici. Il meccanismo è questo: quando si calcolano le tasse dell’impresa, dai ricavi si sottraggono i costi riconosciuti, compreso quello dei dipendenti. Le tasse si pagano sulla somma rimasta. Con questa misura, il costo del nuovo assunto viene conteggiato, solo per il calcolo delle tasse, come se fosse più alto di quello realmente sostenuto.
Un esempio con cifre ipotetiche: un’impresa ha 50 mila euro prima di sottrarre il costo del nuovo dipendente e spende per lui 10 mila euro, tutti ammessi all’agevolazione. Normalmente pagherebbe le tasse sui 40 mila euro rimasti. Con l’incentivo, se assume un giovane potrebbe sottrarre 14 mila euro e pagare le tasse su 36 mila; se assume una madre lavoratrice potrebbe sottrarne 18 mila e pagare le tasse su 32 mila. L’impresa spende sempre 10 mila euro, ma paga le tasse su una somma più bassa. Il vantaggio è la riduzione delle tasse, non un rimborso di 14 mila o 18 mila euro.
Per gli investimenti delle imprese nella Zes unica (Zona economica speciale del Mezzogiorno, che comprende anche la Sicilia) sono previsti 2,4 miliardi nel 2027 e 1,25 miliardi nel 2028. Le aziende che effettuano investimenti ammessi possono ottenere un credito d’imposta, cioè una somma da utilizzare per ridurre i versamenti fiscali dovuti. Il beneficio effettivo dipenderà dai requisiti, dalle domande e dalle risorse disponibili.
Il pacchetto conferma inoltre tasse ridotte sugli aumenti di stipendio dovuti ai rinnovi dei contratti nel settore privato, per i lavoratori che rispettano i requisiti: una parte maggiore dell’aumento può così restare in busta paga. Viene infine rinviata al 1° luglio 2027 l’applicazione delle imposte previste su determinate bevande zuccherate e su alcuni prodotti in plastica.
Bollo e investimenti negli edifici pubblici
Il Governo annuncia l’esenzione strutturale dalla tassa automobilistica per i veicoli fino a 80 kilowatt e per i motocicli. Per individuare esattamente i mezzi interessati e le eventuali condizioni bisognerà leggere la norma approvata, senza considerare il solo dato della potenza sufficiente a descrivere tutta la disciplina.
Sono inoltre previsti investimenti nelle infrastrutture e nell’efficienza energetica degli edifici pubblici. Tra gli interventi annunciati figurano climatizzatori e pompe di calore nelle scuole, oltre a lavori su università, ospedali e impianti sportivi. Le anticipazioni indicano bandi nel 2027 e risorse dal 2028: non si tratta quindi di installazioni immediate.
Le coperture e il contributo dei settori economici
Le risorse derivano principalmente dai margini di spesa collegati alla flessibilità europea e da maggiori entrate, insieme a riduzioni della spesa delle amministrazioni centrali.
Nella presentazione della manovra sono stati indicati circa 5,5 miliardi dal settore finanziario, 700 milioni dalle società energetiche, altrettanti dai giochi e circa un miliardo di tagli ai ministeri e alla Presidenza del Consiglio. La composizione precisa delle entrate, comprese aliquote ed esclusioni, richiede il confronto con il testo e la relazione tecnica.
Artigianato, una riforma ancora in percorso
Nella stessa giornata il Consiglio dei ministri ha approvato in esame preliminare il decreto legislativo di revisione della legge quadro sull’artigianato del 1985. Tra le novità illustrate nel comunicato figurano semplificazioni amministrative, nuove regole sugli assetti societari, la possibilità di utilizzare fino a 3 unità locali e il riconoscimento del maestro artigiano e della bottega-scuola.
L’annuncio di Giorgia Meloni è arrivato all’assemblea di Confartigianato (confederazione che rappresenta imprese artigiane e piccole imprese). La proposta consentirebbe alle aziende artigiane di assumere più dipendenti senza perdere la qualifica di impresa artigiana, purché la possiedano da almeno 7 anni. Oggi questa qualifica è legata anche a un numero massimo di addetti, diverso secondo l’attività: superarlo può comportare la perdita dello status e delle agevolazioni collegate.
Le modifiche seguono però 2 percorsi diversi. Il decreto legislativo approvato in via preliminare aggiorna le regole generali dell’artigianato. La possibilità di aumentare il personale conservando la qualifica è invece affidata alla legge di Bilancio e deve quindi essere approvata dal Parlamento. L’annuncio non significa che le imprese possano già utilizzare questa possibilità.
Marco Granelli (presidente di Confartigianato) ha accolto favorevolmente l’annuncio. L’organizzazione stima inoltre in 296,3 miliardi il costo cumulato degli shock economici nel periodo 2022-2026: è una valutazione del suo ufficio studi, non il costo della riforma.
Siher scarcerato, il contrasto
Ieri, 28 ottobre, è stato scarcerato Youssef Siher (ricercatore e giornalista indipendente trentenne, cittadino italiano di origini marocchine e attivista a sostegno della Palestina). Era stato fermato il 24 ottobre in quanto, secondo gli inquirenti, attraverso il canale Telegram “Movimento 17 ottobre” avrebbe incoraggiato nuove azioni violente. L’accusa riguardava i suoi messaggi e il rischio di nuovi disordini, non la dimostrazione che avesse personalmente compiuto i precedenti saccheggi.
La vicenda nasce dopo le violenze del 17 e 18 ottobre a Milano raccontate da Mediterranea24. Durante e dopo le proteste contro le guerre e il carovita, gruppi di persone avevano distrutto vetrine, saccheggiato negozi e lanciato oggetti contro gli agenti. Il canale amministrato da Siher è stato aperto dopo quelle giornate. Il Governo nazionale ha poi approvato il decreto sulla sicurezza e sul nuovo reato di violenza organizzata nelle manifestazioni, già illustrato dalla testata.
Accusa e Giudice hanno valutato diversamente i messaggi. Per la Procura potevano spingere a commettere reati e creare paura nella popolazione, tanto da contestare anche una finalità terroristica. Tiziana Landoni (Giudice per le indagini preliminari di Milano, capoluogo della Lombardia) ha invece ritenuto che gli elementi presentati non giustificassero il fermo né la permanenza in carcere. Secondo le motivazioni riportate dalla stampa, nei messaggi ha riconosciuto critiche al Governo e inviti alla disobbedienza civile, ma non un concreto incitamento alla violenza. Ha inoltre escluso un fondato pericolo di fuga.
Meloni contesta la decisione, i magistrati difendono l’autonomia
Giorgia Meloni (presidente del Consiglio) ha definito la scarcerazione “vergognosa”, sostenendo che mortifichi il lavoro delle Forze dell’ordine e degli investigatori. Carlo Nordio (ministro della Giustizia) ha espresso sorpresa. Anche Matteo Salvini e Antonio Tajani (vicepresidenti del Consiglio, rispettivamente leader della Lega e di Forza Italia) hanno contestato la decisione.
L’Anm (Associazione nazionale magistrati, organismo che rappresenta i magistrati aderenti) e Fabio Roia ed Ezia Maccora (presidenti del Tribunale e dell’ufficio dei giudici per le indagini preliminari di Milano) hanno replicato che il giudice deve decidere sulla base delle prove e della legge, senza adeguarsi alle richieste della politica. Elly Schlein (segretaria del Partito democratico) ha criticato Meloni, che ha ribadito di voler difendere il lavoro dei servitori dello Stato.
Libero durante l’indagine non significa assolto
Siher resta indagato, ma affronta l’indagine fuori dal carcere. La Giudice ha ritenuto insufficienti gli elementi necessari per privarlo della libertà: non ha pronunciato una sentenza definitiva sulla vicenda. Allo stesso tempo, essere indagati non significa essere colpevoli. Come stabilisce l’articolo 27 della Costituzione, la colpevolezza deve essere accertata con una condanna definitiva. I saccheggi avvenuti a Milano non possono quindi essere attribuiti automaticamente a Siher: occorre dimostrare quali condotte siano personalmente riconducibili a lui.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









