Sintesi
La Srr Messina Area Metropolitana ha firmato i contratti generali per i servizi di igiene urbana in 21 Comuni, tra i quali Taormina, Roccalumera, Furci Siculo e Villafranca Tirrena. L’importo assegnato è di quasi 46 milioni di euro, oltre Iva, per 2 anni rinnovabili per altri 2. Il passaggio successivo riguarda i contratti dei singoli Comuni. Calendari e modalità della raccolta dipenderanno dall’avvio locale.

L’obiettivo annunciato è migliorare la pulizia e aumentare i materiali realmente riciclati, contenendo i costi. La firma non comporta però una riduzione automatica della Tari. La Srr, nata dalla riforma regionale del 2010 e costituita nel messinese nel 2013, organizza e controlla il servizio affidato alle imprese. I risultati andranno misurati sulle strade e sulle bollette.

A Taormina è stato proclamato uno sciopero dell’intera giornata contro il trasferimento di dipendenti agli organismi partecipati. La comunicazione del 28 ottobre, secondo la notizia riprotata dalla stampa, indica mercoledì 11 novembre. I sindacati chiedono tutele scritte su contratti, occupazione e possibilità di rientrare al Comune. Il confronto riguarda il futuro lavorativo del personale.

Articolo
Rifiuti, firmati i contratti per 21 Comuni
Si avvicina una nuova organizzazione della raccolta dei rifiuti e della pulizia delle strade in 21 Comuni del messinese. La Srr Messina Area Metropolitana (Società per la regolamentazione del servizio di gestione dei rifiuti, organismo pubblico che coordina il settore per i Comuni soci) ha sottoscritto i contratti normativi con i raggruppamenti di imprese vincitori della gara.

L’affidamento comprende spazzamento e lavaggio delle strade, raccolta e trasporto dei rifiuti urbani e altri servizi di igiene pubblica. L’importo complessivo assegnato è di 45.993.225,81 euro, oltre Iva (Imposta sul valore aggiunto), dopo i ribassi offerti dalle imprese. La durata annunciata è di 2 anni, rinnovabili per ulteriori 2. La firma è stata resa nota nelle notizie pubblicate tra Ieri 28 ottobre e Oggi 29 ottobre.
Chi lavorerà nei Comuni ionici e tirrenici
Il primo lotto vale 25.432.993,78 euro, oltre Iva, e comprende Alì, Alì Terme, Fiumedinisi, Furci Siculo, Itala, Limina, Nizza di Sicilia, Roccafiorita, Roccalumera e Taormina, Comuni della Città metropolitana di Messina distribuiti tra la costa ionica e il suo entroterra. L’aggiudicatario è il raggruppamento guidato da Progitec Srl, con Lts Ambiente Srl ed Ecolandia Srl (imprese del settore ambientale, costituite come società a responsabilità limitata).
Il secondo lotto vale 20.560.232,03 euro, oltre Iva, e riguarda Condrò, Gualtieri Sicaminò, Merì, Monforte San Giorgio, Pace del Mela, Rometta, San Filippo del Mela, San Pier Niceto, Santa Lucia del Mela, Saponara e Villafranca Tirrena, Comuni del versante tirrenico e dell’entroterra messinese. In questo caso guida Ecolandia, affiancata da Progitec, Lts Ambiente e Icos Srl.
Un raggruppamento temporaneo di imprese è un insieme di aziende che partecipano alla stessa gara e si dividono le attività secondo gli accordi e gli obblighi contrattuali. La capogruppo rappresenta il raggruppamento nei rapporti previsti dall’appalto. Le aggiudicazioni dei due lotti risultano dalle determine del 14 luglio 2026, firmate da Giovanni Franciò (dirigente dell’Ufficio regionale di committenza di Messina).
La firma generale e il passaggio nei singoli paesi
Il contratto normativo stabilisce le regole comuni dell’affidamento. È la cornice entro la quale ogni Comune deve definire il proprio rapporto con il gestore: servizi da svolgere, controlli, obblighi e pagamenti.
Lo schema contrattuale pubblicato con la gara prevede la stipula dei contratti comunali entro 30 giorni dalla firma del contratto normativo. Questo termine è contenuto nello schema disponibile, mentre per conoscere le scadenze effettive occorre fare riferimento agli atti sottoscritti.
Non è quindi possibile annunciare un unico giorno di cambiamento per tutti i 21 Comuni. Lo schema del contratto normativo prevede successivi contratti comunali, mentre le fonti consultate non indicano un calendario completo delle partenze locali. Per residenti e attività commerciali restano da conoscere, attraverso gli avvisi dei rispettivi enti, eventuali nuovi giorni di raccolta, orari di esposizione, modalità di ritiro degli ingombranti e contatti per le segnalazioni.
Cosa cambia per Taormina, Roccalumera e Villafranca Tirrena
Taormina, Roccalumera, Furci Siculo e Nizza di Sicilia rientrano nello stesso lotto, con Progitec capogruppo. Per questi Comuni il nuovo affidamento offre una cornice comune, ma i servizi dovranno rispondere alle esigenze di ciascun territorio. A Taormina, per esempio, l’effettivo miglioramento andrà verificato anche nei periodi di maggiore presenza turistica, quando aumentano rifiuti e necessità di pulizia.
Villafranca Tirrena, Rometta e Saponara fanno invece parte del lotto guidato da Ecolandia. Anche qui il risultato concreto sarà dato dalla puntualità dei ritiri, dalla pulizia delle strade e dalla capacità di risolvere i disservizi. L’appartenenza a un unico lotto non significa che ogni paese avrà identiche frequenze o le stesse dotazioni.
Giardini Naxos e Santa Teresa di Riva non compaiono nell’elenco dei 21 Comuni di questa gara. L’appartenenza alla Srr non comporta infatti l’inclusione in ogni suo appalto. Per Santa Teresa di Riva (Comune costiero ionico della Città metropolitana di Messina) il portale regionale documenta una diversa procedura di affidamento insieme ad altri 6 Comuni, pubblicata nel 2024.
La Tari non scende automaticamente
Un contratto aggiudicato a un prezzo inferiore alla base di gara non equivale a uno sconto immediato sulla Tari, la tassa sui rifiuti. La bolletta dipende dal costo complessivo del servizio riconosciuto per il singolo Comune, comprese le altre componenti della gestione, e dalle tariffe approvate.
Matteo De Marco (presidente della Srr Messina Area Metropolitana) ha indicato come obiettivi servizi più efficienti, contenimento dei costi e maggiore recupero dei materiali. Sono risultati da raggiungere e verificare, non risparmi già quantificati per ogni famiglia.
Separare i rifiuti è soltanto il primo passaggio del riciclo. Come ha spiegato Mediterranea24 nel recente approfondimento sulla differenza tra raccolta differenziata e riciclo effettivo, non tutto ciò che viene raccolto separatamente viene poi recuperato: carta sporca, materiali mescolati e conferimenti sbagliati possono aumentare gli scarti. Le “materie prime seconde” sono materiali ottenuti dai rifiuti e utilizzabili per produrre nuovi beni. Per questo l’annuncio della Srr richiama anche campagne informative rivolte a cittadini e attività economiche, per migliorare la qualità della raccolta e favorire il recupero.
Che cos’è la Srr e perché esiste
La Srr è una società pubblica attraverso la quale più Comuni organizzano insieme la gestione dei rifiuti. La sigla significa Società per la regolamentazione del servizio di gestione dei rifiuti. Il suo compito è stabilire come deve funzionare il servizio, individuare chi lo svolgerà e controllare i risultati, come spiega la pagina istituzionale dedicata alle funzioni di organizzazione e controllo della Srr.
I compiti sono divisi tra Srr, impresa e Comune. La Srr programma il servizio e organizza l’affidamento. L’impresa scelta mette a disposizione operatori, mezzi e attrezzature per raccogliere i rifiuti e pulire le strade. Il Comune sottoscrive il contratto relativo al proprio territorio, paga le prestazioni previste e controlla che siano eseguite correttamente. Per esempio, se un ritiro viene saltato, il Comune resta responsabile verso i cittadini e deve verificare il disservizio con il gestore.
La Srr Messina Area Metropolitana riunisce 47 Comuni soci, cioè Comuni che partecipano alla stessa società pubblica. Tra i suoi compiti rientra anche la verifica dei piani economici utilizzati per determinare la Tari: sono i documenti che riportano i costi riconosciuti per la gestione dei rifiuti. Il territorio complessivo dei Comuni coordinati dalla Srr viene chiamato “ambito”.
Questa gara riguarda soltanto 21 dei 47 Comuni soci. Gli altri non entrano automaticamente nello stesso appalto: possono essere interessati da affidamenti differenti. La novità, quindi, è la firma dei contratti per questo gruppo di paesi. La Srr esisteva già e continua a coordinare un territorio più ampio.
Le origini, dal governo Lombardo alla costituzione nel 2013
La base della riforma è la legge regionale 8 aprile 2010, n. 9, approvata dall’Ars (Assemblea regionale siciliana, il Parlamento dell’Isola) durante il governo regionale siciliano guidato da Raffaele Lombardo (all’epoca presidente della Regione e leader del Movimento per le autonomie).
Il provvedimento ha previsto il superamento delle precedenti società d’ambito e la costituzione delle Srr, con l’obiettivo di riordinare le responsabilità, promuovere la raccolta differenziata e ridurre il ricorso alla discarica. L’impianto della legge distingue le competenze della Regione, degli Enti locali e delle nuove società di regolamentazione.
L’iniziativa politica è maturata nel governo Lombardo, con Pier Carmelo Russo (allora assessore regionale all’Energia e ai servizi di pubblica utilità) tra i protagonisti del confronto in Assemblea. Il percorso è proseguito, tra ritardi e proroghe, durante il successivo governo regionale siciliano guidato da Rosario Crocetta (presidente della Regione dal 2012 al 2017). Occorre quindi distinguere chi ha promosso la riforma regionale da chi ha successivamente costituito e amministrato la società messinese.
La Srr Messina Area Metropolitana è stata costituita il 7 ottobre 2013. La data è richiamata anche in un atto amministrativo del Comune di Taormina, che cita il rogito notarile con il quale l’Ente è diventato socio.
Alla partenza, la presidenza è stata affidata a Maria Teresa Collica (allora sindaca di Barcellona Pozzo di Gotto) e la vicepresidenza a Renato Accorinti (allora sindaco di Messina). Nel primo consiglio di amministrazione figuravano anche Pancrazio Lo Turco (allora sindaco di Giardini Naxos), Bartolo Cipriano (allora sindaco di Terme Vigliatore) e Alessandro Rasconà (allora sindaco di Fiumedinisi). La costituzione ha coinvolto quindi le Amministrazioni comunali socie, con l’intervento di accompagnamento della Regione.
Come si è arrivati all’appalto attuale
La procedura attuale deriva dalla decisione di contrarre del 1° settembre 2025, seguita dall’avvio della gara nel settembre dello stesso anno. Il termine per le offerte è stato successivamente prorogato al 14 novembre 2025. La selezione ha considerato qualità dell’offerta e prezzo, con 7 offerte per il primo lotto e 6 per il secondo.
L’importo iniziale complessivo era di 51.306.569,74 euro, mentre quello assegnato, dopo i ribassi, è di 45.993.225,81 euro. Le determine di aggiudicazione risalgono al 14 luglio 2026. La sottoscrizione dei contratti normativi rappresenta quindi un passaggio successivo alla scelta dei vincitori. La documentazione è consultabile nella pagina regionale della gara.
Intanto a Taormina la vertenza arriva allo sciopero
A Taormina si è aperto un altro fronte sui servizi comunali, distinto dall’appalto della Srr: il trasferimento di personale agli organismi partecipati. Le organizzazioni sindacali hanno proclamato un’intera giornata di sciopero. Secondo la comunicazione del 28 ottobre riportata da Radio Taormina (emittente locale), la data è mercoledì 11 novembre 2026.
La protesta è sostenuta da Livio Andronico, Antonino Trino, Pietro Fotia e Giovanni Panebianco (rappresentanti territoriali, rispettivamente, di Uil Funzione pubblica, Fp Cgil, Csa e Ugl, organizzazioni sindacali). I lavoratori chiedono garanzie sul mantenimento dei diritti e sulle conseguenze del cambiamento di datore di lavoro.
Dallo stato di agitazione al coinvolgimento della Regione
Il contrasto era già emerso nel confronto concluso il 28 settembre 2026. I sindacati avevano proposto il comando o il distacco: il dipendente avrebbe lavorato presso l’organismo partecipato mantenendo il rapporto con il Comune, secondo le condizioni consentite dalla legge.
Il 6 ottobre è stato comunicato lo stato di agitazione, con la richiesta alla Prefettura di Messina (ufficio territoriale del governo nazionale) di attivare la procedura di raffreddamento e conciliazione. Si tratta del tentativo previsto per cercare un accordo prima dello sciopero nei servizi pubblici essenziali. Secondo i sindacati, alla richiesta non è seguita la convocazione.
La vertenza è stata portata anche all’attenzione della Regione Siciliana. Ivan Tripodi (segretario generale della Uil Messina) e Andronico hanno trasmesso una relazione agli assessorati regionali del Lavoro e delle Autonomie locali, chiedendo valutazioni sugli aspetti amministrativi, giuridici e occupazionali. L’iniziativa è stata riferita il 19 ottobre da SikilyNews (testata locale). La richiesta di intervento non equivale a un provvedimento regionale contro il Comune.
Chi ha voluto gli organismi partecipati e quando sono stati approvati
La riorganizzazione delle partecipate è stata promossa dall’amministrazione di Cateno De Luca (sindaco di Taormina e leader di Sud chiama Nord), che la presenta come uno strumento per migliorare i servizi, superare carenze operative ed evitare duplicazioni.
Le autorizzazioni del Consiglio comunale risalgono al 2025: Taormina Social City è stata approvata con la deliberazione n. 9 del 5 aprile; Fondazione Taormina con la n. 10 del 28 aprile; Patrimonio Taormina con la n. 11 dello stesso giorno. Per Equità Urbana sono intervenute la deliberazione n. 21 del 7 giugno e la successiva n. 44 del 10 novembre. Quest’ultima è pubblicata sul sito comunale.
Questi organismi hanno forme giuridiche differenti. Taormina Social City e Patrimonio Taormina sono aziende speciali, enti strumentali del Comune dedicati rispettivamente ai servizi sociali e alla gestione del patrimonio. La Fondazione si occupa delle attività culturali e della valorizzazione della città. Equità Urbana è una società per azioni interamente pubblica destinata alla gestione delle entrate comunali. Chiamarle tutte “società” può quindi creare equivoci.
La Maggioranza ha confermato il modello anche nel Consiglio del 19 ottobre 2026, respingendo la mozione per avviare lo scioglimento dei 4 organismi, presentata da Luca Manuli e Marcello Passalacqua (capigruppo di opposizione di Rinascimento Taormina e Impegno civico per Taormina). Questo voto ha mantenuto la scelta organizzativa, senza risolvere il conflitto sindacale sui trasferimenti.
Il precedente della Corte dei conti
Su Equità Urbana è intervenuta la Corte dei conti, magistratura che controlla l’impiego delle risorse pubbliche. Con la deliberazione n. 209/2025/PASP, la Sezione siciliana ha espresso un parere parzialmente negativo sull’operazione.
Il significato concreto del provvedimento pubblicato dal Comune è che la scelta doveva essere sostenuta da motivazioni e verifiche economiche adeguate. La disciplina consente all’Amministrazione di procedere anche in presenza di un parere negativo, motivando analiticamente le ragioni e rendendole pubbliche. Il successivo atto consiliare del 10 novembre 2025 richiama proprio il pronunciamento contabile.
Il parere della Corte dei conti riguarda la scelta del Comune di costituire Equità Urbana, la società pubblica destinata alla gestione dei tributi e delle altre entrate comunali. Nel parere parzialmente negativo sulla costituzione della società, i Magistrati contabili hanno esaminato le ragioni della scelta e la sua sostenibilità economica, cioè se l’operazione fosse adeguatamente motivata e potesse reggersi sui conti previsti. Non hanno deciso chi abbia ragione nella vertenza sul trasferimento dei dipendenti, né hanno espresso un giudizio negativo su tutti gli altri organismi comunali.
Che cosa temono i dipendenti
Il punto centrale è che un organismo controllato dal Comune rimane un datore di lavoro distinto dal Comune stesso. L’Amministrazione richiama l’articolo 31 del decreto legislativo 165/2001 e l’articolo 2112 del Codice civile, sostenendo la continuità del rapporto e la salvaguardia dei diritti maturati.
La continuità del rapporto, però, non significa che tutte le regole future restino identiche. Vanno chiariti il contratto collettivo applicabile, l’inquadramento, il trattamento economico e le garanzie in caso di difficoltà dell’organismo. È su questi aspetti che i sindacati chiedono accordi preventivi e verificabili.
Nel confronto su Patrimonio Taormina è previsto il passaggio di 9 dipendenti, destinati al verde pubblico, al cimitero e alla manutenzione. Secondo la ricostruzione sindacale fornita, il successivo incontro è fissato per il 5 novembre. All’assemblea ha assistito Giuseppe Composto (presidente del Consiglio comunale), senza che la sua presenza equivalga a un accordo tra le parti.
Il rientro al Comune e il nodo degli ex Asu
Il rientro al Comune in caso di crisi non può essere presentato come automatico. I sindacati richiamano un riscontro dell’Ispettorato territoriale del lavoro (ufficio pubblico competente in materia di vigilanza sul lavoro), del quale non è stato reperito il testo integrale, per sostenere la necessità di clausole precise.
La disciplina delle società pubbliche prevede, all’articolo 19 del decreto legislativo 175/2016, il riassorbimento del personale già pubblico in caso di ritorno dei servizi all’Amministrazione, a determinate condizioni e nel rispetto dei vincoli previsti. Una crisi aziendale e la decisione di riportare un servizio dentro il Comune sono situazioni differenti. Inoltre, la norma sulle società non va estesa senza verifica ad aziende speciali e fondazioni.
Resta controverso anche il contributo regionale per gli ex Asu, lavoratori provenienti dalle attività socialmente utili e successivamente stabilizzati. I sindacati temono che il trasferimento possa compromettere il finanziamento previsto fino al 2045. Giuseppe Bartorilla (segretario generale del Comune) ha invece sostenuto che il contributo non andrebbe perso. In assenza di un chiarimento documentale specifico, il rischio denunciato e la rassicurazione comunale restano posizioni contrapposte.
Gli effetti sui servizi e i precedenti di Mediterranea24
Per i cittadini lo sciopero potrà comportare rallentamenti o chiusure degli uffici interessati, in relazione alle adesioni e alle prestazioni indispensabili da assicurare. Occorrerà fare riferimento agli avvisi comunali. La proclamazione del personale municipale non consente, da sola, di annunciare uno stop della raccolta dei rifiuti affidata alle imprese.
Mediterranea24 ha già ricostruito le garanzie annunciate dal Comune e le richieste sindacali prima dei trasferimenti e il successivo esito negativo del confronto sul personale. Il passaggio ancora decisivo è rendere verificabili le tutele prima dell’attuazione dei trasferimenti, mentre per l’appalto dei rifiuti saranno i contratti locali e i controlli sul servizio a mostrare gli effetti concreti.
Nell’immagine di copertina, realizzata parzialmente con IA, la raccolta dei rifiuti, il logo Srr, una mappa illustrativa del messinese e l’aula consiliare di Taormina.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









