Pd Sicilia, Anthony Barbagallo si dimette. “Serve un nuovo assetto”

Il deputato rimette il mandato alla segreteria nazionale. “La ricomposizione ancora non arriva”. Le divisioni interne e il centrosinistra verso il 2027

Sintesi

Anthony Barbagallo (deputato nazionale del Partito Democratico) ha annunciato le dimissioni da segretario regionale del Pd Sicilia. Lo ha comunicato con un messaggio pubblicato sulla propria pagina Facebook, nel quale spiega le ragioni della scelta e ripercorre i 7 anni trascorsi alla guida del partito nell’Isola.

Barbagallo ha rimesso il mandato nelle mani della segreteria nazionale, chiedendo un nuovo assetto capace di restituire fiducia alle diverse componenti del Pd in vista delle sfide elettorali del 2027. La nuova guida resta da individuare.

Il passo indietro arriva dopo mesi di contrasti sul congresso che nel 2025 aveva riconfermato il segretario. Come già raccontato da Mediterranea24, le divisioni nel Pd siciliano erano approdate anche davanti al Tribunale di Palermo.

La decisione interviene mentre il centrosinistra lavora al programma per le Regionali. Restano da definire la composizione della coalizione e la scelta del candidato presidente, come emerso nei precedenti approfondimenti sul confronto tra le forze progressiste.

Articolo

Le dimissioni di Barbagallo

Anthony Barbagallo (deputato nazionale del Partito Democratico) ha annunciato le dimissioni da segretario regionale del Pd Sicilia. Lo ha comunicato con un messaggio pubblicato sulla propria pagina Facebook, nel quale spiega le ragioni della scelta e ripercorre i 7 anni trascorsi alla guida del partito nell’Isola.

Il parlamentare afferma di avere lavorato nei mesi scorsi per ricomporre le diverse sensibilità interne, nella convinzione che fosse necessario costruire un’alternativa politica credibile. Un risultato che, secondo quanto scrive, non è stato ancora raggiunto.

“La ricomposizione ancora non arriva”, osserva Barbagallo. Per affrontare le prossime scadenze, aggiunge, serve un nuovo assetto capace di restituire fiducia a tutte le componenti del partito e di farle avanzare insieme.

Il mandato alla segreteria nazionale

Barbagallo ha rimesso il proprio mandato alla segreteria nazionale del Pd, esprimendo fiducia nella possibilità che venga individuata una soluzione autorevole e condivisa per guidare il partito siciliano.

Nel messaggio, il deputato richiama le parole pronunciate da Elly Schlein (segretaria nazionale del Pd) all’assemblea nazionale del 18 ottobre 2026: l’invito a prepararsi all’“ultimo miglio” in vista delle sfide elettorali del 2027.

La scelta della nuova guida e le modalità della transizione restano da definire. Barbagallo presenta le dimissioni come un modo per agevolare un percorso unitario e lasciare spazio affinché la comunità democratica possa ritrovarsi.

“L’unità non può essere soltanto una parola”

Nel suo intervento, l’esponente democratico sostiene che la sfida del 2027 richieda di mettere al centro ciò che unisce il partito.

“L’unità, però, non può essere soltanto una parola”, scrive. Per Barbagallo deve tradursi nella capacità di compiere scelte, anche difficili, nell’interesse dell’intera comunità politica.

Il deputato definisce la propria decisione “un passo di lato”, spiegando che intende continuare a mettere a disposizione del partito la propria esperienza e quanto ha contribuito a costruire. Il messaggio si conclude con un appello agli iscritti a impegnarsi per le prossime sfide elettorali.

I ringraziamenti agli iscritti e ai giovani

Barbagallo ringrazia le persone che lo hanno accompagnato durante gli anni alla guida del Pd siciliano: iscritti, militanti, amministratori e rappresentanti dei circoli territoriali.

Nel messaggio rivolge un abbraccio ai 15.000 iscritti che, secondo quanto indica, compongono la comunità democratica dell’Isola. Richiama il lavoro di chi, nei Comuni e nei circoli, porta avanti l’attività politica quotidiana.

Un pensiero particolare è rivolto alle ragazze e ai ragazzi dell’organizzazione giovanile del partito. Barbagallo ne sottolinea l’impegno, la partecipazione e la capacità di dare voce alle proprie richieste.

Il ricordo di Pio La Torre

Il deputato indica come suo ultimo atto da segretario regionale la presentazione a Montecitorio di un volume dedicato a Pio La Torre (dirigente politico siciliano ucciso dalla mafia nel 1982).

L’iniziativa, che Barbagallo afferma di avere fortemente voluto, si è svolta il 26 ottobre 2026 alla Camera dei deputati. La pubblicazione ripropone, a 50 anni di distanza, la relazione di minoranza sulla mafia firmata da La Torre insieme ad altri componenti della commissione parlamentare d’inchiesta.

Nel messaggio di dimissioni, Barbagallo attribuisce a quel ricordo un valore politico e personale: nella storia di La Torre individua le radici e una guida per il partito.

Il congresso e la frattura interna

Le dimissioni arrivano dopo un lungo confronto sulla guida del Pd siciliano. Barbagallo era stato riconfermato segretario nel 2025, al termine di un percorso congressuale segnato da contestazioni sulle procedure e sulla partecipazione delle diverse componenti.

Mediterranea24 aveva già ricostruito la vicenda del congresso regionale: nel gennaio 2025 alcuni dirigenti avevano contestato, fra l’altro, la convocazione dell’assemblea, le regole del percorso e la mancata scelta delle primarie aperte.

Il congresso era comunque proseguito e Barbagallo, unico candidato, era stato proclamato segretario per un secondo mandato il 21 giugno 2025. All’assemblea erano però mancati diversi deputati regionali e dirigenti contrari al percorso seguito. Le contestazioni erano espressione delle posizioni di una parte del partito e non irregolarità definitivamente accertate da un giudice.

La richiesta di dimissioni e il ricorso

Nel giugno 2026 i dirigenti siciliani delle aree Energia popolare e Left Wing avevano chiesto a Barbagallo di lasciare l’incarico, sostenendo che attorno al suo nome non fosse possibile ricostruire l’unità del partito. La richiesta era stata avanzata dopo una riunione della direzione regionale.

Le contestazioni sul congresso hanno avuto anche un seguito davanti al Tribunale di Palermo. Alcuni esponenti democratici hanno presentato un ricorso civile ritenendo illegittima la procedura che aveva portato alla riconferma del segretario.

Come già chiarito da Mediterranea24 nell’approfondimento sulle divisioni nelle coalizioni siciliane, il ricorso riguarda il Pd Sicilia e le modalità del congresso: non è un procedimento personale contro Barbagallo.

L’ANSA aveva riferito che l’udienza, inizialmente prevista per maggio, era stata rinviata al 27 ottobre 2026. Non è stato possibile verificarne l’esito né un eventuale collegamento tra il procedimento e la decisione annunciata dal segretario.

Il centrosinistra verso le Regionali

Il cambio alla guida del Pd si inserisce nel confronto tra le forze del centrosinistra che cercano di costruire un programma e una coalizione in vista delle Regionali del 2027.

Come raccontato da Mediterranea24 nell’articolo sul programma comune e la scelta del candidato, il 24 settembre le componenti del campo progressista si erano incontrate a Palermo, concordando di accelerare sul programma e di affrontare successivamente il metodo per individuare il candidato presidente.

Al tavolo partecipano, tra gli altri, Pd, Movimento 5 Stelle, Controcorrente, Sinistra Italiana, Europa Verde, Italia Viva e altre formazioni politiche e civiche. La ricerca di un’intesa riguarda sia le proposte da presentare agli elettori sia le forze da coinvolgere nella coalizione.

Le primarie e il candidato presidente

Nelle scorse settimane Barbagallo aveva indicato le primarie come possibile metodo per scegliere il candidato alla presidenza della Regione, qualora non fosse stato raggiunto un accordo sul nome proposto dal Pd. Le primarie sono una consultazione attraverso la quale gli elettori possono partecipare alla scelta di un candidato. Fonte: la Repubblica.

Mediterranea24 aveva approfondito le diverse posizioni sulle primarie: il confronto riguardava sia il metodo di scelta sia la necessità di definire prima un progetto condiviso.

Ismaele La Vardera (deputato regionale e fondatore di Controcorrente) ha avanzato la propria candidatura, mentre il Pd aveva annunciato l’intenzione di individuare un nome da proporre agli alleati. Come spiegato nell’articolo sulle candidature regionali in movimento, l’esistenza di candidature e proposte non equivale alla scelta di un candidato comune.

Il confronto su Cateno De Luca

Tra le questioni discusse nel centrosinistra c’è anche stato il possibile rapporto con Sud chiama Nord, il movimento guidato da Cateno De Luca (deputato regionale e sindaco di Taormina).

Mediterranea24 aveva già evidenziato le diverse posizioni sull’eventuale ingresso di Cateno De Luca nel centrosinistra: il Pd aveva mantenuto aperto il confronto, mentre altre forze avevano espresso contrarietà o perplessità. Nel frattempo, De Luca ha annunciato un accordo con Fratelli d’Italia per le elezioni politiche, avvicinando Sud chiama Nord al centrodestra sul piano nazionale. L’intesa, però, non definisce automaticamente le alleanze per le Regionali siciliane, per le quali Cateno continua a costruire un proprio progetto e proprie liste.

La definizione della nuova guida del Pd siciliano si intreccerà con questi passaggi. Il primo obiettivo indicato da Barbagallo è ricomporre il partito; resta poi il confronto con gli alleati su programma, coalizione e candidatura.