Sicilia, fondi pubblici e consenso. Eventopoli e lo scontro sulle “mancette”

Chiesto il carcere per Pisano. Cracolici attacca la distribuzione dei contributi ai territori. Pd, M5S e Controcorrente lasciano l’Aula. Il centrodestra sostiene Schifani

Sintesi

La Procura di Agrigento vuole accertare se contributi pubblici per eventi turistici e culturali abbiano finanziato la campagna elettorale di Lillo Pisano. Per il deputato di Fratelli d’Italia è stata chiesta la custodia cautelare in carcere, sulla quale il Giudice deve ancora decidere. Il parlamentare respinge le accuse. I precedenti raccontati da Mediterranea24 riguardano altri procedimenti sul rapporto fra finanziamenti pubblici e presunti vantaggi privati. Le responsabilità restano da accertare nei rispettivi giudizi.

Intanto, oltre 174 milioni per interventi territoriali alimentano lo scontro sulla manovra regionale, approvata giovedì 22 ottobre 2026. Come già raccontato da Mediterranea24, Pd, M5S e Controcorrente hanno lasciato l’Aula prima del voto finale, contestando i criteri di distribuzione. Cracolici denuncia finanziamenti frammentati per costruire consenso e parla di “mangime per le galline”. Nei Nebrodi sono indicati 5,835 milioni per 33 Comuni, mentre altri stanziamenti interessano tutte le province siciliane. Il centrodestra difende le scelte e sostiene Schifani, che esclude dimissioni anticipate. Resta aperto il confronto su come vengono scelti i beneficiari.

Articolo

Eventopoli, i contributi agli eventi e l’ipotesi del finanziamento elettorale

Accertare se una parte dei soldi destinati a manifestazioni turistiche e culturali sia stata utilizzata per sostenere una campagna elettorale. È uno dei filoni centrali dell’inchiesta “Eventopoli” della Procura di Agrigento, nell’ambito della quale è stata chiesta la custodia cautelare in carcere per Calogero “Lillo” Pisano (deputato nazionale di Fratelli d’Italia). Gli accertamenti riguardano finanziamenti per eventi organizzati dal 2021, con particolare attenzione alle iniziative del Natale 2022.

Secondo l’ipotesi investigativa, associazioni riconducibili all’ambiente del parlamentare avrebbero ricevuto risorse pubbliche, una parte delle quali sarebbe stata impiegata per finalità differenti da quelle dichiarate. Il presunto collegamento fra contributi alle manifestazioni e campagna elettorale deve essere dimostrato, ricostruendo provenienza, passaggi e destinazione delle somme. Nel procedimento si ipotizzano, a vario titolo, associazione per delinquere, peculato, truffa aggravata, falso ideologico e finanziamento illecito. Le contestazioni non vanno attribuite indistintamente a ogni indagato.

L’inchiesta è diventata pubblica nel marzo 2026. Nella prima fase sono emersi, oltre a Pisano, Fabrizio La Gaipa (amministratore della società di promozione turistica Valle dei Templi), Salvatore Prestia (allora direttore della Fondazione Teatro Pirandello), Laura Cozzo (rappresentante di un’associazione culturale e moglie di Prestia), Calogero Casucci (legato a un’altra associazione) e Antonio Migliaccio (ex autista del parlamentare e rappresentante di un’associazione culturale). L’attenzione degli investigatori si è concentrata sui rapporti fra beneficiari dei contributi e ambiente politico del deputato.

Gli ultimi sviluppi coinvolgono anche Antonino Insalaco (dirigente del Comune di Agrigento) e Giuseppe Librizzi (dirigente dell’assessorato regionale al Turismo), per i quali sono state chieste misure interdittive, cioè limitazioni temporanee all’esercizio di determinate funzioni. Le verifiche comprendono documenti, accertamenti patrimoniali, testimonianze e intercettazioni che, secondo le informazioni diffuse, non hanno riguardato direttamente Pisano.

L’interrogatorio e la difesa del parlamentare

L’interrogatorio preventivo di Pisano davanti a Michele Dubini, Giudice per le indagini preliminari, è indicato per sabato 31 ottobre. Il passaggio consente alla difesa di presentare le proprie ragioni prima della decisione sulle misure richieste dalla Procura. La richiesta di custodia cautelare non equivale a un arresto già disposto e non costituisce un giudizio di colpevolezza.

Pisano, assistito dagli avvocati Mattia Caleca e Silvio Miceli, ha dichiarato la propria estraneità ai fatti e la fiducia nella Magistratura, annunciando l’esame degli atti per chiarire le contestazioni nelle sedi previste. Per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a una condanna definitiva.

Se il Giudice accogliesse la richiesta di custodia, per eseguirla sarebbe necessaria l’autorizzazione prevista dall’articolo 68 della Costituzione. Come chiariscono le regole della Camera sulle autorizzazioni, la Giunta esamina la richiesta e riferisce all’Assemblea, alla quale spetta la decisione. L’autorizzazione parlamentare non serve invece per svolgere le indagini.

Gli altri casi raccontati da Mediterranea24

Il rapporto fra contributi agli eventi e presunti vantaggi privati è già emerso nel procedimento che riguarda Elvira Amata (assessora regionale al Turismo, Fratelli d’Italia). L’accusa ipotizza uno scambio fra un finanziamento di 30.000 euro e benefici destinati al nipote. Amata nega il collegamento fra contributo e assunzione del familiare. Il processo ordinario è iniziato il 7 settembre 2026.

Nello stesso contesto, Marcella Cannariato (imprenditrice) è stata condannata il 20 aprile 2026 a 2 anni e 6 mesi con rito abbreviato, una procedura decisa sugli atti che consente una riduzione della pena. La condanna riportata non va presentata come definitiva. Mediterranea24 ha inoltre documentato la scelta della Regione di restare fuori dal processo Amata, prospettando una separata causa civile in caso di condanna. La prossima udienza è indicata per il 13 gennaio 2027.

Un altro procedimento riguarda Gaetano Galvagno (presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Fratelli d’Italia). Nel caso dei fondi regionali e dei presunti vantaggi privati, la Procura di Palermo sostiene che contributi per iniziative pubbliche siano stati collegati a incarichi e altre utilità. Il processo principale è iniziato il 4 maggio 2026 e deve verificare le accuse e le ragioni delle difese.

A Caltanissetta, la vicenda dei finanziamenti agli spettacoli che coinvolge Michele Mancuso (ex deputato regionale di Forza Italia) è arrivata al processo. Secondo l’accusa avrebbe ricevuto 12.000 euro per favorire un contributo a un’associazione. Le cronache del 21 ottobre riferiscono del confronto sull’utilizzabilità delle intercettazioni. Anche queste responsabilità devono essere accertate nel giudizio.

I procedimenti hanno elementi di confronto, ma un presunto finanziamento elettorale, un’ipotesi di corruzione e una denuncia politica di clientelismo sono questioni differenti. Ciascuna richiede riscontri specifici.

Intanto, la manovra riaccende lo scontro sui fondi territoriali

Su un piano distinto si colloca la distribuzione delle risorse della manovra “Coesione e crescita”, approvata il 22 ottobre dall’Ars (Assemblea regionale siciliana, il Parlamento dell’Isola). Il voto finale ha registrato 37 favorevoli, 3 astensioni e nessun contrario, dopo l’uscita dei gruppi che hanno contestato il provvedimento. La manovra complessiva vale circa 1,3 miliardi e comprende misure per imprese, agricoltura, trasporti e servizi pubblici.

Il pacchetto indicato come Fit (Fondo per gli investimenti territoriali, cosiddetto in gergo “mancette”) ammonta, nelle ricostruzioni pubblicate, a 174,307 milioni, dei quali 146,405 per i Comuni e 27,902 per gli enti ecclesiastici. Mediterranea24 ha già ricostruito lo scontro sulle assegnazioni e sui territori esclusi. Le opposizioni denunciano una distribuzione legata agli interessi elettorali dei deputati. La maggioranza difende l’utilità delle opere. Le contestazioni politiche non equivalgono all’accertamento di illeciti.

Cracolici, “mangime per le galline” al posto dei diritti

La mattina di giovedì 22 ottobre, durante il dibattito conclusivo, Antonello Cracolici (deputato regionale del Partito democratico e presidente della commissione regionale Antimafia) ha pronunciato un duro intervento contro il metodo delle assegnazioni. Nel discorso ha richiamato oltre 1.700 interventi, denunciando il carico di decreti e procedure necessario per attuarli e una frammentazione della spesa che, a suo giudizio, sostituisce una programmazione capace di affrontare i problemi della Sicilia.

Cracolici ha definito i fondi per i Comuni esclusi dagli interventi diretti “premi di consolazione come la lotteria”, spingendo la critica oltre la formula delle mancette: “Siamo al mangime, non alle mancette, al mangime per le galline”. La sua accusa politica è che i territori vengano trattati come destinatari di elargizioni e che il denaro pubblico serva a costruire consenso, anziché garantire servizi e opportunità secondo bisogni e criteri generali.

Il deputato ha contestato soprattutto “questa idea di potersi comprare il consenso nei territori”, contrapponendola alla “pienezza dei diritti e universalità dei diritti”. Ha quindi annunciato il rifiuto di partecipare al voto: “Questa legge è vostra, metteteci la faccia, metteteci il nome”. Il bersaglio del suo intervento è stato l’intero metodo della Maggioranza, accusata di non saper trasformare le risorse disponibili in una strategia per l’Isola. Cracolici ha citato queste cifre per criticare la distribuzione dei fondi. Per sapere con certezza quanti soldi riceverà ogni Comune e per quali lavori, bisogna però controllare l’elenco definitivo dei finanziamenti approvati.

I gruppi che hanno lasciato l’Aula e i rispettivi capigruppo

Giovedì 22 ottobre 2026, prima del voto finale sulla manovra “Coesione e crescita”, hanno abbandonato l’Aula il Partito democratico, guidato da Michele Catanzaro; il Movimento 5 Stelle, guidato da Antonio De Luca; Controcorrente, guidato da Jose Marano. Come già ricostruito da Mediterranea24 nel resoconto sullo scontro sui fondi territoriali e sull’uscita delle opposizioni, il provvedimento è stato poi approvato con 37 voti favorevoli, 3 astensioni e nessun contrario. I tre gruppi hanno scelto di non partecipare alla votazione per protestare contro il metodo di assegnazione delle risorse. Per Controcorrente, Ismaele La Vardera è il leader politico, mentre Marano presiede il gruppo parlamentare.

Nei Nebrodi quasi sei milioni per 33 Comuni

Oggi, 26 ottobre, la ricostruzione pubblicata da Gazzetta del Sud (quotidiano) e ripresa da Stampalibera (online) indica 5.835.000 euro per 33 Comuni dei Nebrodi, nel territorio messinese. Tra gli importi maggiori figurano San Piero Patti (Comune collinare della Città metropolitana di Messina), con 750.000 euro, dei quali 600.000 per l’istituto comprensivo “Rita Levi Montalcini” e la palestra; Capo d’Orlando (Comune costiero tirrenico della stessa Città metropolitana), con 520.000 euro per aree urbane, scuole e spazi ludico-sportivi.

Nel medesimo territorio sono indicati 400.000 euro a Gioiosa Marea, anche per il lungomare e l’area giochi di San Giorgio; 330.000 a Brolo, per impianti, scuola e manutenzioni; 325.000 a Piraino, per riqualificazioni; 300.000 a Sinagra, per il quartiere Gorghi, impianti sportivi e cimitero. Gioiosa Marea e Brolo sono Comuni costieri tirrenici, Piraino è collinare e costiero, Sinagra è collinare. Tutti appartengono alla Città metropolitana di Messina.

Sono poi riportati 250.000 euro ciascuno per Mistretta e Acquedolci, rispettivamente Comune montano e Comune costiero tirrenico della Città metropolitana di Messina. A Patti (Comune collinare e costiero tirrenico dello stesso territorio) figurano 210.000 euro per piazza Quasimodo a Tindari e per l’illuminazione del quartiere Provvidenza-Sant’Antonio. Altri interventi riguardano strade, edifici, impianti e luoghi di culto. Gli stanziamenti dovranno tradursi in lavori e risultati verificabili.

La ricognizione nelle altre otto province

Nel ragusano, la ricostruzione di LiveSicilia (online) attribuisce a Modica (Comune del libero consorzio comunale di Ragusa) oltre 9 milioni nell’insieme della manovra, comprendendo 4 milioni per l’ospedale e 2 per le strade. Nel catanese segnala 1,6 milioni ciascuno ad Acireale e Adrano (Comuni della Città metropolitana di Catania). Nel siracusano riporta 1,6 milioni per Augusta e 1,4 per Melilli (Comuni del libero consorzio comunale di Siracusa). Si tratta di cifre riferite a singoli territori, non di totali provinciali.

Nel palermitano, la stessa ricostruzione indica 2,2 milioni per Misilmeri e 850.000 euro per Monreale (Comuni della Città metropolitana di Palermo). A Caltanissetta riporta 720.000 euro. A Enna distingue 100.000 euro da un ulteriore milione per la progettazione del policlinico universitario. Somme per finalità e beneficiari differenti non possono essere aggregate automaticamente in una graduatoria del solo Fit.

Nell’agrigentino, fra gli interventi già ricostruiti da Mediterranea24, figurano a Ribera (Comune del libero consorzio comunale di Agrigento) 1,05 milioni per impianti sportivi e un altro milione per la piscina. Nel trapanese, TP24 (online) segnala oggi, 26 ottobre, 485.000 euro per interventi sulle chiese: una componente delle assegnazioni, non il totale della provincia.

La ricognizione interessa tutti i nove territori provinciali, ma le fonti accessibili non consentono di certificare una ripartizione completa e omogenea. Non è stato possibile acquisire integralmente l’allegato definitivo necessario per controllare ogni voce, evitare duplicazioni e distinguere le diverse categorie di finanziamento. Il confronto documenta singole assegnazioni, non una classifica regionale verificata.

I criteri contestati e le altre priorità

Il punto sollevato dalle Opposizioni riguarda chi sceglie gli interventi, con quali motivazioni e quali possibilità abbiano i Comuni rimasti fuori. Mediterranea24 ha già richiamato la richiesta di finanziamenti ordinari e criteri trasparenti avanzata da Anci Sicilia (associazione che rappresenta i Comuni siciliani). Una scuola da mettere in sicurezza o una strada da riparare devono ricevere i fondi perché ne hanno bisogno, anche se il sindaco non è dello stesso partito di chi governa la Regione o non ha un deputato “amico” a cui rivolgersi.

Nuccio Di Paola (coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle) contesta in particolare i quasi 28 milioni destinati agli enti ecclesiastici, denunciando una distribuzione orientata al consenso. La Maggioranza difende gli interventi come risposte a esigenze locali. La natura del beneficiario non dimostra un uso clientelare, mentre l’utilità di un’opera deve accompagnarsi alla verifica di costi, criteri e priorità.

Restano anche le proteste dei settori produttivi. Il Comitato agricoltori siciliani ha scritto a Giorgia Meloni (presidente del Consiglio dei ministri del governo nazionale), contrapponendo il volume dei fondi territoriali alle difficoltà delle aziende. Federalberghi (organizzazione delle imprese alberghiere) denuncia l’assenza di misure contro gli aumenti del 18% sui collegamenti marittimi statali con le isole minori. Il confronto riguarda anche i bisogni che la manovra lascia aperti.

Il centrodestra sostiene Schifani

I segretari regionali della coalizione hanno diffuso una nota comune a sostegno del governo regionale siciliano. La sottoscrivono Nino Minardo per Forza Italia, Luca Sbardella per Fratelli d’Italia, Nino Germanà per la Lega, Fabio Mancuso per il Movimento per l’autonomia, Carmelo Pace per la Democrazia cristiana, Massimo Dell’Utri per Noi Moderati e Decio Terrana per l’Udc (Unione di centro). Rivendicano la tenuta della maggioranza e indicano come prossimo obiettivo la Finanziaria entro fine anno.

Renato Schifani (presidente della Regione Siciliana, Forza Italia) ha escluso dimissioni anticipate e dichiarato di voler completare il mandato. Il sostegno all’attuale esecutivo non costituisce però una decisione comune sulla sua ricandidatura. Il futuro della coalizione rimane un tema distinto dal voto sulla manovra. www.coretv.it

L’avanzo di bilancio e la scadenza della legislatura

Schifani rivendica il miglioramento dei conti. Il comunicato sul rendiconto 2025, pubblicato il 23 ottobre, indica un avanzo di amministrazione di 7,36 miliardi, contro 2,15 miliardi dell’anno precedente. Lo stesso documento precisa che circa 1,8 miliardi dell’incremento dipendono dalla nuova contabilizzazione del Fondo anticipazioni di liquidità. L’avanzo complessivo non coincide automaticamente con denaro interamente libero da vincoli e subito spendibile. www.regione.sicilia.it

Cateno De Luca (deputato regionale e leader di Sud chiama Nord) contesta inoltre l’indicazione di novembre 2027 per le elezioni, richiamando la scadenza quinquennale nel settembre dello stesso anno. Il calendario deve rispettare le regole dello Statuto siciliano: l’articolo 3 fa decorrere i 5 anni dalla data delle elezioni e colloca il voto fra la quarta domenica precedente e la seconda successiva alla scadenza. L’articolo 8 bis dello Statuto regionale prevede anche la conclusione anticipata della legislatura per le dimissioni contemporanee della metà più uno dei deputati. ilsicilia.it

Il controllo sull’impiego del denaro pubblico

Dai procedimenti sui contributi agli eventi al confronto sui territori beneficiari ed esclusi, le vicende seguite da Mediterranea24 richiamano l’esigenza di rendere verificabili destinatari, impiego delle somme e risultati. Nei processi si accertano eventuali reati. Nelle scelte di bilancio si misura anche la capacità delle istituzioni di garantire risposte secondo i bisogni dei cittadini.

Nota

Per tutte le vicende sopra ancora sottoposte a indagini o a giudizio, le ricostruzioni dell’accusa dovranno essere dimostrate nel contraddittorio tra le parti e la responsabilità degli indagati o degli imputati potrà considerarsi accertata soltanto dopo una sentenza definitiva, in ossequio al principio costituzionale di non colpevolezza.

Nell’immagine di copertina, Palazzo dei Normanni sede dell’Assemblea Regionela Sicilia; Antonello Cracolici durante l’intervento all’Ars; e la Procura di Agrigento.