Sintesi
Da Oggi 28 settembre Eni applica nei distributori Enilive un prezzo massimo di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 per il gasolio, inizialmente per 30 giorni e con possibile proroga fino alla fine dell’anno. Rispetto alle medie nazionali self rilevate Ieri dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Adusbef calcola un risparmio di 8,45 euro su 50 litri di benzina e 9,35 euro sul gasolio. Il beneficio è concreto, ma i prezzi restano sensibilmente superiori a quelli precedenti alla crisi.

Anche Italiana Petroli (IP), controllata dalla compagnia statale azera Socar, ha annunciato un limite ai prezzi, che sarà introdotto progressivamente partendo dalla rete IP. A differenza di Eni, tuttavia, Socar non ha ancora comunicato una cifra massima uniforme: il valore sarà definito tenendo conto delle diverse condizioni della filiera. Allo studio anche l’estensione alle stazioni Esso e agli altri operatori riforniti da IP.

In Sicilia la tensione non si attenua. Oggi dalle 8 sono previsti presìdi di agricoltori con trattori a Ponte Olivo, lungo la Catania-Gela, davanti al mercato ortofrutticolo di Donnalucata e sulla Palermo-Agrigento, al bivio di Bolognetta. Il carburante agricolo viene indicato dagli organizzatori attorno a 1,70 euro al litro. Le aziende sostengono che l’aumento dei costi stia comprimendo ulteriormente margini già ridotti.

Resta aperto anche il confronto sui 15 milioni regionali destinati all’autotrasporto. La Regione ha definito un contributo fino al 70% dell’aumento ammissibile del costo del gasolio, con una prima quota fino a 50.000 euro nell’ambito del “super de minimis” e richiesta di deroga europea per la parte ulteriore. CNA Fita Sicilia contesta però le indiscrezioni su una possibile distribuzione del 20% delle risorse alle piccole imprese e dell’80% alle flotte maggiori, ipotesi che allo stato non risulta formalizzata nel decreto regionale.

Articolo
Da Oggi il tetto Eni
Da Oggi 28 settembre entra effettivamente in vigore il limite massimo deciso da Eni per i carburanti commercializzati attraverso Enilive: 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio. La misura avrà una durata iniziale di 30 giorni e potrà essere prolungata fino alla fine del 2026 in funzione dell’andamento del mercato e degli approvvigionamenti. Eni collega espressamente l’intervento anche all’agevolazione fiscale sulle accise attualmente in vigore.
Il confronto con i prezzi nazionali spiega meglio l’effetto per gli automobilisti. Ieri 27 settembre, secondo l’Osservatorio prezzi carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), sulla rete stradale nazionale la benzina self costava mediamente 2,159 euro al litro e il gasolio 2,377 euro. In autostrada le medie salivano rispettivamente a 2,254 e 2,459 euro al litro.
Prendendo come riferimento un rifornimento da 50 litri, Adusbef ha quindi calcolato 16,9 centesimi in meno per ogni litro di benzina, equivalenti a 8,45 euro a pieno, e 18,7 centesimi per il gasolio, cioè 9,35 euro. Si tratta esattamente della differenza tra i prezzi medi nazionali del 27 settembre e i tetti fissati da Eni.
Quanto può risparmiare una famiglia
Il Centro studi di Unimpresa ha esteso il calcolo alle famiglie e alle attività economiche. Per un nucleo con 2 automobili e un rifornimento settimanale per ciascun mezzo, la riduzione della spesa potrebbe arrivare a 17,80 euro alla settimana e circa 80 euro al mese. Per furgoni e veicoli commerciali leggeri l’associazione stima benefici variabili in funzione dei consumi, fino a oltre 3.300 euro entro fine anno per una flotta di 10 mezzi nelle ipotesi considerate. Sono simulazioni, quindi il risparmio effettivo dipenderà dai chilometri percorsi, dalla quantità rifornita e dai prezzi che sarebbero stati applicati in assenza del tetto.
L’Ufficio studi della CGIA di Mestre (associazione degli artigiani e delle piccole imprese) invita tuttavia a leggere la misura nel quadro complessivo. Utilizzando come confronto il 27 febbraio 2026, giorno precedente all’inizio della guerra tra Stati Uniti e Iran indicato dall’associazione, la CGIA calcola che anche con il tetto Eni la benzina resterebbe più cara del 19,2% e il diesel del 27,3%. Il prezzo calmierato riduce quindi l’esborso attuale, ma non riporta i carburanti sui livelli antecedenti alla crisi internazionale.
IP segue Eni, ma il prezzo massimo non è ancora stato indicato
Alla decisione di Eni si è aggiunto Ieri l’annuncio di Socar (State Oil Company of the Azerbaijan Republic, compagnia energetica statale dell’Azerbaigian), che dall’8 maggio controlla Italiana Petroli. La società ha comunicato l’intenzione di introdurre un limite ai prezzi di benzina e gasolio commercializzati dalla rete IP.
Il meccanismo sarà applicato progressivamente, iniziando dai distributori a marchio IP. Socar ha spiegato che il livello sarà stabilito sulla base delle diverse esigenze e della sostenibilità economica della filiera. Di conseguenza, allo stato attuale non è corretto attribuire a IP i medesimi tetti Eni di 1,99 e 2,19 euro, perché la compagnia azera non ha ancora reso noto un prezzo massimo uniforme. Sono inoltre allo studio modalità per estendere il sistema alle stazioni Esso e agli altri operatori che si riforniscono da IP.
La scelta è arrivata dopo l’appello del Governo alle compagnie petrolifere. Giorgia Meloni (presidente del Consiglio) ha definito l’iniziativa un segnale di attenzione verso le famiglie, mentre Antonio Tajani (vicepresidente del Consiglio, ministro degli Esteri e segretario di Forza Italia) ha riferito di avere sollecitato già a inizio settembre Rovshan Najaf (presidente di Socar) a intervenire sui prezzi. Si tratta di dichiarazioni dell’Esecutivo sulla genesi dell’iniziativa, mentre Socar ha presentato la decisione come un proprio intervento volontario.
Il caro carburanti continua a pesare sul lavoro
Il quadro rimane particolarmente difficile per le categorie che utilizzano quotidianamente i mezzi. Agli autotrasportatori si sono aggiunti i tassisti: Unica Taxi, Filt Cgil e Uiltrasporti hanno chiesto un confronto con il Governo e annunciato la possibilità di un fermo del servizio qualora non arrivasse una convocazione.
Sul fronte nazionale il Governo ha già indicato misure specifiche per gli autotrasportatori attraverso il credito d’imposta, mentre il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha riferito che il Ministero dell’Economia e delle Finanze sta lavorando a ulteriori interventi indirizzati ai lavoratori e alle famiglie con redditi più bassi. I contenuti definitivi di queste ultime misure non risultano però ancora adottati.
In Sicilia oggi i trattori tornano sulle strade
Il problema assume caratteristiche ancora più delicate nell’Isola. Oggi 28 settembre, a partire dalle 8, sono programmati diversi presìdi agricoli. A Ponte Olivo, lungo la Catania-Gela, sono attesi trattori e produttori; un secondo concentramento è previsto davanti al mercato ortofrutticolo di Donnalucata (frazione costiera del Comune di Scicli, nel libero consorzio comunale di Ragusa). Per il 1° ottobre è inoltre annunciata una nuova iniziativa in viale delle Americhe a Ragusa.
Un altro fronte riguarda Bolognetta (Comune dell’area metropolitana di Palermo), lungo la strada statale Palermo-Agrigento. Agrisat, insieme ad agricoltori provenienti anche dalla Valle del Belìce e dalle Madonie, ha annunciato un presidio con i trattori. Franco Calderone (presidente di Agrisat) ha collegato la mobilitazione non soltanto al carburante, ma alla più generale condizione dei comparti cerealicolo, vitivinicolo, oleario e ortofrutticolo.
Per il carburante agricolo le testimonianze raccolte dalla Tgr Sicilia indicano un prezzo arrivato attorno a 1,70 euro al litro, rispetto ai 70-80 centesimi ricordati dagli operatori per precedenti periodi. Le cifre tra 2,20 e 2,40 euro richiamate da Agrisat in altre dichiarazioni riguardano invece il diesel acquistato ai prezzi ordinari e non devono essere confuse con il carburante agricolo ad accisa agevolata.
Il 30% in più di carburante agricolo agevolato
Sul versante agricolo la Regione Siciliana ha adottato anche un provvedimento specifico. Con il decreto dirigenziale generale n. 5539 dell’8 settembre, che ha sostituito un precedente atto del 2 settembre, è stata autorizzata per il 2026 una maggiorazione straordinaria fino al 30% del quantitativo di carburante agricolo ad accisa agevolata, motivata dai maggiori consumi provocati dal caldo estremo e persistente. Le domande possono essere presentate entro il 10 ottobre.
Si tratta di una misura diversa dagli aiuti economici contro il rincaro del carburante: consente una maggiore quantità a fiscalità agevolata, ma non determina direttamente una riduzione del prezzo industriale del gasolio.
I 15 milioni per gli autotrasportatori
Per il trasporto merci, invece, il Governo regionale aveva inserito nel maggio scorso un pacchetto complessivo di 30 milioni di euro, suddiviso allora in 15 milioni per l’autotrasporto, 10 per l’agricoltura e 5 per la pesca.
Il passaggio più recente riguarda proprio i 15 milioni destinati agli autotrasportatori. Il 25 settembre la Regione ha annunciato l’intesa sullo schema del decreto attuativo previsto dalla legge regionale 13/2026. Il contributo dovrebbe coprire il 70% della maggiore spesa ammissibile per il gasolio, calcolata confrontando il prezzo effettivamente pagato con la media nazionale di febbraio 2026. Sono considerate le spese sostenute dal 1° marzo al 31 dicembre.
Una prima quota, fino a 50.000 euro, potrà essere riconosciuta nel regime denominato “super de minimis” (sistema europeo che consente aiuti pubblici entro determinati limiti senza preventiva autorizzazione ordinaria della Commissione europea). Per andare oltre, fino alla copertura complessiva prevista del 70%, la Regione ha annunciato che chiederà a Bruxelles una specifica deroga. Le domande sono previste entro il 30 novembre, dopo il completamento dell’iter del provvedimento.
La contestazione di CNA Fita sull’ipotesi 20-80
Su questo punto è nato però un nuovo contrasto. CNA Fita Sicilia (articolazione della Confederazione nazionale dell’artigianato che rappresenta il settore dell’autotrasporto) ha chiesto alla Regione di chiarire alcune indiscrezioni sulla possibile distribuzione dei 15 milioni di euro destinati agli autotrasportatori siciliani.
Secondo queste voci, il 20% delle risorse potrebbe essere riservato alle piccole imprese che rientrano nei limiti del “de minimis” (il tetto entro il quale un’impresa può ricevere determinati aiuti pubblici senza una preventiva autorizzazione europea), mentre il restante 80% andrebbe alle imprese e alle flotte più grandi, per le quali gli aiuti supererebbero quella soglia.
CNA Fita Sicilia teme che una simile ripartizione possa penalizzare proprio la parte più numerosa del settore. Nell’Isola operano infatti 8.822 imprese nei trasporti terrestri e mediante condotte, di cui 6.195 piccole e medie imprese e 4.865 imprese individuali. Secondo l’associazione, quindi, circa il 70% delle aziende rischierebbe di contendersi soltanto il 20% dei fondi, mentre il restante 30% potrebbe beneficiare dell’80% delle risorse. Al momento si tratta comunque di un’ipotesi sulla quale CNA Fita Sicilia ha chiesto spiegazioni alla Regione.
Intanto il Comitato trasportatori siciliani ha annunciato la possibilità di lasciare i mezzi fermi nei piazzali dal 15 al 20 ottobre, sostenendo che per molte aziende il plafond degli aiuti “de minimis” sarebbe già utilizzato e che occorra pertanto una soluzione capace di raggiungere anche queste imprese.
Pesca, gli aiuti sono saliti a 17,1 milioni
Anche per la pesca il quadro si è modificato rispetto allo stanziamento iniziale di maggio. Come ha ricostruito recentemente Mediterranea24 nell’approfondimento dedicato alla pesca e ai fondi europei, il 15 settembre la Regione ha pubblicato un bando che mette insieme 12,1 milioni di risorse Feampa e altri 5 milioni regionali, portando a 17,1 milioni la dotazione destinata a compensare parte dell’aumento dei costi sostenuti dalle imprese della pesca e dell’acquacoltura nel 2026.
Mediterranea24 aveva già ricostruito il quadro generale del gasolio oltre 2,35 euro in Sicilia e delle conseguenze su trasporti e collegamenti con le isole. Il dato allora disponibile, riferito al 19 settembre, indicava nell’Isola una media self di 2,355 euro per il gasolio e 2,165 per la benzina. Da allora il prezzo nazionale del diesel ha continuato a salire, fino ai 2,377 euro rilevati Ieri sulla rete ordinaria.
Il tetto Eni introduce dunque da oggi una prima discontinuità concreta per una parte della rete italiana, mentre l’intervento annunciato da IP potrebbe ampliarne gli effetti soltanto quando saranno conosciuti prezzi e modalità applicative. In Sicilia, tuttavia, il problema non riguarda più soltanto gli automobilisti: agricoltura, autotrasporto e pesca chiedono che gli interventi sui carburanti riescano a incidere sui costi effettivamente sostenuti dalle imprese, mentre proprio nelle prime ore di Oggi la protesta agricola torna sulle strade dell’Isola.
Nell’immagine di copertina, i trattori della protesta degli agricoltori in Sicilia; una stazione di servizio Enilive; e una fila di mezzi pesanti sulla strada.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









