Sintesi
A Messina proseguono le ricerche della 47enne accusata di avere aggredito con una sostanza corrosiva l’avvocato Pierfrancesco Broccio, 58 anni, che ha riportato ustioni su circa il 20% del corpo ed è ricoverato al Centro Grandi ustioni dell’ospedale Cannizzaro di Catania. La donna, già cliente del professionista, aveva scontato una condanna per l’omicidio del marito. Il legale è fuori pericolo, mentre resta da chiarire il movente dell’aggressione.

Tra Catania e Siracusa, l’operazione antimafia “Santuzzi-Gerione” ha portato a 25 misure cautelari e a sequestri per circa 5,5 milioni di euro. L’inchiesta riguarda, tra gli altri, il clan Nardo di Lentini e soggetti collegati ai Santapaola-Ercolano. Nel Messinese, invece, 23 persone sono indagate per traffico illecito di rifiuti: sequestrate 3 aziende e 8 aree dove, secondo gli investigatori, sarebbero stati smaltiti materiali senza rispettare le norme ambientali.

Sempre a Messina un 38enne è stato arrestato 2 volte nell’arco di 24 ore per avere violato i provvedimenti adottati a tutela dell’ex compagna, mentre a Trecastagni i Carabinieri hanno sequestrato 102 tartarughe Testudo hermanni prive della documentazione Cites: il proprietario è stato denunciato anche per un presunto allaccio abusivo alla rete elettrica.

A Reggio Emilia un 26enne è stato arrestato dopo avere colpito una donna con un cacciavite e investito 2 persone accorse per soccorrerla. A Melito di Napoli i Carabinieri hanno invece sfondato la porta di un appartamento e bloccato un 63enne mentre picchiava la moglie, poi operata d’urgenza. A Pescia un 38enne è in carcere con le accuse di tortura e tentata violenza sessuale ai danni di una ragazza di 20 anni.

A Torino resta in carcere il terzetto coinvolto nell’inchiesta sulla morte e sullo smembramento di Fabio Colapietro, mentre una 24enne è stata arrestata per tentato omicidio dopo l’investimento di un bambino di 5 anni, figlio dell’ex compagno. Nel Lodigiano proseguono infine gli accertamenti sulla morte di Jacopo Trabattoni, 15 anni, folgorato dopo essersi arrampicato su un traliccio: il suo cellulare non è stato ancora trovato e l’ipotesi della sfida social non è stata accertata.
Articolo
Messina, ancora ricercata la donna accusata dell’aggressione con l’acido
Oggi 28 settembre proseguono le ricerche della donna di 47 anni accusata di avere aggredito venerdì 25 settembre l’avvocato messinese Pierfrancesco Broccio (civilista di 58 anni), colpendolo con una sostanza corrosiva che gli ha provocato ustioni profonde su quasi il 20% della superficie corporea. Broccio, dopo le prime cure al Policlinico universitario “Gaetano Martino” di Messina, è stato trasferito al Centro Grandi ustioni dell’ospedale Cannizzaro di Catania, dove rimane ricoverato ma non risulta in pericolo di vita. Il professionista aveva accolto alla stazione ferroviaria la donna, già assistita in passato, che voleva sottoporgli documenti relativi a una vicenda giudiziaria. Secondo il racconto del legale, durante il tragitto la 47enne gli avrebbe prima strappato gli occhiali e, poco dopo, avrebbe estratto dalla borsa un contenitore spruzzandogli contro il liquido corrosivo. Broccio sarebbe riuscito a proteggere gli occhi, allontanarsi e chiedere aiuto. La donna si è poi dileguata. Le fonti consultate confermano inoltre che aveva già scontato una condanna per l’omicidio del marito e aveva trascorso parte della pena nell’ex ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto (Comune costiero tirrenico della Città metropolitana di Messina).
Sull’aggressione sono intervenuti anche gli organismi dell’Avvocatura. L’Ordine degli Avvocati di Messina ha espresso solidarietà a Broccio, definendo molto grave l’accaduto e richiamando il ruolo dell’Avvocatura nella tutela dei diritti e delle libertà. Il Consiglio nazionale forense ha a sua volta manifestato vicinanza al professionista e richiamato la necessità di tutelare gli avvocati da minacce e violenze nell’esercizio della professione.
Lentini, 25 misure cautelari nell’operazione “Santuzzi-Gerione”
Sono 25 le misure cautelari eseguite nell’operazione antimafia “Santuzzi-Gerione”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Catania e condotta dai Carabinieri di Siracusa, dalla Guardia di finanza di Catania e dallo Scico (Servizio centrale investigazione criminalità organizzata) di Roma. L’indagine, che complessivamente coinvolge 38 persone, riguarda in particolare il clan Nardo di Lentini (Comune della provincia di Siracusa) e collegamenti con esponenti riconducibili alla famiglia Santapaola-Ercolano di Catania. Le accuse contestate a vario titolo comprendono associazione mafiosa, estorsione, traffico di droga, riciclaggio, trasferimento fraudolento di valori, armi e altri reati. È stato eseguito anche un sequestro preventivo di aziende, quote societarie, immobili e disponibilità finanziarie per circa 5,5 milioni di euro.
La ricostruzione investigativa descrive un sistema capace di intervenire nella filiera agroalimentare, negli appalti e nei servizi alle imprese, anche attraverso imposizioni economiche presentate in alcuni casi come normali rapporti commerciali. Durante la conferenza stampa il procuratore di Catania Francesco Curcio (capo della Procura etnea) ha riferito di imprenditori che, secondo gli accertamenti, continuerebbero a pagare somme alla criminalità organizzata dopo decenni e ha rivolto loro l’invito a denunciare. Tra gli episodi emersi dalle intercettazioni vi è anche quello di un bambino di circa 5-6 anni al quale un indagato avrebbe fatto maneggiare una pistola. L’inchiesta resta nella fase cautelare e le responsabilità individuali dovranno essere accertate nel processo.
Messinese, 23 indagati e sequestri per il traffico illecito di rifiuti
Un’altra indagine della Direzione distrettuale antimafia di Messina e del Gruppo investigazione criminalità organizzata (Gico) della Guardia di finanza coinvolge 23 persone, ritenute a vario titolo gravemente indiziate di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti. I finanzieri hanno sequestrato 3 complessi aziendali, 8 siti e altri beni, nell’ambito di accertamenti riguardanti oltre 20.000 chilogrammi di materiali provenienti soprattutto da lavorazioni edilizie e stradali. Secondo l’ipotesi investigativa, tra il 2021 e il 2024 i rifiuti sarebbero stati trasportati e depositati in aree non autorizzate della fascia tirrenica della provincia di Messina oppure commercializzati senza avere completato i trattamenti necessari, utilizzando anche attestazioni che ne avrebbero falsamente certificato il recupero. Le indagini hanno interessato, tra gli altri territori, Messina, Barcellona Pozzo di Gotto, Milazzo, San Filippo del Mela e Villafranca Tirrena.
Messina, arrestato 2 volte in 24 ore per l’ex compagna
A Messina un 38enne è stato arrestato 2 volte nell’arco di circa 24 ore dopo le violazioni dei provvedimenti disposti a tutela dell’ex compagna. L’uomo era stato sottoposto all’allontanamento dalla casa familiare e al divieto di avvicinamento dopo una precedente denuncia per condotte persecutorie e violente. I Carabinieri della Compagnia Messina Centro, non riuscendo a contattare la donna, hanno raggiunto la sua abitazione e vi avrebbero trovato il 38enne, arrestandolo e disponendo successivamente i domiciliari in un’altra casa. Il 23 settembre l’uomo avrebbe però lasciato anche quell’abitazione e tentato nuovamente di raggiungere l’ex compagna: i militari lo hanno fermato e trasferito nel carcere di Gazzi.
Trecastagni, sequestrate 102 tartarughe protette
A Trecastagni (Comune collinare della Città metropolitana di Catania) i militari del Nucleo Carabinieri Cites di Catania, con i veterinari dell’Azienda sanitaria provinciale (Asp) di Gravina di Catania, hanno trovato nel giardino di un’abitazione privata 102 esemplari di Testudo hermanni, tartaruga terrestre tutelata dalla Cites (Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate). Gli animali, di varie dimensioni, erano detenuti senza la documentazione richiesta e sono stati sequestrati e affidati alla Ripartizione faunistico-venatoria di Catania. Secondo i Carabinieri, almeno gli esemplari adulti sarebbero stati prelevati dall’ambiente naturale e successivamente alcuni animali si sarebbero riprodotti in cattività. Il proprietario è stato denunciato per ricettazione e, diversamente da quanto riportato nel testo iniziale, anche per furto aggravato di energia elettrica, dopo la scoperta di un presunto allaccio abusivo alla rete.
Reggio Emilia, donna colpita con un cacciavite e 2 soccorritori investiti
Ieri 27 settembre, poco dopo le 19, in un distributore di via Martiri di Cervarolo, nella zona di Due Maestà a Reggio Emilia, un 26enne nato in città avrebbe aggredito con un cacciavite una donna di 57 anni di Scandiano (Comune della provincia di Reggio Emilia) che stava facendo rifornimento. Una ragazza di 26 anni e un uomo di 49 si sono avvicinati per soccorrerla, ma il giovane sarebbe risalito sull’automobile e li avrebbe investiti intenzionalmente prima di allontanarsi. È stato rintracciato e arrestato circa un’ora dopo attraverso l’intervento congiunto di Polizia di Stato, Carabinieri e Polizia locale. I 3 feriti sono stati ricoverati in condizioni gravi, senza che risultassero in immediato pericolo di vita. Il movente non è stato ancora chiarito e gli accertamenti sono coordinati dalla Procura di Reggio Emilia.
Torino, resta in carcere il terzetto dell’omicidio Colapietro
Rimangono in carcere Christian Matheus De Oliveira Morando, Nicole Formichetti e Keith Butig, coinvolti nell’inchiesta sulla morte di Fabio Colapietro, 39 anni, avvenuta in un appartamento di via Gulli, nella zona nord di Torino. Il Giudice per le indagini preliminari non ha convalidato i fermi per mancanza del pericolo di fuga, ma ha disposto ugualmente la custodia cautelare. Le accuse non sono però uguali per tutti: De Oliveira Morando è indagato per omicidio, mentre Formichetti e Butig devono rispondere, secondo la ricostruzione finora resa pubblica, di favoreggiamento e soppressione di cadavere. Il delitto sarebbe maturato dopo un prolungato consumo di alcol e diverse sostanze stupefacenti. De Oliveira ha ricostruito attraverso il proprio difensore una lite legata anche alla presunta sottrazione di circa 50 euro. Dopo la morte, il corpo di Colapietro è stato smembrato e parte dei resti occultata in sacchi e contenitori. Le dichiarazioni degli indagati e l’esatta dinamica restano oggetto degli accertamenti giudiziari.
Torino, bambino investito: arrestata l’ex compagna del padre
Sempre a Torino, nella tarda serata di sabato 26 settembre, un bambino di 5 anni è stato investito all’incrocio tra via Pinelli e via Industria, nel quartiere San Donato. I Carabinieri hanno arrestato una donna di 24 anni, ex compagna del padre del piccolo, contestandole tentato omicidio e lesioni personali aggravate. Secondo una delle ipotesi investigative, la vettura avrebbe inizialmente puntato verso l’uomo e avrebbe poi travolto il bambino, ma la ricostruzione è ancora al vaglio degli investigatori e la difesa sostiene che debba essere accertata anche la possibilità di un incidente. Il piccolo, rimasto sempre vigile, è stato ricoverato all’ospedale infantile Regina Margherita con un trauma addominale e non risulta in pericolo di vita. RaiNews
Melito di Napoli, Carabinieri sfondano la porta e salvano una donna
A Melito di Napoli (Comune della Città metropolitana di Napoli), nella serata di sabato 26 settembre, le urla provenienti da un appartamento hanno spinto un vicino a chiamare il 112. I Carabinieri della Tenenza locale, arrivati sul posto, hanno sfondato la porta e bloccato un uomo di 63 anni mentre, secondo la ricostruzione dell’Arma, stava ancora colpendo la moglie. L’uomo è stato arrestato in flagranza con l’accusa di tentato femminicidio e trasferito nel carcere di Poggioreale. La donna è stata portata all’ospedale di Giugliano, sottoposta a un intervento chirurgico d’urgenza e rimane in prognosi riservata. Al momento non risultano chiarite le ragioni dell’aggressione. RaiNews
Pescia, 20enne torturata dopo avere respinto un approccio
A Pescia (Comune della provincia di Pistoia, in Toscana) un uomo di 38 anni, cittadino della Repubblica Dominicana residente a Montecatini Terme, è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere con le accuse di tortura e tentata violenza sessuale ai danni di una giovane italiana di 20 anni. Secondo la Polizia, durante un incontro sulle sponde del fiume Pescia l’uomo avrebbe tentato un approccio sessuale e, davanti al rifiuto della ragazza, l’avrebbe spinta nell’acqua sottoponendola a ripetute immersioni, quindi colpita con una cintura e alcuni sassi e ustionata al volto con sigarette. L’intervento di un passante, richiamato dalle grida della giovane, ha interrotto l’aggressione e consentito l’arrivo dei soccorsi. L’indagato è stato rintracciato successivamente e trasferito nel carcere di Pistoia.
Lodi, ancora senza cellulare il 15enne morto sul traliccio
Restano aperti diversi interrogativi sulla morte di Jacopo Trabattoni, 15 anni, trovato venerdì sera ai piedi di un traliccio dell’alta tensione nelle campagne tra Lodi e Lodi Vecchio, in località Bottedo. Il corpo presentava segni compatibili con una folgorazione e il ragazzo potrebbe essersi arrampicato fino a circa 20 metri d’altezza. È stata invece smentita la prima notizia secondo cui il suo cellulare sarebbe stato trovato con un selfie scattato sul traliccio: il telefono non risulta ancora recuperato e gli investigatori non escludono che il giovane fosse in contatto con qualcuno. Rimane dunque soltanto un’ipotesi, e non un fatto accertato, quella di una possibile sfida social. Persone vicine al quindicenne hanno ricordato anche la sua passione per il parkour (disciplina che consiste nel superare ostacoli attraverso corsa, salti e arrampicate). La Procura di Lodi sta valutando gli ulteriori accertamenti medico-legali e informatici.
Modena, una cinquantina di giovani assaltano un discount
A Modena, martedì 22 settembre, circa 50 giovani, molti apparentemente studenti appena usciti da scuola, hanno fatto irruzione in un supermercato di via Rainusso, prendendo prodotti dagli scaffali e riprendendo l’azione con i telefoni per poi diffonderla sui social. Alcuni avevano il volto coperto. La razzia sarebbe durata una decina di minuti e il valore complessivo della merce sottratta non è stato ancora quantificato. I Carabinieri stanno esaminando le registrazioni e lavorano all’identificazione dei partecipanti. I dipendenti hanno riferito anche di altri tentativi, compreso uno successivo che sarebbe stato bloccato prima di trasformarsi in un nuovo assalto.
Nell’immagine di copertina, le pattuglie dei Carabinieri di Catania e Messina impegnate nelle ricerche congiunte della donna accusata dell’aggressione con acido all’avvocato; un’attività della Guardia di finanza nell’ambito dell’operazione antimafia “Santuzzi-Gerione”; e l’operazione della Guardia di finanza sul traffico illecito di rifiuti nel Messinese.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









