Sant’Alessio, il piano della spiaggia che non c’è. Negli allegati numeri e previsioni discordanti

Cartografie ferme al 2023. Differenze su lidi, superfici e pontili. Dopo Harry e i ripascimenti limitati, resta il nodo della spiaggia realmente disponibile

Sintesi

Il Consiglio comunale di Sant’Alessio Siculo ha adottato il piano del demanio marittimo con la delibera n. 28 del 1° ottobre 2026, con 5 voti favorevoli, 2 astensioni e nessun contrario. Il documento indica dove prevedere stabilimenti balneari, servizi e altre attività e viene trasmesso alla Regione per le successive valutazioni. Le strutture non sono ancora automaticamente autorizzate.

La relazione tecnica e le norme di attuazione (allegato D) riportano previsioni diverse: 5 stabilimenti balneari contro 3; 9 aree attrezzate per la balneazione contro 2; 84.605 metri quadrati di superficie complessiva del Lungomare contro 41.808. Cambiano anche pontili e campi boe. Occorrerebbe chiarire quali dati valgano.

Le cartografie dello stato dei luoghi si riferiscono al 31 dicembre 2023, prima del ciclone Harry del gennaio 2026. Mediterranea24 ha già documentato, anche attraverso un video, la quasi scomparsa dell’arenile in ampi tratti del paese. Il ripascimento estivo ha ricreato spazi piuttosto limitati.

L.a relazione indica 1.030 metri di fronte costiero da lasciare alla libera fruizione e 1.020 concedibili, ma questi numeri non misurano la profondità dell’arenile rimasto. La Maggioranza punta sul futuro recupero della spiaggia, mentre le Opposizioni chiedono attenzione alle condizioni attuali e alla sicurezza.

Articolo

Il piano adottato e il significato del voto

A Sant’Alessio Siculo (Comune costiero ionico della Città metropolitana di Messina) il futuro utilizzo della spiaggia è stato portato in Consiglio comunale mentre resta aperto il problema della sua stessa disponibilità. Con la delibera n. 28 del 1° ottobre 2026, l’assemblea ha adottato il PUDM (Piano di utilizzo del demanio marittimo), lo strumento che organizza gli usi delle aree pubbliche costiere.

Hanno votato a favore Chiara Briguglio, Elisabetta Longo, Dario Isaja, Natale Ferlito e Roberto Bartorilla (consiglieri comunali di Maggioranza). Si sono astenuti Nunziata Cannavò e Giuseppe Luca Riggio (consiglieri comunali di Opposizione). Nessuno ha votato contro.

Il piano prevede spazi per balneazione, attività sportive, giochi, animali, imbarcazioni e servizi. L’adozione comunale non equivale al rilascio delle singole concessioni o delle autorizzazioni necessarie per realizzare le strutture. La delibera dispone la trasmissione alla Regione Siciliana e richiama il decreto assessoriale n. 87 del 9 aprile 2026, relativo alla formazione del piano regionale nel quale confluiscono i contributi comunali.

Lidi e superfici, gli allegati non coincidono

Il confronto tra i documenti evidenzia differenze su elementi centrali della pianificazione.

La relazione tecnica prevede 5 aree per stabilimenti balneari e 9 aree attrezzate per la balneazione. Le norme tecniche di attuazione (allegato D), agli articoli 15 e 16, indicano invece 3 aree per stabilimenti e 2 aree attrezzate. Per queste ultime riportano superfici massime concedibili di 960 e 656 metri quadrati.

Anche l’estensione dell’area denominata “Lungomare” cambia: 84.605 metri quadrati nella relazione, suddivisi tra 69.325 di spiaggia e 15.280 della zona a monte; 41.808 metri quadrati nell’articolo 12 delle norme, descritti come superficie complessiva lorda tra il confine demaniale e la linea di costa rivista.

Le divergenze riguardano inoltre le attrezzature nautiche: 1 pontile galleggiante, 1 campo boe e 1 area di alaggio e rimessaggio nella relazione; 2 aree per pontili, 2 campi boe e 2 aree per imbarcazioni nelle norme. Per alaggio si intende il movimento con cui una barca viene tirata fuori dall’acqua.

Queste differenze non dimostrano da sole l’illegittimità del piano, ma appaiono discordanti

La spiaggia del 2023 e quella dopo Harry

Gli elaborati sono stati trasmessi al Comune il 17 giugno 2024. La Giunta ha adottato preliminarmente il piano il 5 settembre 2024, mentre le cartografie dello stato dei luoghi riportano come riferimento il 31 dicembre 2023.

Nel frattempo, tra il 19 e il 21 gennaio 2026, il ciclone Harry ha colpito la costa ionica. Mediterranea24 ha raccontato la quasi scomparsa della spiaggia dopo le mareggiate, con un servizio contenente un video di confronto con l’arenile del 30 luglio 2025. Il servizio descrive ampi tratti nei quali il mare raggiungeva il muro del lungomare e una situazione diversa nella zona sotto il promontorio, dove parte della spiaggia era rimasta.

La relazione del piano continua invece a descrivere una spiaggia “oggi ampia” e un arenile “piuttosto uniforme” dopo precedenti interventi di ripascimento. Sono descrizioni riferite al quadro precedente: non possono essere assunte come rappresentazione aggiornata delle condizioni dell’ottobre 2026.

Il ripascimento estivo e il nuovo arretramento segnalato

Dopo il ciclone Harry sono stati eseguiti interventi di ripascimento (riporto di sabbia o altri sedimenti compatibili per ricostruire l’arenile). La cronaca del 1° luglio 2026 ha riferito il riversamento di 25.000 metri cubi di materiale prelevato dal torrente Agrò, descrivendo una spiaggia ricostruita solo in parte: in un’ampia porzione della zona centrale lo spazio restava particolarmente esiguo, mentre alcuni tratti a nord e a sud del paese avevano recuperato una maggiore estensione. Anche diversi post critici pubblicati su Facebook durante l’estate hanno denunciato la pressoché totale assenza di arenile in buona parte del paese.

Il punto riguarda quindi la possibilità concreta di utilizzare la spiaggia.

La maggioranza programma il recupero, le opposizioni chiedono di partire dalla realtà

Nel dibattito del 1° ottobre, Giuseppe Lo Pò (ingegnere progettista del piano) ha spiegato che il PUDM contiene previsioni per il futuro. Natale Ferlito (presidente del Consiglio comunale) e Domenico Aliberti (sindaco) hanno sostenuto la necessità di programmare, contando sul ripristino della spiaggia.

Aliberti ha riferito contatti con l’Autorità di Bacino per 2 interventi da 1,8 e 2 milioni di euro, annunciando anche una futura variazione di bilancio per destinare parte dell’avanzo libero a un ulteriore ripascimento. Dal verbale non risultano però finanziamenti già ottenuti per quei 2 interventi né date certe di esecuzione.

Riggio ha contestato la previsione di strutture su superfici oggi mancanti o insufficienti. Cannavò ha richiamato la sicurezza del litorale e la necessità di un confronto più ampio con la popolazione.

C’è poi un altro punto da capire: il piano prevede come utilizzare la spiaggia, ma non comprende gli interventi per ricostruirla, che la relazione indica soltanto come una possibilità futura. Il ripascimento può essere realizzato con un progetto separato, ma occorrerebbe spiegare quando e come verrà recuperata la spiaggia necessaria per ospitare le attività previste.

Spiaggia libera, le lunghezze non bastano

La relazione prende in considerazione 3.150 metri di costa, compreso il Capo: 1.100 metri non accessibili e 2.050 accessibili. Di questi ultimi, 1.030 metri sono destinati all’uso libero di tutti e 1.020 possono essere dati in concessione per le attività previste dal piano.

Sulla carta, quindi, poco più della metà della costa accessibile resta libera. Ma questi numeri indicano quanto è lungo il tratto di costa, non quanto spazio c’è per stare in spiaggia. Un tratto lungo 100 metri, ad esempio, potrebbe avere soltanto una stretta striscia di sabbia, oppure essere interrotto dal mare o difficile da raggiungere. Occorre quindi verificare quanta spiaggia esiste oggi e da dove si può accedere.

L’articolo 4 delle norme chiarisce inoltre che le attività previste non possono svolgersi dove la spiaggia non è abbastanza larga. È una garanzia importante, ma resta da stabilire quali spazi siano davvero utilizzabili nelle condizioni attuali.

Accessibilità, sicurezza e osservazioni respinte

Anche sugli accessi alla spiaggia i documenti dovrebbero essere chiariti. La relazione prevede una rampa con pendenza ridotta, per facilitare l’accesso delle persone con disabilità. L’articolo 13 delle Norme tecniche di attuazione allegate al piano indica invece 14 accessi: uno escluso perché non sicuro e 6 dei restanti 13 che potrebbero essere adattati. Occorrerebbe quindi spiegare quante rampe accessibili saranno effettivamente realizzate.

Il piano è stato disponibile per la consultazione nella segreteria comunale dal 20 maggio al 19 giugno 2026. So.Tu.S. Srl (società che gestisce il campeggio) ha presentato osservazioni sulla possibilità di consultare i documenti, sulla sicurezza dei bagnanti, sulle distanze tra le attività e sui rumori delle barche. Il Consiglio ha deciso di non accoglierle, con 5 voti contrari all’accoglimento e 2 astensioni. La PEC è stata inviata il 19 giugno, entro il termine, e registrata dal Comune il 22 giugno: questa registrazione successiva non significa che sia stata presentata in ritardo.

Nella risposta del 18 settembre 2026, il progettista sostiene che il piano rispetti le regole e che i corridoi riservati alle barche servano a separarle dai bagnanti. Pontili e campi boe (aree con boe alle quali ormeggiare le imbarcazioni) non potranno però essere installati soltanto perché compaiono nel piano: serviranno le verifiche previste e il parere della Capitaneria di Porto (Autorità competente per la sicurezza in mare).

I precedenti e le risposte ancora necessarie

Mediterranea24 ha già approfondito le radici dell’erosione e la successione delle opere di difesa e ha richiamato, nell’analisi sui conti comunali e sul confronto con il paese, l’importanza di discutere pubblicamente le priorità del territorio. Mediterranea24

L’adozione del PUDM renderebbe ora necessarie risposte verificabili sulle differenze tra gli allegati, sulla spiaggia rimasta, sulle superfici libere e sui tempi del recupero. Sono informazioni che riguardano direttamente residenti, villeggianti e operatori economici: dalla loro chiarezza dipende la possibilità di comprendere quale futuro venga effettivamente previsto per il litorale.