A Villa Genovesi la seconda edizione nazionale della manifestazione ha riunito poeti, artisti e istituzioni. La giuria ha premiato opere capaci di raccontare la fragilità dell’uomo, il rapporto con la natura e la memoria collettiva

SANT’ALESSIO SICULO – La poesia come luogo della memoria, della denuncia sociale e della rinascita. È questo il filo conduttore della seconda edizione nazionale del Festival dello Jonio di Poesia, promosso dall’associazione Amici della Natura T.A.R.C., che il 18 luglio ha animato gli spazi storici di Villa Genovesi a Sant’Alessio Siculo, sulla costa ionica messinese.

La manifestazione, ideata e organizzata sotto la guida della presidente Melina Scarcella, con la conduzione di Natale Munaò, ha riunito autori provenienti da diverse regioni italiane, amministratori, artisti, musicisti e rappresentanti del mondo culturale. La giuria, composta da Mariella Musso, Cettina Costa, Anna Lo Gerfo e Giovanni Albano ha valutato le numerose opere arrivate nelle sezioni dedicate alla poesia in lingua italiana e al vernacolo.

Una serata in cui i versi hanno dialogato con il territorio, con le sue ferite e con la sua capacità di custodire storie. La T.A.R.C., acronimo di Territorio, Ambiente, Ricreativo e Culturale, ha confermato attraverso il Festival una vocazione nata molti anni fa: già nel 2009 l’associazione aveva promosso a Pagliara il concorso “PoesiArte”, dedicato al rapporto tra arte, natura e paesaggio della riviera ionica. Nel 2025 il progetto ha assunto la nuova denominazione di Festival dello Jonio di Poesia, inaugurando una formula nazionale che ha raccolto oltre cento opere nella prima edizione ospitata all’Antica Filanda di Roccalumera.
Villa Genovesi, un luogo simbolo della cultura ionica
La scelta della sede ha aggiunto valore alla manifestazione. Villa Genovesi, conosciuta anche come “Villa del Gallo” per il piccolo manufatto in ferro posto sulla torre circolare, rappresenta uno dei luoghi più significativi di Sant’Alessio Siculo. Costruita tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento per volontà del medico Francesco Genovesi, dopo un periodo di abbandono è stata recuperata dal Comune e restituita alla comunità come spazio culturale.
Oggi ospita la biblioteca, testimonianze legate alla storia marittima locale e iniziative pubbliche, diventando una cornice ideale per una manifestazione dedicata alla parola e alla memoria.
La cultura dopo la tempesta: il territorio racconta la resilienza
Durante la serata sono intervenuti rappresentanti delle istituzioni locali. L’amministrazione comunale di Sant’Alessio Siculo ha ricordato il valore del recupero degli spazi pubblici, mentre il sindaco di Furci Siculo e presidente dell’Unione dei Comuni delle Valli Joniche dei Peloritani, Matteo Francilia, ha evidenziato il ruolo della cultura come strumento di sviluppo e coesione territoriale.
Il suo intervento ha richiamato anche le conseguenze del ciclone Harry, che nel gennaio 2026 ha colpito la Sicilia orientale provocando danni alle infrastrutture, ai litorali e alle attività economiche. La memoria dell’evento naturale è stata collegata alla necessità di una maggiore tutela ambientale e a una nuova consapevolezza del rapporto tra uomo e territorio.
Proprio in questa prospettiva è stato annunciato il progetto “L’arte di Harry”, previsto per il 29 luglio a Furci Siculo: un museo all’aperto con sculture, installazioni e fotografie per trasformare il ricordo della calamità in un messaggio di rispetto della natura e di ricostruzione collettiva.
Paola Maccioni vince la sezione italiana con “Spartito per poesia”
Il primo premio della sezione poesia in lingua italiana è stato assegnato a Paola Maccioni, di Parma, con “Spartito per poesia”. Il componimento costruisce il proprio ritmo attraverso una progressione musicale, dal “pianissimo” al “fortissimo”, trasformando la dimensione intima della notte in un drammatico confronto con il rumore delle guerre contemporanee.
Bombe, droni, violenze e sofferenze attraversano i versi fino al ritorno del silenzio, inteso non come assenza, ma come possibilità di recuperare l’umanità perduta.
La proclamazione è stata affidata attraverso un messaggio registrato a Claudia Ruggeri, componente della giuria. La vincitrice, impossibilitata a raggiungere la Sicilia per motivi di salute, è intervenuta telefonicamente leggendo personalmente la propria opera.
Il secondo premio è andato a Mario Longo con “Lo Stretto delle fate e dei mostri”, una poesia nella quale lo Stretto di Messina diventa organismo vivo, attraversato da vento, correnti e suggestioni mitologiche. Il premio della giuria è stato assegnato a Giuseppa Turiano per “Nostalgia”, mentre il premio della critica è stato conferito a Maria Carcione per “La valle delle viole”. Riconoscimento anche a Claudia Rigano per “Grazie mamma”.
Giuseppe “Pippo” Spadaro premiato per il racconto poetico di Harry
Nella sezione vernacolo il primo premio è stato assegnato a Giuseppe “Pippo” Spadaro, autore di una poesia dedicata al passaggio del ciclone Harry.
Attraverso il dialetto, Spadaro ha raccontato l’attesa della tempesta, il mare in trasformazione, gli alberi abbattuti, le strade sommerse e la devastazione dei lungomari, ma anche la risposta della comunità: cittadini, giovani e anziani impegnati a liberare strade e abitazioni prima ancora dell’arrivo degli interventi istituzionali.
Un testo che unisce memoria e responsabilità, ricordando come la ricostruzione non possa prescindere dalla prevenzione e dalla difesa del territorio.
Il secondo premio è stato attribuito a Salvatore Gazzara con “L’ultimo pezzo di strada”, ritratto poetico di un anziano senza dimora capace di conservare dignità nella difficoltà. Il terzo premio è andato ad Angela Bono, mentre il premio della critica è stato assegnato ad Attilio Andriolo per “Canto d’amore”. Il riconoscimento alla fedeltà poetica è stato conferito a Domenico Orifici per “L’omu la natura e lu progressu”.
Versi dedicati alla donna, alla fragilità e alla speranza
Numerose opere hanno affrontato temi sociali: la violenza contro le donne, la solitudine, la vecchiaia, la povertà, la maternità, l’emigrazione e il rapporto con la natura.
Tra i contributi più significativi, la poesia di Carmelo Trimarchi dedicata alla donna vittima di violenza ha richiamato l’importanza dell’educazione al rispetto e alla libertà. Altri autori hanno raccontato il tempo che passa, l’assenza amorosa, il bisogno di solidarietà e la ricerca di una luce dopo il dolore.
Arte e musica completano il Festival
Un riconoscimento speciale è stato consegnato all’artista giapponese Asako Ishiki, attraverso Cristina Ponzio, per il legame instaurato con il territorio della Valle d’Agrò e per l’opera autobiografica “Fioriscono luci nelle pietre”.
Le immagini dell’artista Licinio Fazio, dedicate ai simboli della riviera ionica, hanno accompagnato alcuni premi trasformando attestati e targhe in elementi artistici legati al paesaggio.
La serata è stata arricchita dall’inno dell’associazione interpretato da Guido Vittorino, dalle danze orientali di Simona Ruggeri e dalle esecuzioni musicali del duo formato da Gesuele Sciacca e Daniela Greco. Attraverso la musica sono state proposte anche pagine celebri come L’infinito di Giacomo Leopardi e Bambini e bambole di Gianni Rodari.
Presente anche la Croce Rossa Italiana, insieme alle associazioni e ai sostenitori che hanno collaborato alla riuscita dell’iniziativa.
Una giuria tra cultura, scuola, impresa e medicina
La commissione giudicatrice del Festival dello Jonio di Poesia ha riunito professionalità diverse, accomunate dalla passione per la cultura, la scrittura e la valorizzazione del territorio.
Ne hanno fatto parte Mariella Musso, vicedirettrice di Mediterranea24, giornalista pubblicista, docente di Musica e Sostegno nella scuola pubblica e docente a contratto presso l’Università degli Studi di Palermo. Laureata in Psicologia comportamentale e cognitiva applicata e con formazione accademica in ambito musicale, è coreografa, insegnante di danza e autrice del romanzo Ghost Love – Tra noi niente eppure tutto. Ha collaborato come corrispondente televisiva per Futura Production occupandosi di Messina e della Costa Ionica.
Cettina Costa, originaria di Taormina, è docente di Lingua e Letteratura italiana nelle scuole secondarie superiori. Appassionata di narrativa e poesia, è autrice di cinque romanzi, alcuni dei quali premiati in concorsi letterari nazionali e internazionali. La sua ultima opera, Raccontami una storia, prof! (CTL Editore, 2025), conferma il suo percorso nella narrativa contemporanea. Ha pubblicato inoltre poesie nell’antologia bilingue Tales and Poems ed è vicepresidente della FIDAPA BPW Italy – sezione Giardini Naxos.
Anna Lo Gerfo, nata a Taormina, è imprenditrice alberghiera e gestisce insieme al marito Carlo Capuana l’Hotel Bel Soggiorno di Taormina. Cresciuta nel mondo dell’ospitalità, ha sviluppato una particolare competenza nelle strategie di marketing turistico e revenue management. È segretaria della FIDAPA BPW Italy – sezione Giardini Naxos per il biennio 2025-2027 ed è socia del Lions Club International di Taormina.
Giovanni Albano, medico di professione, affianca all’attività clinica un’intensa produzione letteraria. Autore di sillogi poetiche, saggi di letteratura e due romanzi, è presente in numerose antologie e nell’Enciclopedia degli Autori Siciliani. Giornalista pubblicista, collabora con diverse testate culturali tra cui Moleskine, Eolie News e la rivista La Serpe dell’Associazione Medici Scrittori Italiani, di cui è socio attivo. È inoltre componente del direttivo ASAS.
Claudia Ruggeri, madrina della manifestazione, nota al grande pubblico come “Miss Claudia” del quiz televisivo Avanti un Altro! di Canale 5, dove per quindici edizioni ha affiancato Paolo Bonolis. Volto televisivo, modella e presentatrice, ha iniziato giovanissima la carriera nel mondo dello spettacolo collaborando anche con Piero Chiambretti. Laureata in Psicologia. Impossibilitata a essere presente per impegni di lavoro, si è collegata in videocollegamento con Villa Genovesi per proclamare la vincitrice della sezione di poesia in lingua italiana.
La poesia come memoria e responsabilità
Il Festival dello Jonio di Poesia ha confermato il valore della parola come strumento capace di custodire ciò che rischia di essere dimenticato.
I versi hanno raccontato il mare nella sua doppia natura: bellezza e forza incontrollabile; hanno dato voce alla fragilità umana e alle ferite sociali; hanno trasformato il dolore in consapevolezza.
A Sant’Alessio Siculo la poesia non è stata soltanto celebrazione letteraria, ma testimonianza collettiva: un modo per ricordare, interrogarsi e costruire una nuova responsabilità verso il futuro.
Mariella Musso©Tutti i diritti riservati
https://www.youtube.com/watch?v=8d9nDewgqGs
Vice direttrice di Mediterranea24, giornalista pubblicista. Docente di Musica e di Sostegno nella scuola pubblica e docente a contratto presso l’Università degli Studi di Palermo per la formazione degli insegnanti specializzandi sul sostegno. Laureata in Psicologia Comportamentale e Cognitiva Applicata, con una solida formazione accademica in ambito musicale e tecnologico. Coreografa e professionista della danza, ha maturato una lunga esperienza nella didattica artistica e coreutica. Ha lavorato come corrispondente e giornalista televisiva per la TV regionale, curando servizi e approfondimenti per Futura Production su Messina e la Costa Ionica. Scrittrice, è autrice del romanzo contemporaneo Ghost Love – Tra noi niente eppure tutto. Si occupa di cultura, educazione, inclusione e territorio.









