Sant’Alessio Siculo. Stop ai mezzi pesanti sul lungomare: dopo le polemiche si passa ai controlli

L’ordinanza vieta il transito ai veicoli oltre 3,5 tonnellate sul lungomare fino al 13 settembre. Il provvedimento arriva dopo le proteste per i camion del raddoppio ferroviario e dopo lo scontro tra il sindaco e la CGIL

Sintesi

La vicenda nasce dal passaggio dei mezzi pesanti collegati ai cantieri del raddoppio ferroviario Giampilieri-Fiumefreddo lungo la riviera ionica messinese. Nei giorni precedenti all’ordinanza, un episodio sul lungomare di Sant’Alessio Siculo ha riacceso le proteste e le parole del sindaco Domenico Aliberti contro gli autisti hanno provocato la replica della CGIL comprensoriale. Il 14 luglio 2026 il responsabile dell’Area di Vigilanza ha firmato l’ordinanza pubblicata all’albo pretorio, che limita la circolazione dei veicoli con massa superiore a 3,5 tonnellate sulla via Lungomare per ragioni di viabilità e sicurezza pubblica. Il divieto decorre dal 15 luglio al 13 settembre 2026 e prevede deroghe per servizi di emergenza, carico e scarico, servizi pubblici essenziali, manifestazioni autorizzate e operazioni straordinarie. La misura sposta la questione dal terreno delle invettive pubbliche a quello degli atti amministrativi, dei controlli e delle responsabilità concrete.

Articolo

L’ordinanza di vigilanza n. 30 del 14 luglio 2026 del Comune di Sant’Alessio Siculo (comune turistico-balneare sulla costa ionica della Città metropolitana di Messina) è il provvedimento con cui l’Amministrazione ha deciso di vietare, per il periodo estivo, il transito sulla via Lungomare ai veicoli con massa a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate. Non si tratta di un atto isolato, ma dell’ultimo passaggio di una vicenda che da mesi riguarda il traffico dei mezzi pesanti impiegati nei lavori del raddoppio ferroviario Messina-Catania, in particolare lungo la tratta Giampilieri-Fiumefreddo. L’albo pretorio indica che l’atto è stato pubblicato il 13 luglio 2026, con fine pubblicazione al 28 luglio 2026, repertorio 2026000757, e lo qualifica come ordinanza dei responsabili dei servizi, richiesta dall’Area Vigilanza.

L’origine della vicenda va ricercata nel rapporto, sempre più delicato, tra grande opera ferroviaria, viabilità locale e stagione turistica. Il raddoppio Giampilieri-Fiumefreddo è parte dell’itinerario Palermo-Catania-Messina e RFI (Rete Ferroviaria Italiana) lo descrive come uno degli interventi più impegnativi della direttrice, con 42 km di raddoppio, investimento di circa 2,3 miliardi di euro anche con fondi PNRR, aumento della capacità della linea e riduzione prevista di 30 minuti dei tempi tra Messina e Catania. La stessa opera rientra nel corridoio TEN-T (Trans-European Transport Network, rete transeuropea dei trasporti) Scandinavia-Mediterraneo.

Il problema locale, però, nasce dagli effetti collaterali del cantiere sui centri abitati della riviera. Webuild (gruppo industriale impegnato nella realizzazione di infrastrutture) ha aggiornato il 5 giugno 2026 sul completamento della galleria Scaletta e sull’avvio dello scavo della galleria Letojanni, confermando che il Lotto 2 Letojanni-Giampilieri sviluppa oltre 28 km di nuovo tracciato a doppio binario e che l’asse complessivo Giampilieri-Fiumefreddo coinvolge 16 comuni. È dentro questa pressione infrastrutturale che si colloca la protesta per il passaggio dei camion, soprattutto quando i mezzi attraversano strade urbane, lungomari, tratti turistici e zone frequentate da pedoni, famiglie, bambini e anziani.

La cronologia più recente parte dalle proteste pubbliche dei giorni precedenti l’ordinanza. Il 12 luglio 2026, un camion arrivato dalla Statale 114 avrebbe imboccato il lungomare lato sud e percorso circa 200 m in direzione Catania, trovandosi poi costretto a tornare indietro in retromarcia. In quella circostanza Domenico Aliberti sindaco di Sant’Alessio Siculo (eletto il 12 giugno 2022 e collegato alla lista civica “Uniamo Sant’Alessio”) ha però usato espressioni pesanti verso gli autisti, tra cui “pseudo camionisti”, contestando anche velocità e transiti sulla litoranea.

Quelle frasi hanno aperto un secondo fronte, non più soltanto viario ma anche sociale e sindacale. Andrea Miano, coordinatore CGIL per la zona Jonica messinese, ha criticato l’attacco agli autisti, sostenendo che non si può colpire in modo scomposto chi lavora nel cantiere e che la viabilità e i controlli competono alle Amministrazioni, non ai conducenti. Il sindacalista ha ammesso che un errore dell’autista può esserci stato, ma ha distinto l’eventuale violazione dalla dignità del lavoratore e ha annunciato l’intenzione di portare le istanze del Comune al tavolo con le imprese costruttrici.

Proprio per questo l’ordinanza assume un significato politico e amministrativo preciso: se vi sono pericoli, transiti non compatibili, manovre rischiose o violazioni di prescrizioni, la risposta corretta non è l’invettiva pubblica né la propaganda televisiva, ma l’adozione di atti chiari, l’apposizione della segnaletica, la presenza della Polizia municipale e la contestazione dei verbali. L’atto firmato dal responsabile dell’Area di Vigilanza Salvatore D’Agata (ispettore capo e responsabile del settore comunale competente) richiama la vocazione turistica del paese, l’aumento estivo dei pedoni, la presenza di parchi giochi e aree fitness sul lungomare, il transito dei mezzi pesanti del raddoppio ferroviario e la difficoltà di scambio tra veicoli in alcuni tratti della strada per via delle auto in sosta.

Nel merito, l’ordinanza vieta dal 15 luglio 2026 al 13 settembre 2026 il transito su tutta la via Lungomare ai veicoli con massa a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate. Le deroghe riguardano i veicoli di Polizia, antincendio e pronto soccorso; i mezzi per carico e scarico presso attività commerciali, produttive o ricettive con accesso diretto dal lungomare; i veicoli impiegati in servizi pubblici o municipali essenziali come raccolta rifiuti, spurghi e disinfestazione; i mezzi per montaggio o smontaggio di strutture per eventi autorizzati; i veicoli destinati a traslochi o operazioni straordinarie, previa richiesta motivata almeno 48 ore prima al Comando di Polizia municipale. L’atto dispone inoltre che l’efficacia scatti con la segnaletica orizzontale e verticale, che gli agenti della Polizia municipale e le altre Forze di polizia siano incaricati dell’esecuzione e che i trasgressori siano sanzionati ai sensi dell’articolo 7 del Codice della strada.

Le basi normative richiamate non sono decorative. L’ordinanza cita gli articoli 5, 6, 7, 37 e 38 del Codice della strada, il D.P.R. (Decreto del Presidente della Repubblica) n. 495 del 1992, cioè il regolamento di esecuzione e attuazione del Codice della strada, l’articolo 107 del TUEL (Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali), la L.R. (Legge regionale) n. 23 del 1998 e l’O.A.EE.LL. (Ordinamento amministrativo degli enti locali) vigente in Sicilia. L’articolo 107 del TUEL è rilevante perché distingue l’indirizzo politico dagli atti di gestione, attribuendo ai dirigenti e responsabili la direzione degli uffici, l’adozione degli atti amministrativi e la responsabilità della correttezza, efficienza e risultato della gestione.

La giurisprudenza amministrativa conferma che i Comuni possono limitare la circolazione quando vi sono esigenze ragionevoli di sicurezza e tutela di specifici contesti urbani. Il Consiglio di Stato, in un focus del 15 aprile 2025, ha ritenuto legittima un’ordinanza comunale che vieti transito e sosta ad autocaravan e autocarri oltre 3,5 tonnellate in determinati tratti, valorizzando le dimensioni dei mezzi, il rischio di ostacolo alla circolazione e la necessità di garantire anche l’accesso dei soccorsi. Un altro orientamento del 7 gennaio 2025 ha ricordato che i provvedimenti limitativi della circolazione e delle zone a traffico limitato sono caratterizzati da ampia discrezionalità amministrativa, sindacabile dal Giudice soprattutto in caso di vizi procedurali o manifesta irragionevolezza.

Il punto politico, dunque, non è negare il diritto del Comune a vietare i mezzi pesanti sul lungomare, poiché la misura appare coerente con una finalità di sicurezza pubblica, tutela dei pedoni, protezione della stagione balneare e disciplina del traffico. Il punto è che l’ordinanza arriva dopo una polemica verbale che ha colpito una categoria di lavoratori, mentre un’Amministrazione avrebbe dovuto muoversi prima e meglio nelle sedi tecniche: tavolo con imprese, RFI, Prefettura, Polizia stradale e Comuni limitrofi; verifica dei percorsi di cantiere; presidio della Municipale negli orari critici; segnaletica tempestiva; verbali documentati in caso di violazione; richieste di ristoro se il manto stradale o le reti comunali risultano danneggiati dal traffico di cantiere. In altre parole, il problema non si risolve insultando gli autisti, ma distinguendo le responsabilità di chi guida, di chi organizza i trasporti, di chi autorizza i percorsi e di chi deve controllare.

L’atto amministrativo, se applicato con continuità, può quindi rappresentare un passaggio utile, ma soltanto a condizione che non resti un foglio pubblicato all’albo. Affinché sia efficace servono pattugliamenti, segnaletica ben visibile, autorizzazioni in deroga tracciabili, controlli sui mezzi in transito, comunicazioni formali alle imprese del cantiere e una relazione periodica sui verbali elevati. Se invece il divieto venisse usato solo come risposta simbolica dopo le polemiche, il rischio sarebbe quello di scaricare ancora una volta su singoli lavoratori una questione che riguarda programmazione, vigilanza e coordinamento istituzionale.