Via libera parziale del MASE sugli svincoli temporanei A18 di Taormina, Sant’Alessio Siculo e Nizza di Sicilia

Il parere interlocutorio dell’Osservatorio ambientale nell’aprile 2026 evidenzia per gli svincoli temporanei lacune su mitigazioni e impatti

Sintesi

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) concede un assenso parziale con riserva agli svincoli temporanei A18 di Taormina, Sant’Alessio Siculo e Nizza di Sicilia, rilevando criticità tecniche e ambientali ancora irrisolte. Il parere dell’Osservatorio ambientale di aprile 2026 evidenzia carenze nelle misure di mitigazione acustica, idraulica e paesaggistica. Il progetto del raddoppio ferroviario Giampilieri-Fiumefreddo prosegue ma con tempistiche a rischio. La procedura resta conforme al decreto legislativo 152/2006 e alle corsie accelerate del PNRR. Le decisioni della Giustizia amministrativa confermano la prevalenza della tutela paesaggistica su alcune opere. Le Amministrazioni locali sostengono l’intervento ma temono ritardi operativi.

Articolo

Il via libera con condizioni restrittive concesso dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica rappresenta un avanzamento solo parziale per gli svincoli provvisori sull’autostrada A18 nelle aree di Taormina, Sant’Alessio Siculo e Nizza di Sicilia, opere funzionali al raddoppio ferroviario della tratta Giampilieri-Fiumefreddo lungo la direttrice Catania-Messina ferroviaria. Il pronunciamento più recente dell’Osservatorio ambientale, datato aprile 2026, pur non bloccando l’intervento, evidenzia una serie di criticità tecniche e ambientali che impongono integrazioni documentali e verifiche supplementari, incidendo in modo concreto sul rispetto del cronoprogramma.

L’iter amministrativo prende avvio nel 2020 con il decreto n. 145 del 22/07/2020 del MASE (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica), che rilascia una VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) positiva ma subordinata a prescrizioni vincolanti. Nel marzo 2024 Rete Ferroviaria Italiana deposita una documentazione preliminare ai sensi dell’articolo 6 del Decreto Legislativo 152/2006, evidenziando la necessità di ulteriori verifiche sugli impatti legati a rumore, qualità dell’aria e incremento del traffico nei pressi dei ricettori sensibili. Il 13/12/2024 viene quindi formalmente avviata la procedura di VIA accelerata nell’ambito del PNIEC e del PNRR.

Il 23/10/2025 il decreto MASE n. 628 esprime giudizio favorevole di compatibilità ambientale per tre svincoli, imponendo circa 38 prescrizioni tecniche, mentre respinge l’intervento previsto nel territorio di Itala per rilevanti impatti paesaggistici. La decisione viene contestata dai Comuni interessati, itala e Scaletta Zanclea, ma il Tribunale Amministrativo Regionale di Catania, con sentenza n. 166/2026, conferma la legittimità dell’operato della Soprintendenza, sancendo la priorità della salvaguardia del paesaggio rispetto alle esigenze infrastrutturali temporanee.

Tra dicembre 2025 e febbraio 2026 si sviluppa la fase di verifica di ottemperanza alle prescrizioni imposte dal decreto, con Rete Ferroviaria Italiana che trasmette elaborati tecnici dettagliati comprendenti studi idraulici, analisi paesaggistiche, mappe di sensibilità ecologica e piani di monitoraggio ambientale, oltre alla convenzione con il Consorzio Autostrade Siciliane. Nello stesso periodo vengono avviate le procedure di acquisizione delle aree nei territori di Sant’Alessio Siculo e Nizza di Sicilia, segnando un avanzamento operativo.

Nel febbraio 2026 il Commissario straordinario dell’opera sollecita un’accelerazione delle verifiche, sottolineando l’urgenza di rispettare le scadenze imposte dal PNRR, che finanzia un intervento dal valore superiore a 2 miliardi di euro. Tuttavia, il parere dell’Osservatorio ambientale reso pubblico il 09/04/2026 introduce un elemento di incertezza, poiché evidenzia che alcune prescrizioni non risultano completamente soddisfatte, in particolare per quanto riguarda le misure di mitigazione acustica, la gestione del rischio idraulico e l’inserimento paesaggistico delle opere temporanee.

Gli svincoli in questione, concepiti come infrastrutture provvisorie con durata stimata di circa 10 anni e successivo ripristino dei luoghi, sono considerati essenziali per deviare il traffico pesante dai centri abitati e dalla SS114 (Strada Statale 114), riducendo l’impatto sulla viabilità locale e sulla fascia costiera ionica, soprattutto durante i periodi di maggiore afflusso turistico. Tuttavia, le criticità emerse rischiano di rallentare la realizzazione delle rampe e, di conseguenza, l’intero intervento ferroviario.

Le Amministrazioni locali, pur mantenendo una posizione generalmente favorevole all’opera per i benefici attesi in termini di decongestionamento e sicurezza stradale, manifestano crescente preoccupazione per i possibili slittamenti dei tempi. Il quadro che emerge è quello di un equilibrio complesso tra esigenze di sviluppo infrastrutturale e obblighi di tutela ambientale, in cui il rispetto rigoroso delle normative, in particolare del Decreto Legislativo 152/2006, si traduce in un percorso autorizzativo articolato e non privo di rallentamenti.