Il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani ha riunito in Prefettura a Messina i sindaci e i vertici istituzionali per verificare lo stato degli interventi in somma urgenza dopo il ciclone Harry del 19 e 21 gennaio, annunciando accelerazioni su lavori e indennizzi e l’attivazione di fondi nazionali ed europei. Il Dipartimento regionale Tecnico e il Genio civile hanno avviato procedure per oltre 4,4 milioni di euro lungo la riviera jonica messinese, mentre i Comuni hanno attivato ulteriori cantieri su viabilità, sottoservizi e lungomari. A Sant’Alessio Siculo, nonostante autorizzazioni regionali, ordinanze comunali, nullaosta dell’Autorità di Bacino e deroghe previste dall’Ordinanza della Protezione civile n. 1180 del 30 gennaio e dal Decreto legislativo 152/2006, il ripascimento della spiaggia quasi interamente erosa non è ancora partito. Il maxi intervento con 520.000 metri cubi di sedimenti provenienti dallo scavo della galleria Taormina per il raddoppio ferroviario Giampilieri-Fiumefreddo, è stato autorizzato il 21 gennaio con prescrizioni ambientali e validità 36 mesi, ma resta in attesa dell’avvio operativo. Il Genio civile ha disposto in via preliminare a Sant’Alessio Siculo, la posa di massi nelle aree più esposte rinviando il riversamento della sabbia, ma residenti e operatori turistici, in assenza del ripascimento, temono ripercussioni sulla stabilità del lungomare e sull’economia balneare del paese. Il video documenta chiaramente il la situazione.

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Dopo le violente mareggiate del 19 e 21 gennaio provocate dal ciclone Harry, il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani ha convocato in Prefettura a Messina un incontro operativo con i sindaci dei territori colpiti per verificare lo stato degli interventi in somma urgenza finanziati dall’amministrazione regionale. Accolto dal prefetto Cosima Di Stani, Schifani era affiancato dal dirigente generale del Dipartimento della Protezione civile Salvo Cocina e dal dirigente generale del Dipartimento regionale Tecnico Duilio Alongi, responsabile del coordinamento delle attività nelle aree interessate dall’evento meteorologico estremo. Presenti i primi cittadini di Messina, Alì Terme, Furci Siculo, Giardini Naxos, Itala, Letojanni, Nizza di Sicilia, Roccalumera, Sant’Alessio Siculo, Santa Teresa di Riva, Scaletta Zanclea e Taormina insieme ai rappresentanti delle forze dell’ordine, dei vigili del fuoco, di Anas (Azienda Nazionale Autonoma delle Strade), di Autostrade Siciliane, di Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) e del Consorzio Messina-Catania Lotto Nord, oltre al segretario dell’Autorità di Bacino Leonardo Santoro.

Al termine del vertice Schifani ha parlato di riunione “operativa e produttiva”, evidenziando il coordinamento tra commissario delegato, soggetto attuatore e amministrazioni locali e assicurando che la Regione è “al fianco delle comunità”. Il presidente ha richiamato l’avvio dei lavori in diversi centri, tra cui Furci Siculo e Santa Teresa di Riva, spiegando che le priorità riguardano la viabilità e le reti dei sottoservizi, vale a dire le infrastrutture interrate come fognature, condotte idriche e linee tecnologiche. Ha inoltre annunciato l’accelerazione sugli indennizzi a cittadini e imprese, ricordando la pubblicazione di due bandi Irfis (Istituto Regionale per il Finanziamento alle Industrie in Sicilia) e l’attesa del decreto della Presidenza del Consiglio per la ridefinizione degli stanziamenti nazionali, con la prospettiva di attivare anche il Fondo di solidarietà dell’Unione europea e la sospensione della direttiva Bolkestein, la normativa europea sulla liberalizzazione dei servizi.

Sul piano tecnico, le prime 6 procedure di somma urgenza, per oltre 4,4 milioni di euro complessivi, sono state gestite direttamente dal Dipartimento regionale Tecnico tramite il Genio civile di Messina e affidate attraverso la piattaforma Tuttogare (sviluppata da Studio Amica, progettata per la gestione digitale delle gare d’appalto della Pubblica Amministrazione). Gli interventi riguardano: Furci Siculo con opere di protezione delle abitazioni, dei sottoservizi e dei tratti di lungomare danneggiati per 674.000 euro; Letojanni con la difesa della condotta fognaria consortile mediante scogliera in massi naturali per 674.000 euro; Nizza di Sicilia con la tutela di case, reti interrate e sede stradale del lungomare Unità d’Italia per 770.000 euro; Sant’Alessio Siculo con opere di salvaguardia della mantellata esistente, delle abitazioni, delle reti tecnologiche e di porzioni di lungomare tra via Musumeci e via Sciascia e in zona Sena al confine con il torrente Agrò per 770.000 euro; Santa Teresa di Riva con due distinti interventi tra piazza Galassiopea e lungomare Giovanni Falcone 75 e tra via Zara e l’area limitrofa a via del Gambero per ulteriori 770.000 euro ciascuno.
Parallelamente, i Comuni hanno attivato procedure autonome come stazioni appaltanti: Furci Siculo ha programmato 6 interventi per circa 1,5 milioni destinati al sistema di raccolta e smaltimento delle acque meteoriche, al ripristino della viabilità sul lungomare Garufi, alla messa in sicurezza delle alberature e alla rimozione dei rifiuti ingombranti; Letojanni ha individuato 7 interventi per 2,3 milioni su opere di sostegno del lungomare, rete viaria e sottoservizi tra via Ciancio e il cimitero, sistema idrico e fognario, protezione delle abitazioni, rimozione di sabbia e detriti, illuminazione pubblica e demolizioni; Taormina sta eseguendo 8 interventi per 1,3 milioni relativi a sede stradale, condotta fognaria, muri di contenimento, illuminazione, alveo del torrente Sirina e accessi al mare; Santa Teresa di Riva ha gestito 3 procedure per 2.050.000 euro finalizzate alla messa in sicurezza di abitazioni e fognatura nei tratti di via Duca Gualtieri, via del Gambero e piazza Stracuzzi.
In questo quadro si inserisce la situazione di Sant’Alessio Siculo, centro costiero tra Messina e Taormina con un’economia sostanzialmente fondata sul turismo balneare. Dal 19 e 21 gennaio l’arenile risulta quasi completamente eroso e le onde si infrangono contro il muro del lungomare come contro la banchina di un porto, suscitando forte apprensione tra residenti, operatori commerciali e proprietari di seconde case. A differenza di altri comuni dove il ripascimento è stato affrontato con immediatezza, nel paese alessese non si registra ancora l’avvio del ripristino della spiaggia, elemento decisivo per la stagione estiva.
Eppure, mentre la tempesta colpiva la costa, l’Assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente ha rilasciato a Rfi l’autorizzazione al maxi ripascimento mediante riversamento in mare dei sedimenti provenienti dallo scavo della galleria Taormina nell’ambito del raddoppio ferroviario Giampilieri-Fiumefreddo. Il decreto, firmato dal dirigente generale del Dipartimento Ambiente Calogero Beringheli il 21 gennaio, conclude un iter avviato anni prima dopo il parere inizialmente non favorevole della Commissione Tecnica Specialistica e la successiva sospensione per approfondimenti tecnici. L’autorizzazione, valida 36 mesi, impone un piano di monitoraggio ambientale in fase di cantiere e a fine lavori e un piano di intervento preventivo contro eventuali sversamenti di idrocarburi durante le operazioni di dragaggio e deposito.
Il progetto aggiornato prevede 520.000 metri cubi di sedimenti, rispetto ai 419.502 metri cubi stimati nel 2022, sulla base di rilievi topo-batimetrici del 2024 che hanno evidenziato un avanzamento della linea di riva nella parte centrale e un arretramento nella zona adiacente al torrente d’Agrò. È previsto un avanzamento minimo di 15 metri della battigia e la realizzazione di 5 pennelli trasversali in massi naturali per intercettare il trasporto solido, oltre a 5 aree filtro destinate a spazi attrezzati e alla regolazione degli accessi. Le società Rocksoil SpA, Proger SpA e Pini Group Srl, incaricate dal Consorzio Messina Catania Lotto Sud, hanno aggiornato le verifiche progettuali rispetto all’elaborato esecutivo del 2022.
A febbraio 2026 il sindaco Domenico Aliberti ha emanato un’ordinanza contingibile e urgente affidando alla C.T.F. Srl di Barcellona Pozzo di Gotto la messa in sicurezza del lungomare, in particolare per 140 metri all’estremità nord colpiti da cedimenti. È stato richiesto all’Autorità di Bacino il prelievo di almeno 10.000 metri cubi di sabbia dalla foce del torrente Agrò per realizzare una pista temporanea in mare funzionale alla riparazione della barriera radente. Il nulla osta idraulico è stato rilasciato 48 ore dopo dal dirigente del Servizio 7 del Demanio idrico-fluviale di Messina, Rosario Celi, con riferimento anche alle deroghe previste dall’Ordinanza della Protezione civile n. 1180 del 30 gennaio e all’articolo 109 del Decreto legislativo 152/2006, il Codice dell’Ambiente che disciplina l’immersione in mare dei materiali.
Successivamente, tuttavia, l’iter ha subito un nuovo rallentamento poiché il Genio civile, dopo sopralluogo e perizia di somma urgenza, ha comunicato la priorità della posa di massi nelle aree maggiormente esposte, tra via Domenico Costa e l’estremità nord del lungomare, rinviando di fatto il riversamento della sabbia e quindi il ripascimento vero e proprio.
Appare pertanto incomprensibile come negli altri comuni il ripascimento della spiaggia sia divenuto un intervento di immediata soluzione, soprattutto dopo il passaggio del ciclone Harry che ha disintegrato vaste porzioni di arenile, mentre a Sant’Alessio Siculo, dove la situazione è drammatica e sotto gli occhi di tutti, tale aspetto continui a rimanere irrisolto. Nel frattempo, amministratori di Maggioranza e Opposizione, esponenti politici locali e rappresentanti del territorio, tra cui il sindaco Domenico Aliberti, il vicesindaco Giovanni Foti, la capogruppo consiliare della Minoranza di SudchiamaNord Tina Cannavò e figure del Partito Democratico come Franco Santoro, sollecitano con urgenza un intervento parallelo che combini il consolidamento della barriera soffolta con la ricostituzione dell’arenile, sottolineando che senza spiaggia la stabilità degli immobili a ridosso del lungomare e la stessa sopravvivenza economica del paese rischiano di essere gravemente compromesse. I marosi continuano a infrangersi direttamente contro il muro del lungomare come fosse una banchina portuale, rischiando prima o poi di penetrare nel sottosuolo e minacciare le fondamenta degli edifici prospicienti, mentre l’assenza della spiaggia mette in crisi l’intera economia locale.
Altrettanto preoccupate alcune persone del luogo con le quali ci siamo trovati a parlare mentre giravamo il video, quali Carmelo A., Lucio C., Gianni L., Giovanni O. e altri.
Il video documenta chiaramente la situazione. Le prime immagini mostrano il paese sulla costa jonica messinese e la spiaggia così come appariva il 30 luglio 2025, insieme alla barriera soffolta completata. Seguono poi le riprese attuali, girate stamani, che rivelano una spiaggia quasi totalmente disintegrata dal ciclone Harry, con l’acqua del mare che si infrange ormai sul muro del lungomare. Singolare quanto emerge nella parte finale del video: buona parte della spiaggia sotto il promontorio è rimasta miracolosamente integra, mentre nel resto del paese l’arenile è scomparso, nonostante la barriera soffolta sia posizionata lungo tutta la lunghezza del litorale. Un’anomalia che meriterebbe un’indagine approfondita e una chiara spiegazione da parte di esperti del settore.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









