In Sicilia il gasolio servito arriva a 2,519 euro. Spezia-Parma 2,499 per la benzina servita e 2,629 gasolio

Lo sconto fiscale scade il 26 agosto. Le medie ufficiali del 24 agosto sono rimaste più basse, pur su valori eccezionali. Il protrarsi di Hormuz è l'incognita

Sintesi

Il gasolio ha raggiunto 2,131 euro al litro sulla rete stradale nazionale e 2,204 in autostrada, mentre il decreto pubblicato il 24 agosto ha mantenuto lo sconto fiscale soltanto per il 25 e 26 agosto. La riduzione dell’accisa è in realtà di 14 centesimi al litro e diventa circa 17,1 centesimi sul prezzo finale con la minore IVA. Dal 27 agosto, salvo novità, il beneficio finisce se non arriva un altro provvedimento.

In Sicilia il gasolio in modalità autonoma è arrivato in media a 2,148 euro fuori dalle autostrade. L’elaborazione delle 23 quotazioni autostradali siciliane presenti nei dati MIMIT ha restituito una media di 2,200 euro, con 2,269 a Olivarella Sud e fino a 2,519 euro in modalità servita in 3 aree. Un pieno da 50 litri può costare da 107,40 euro sulla media regionale a 125,95 euro negli impianti più cari individuati.

La proroga di 2 giorni è costata 20,8 milioni di euro, finanziati con il maggiore gettito IVA di luglio. Il precedente decreto di agosto ha impegnato 232,3 milioni, non 245, comprendendo 190,2 milioni per il taglio fiscale e 42,1 milioni per l’autotrasporto. Le coperture finora trovate consentono interventi brevi e non uno sconto permanente.

La Commissione europea nel frattempo non ha vietato una tassa nazionale sugli extraprofitti: non ha proposto un prelievo comune e ha lasciato l’iniziativa agli Stati membri. Le forze politiche italiane sono rimaste divise, mentre la Corte costituzionale ha già riconosciuto che un contributo straordinario può esistere se la base imponibile è costruita in modo ragionevole. L’ostacolo è politico, tecnico e finanziario, non un divieto europeo generale.

La Sicilia ha stanziato 30 milioni di euro per autotrasporto, agricoltura e pesca, ma si tratta di aiuti alle imprese e non di uno sconto per tutti alla pompa. Intanto il debito pubblico italiano ha raggiunto 3.207,247 miliardi a giugno, dato che riduce gli spazi di bilancio senza indicare di per sé un rischio imminente di insolvenza. In termini semplici, famiglie e automobilisti siciliani restano esposti ai rincari anche se sono previsti sostegni per alcuni settori produttivi.

Articolo

I prezzi nell’Isola

La fotografia più aggiornata è quella pubblicata il 24 agosto dal MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy, espressione che significa “prodotto in Italia”, dicastero competente anche per l’Osservatorio sui prezzi dei carburanti). In Sicilia il gasolio in modalità self-service (rifornimento autonomo) ha raggiunto 2,148 euro al litro sulla rete ordinaria, contro 2,131 euro della media nazionale. La benzina si è attestata a 2,021 euro nell’Isola e a 2,010 in Italia. Le medie regionali escludono le autostrade e comprendono soltanto i prezzi comunicati dai gestori, in vigore alle 8 e aggiornati negli 8 giorni precedenti: sono quindi uno strumento di confronto, non una rilevazione istantanea alla pompa.

Il MIMIT pubblica soltanto la media nazionale delle autostrade: 2,204 euro per il gasolio e 2,088 per la benzina. Non indica una media specifica per la Sicilia. Per ricavarla sono stati esaminati i 23 prezzi disponibili per gli impianti autostradali siciliani al 23 agosto. Il risultato è 2,200 euro al litro, ma si tratta di un calcolo effettuato sui dati ministeriali e non di una media ufficiale del MIMIT.

Il valore autonomo più alto individuato è stato 2,269 euro a Olivarella Sud, nell’area di Milazzo (Comune tirrenico della Città metropolitana di Messina). Sono seguiti 2,249 euro a Divieto Nord, presso Villafranca Tirrena (Comune tirrenico della Città metropolitana di Messina), e 2,248 a Sacchitello Sud, nel territorio di Enna. Nella modalità servita il gasolio è arrivato a 2,519 euro a Olivarella Sud, Santa Teresa di Riva Est, presso Santa Teresa di Riva (Comune costiero ionico della Città metropolitana di Messina), e nell’area denominata Calatabiano Ovest, censita dal MIMIT nel territorio di Taormina. Divieto Sud ha comunicato 2,489 euro.

Il conto per chi viaggia

Con la media siciliana di 2,148 euro, 50 litri di gasolio costano 107,40 euro, cioè 85 centesimi più della media nazionale sulla rete ordinaria. La media ricavata per le autostrade dell’Isola porta lo stesso pieno a circa 110 euro. Dove il servito è stato comunicato a 2,519 euro, la spesa sale a 125,95 euro. Negli impianti di Santa Teresa di Riva Est e Calatabiano Ovest, dove il prezzo autonomo è risultato 2,239 euro, scegliere il servizio dell’addetto aggiunge 14 euro su 50 litri.

Queste differenze spiegano perché un singolo cartello non possa essere trasformato in una media. I valori segnalati il 23 agosto dall’ANSA (Agenzia nazionale stampa associata, agenzia di stampa italiana) su un impianto dell’autostrada A15 della Cisa, che collega La Spezia (in Liguria) a Parma (in Emilia-Romagna), hanno documentato un caso estremo e non il livello nazionale: 2,499 euro per la benzina servita; 2,629 per il gasolio; 2,879 per la qualità speciale. Le medie ufficiali del 24 agosto sono rimaste più basse, pur su valori eccezionali.

Lo sconto reale e la scadenza

Il decreto del 20 agosto 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 195 del 24 agosto, ha fissato per il 25 e 26 agosto l’accisa (imposta calcolata sulla quantità di carburante) sul gasolio a 532,90 euro per 1.000 litri. L’aliquota (misura dell’imposta) ordinaria è 672,90 euro: la differenza è dunque 140 euro per 1.000 litri, pari a 14 centesimi al litro. Poiché l’imposta sul valore aggiunto (IVA) del 22% si applica anche sull’accisa, l’effetto teorico sul prezzo finale raggiunge 17,08 centesimi, purché la riduzione venga trasferita integralmente al consumatore.

Giancarlo Giorgetti (ministro dell’Economia e delle finanze, Lega, partito di centrodestra) e Gilberto Pichetto Fratin (ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Forza Italia, partito di centrodestra) hanno utilizzato il meccanismo dell’accisa mobile previsto dalla legge n. 244 del 24 dicembre 2007, finanziaria per il 2008, e dal Testo unico delle accise (TUA). Il sistema permette di compensare con una minore accisa il maggiore gettito IVA prodotto dall’aumento del petrolio, ma non agisce automaticamente: occorrono la quantificazione dell’entrata aggiuntiva e un decreto. Per i 2 giorni sono stati impiegati 20,8 milioni di euro incassati in più a luglio.

Secondo l’ANSA, Pichetto Fratin ha dichiarato che il Governo avrebbe valutato i passi successivi anche in base all’evoluzione dello Stretto di Hormuz (passaggio marittimo tra l’Iran e l’Oman, Stati dell’Asia occidentale, che collega il Golfo Persico al Mar Arabico) e ha precisato che non era stato convocato un Consiglio dei ministri straordinario (riunione collegiale del Governo). A Radiocor (agenzia di stampa economico-finanziaria) ha inoltre stimato in circa 1 miliardo di euro al mese il costo di una proroga generalizzata. Il dato non va confuso con il provvedimento ora in vigore: il decreto per il solo gasolio in atto è costato 10,4 milioni al giorno, equivalenti a circa 312 milioni in 30 giorni se il consumo restasse uniforme.

La sequenza dei provvedimenti

Dopo gli interventi adottati dalla primavera, il 27 luglio un decreto interministeriale ha coperto il 28 e 29 luglio con 20,5 milioni di maggiore IVA di giugno. Il decreto-legge n. 133 del 27 luglio ha proseguito la riduzione dal 30 luglio al 6 agosto. Il decreto-legge n. 139 del 5 agosto l’ha estesa dal 7 al 24 agosto e successivamente al 26, insieme agli interventi per i carburanti rinnovabili ammessi e per l’autotrasporto. Il testo del decreto n. 139 ha quantificato 190,2 milioni di minori entrate per il taglio fiscale e 42,1 milioni per l’estensione del credito all’autotrasporto: in totale 232,3 milioni nel 2026. La copertura è arrivata da 95,57 milioni di riduzioni distribuite tra i ministeri e da 136,73 milioni sottratti al fondo speciale in conto capitale (riserva di bilancio destinata agli investimenti)..

Il “primato” non è un confronto omogeneo

Il Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori) ha definito 2,204 euro un nuovo primato, perché supera i 2,154 euro raggiunti dal gasolio nella settimana del 14 marzo 2022. Il dato storico è confermato dalla serie settimanale del Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica (MASE, dicastero competente per energia e sicurezza degli approvvigionamenti). Il confronto, però, accosta 2 perimetri diversi: la cifra del 2026 è una media giornaliera del solo rifornimento autonomo in autostrada, mentre quella del 2022 è una media settimanale nazionale dell’intera rete.

Le previsioni del Codacons sono di oltre 2,30 euro sulla rete ordinaria e 2,37 in autostrada dal 27 agosto senza interventi. Si tratta comunque di stime dell’associazione e non prezzi già osservati. Massimiliano Dona (presidente dell’Unione nazionale consumatori, organizzazione di tutela degli utenti) ha definito la proroga di 2 giorni “una vergogna” e ha chiesto un intervento più ampio.

La Commissione europea non ha vietato il prelievo nazionale

Intanto la Commissione europea (organo esecutivo dell’Unione europea, UE) non sta preparando una tassa comune sugli extraprofitti richiesta da Italia, Germania, Austria, Portogallo, Spagna e Polonia. Questo è il rifiuto dell’istituzione europea. Non è invece arrivato un divieto per i singoli Paesi. La comunicazione AccelerateEU del 22 aprile e il chiarimento aggiornato della Commissione hanno riconosciuto espressamente agli Stati la facoltà di tassare gli extraprofitti nel rispetto del diritto europeo, con misure mirate e temporanee, sottoposte alla verifica degli effetti sul mercato unico.

Nel confronto politico del 24 agosto, Elly Schlein (segretaria del Partito democratico, PD, partito di centrosinistra) ha sostenuto che Giorgia Meloni (presidente del Consiglio, Fratelli d’Italia, partito di destra) e Giorgetti non hanno più alibi e devono introdurre il prelievo nazionale. Antonio Tajani (vicepresidente del Consiglio, ministro degli Esteri e segretario di Forza Italia) ha replicato che l’extraprofitto “non esiste in diritto”, escludendo una tassa e lasciando aperta soltanto la strada di un contributo concordato con le compagnie petrolifere. La Lega si è mostrata disponibile al prelievo. Il dissenso è dunque anche interno alla Maggioranza.

Che cosa ha stabilito la Corte costituzionale

Sul piano giuridico, dire che l’extraprofitto non esiste è troppo assoluto. Il legislatore italiano ha già istituito nel 2022 un contributo straordinario per le imprese energetiche. Con la sentenza n. 111 del 2024, la Corte costituzionale (organo che giudica la conformità delle leggi alla Costituzione) la Corte costituzionale ha confermato nel complesso il contributo straordinario, ma ha stabilito che nel calcolo non si potevano includere le accise già versate allo Stato, in quanto avrebbero fatto apparire più alti i guadagni delle imprese anche quando non lo erano.

La più recente sentenza n. 135 del 2026, depositata il 21 luglio, ha dichiarato manifestamente infondate o non fondate ulteriori contestazioni al contributo del 2022. Il messaggio tecnico è netto: un prelievo straordinario è possibile, ma il Parlamento deve definire con precisione soggetti, periodo, capacità contributiva (ricchezza che giustifica il prelievo) e base imponibile (valore sul quale si calcola il tributo). Non basta chiamare “extraprofitto” qualsiasi aumento di fatturato.

Gli aiuti previsti in Sicilia

La Regione Siciliana (come Ente territoriale autonomo) non ha introdotto uno sconto generale alla pompa. L’articolo 16 della legge regionale n. 13 del 28 maggio 2026, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana n. 25 del 5 giugno, ha autorizzato 30 milioni di contributi a fondo perduto per i maggiori costi sostenuti dal 1° marzo al 31 dicembre: 15 milioni per l’autotrasporto; 10 milioni per agricoltura e imprese agromeccaniche; 5 milioni per la pesca.

Renato Schifani (presidente della Regione Siciliana, Forza Italia) aveva inizialmente annunciato 25 milioni. Durante l’iter presso l’Assemblea regionale siciliana (ARS), lo stanziamento è salito a 30 milioni. La misura opera nel quadro temporaneo europeo per la crisi mediorientale, valido fino al 31 dicembre 2026. È un sostegno selettivo alle imprese esposte, non un rimborso destinato agli automobilisti né un calmiere dei prezzi.

Debito e margini di bilancio

L’ultimo rapporto della Banca d’Italia (banca centrale della Repubblica) ha indicato per giugno un debito delle amministrazioni pubbliche di 3.207,247 miliardi di euro, contro 3.181,063 miliardi a maggio. Un debito così elevato rende costosi gli interventi permanenti perché ogni minore entrata deve essere coperta con tagli, nuove imposte o maggiore indebitamento, sul quale maturano interessi.

Questo non equivale a un segnale improvviso di insolvenza dello Stato. Spiega però perché il Governo abbia usato decreti brevi, extragettito IVA e riduzioni delle dotazioni ministeriali. La stessa aritmetica del decreto del 20 agosto mostra il limite: 20,8 milioni sono bastati per appena 48 ore. Un taglio strutturale richiede una scelta stabile sulle entrate o sulle spese e non può essere finanziato indefinitamente da incassi temporanei legati al rincaro del petrolio.