Sintesi
L’ISS ha confermato il 24 agosto la presenza del batterio responsabile della difterite e del gene della tossina nei campioni della bambina di 4 anni morta a Palermo. Nella stessa giornata la Regione ha istituito con il D.A. 886 una task force e ha parlato di un “sospetto cluster epidemico”. La diagnosi della bambina è stata confermata, mentre l’estensione della catena di trasmissione resta da accertare.

L’ASP di Palermo ha comunicato di avere avviato l’indagine epidemiologica il 17 agosto e ha confermato soltanto i 2 casi già conosciuti. La decina di tamponi positivi riferita in precedenza alla stampa riguarda possibili portatori tra i familiari e non equivale automaticamente a 10 nuovi casi di malattia. Un tampone può risultare positivo anche in una persona vaccinata e senza sintomi.

La task force concentrerà gli interventi sui bambini tra 0 e 24 mesi, sul richiamo previsto tra 5 e 6 anni e sul recupero delle vaccinazioni contro il morbillo. Gli ultimi dati nazionali confrontabili collocano la Sicilia sotto la media italiana per la copertura antidifterica a 24 mesi. La priorità è individuare rapidamente i bambini che hanno saltato una o più dosi.

A Catania l’accesso senza prenotazione è stato esteso ai bambini nati nel 2025. A Enna è stata disposta la verifica provinciale dei cicli incompleti, con convocazioni delle famiglie e sostegno degli psicologi per i genitori più esitanti. Le aziende sanitarie stanno passando dagli appelli generali alla ricerca diretta dei minori non adeguatamente protetti.
Articolo
La conferma dell’ISS e il decreto regionale
I 2 atti ufficiali decisivi hanno portato la stessa data, il 24 agosto 2026. L’ISS (Istituto superiore di sanità, ente nazionale di ricerca e controllo sanitario) ha comunicato che nei campioni inviati dall’Ospedale dei Bambini “G. Di Cristina” di Palermo è stato rilevato il Corynebacterium diphtheriae (batterio responsabile della difterite) insieme al gene della tossina capace di provocare la forma respiratoria della malattia. La conferma di laboratorio dell’ISS ha riguardato Anna Rosa Bartolotta (la bambina palermitana di 4 anni, non vaccinata, morta il 20 agosto).
Nella stessa giornata la Regione Siciliana ha emanato il decreto assessoriale 886, intitolato “Costituzione Task Force per l’emergenza vaccinazioni pediatriche”. Il comunicato della Regione ha definito la situazione un “sospetto cluster epidemico”, cioè un possibile gruppo di casi collegati nel tempo, nel luogo o attraverso i contatti. La formula non equivale alla dichiarazione di un’epidemia già dimostrata.
La task force è presieduta da Giacomo Scalzo (dirigente generale del DASOE, Dipartimento per le attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico). Il gruppo indicato dalla Regione è composto da: Giovanni Corsello (direttore della Clinica pediatrica dell’ospedale Di Cristina); Antonio Cascio (docente e specialista in Malattie infettive); Walter Mazzucco (docente di Igiene all’Università degli Studi di Palermo); Salvatore “Toti” Amato (presidente dell’Ordine dei medici di Palermo); Milena Lo Giudice (pediatra esperta di vaccinazioni); Salvatore Sammarco (medico esperto di epidemiologia e igiene pubblica). Vincenza Piazza (dirigente del DASOE) svolge le funzioni di segretaria.
Renato Schifani (presidente della Regione Siciliana) ha sostenuto che i recenti episodi richiedono interventi più mirati e tempestivi. Marcello Caruso (assessore regionale alla Salute) ha indicato tra gli obiettivi il controllo dell’eventuale circolazione del batterio, il recupero delle vaccinazioni pediatriche e una comunicazione più diretta con le famiglie.
Due casi accertati e le positività nei familiari
L’ASP di Palermo ha precisato di avere attivato dal 17 agosto l’indagine epidemiologica, l’identificazione dei contatti e la verifica delle condizioni cliniche e vaccinali. Nel bollettino aziendale del 24 agosto, ripubblicato da AgenSalute, l’azienda ha affermato che non risultavano nuovi casi acclarati oltre ai 2 già conosciuti. Il secondo caso ha riguardato un cugino della bambina, anche lui di 4 anni, ricoverato con una manifestazione più lieve dopo avere ricevuto le prime dosi previste dal calendario vaccinale. Le condizioni del piccolo sono progressivamente migliorate.
La cifra di circa 10 positività tra i familiari è emersa invece da precedenti dichiarazioni attribuite a Bruno Marsala (direttore del dipartimento di Prevenzione dell’ASP di Palermo) e riprese da RaiNews. La successiva nota ufficiale non ha quantificato i tamponi positivi e non li ha classificati come altrettanti casi clinici. Marsala ha inoltre riferito alla stampa che l’azienda ha modificato l’antibiotico e disposto la somministrazione controllata della profilassi, cioè del trattamento preventivo riservato ai contatti esposti.
L’apparente contraddizione si chiarisce distinguendo la malattia dalla presenza del batterio. L’Organizzazione mondiale della sanità spiega che il vaccino protegge soprattutto dagli effetti della tossina e dalle forme gravi, ma non esclude completamente che una persona possa ospitare il batterio nelle vie respiratorie. Un soggetto vaccinato può quindi risultare positivo, rimanere senza sintomi o sviluppare una forma lieve. Deve tuttavia rispettare isolamento, controlli e profilassi per evitare ulteriori trasmissioni. Non è stato reso pubblico un esito definitivo sull’origine del contagio. L’espressione “paziente zero” resta quindi giornalistica: finché i collegamenti epidemiologici non vengono ricostruiti, è più corretto parlare di un possibile caso sorgente.
Coperture, richiami e obblighi
Il piano regionale concentra i controlli sui bambini tra 0 e 24 mesi e su quelli tra 5 e 6 anni, quando è previsto il primo richiamo prima dell’ingresso nella scuola primaria. Il calendario del Ministero della Salute prevede l’avvio dell’esavalente, il preparato unico contro 6 malattie compresa la difterite, dal 61° giorno di vita, altre 2 dosi durante il primo anno e il successivo richiamo tra 5 e 6 anni.
Secondo l’ultimo quadro nazionale confrontabile delle coperture pediatriche, aggiornato al 31 dicembre 2024, in Sicilia la copertura antidifterica a 24 mesi della coorte 2022 si è fermata all’85,13%, contro il 94,46% italiano. Il dato, già approfondito nei precedenti articoli, viene richiamato soltanto perché spiega la scelta di puntare sui recuperi mirati.
La difterite resta compresa tra le 10 vaccinazioni obbligatorie fino a 16 anni previste dalla legge 119 del 2017. Per i servizi educativi dell’infanzia e le scuole dell’infanzia la documentazione costituisce requisito di accesso. Dalla scuola primaria in poi la mancata vaccinazione non comporta l’esclusione, ma determina la procedura di recupero dell’ASP e può condurre a una sanzione da 100 a 500 euro. La Corte costituzionale, con la sentenza 5 del 2018, ha giudicato proporzionata e legittima questa disciplina.
La task force seguirà anche il morbillo. L’ultimo aggiornamento disponibile di EpiCentro dell’ISS ha registrato 84 casi nazionali nel gennaio 2026, dopo i 529 del 2025 e i 1.055 del 2024. La Sicilia è rientrata tra le 5 regioni nelle quali si è concentrata complessivamente quasi il 65% dei casi del 2025.
Gli interventi a Palermo, Catania ed Enna
A Palermo l’ASP ha confermato l’aumento generale delle richieste e la disponibilità dei vaccini nei presidi cittadini e provinciali. Non ha invece pubblicato una serie numerica consolidata che permetta di certificare il passaggio da 25-30 a oltre 60 somministrazioni giornaliere riferito per il centro di via Pietratagliata. Quel dato deve pertanto essere considerato un conteggio locale e provvisorio, non una rilevazione definitiva dell’intera provincia.
A Catania, l’ASP provinciale ha registrato un aumento delle richieste di controllo delle posizioni vaccinali. Dal 24 agosto ha esteso l’accesso senza prenotazione ai bambini nati nel 2025. La possibilità era già prevista per le prime somministrazioni e per i nati nel 2024. La prenotazione online è rimasta disponibile e consigliata per distribuire meglio gli accessi.
A Enna, Mario Zappia (direttore generale dell’ASP ennese) ha disposto una verifica in tutta la provincia per individuare i minori con cicli incompleti. Secondo il comunicato aziendale ripubblicato da AgenSalute, le famiglie verranno contattate e convocate per le dosi mancanti. Gli psicologi dei consultori, servizi sociosanitari rivolti alle famiglie, affiancheranno il percorso nelle Case di comunità, presidi territoriali di assistenza.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.








