Sintesi
Il nuovo ponte Agrò ha restituito il collegamento stabile tra Santa Teresa di Riva e Sant’Alessio Siculo dopo oltre otto anni di interruzione. Accanto alle corsie per le auto sono presenti due percorsi distinti, uno pedonale e uno ciclabile. Quello per le biciclette risulta al momento chiuso.

Dalla foto di copertina, il percorso pedonale protetto termina all’uscita del ponte verso Sant’Alessio. Chi prosegue deve camminare lungo uno spazio di circa mezzo metro, delimitato da una striscia bianca, accanto al traffico nei due sensi. La separazione dai veicoli si interrompe.

La passerella sommergibile è stata chiusa in coincidenza con il ritorno del traffico sul nuovo ponte ed è destinata alla demolizione. Diventa quindi centrale la continuità del collegamento a piedi tra i due abitati. La sicurezza riguarda anche ciò che viene prima e dopo l’attraversamento.

Articolo
Due percorsi distinti, una continuità da garantire
Il ponte Agrò è tornato a collegare stabilmente Santa Teresa di Riva e Sant’Alessio Siculo (Comuni costieri ionici della Città metropolitana di Messina), lungo la Strada statale 114 “Orientale Sicula”. Dopo la cerimonia del 26 ottobre, l’apertura alla circolazione era fissata per ieri 27 ottobre alle 11, con la contestuale chiusura della passerella provvisoria. Mediterranea24 aveva già illustrato il programma della riapertura e la fine del collegamento provvisorio.

Il nuovo attraversamento dispone di due spazi laterali distinti, uno riservato ai pedoni e l’altro alle biciclette. Anas (società che gestisce la rete stradale nazionale di propria competenza) li richiama nel post sulla riapertura del ponte, insieme all’investimento superiore a 12 milioni di euro, alla struttura in acciaio e calcestruzzo e alla maggiore resistenza ai terremoti.
Il percorso ciclabile risulta al momento chiuso. La cronaca dell’inaugurazione riferisce inoltre che la pista non è ancora collegata alla strada. È una situazione distinta da quella del marciapiede, che consente invece il passaggio a piedi sul ponte.
Dopo il ponte, uno spazio stretto accanto al traffico
La criticità segnalata riguarda lo sbocco del percorso pedonale verso Sant’Alessio. Terminato il ponte, chi cammina prosegue a margine della strada percorsa da automobili e mezzi pesanti nei due sensi di marcia, lungo uno spazio indicato in circa mezzo metro e delimitato da una striscia bianca.
La misura è una stima della segnalazione, non il risultato di un rilievo tecnico. La fotografia pubblicata da Anas mostra la separazione dei percorsi sull’attraversamento, ma non permette di ricostruire da sola tutte le condizioni del tratto successivo. La descrizione raccolta pone comunque un problema preciso: la protezione offerta sul ponte non accompagnerebbe i pedoni fino alla viabilità dell’abitato.
Una striscia dipinta rende riconoscibile un margine, ma non offre la separazione fisica garantita da un percorso protetto. In uno spazio tanto ridotto, l’incrocio tra persone, il passaggio con un passeggino o l’utilizzo di una carrozzina possono diventare difficili. Sono condizioni da verificare e affrontare, soprattutto dove transitano anche veicoli pesanti.
Un’opera pubblica deve funzionare anche ai suoi accessi
La sicurezza di un collegamento pedonale si misura sull’intero tragitto. Occorre poter raggiungere il ponte, attraversarlo e proseguire senza essere costretti in spazi che espongano alla vicinanza del traffico. Il tema riguarda residenti, anziani, famiglie, persone con disabilità e visitatori.
La riapertura rappresenta un miglioramento importante per la mobilità del comprensorio. Proprio per questo, la sistemazione dei raccordi pedonali merita la stessa attenzione riservata all’attraversamento. Se il percorso protetto termina prima di raggiungere gli spazi sicuri dell’abitato, rimane una discontinuità sulla quale intervenire.
Ad Anas e alle Amministrazioni comunali, secondo le rispettive competenze, spetta chiarire quale itinerario sia previsto per i pedoni, quali protezioni siano presenti e se siano programmati ulteriori interventi. Sono informazioni necessarie anche per comprendere se la situazione segnalata sia provvisoria o corrisponda alla sistemazione definitiva.
La pendenza della strada rende utile verificare anche la raccolta delle acque piovane. Non sono però disponibili elementi per affermare che i pedoni rischino di essere trascinati dall’acqua.
Otto anni di attesa e il superamento della passerella
Il vecchio ponte è stato chiuso definitivamente il 4 settembre 2018 per problemi strutturali. La demolizione e la ricostruzione hanno attraversato difficoltà nel primo appalto e un successivo affidamento, con la ripresa del cantiere nel 2023. Il lungo percorso verso il ripristino della statale era stato richiamato anche nel precedente approfondimento di Mediterranea24.
La passerella alla foce risulta costruita nel 2016 e utilizzata dal 2017, prima dell’interdizione definitiva del ponte principale. Era una struttura provvisoria sommergibile, realizzata per consentire il collegamento durante i lavori, ma soggetta alla chiusura quando le piene rendevano pericoloso il transito.
Il provvedimento riportato dalla stampa locale ne ha disposto la chiusura a veicoli e pedoni in coincidenza con l’apertura del nuovo ponte. La demolizione è prevista, ma costituisce un passaggio successivo all’interdizione. Gli studi idraulici richiamati nelle ricostruzioni giornalistiche indicano inoltre che la sua presenza può ostacolare il deflusso del torrente.
Dopo oltre otto anni, il territorio ritrova un’infrastruttura essenziale. Ora occorre garantire anche a chi si sposta a piedi un percorso continuo e sicuro tra i due abitati. La protezione dei pedoni deve proseguire anche oltre il ponte.
La precisazione sui lavori e gli obblighi di sicurezza
Sui social c’è stato questo commento: “La parte mancante non era oggetto di demolizione e ricostruzione”. La nostra risposta è stata: Che quel tratto fosse escluso dalla demolizione e ricostruzione chiarisce il perimetro dei lavori, ma non risolve il problema segnalato. La sicurezza della circolazione, compresa quella pedonale, rientra nei compiti previsti dall’articolo 14 del Codice della strada. È quindi legittimo chiedere ad Anas e agli Enti locali interessati, ciascuno per le proprie competenze, come intendano garantire la continuità del percorso protetto: chi attraversa a piedi deve poter proseguire in sicurezza anche dopo il ponte.
Anche la giurisprudenza distingue i confini di un appalto dalle responsabilità di chi custodisce la strada. La Corte di cassazione, nell’ordinanza n. 15244 del 2025, ha ribadito che, secondo l’articolo 2051 del Codice civile, chi ha il controllo effettivo di una strada può rispondere dei danni causati dalle sue condizioni. Occorre dimostrare il collegamento tra quelle condizioni e il danno, valutando anche eventuali cause esterne e il comportamento della persona coinvolta. Non è una sentenza sul ponte Agrò e non impone automaticamente di ampliare i lavori: chiarisce però che l’esclusione di un tratto dal cantiere, da sola, non basterebbe a escludere eventuali responsabilità per la sua sicurezza.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









