Stroncone. Donna colpita a martellate sul bus dall’ex marito che è fuggito liberandosi del braccialetto elettronico

La vittima, una badante marocchina residente nel ternano, è ricoverata in condizioni gravissime all’ospedale Santa Maria di Terni

Sintesi

Una donna marocchina di 43 anni è stata aggredita ieri a martellate dall’ex marito su un autobus di linea nella frazione di Santa Lucia a Stroncone, in provincia di Terni, dopo mesi di presunti maltrattamenti e persecuzioni già denunciati alle Autorità. L’uomo, 42 anni, destinatario di divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico dopo un arresto per maltrattamenti avvenuto ad aprile 2026, è riuscito a fuggire subito dopo l’aggressione ed è ricercato in tutta Italia. La vittima è stata soccorsa e trasportata con l’elisoccorso Nibbio all’ospedale Santa Maria di Terni, dove è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico. Gli investigatori stanno verificando il corretto funzionamento del dispositivo elettronico di controllo, ritrovato nei pressi del luogo dell’attacco. Il caso riaccende il dibattito nazionale sull’efficacia delle misure cautelari nei procedimenti per violenza domestica e femminicidio.

Articolo

Una donna di 43 anni originaria del Marocco è stata brutalmente aggredita a martellate dall’ex marito nel primo pomeriggio di ieri a Santa Lucia, piccola località del comune di Stroncone, in provincia di Terni, in Umbria. La vittima, impiegata come badante presso alcune famiglie della zona, è stata colpita mentre viaggiava su un autobus di linea locale. Le sue condizioni sono apparse immediatamente disperate e i sanitari del 118 hanno disposto il trasferimento urgente con l’elisoccorso Nibbio all’ospedale Santa Maria di Terni, dove la donna è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’aggressore sarebbe il marito dal quale la donna si era separata dopo una relazione iniziata in Marocco. Entrambi avevano figli nati da precedenti rapporti. L’uomo, 42 anni, si era trasferito per lavoro nel Nord Italia, tra l’area di Trieste e, secondo alcune indiscrezioni investigative, anche nel territorio di Belluno, svolgendo l’attività di rocciatore specializzato. Dopo essere rientrato nel ternano circa 1 mese fa, avrebbe iniziato a perseguitare la moglie con minacce, violenze fisiche e continui comportamenti vessatori.

La donna aveva denunciato i maltrattamenti ai Carabinieri di Terni. In seguito all’arresto eseguito nella notte tra il 1 e il 2 aprile 2026 per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali, il Tribunale aveva disposto nei confronti dell’uomo l’allontanamento dalla casa familiare, il divieto di avvicinamento alla vittima e l’applicazione del braccialetto elettronico. Il 42enne risultava incensurato fino a quell’episodio e aveva ottenuto il permesso di soggiorno nel febbraio 2026 dopo essere arrivato in Italia nel novembre 2025 tramite ricongiungimento familiare.

Nonostante il provvedimento cautelare, ieri l’uomo avrebbe seguito la donna fino a salire sullo stesso autobus di linea. Una volta a bordo l’avrebbe colpita ripetutamente con un martello. L’autista del mezzo, una giovane conducente, ha immediatamente fermato il bus e aperto le porte per consentire i soccorsi. Nella concitazione l’aggressore è però riuscito a fuggire a piedi nelle campagne circostanti facendo perdere temporaneamente le proprie tracce.

I Carabinieri, coordinati dalla Procura della Repubblica di Terni guidata dal Procuratore Antonio Laronga, hanno immediatamente avviato una vasta operazione di ricerca estesa anche fuori dall’Umbria. Il martello utilizzato nell’aggressione e il braccialetto elettronico applicato all’uomo sono stati rinvenuti nelle vicinanze del luogo dell’attacco. Gli investigatori stanno verificando se il dispositivo abbia funzionato correttamente e se vi siano stati eventuali malfunzionamenti o manomissioni.

Il sindaco di Stroncone Giuseppe Malvetani ha definito l’accaduto “un fatto gravissimo” che ha profondamente colpito l’intera comunità locale, esprimendo solidarietà alla vittima e auspicando il rapido arresto del responsabile. Numerosi rappresentanti istituzionali umbri e associazioni impegnate nella tutela delle donne hanno chiesto chiarimenti sull’efficacia delle misure di prevenzione applicate nei casi di violenza domestica.

Negli ultimi anni il legislatore italiano ha progressivamente rafforzato gli strumenti contro la violenza di genere. Il Codice Rosso, introdotto con la legge n. 69 del 2019 e successivamente integrato da ulteriori interventi normativi, ha accelerato le procedure per reati come maltrattamenti, stalking (atti persecutori), violenza sessuale e lesioni aggravate in ambito familiare. Nel 2023 il Parlamento ha inoltre approvato nuove norme per ampliare i controlli sui soggetti destinatari di misure cautelari e per rafforzare l’utilizzo dei dispositivi elettronici di monitoraggio.

La giurisprudenza italiana negli ultimi anni ha più volte evidenziato la necessità di garantire una reale tempestività nell’esecuzione delle misure di protezione delle vittime. Diverse sentenze della Corte di Cassazione hanno sottolineato come il braccialetto elettronico rappresenti uno strumento utile ma non sufficiente da solo a prevenire episodi di violenza se non accompagnato da controlli continui e da un’effettiva valutazione del rischio.