Sicilia. Tre vicende di ferimento da arma da fuoco e violenza privata tra Catania, Modica e Rosolini

Un 23enne colpito da proiettili nel capoluogo etneo, un 34enne fermato per atti persecutori nel Ragusano, un meccanico ridotto in fin di vita nel Siracusano: indagini in corso e rafforzamento dei controlli sul territorio

Sintesi

Tre gravi episodi di cronaca hanno interessato la Sicilia orientale tra Catania, Modica (RG) e Rosolini (SR). A Catania un 23enne è stato raggiunto da un colpo di arma da fuoco al termine di una lite notturna ed è stato ricoverato e operato mentre la Questura ha disposto controlli straordinari nel centro storico con centinaia di identificazioni, verifiche su veicoli e sanzioni per violazioni al Codice della Strada e al Dacur (Divieto di Accesso alle Aree Urbane). A Modica un 34enne è stato arrestato dai Carabinieri con l’accusa di atti persecutori dopo mesi di pedinamenti, appostamenti e molestie ai danni dell’ex compagna culminati nell’intervento richiesto al 112 Numero Unico di Emergenza. A Rosolini un 57enne meccanico è stato aggredito con una spranga da un 31enne straniero per il rifiuto di una riparazione immediata dell’auto ed è ricoverato in terapia intensiva mentre l’aggressore è stato arrestato e deve rispondere di tentato omicidio.

Articolo

Tre distinti episodi di cronaca nera hanno scandito negli ultimi giorni la vita pubblica della Sicilia orientale, coinvolgendo le province di Catania, Ragusa e Siracusa e riportando al centro dell’attenzione il tema della sicurezza urbana e della tutela delle vittime di violenza.

Il primo fatto si è verificato nel capoluogo etneo. Nella notte, in via Capo Passero, una discussione degenerata per motivi banali si è trasformata in un conflitto a fuoco. Secondo la prima ricostruzione degli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Catania, contro un 23enne sarebbero stati esplosi diversi colpi di arma da fuoco. Uno dei proiettili lo ha raggiunto a un braccio mentre tentava di allontanarsi a bordo del proprio scooter. Il giovane è stato successivamente rinvenuto da alcuni passanti in via Fava, riverso sull’asfalto e privo di sensi, accanto al mezzo, in una pozza di sangue. Trasportato d’urgenza all’ospedale Garibaldi Centro di Catania, è stato sottoposto a intervento chirurgico. Le indagini sono tuttora in corso per chiarire responsabilità e movente.

In parallelo, nel fine settimana, la Questura ha disposto servizi straordinari interforze per garantire una “movida” sicura, termine di origine spagnola che indica la vita notturna, nelle aree del centro storico maggiormente frequentate. Le attività di presidio hanno coinvolto Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Polizia Locale ed Esercito, con controlli concentrati tra piazza Bellini e via Etnea. L’operazione ha portato all’identificazione di 256 persone e al controllo di 132 veicoli. Sono state contestate 28 violazioni al Codice della Strada. Sul fronte del contrasto ai parcheggiatori abusivi, 9 soggetti sono stati sanzionati e 5 denunciati per inosservanza del Dacur (Divieto di Accesso alle Aree Urbane), misura prevista dalla normativa sulla sicurezza urbana che impedisce l’accesso a specifiche zone cittadine. Verifiche sono state estese anche ad attività commerciali per accertare il rispetto delle disposizioni vigenti. Analoghi servizi sono stati svolti dai Carabinieri nell’area di piazza Federico di Svevia, con particolare attenzione alla microcriminalità, alla guida in stato di alterazione e al decoro cittadino.

Il secondo episodio si colloca a Modica, nel ragusano. I Carabinieri hanno arrestato un 34enne del luogo con l’accusa di atti persecutori, fattispecie disciplinata dall’articolo 612-bis del Codice Penale, nei confronti dell’ex compagna. La donna aveva già sporto denuncia per una serie di condotte reiterate nel tempo, caratterizzate da pedinamenti, contatti insistenti, appostamenti sotto l’abitazione e nei luoghi abitualmente frequentati. Nei giorni scorsi l’ennesimo episodio: l’uomo si sarebbe fermato con l’auto nei pressi di un bar dove la vittima si trovava, azionando ripetutamente i fari per attirarne l’attenzione e lasciando intendere che sarebbe rimasto sul posto fino a ottenere un contatto. Colta da forte agitazione e timore, la donna ha chiamato il 112, Numero Unico di Emergenza. Una pattuglia dell’Arma dei Carabinieri è intervenuta trovando il 34enne ancora in sosta davanti all’esercizio commerciale. L’uomo è stato quindi arrestato e posto a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Il terzo fatto, in ordine temporale, risale alla mattinata di venerdì a Rosolini, nel siracusano. Un 57enne meccanico, titolare di un’autofficina, è stato aggredito brutalmente da un 31enne cittadino straniero che si era rivolto a lui per una riparazione urgente del proprio veicolo. L’impossibilità di eseguire immediatamente l’intervento, a causa di lavori già programmati, avrebbe scatenato la reazione violenta dell’uomo. Dalle offese verbali si sarebbe passati rapidamente all’aggressione fisica, consumata con una spranga di ferro e culminata nel ferimento grave del meccanico, oltre che nel danneggiamento di alcune auto presenti nell’officina. La vittima è stata trasferita all’ospedale San Marco di Catania e ricoverata in terapia intensiva con prognosi riservata. Gli agenti del Commissariato di Modica hanno arrestato il presunto aggressore, per il quale l’ipotesi di reato iniziale è stata aggravata fino a configurare il tentato omicidio. L’indagato risulterebbe già conosciuto alle Forze dell’ordine per precedenti contro la persona e contro il patrimonio, oltre ad altri episodi violenti registrati in passato nel territorio rosolinese.

Nel complesso, i tre eventi delineano un quadro eterogeneo ma accomunato da dinamiche di violenza improvvisa o reiterata, rispetto alle quali l’azione repressiva delle Forze dell’ordine si è sviluppata con rapidità attraverso arresti, denunce e servizi di controllo straordinari. Le indagini proseguono per accertare in modo definitivo le responsabilità penali e per ricostruire con precisione la sequenza dei fatti, mentre sul piano normativo restano centrali gli strumenti previsti dal Codice Penale in materia di lesioni personali, tentato omicidio e atti persecutori, oltre alle misure amministrative come il Dacur (Divieto di Accesso alle Aree Urbane, comunemente noto come Daspo urbano, una misura amministrativa introdotta in Italia con il Decreto Minniti Marco 2017,  ministro dell’interno dal 12 dicembre 2016 al 1º giugno 2018 nel Governo di centrosinistra di Paolo Gentiloni) per vietare l’accesso a specifici luoghi pubblici (stazioni, piazze, locali) a soggetti responsabili di comportamenti molesti, vandalismo, spaccio o disturbo, al fine di tutelare il decoro e la sicurezza. (volte a prevenire situazioni di degrado e rischio nelle aree urbane.