Sintesi
Nel dicembre 2025 8 disposizioni sono state separate dalla legge di stabilità regionale 2026-2028. Il 27 gennaio 2026 la commissione Ambiente le ha raccolte in un DDL autonomo, presentato il 15 aprile e dedicato a rinnovabili, accumuli energetici, territorio, coste e riapertura del Parco Ninni Cassarà. Dopo il ritorno in Commissione a giugno e l’approvazione di una versione modificata l’8 luglio, il provvedimento è diventato il possibile veicolo per deroghe al blocco delle assunzioni, stabilizzazioni e finanziamenti destinati a diversi settori. Il termine per depositare gli emendamenti è scaduto il 17 luglio. Il 20 luglio Riccardo Gallo Afflitto si è dimesso dall’Ars dopo l’applicazione degli arresti domiciliari nell’inchiesta sul Cefpas. Il 21 luglio Renato Schifani ha in calendario la relazione annuale sull’attività del Governo regionale, mentre il 22 luglio sono previsti la discussione generale e l’avvio delle votazioni sul provvedimento, in un clima condizionato dallo scontro con le Opposizioni sulla legalità e dalle tensioni interne al centrodestra.

Articolo
La cosiddetta “leggina” non è nata come una nuova manovra economica. Il Disegno di legge (DDL) n. 1030/A Stralcio IV/A, intitolato “Disposizioni in materia di transizione energetica, sistemi di accumulo, governo del territorio, tutela ambientale e interpretazione autentica”, ha avuto origine durante l’esame della legge di stabilità regionale 2026-2028. Tra il 16 e il 21 dicembre 2025 la presidenza dell’Assemblea regionale siciliana ha separato dal provvedimento finanziario 8 articoli ritenuti di competenza della IV Commissione legislativa Ambiente, territorio e mobilità. La Conferenza dei presidenti dei gruppi parlamentari li ha trasmessi il 13 gennaio 2026 e, il successivo 27 gennaio, la commissione ha deciso di riunirli in un testo autonomo. Il progetto, presentato formalmente il 15 aprile, ha avuto come presidente e relatore Giuseppe Carta (deputato autonomista del Movimento per l’Autonomia e presidente della commissione Ambiente).

Nella formulazione iniziale il provvedimento comprendeva 8 interventi differenti. L’articolo 1 individuava ulteriori aree idonee all’installazione di impianti alimentati da Fonti energetiche rinnovabili (FER), fissando allo 0,8% della Superficie agricola utilizzata (SAU) il limite destinato a salvaguardare i terreni produttivi siciliani. L’articolo 2 disciplinava i Battery energy storage systems (sistemi di accumulo di energia a batterie), indicati con l’acronimo BESS, assoggettandoli alla Valutazione di impatto ambientale (VIA). Le disposizioni successive riguardavano l’applicazione del Codice nazionale dei contratti pubblici, la distribuzione mediante graduatorie del Fondo per la progettazione, il recupero volumetrico di edifici a scopo abitativo, una proroga per i Piani regolatori generali (PRG), il monitoraggio annuale delle opere contro l’erosione delle coste e la rimodulazione di un contributo per consentire la riapertura del Parco Ninni Cassarà a Palermo (capoluogo della Sicilia). Il testo originario era definito di carattere ordinamentale e non prevedeva nuovi oneri per il bilancio regionale.

L’iter non è stato lineare. L’11 giugno l’Aula ha rinviato il provvedimento in commissione per ulteriori approfondimenti. Tommaso Castronovo (presidente regionale di Legambiente) ha giudicato positivamente quel passaggio, ritenendo necessario un esame più ampio degli effetti della normativa sulla transizione energetica. Una versione rielaborata è stata approvata dalla commissione l’8 luglio e indicata dalla stampa specializzata con l’aggiunta “bis”. Secondo QualEnergia, il nuovo impianto avrebbe introdotto un meccanismo di arresto delle autorizzazioni al raggiungimento degli obiettivi energetici fissati per il 2030, con possibili deroghe collegate al Prezzo unico nazionale (PUN) dell’energia o all’adeguamento delle reti. Celeste Mellone (avvocata e partner dello studio Green Horse) ha definito la misura “una vera e propria moratoria”. Si tratta, tuttavia, di una lettura tecnica del testo e non di una qualificazione definitiva già consolidata in sede legislativa.
Anche la giurisprudenza costituzionale impone cautela. Con la sentenza n. 184 del 2025 la Corte costituzionale, intervenendo su una legge della Sardegna, ha ribadito che le Regioni possono disciplinare la localizzazione degli impianti, ma non possono cancellare retroattivamente autorizzazioni già rilasciate né introdurre ostacoli irragionevoli in contrasto con i principi europei di decarbonizzazione e massima diffusione delle fonti rinnovabili. La pronuncia non riguarda direttamente la Sicilia, ma fissa criteri che potrebbero assumere rilievo qualora le nuove norme regionali producessero divieti generalizzati, retroattivi o privi di adeguate motivazioni tecniche e scientifiche.
La natura del provvedimento è cambiata quando i deputati hanno iniziato a utilizzarlo come possibile “treno legislativo”, ossia come testo al quale collegare disposizioni estranee o soltanto indirettamente connesse alla materia originaria. Il termine per presentare gli emendamenti è stato fissato alle ore 12 del 17 luglio. La relazione annuale del presidente della Regione è stata programmata per il 21 luglio, mentre la discussione generale e l’avvio delle votazioni sul DDL sono stati calendarizzati per il 22 luglio, con eventuale prosecuzione il 28 e il 29. La manovra di variazione del bilancio, valutata in circa 400 milioni di euro e inizialmente attesa prima della pausa estiva, è stata invece rinviata a settembre. Questo slittamento ha spinto diversi gruppi a tentare di trasferire sulla legge riguardante energia e territorio norme occupazionali e finanziamenti che, altrimenti, avrebbero dovuto attendere la manovra.
La partita più consistente riguarda il blocco delle assunzioni approvato a maggio su proposta di Antonello Cracolici deputato del Partito democratico e presidente della Commissione regionale Antimafia. L’articolo 24 della legge regionale n. 13 del 28 maggio 2026 ha vietato agli Enti appartenenti al Gruppo amministrazione pubblica (GAP) della Regione, con esclusione dell’amministrazione regionale in senso stretto, di avviare o completare nuove assunzioni con contratti subordinati, apprendistato, collaborazioni coordinate e altre forme flessibili. La sospensione non ha una scadenza fissata genericamente al 31 dicembre 2027, ma rimane operativa fino alla prima seduta della nuova Assemblea eletta. Sono già escluse dal divieto le procedure di reclutamento, mobilità e stabilizzazione avviate o concluse prima dell’entrata in vigore della legge, il personale sanitario, i lavoratori stagionali inseriti nelle graduatorie, gli aumenti orari dei contratti a tempo parziale, le stabilizzazioni nelle partecipate e i contratti stagionali degli enti lirici e sinfonici. Gli atti adottati in violazione del blocco sono dichiarati nulli.
Gli emendamenti annunciati mirerebbero ad ampliare ulteriormente le deroghe per la Seus (Sicilia emergenza-urgenza sanitaria, società che gestisce il servizio 118), l’Ast (Azienda siciliana trasporti), l’Arpa (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente), i Mercati agroalimentari Sicilia e Sicilia Digitale. Le diverse procedure, secondo alcune ricostruzioni giornalistiche, interesserebbero complessivamente circa 600 posti, ma il numero non può essere considerato definitivo prima della pubblicazione integrale degli emendamenti, della verifica delle coperture finanziarie, del giudizio di ammissibilità e del voto dell’Aula. Nei mesi precedenti erano già state prospettate 344 assunzioni nella società del 118 e interventi riguardanti il personale dei trasporti e delle altre partecipate. Le iniziative sono state attribuite a esponenti di Fratelli d’Italia, Lega e Democrazia cristiana, mentre Alessandro Dagnino (assessore regionale all’Economia) ha escluso che le proposte più recenti fossero state formalmente depositate dal governo.
Sul versante ambientale Giuseppe Badagliacca (rappresentante del CSA Regioni autonomie locali aderente alla CISAL, Confederazione italiana sindacati autonomi lavoratori) ha sollecitato la stabilizzazione di 95 precari dell’agenzia regionale. Il sindacato ha stimato in circa 5 milioni di euro il costo necessario e ha denunciato una scopertura dell’organico superiore al 70%. La richiesta si inserisce in una situazione già controversa, poiché un precedente emendamento per le assunzioni era stato respinto in commissione Bilancio e ne era stata annunciata la ripresentazione in Aula. Anche in questo caso la stabilizzazione potrà procedere soltanto qualora sussistano i requisiti previsti dalle norme nazionali e regionali, la disponibilità finanziaria e un’espressa autorizzazione legislativa.
Un altro capitolo interessa la Sas (Servizi ausiliari Sicilia) e i lavoratori provenienti dai Piani di inserimento professionale (PIP). Il 20 aprile la Giunta ha approvato il piano economico e assunzionale che ha riguardato 255 lavoratori delle Attività socialmente utili (ASU), 20 ex Servirail e Ferrotel e 1.826 ex PIP, prevedendo per questi ultimi l’aumento a 25 ore settimanali. Al termine del percorso la società dovrebbe raggiungere 3.685 dipendenti. Marianna Caronia (deputata di Noi Moderati) aveva già ottenuto a maggio una deroga destinata a sottrarre le stabilizzazioni degli ex PIP e degli ex Keller al congelamento generale. Un nuovo emendamento, secondo le informazioni circolate, intenderebbe riaprire la procedura per 267 persone rimaste escluse, ma il contenuto ufficiale della proposta non risultava ancora pubblicato e dovrà essere confrontato con le eccezioni già inserite nella legge vigente.
Sullo sfondo delle norme occupazionali è rimasta la relazione annuale di Renato Schifani (presidente della Regione e dirigente di Forza Italia), fissata alle ore 15 del 21 luglio a Sala d’Ercole, l’aula parlamentare situata nel Palazzo dei Normanni. L’adempimento è previsto dalla legge regionale n. 26 del 28 ottobre 2020 e impone al presidente della Regione di riferire sull’attuazione del programma, delle leggi e degli atti di indirizzo. L’intervento arriva mentre la Maggioranza deve affrontare ritardi nella manovra, divisioni sulle assunzioni e una serie di vicende giudiziarie che le Opposizioni hanno trasformato in un tema politico.
Michele Catanzaro (capogruppo del Partito democratico) ha annunciato che chiederà al presidente che cosa fosse stato previsto, nel programma elettorale, sotto la voce “legalità”, sostenendo che l’elenco degli esponenti coinvolti in procedimenti giudiziari è diventato difficile da aggiornare. Antonio De Luca (capogruppo del Movimento 5 Stelle) ha invece richiamato la posizione di Elvira Amata (assessora regionale al Turismo ed esponente di Fratelli d’Italia), nei confronti della quale è stata presentata una mozione di censura. L’assessora è stata rinviata a giudizio per corruzione e il processo è stato fissato a partire dal 7 settembre. Le contestazioni devono ancora essere accertate nel contraddittorio processuale e l’interessata ha respinto le accuse, rivendicando la propria estraneità ai fatti.
Secondo ricostruzioni giornalistiche, la giornata dovrebbe concludersi con una cena della Maggioranza al ristorante Il Brigantino di Sferracavallo (borgata marinara di Palermo). Il luogo ha assunto un significato particolare perché, nella notte del 25 aprile, è stato colpito da circa 30 proiettili esplosi con un Kalashnikov. L’attacco, eseguito da 2 persone a bordo di un’automobile rubata, è stato considerato dagli investigatori compatibile con una possibile intimidazione estorsiva ed è stato inserito in una sequenza di episodi analoghi avvenuti nella zona. La scelta del locale può quindi essere letta anche come un segnale di vicinanza a un’attività economica colpita dalla violenza criminale, sebbene l’appuntamento politico non compaia nell’agenda istituzionale dell’Ars.
A rendere ancora più delicato il confronto è intervenuta la vicenda di Riccardo Gallo Afflitto (ormai ex deputato regionale di Forza Italia), che il 20 luglio ha lasciato definitivamente il seggio senza attendere l’eventuale sospensione. Era stato posto agli arresti domiciliari nell’inchiesta “Corte dei Miracoli”, coordinata dalla Procura di Caltanissetta (comune capoluogo della Sicilia centrale), riguardante la gestione del Cefpas (Centro per la formazione permanente e l’aggiornamento del personale del servizio sanitario). Secondo l’ipotesi accusatoria, attorno all’ente si sarebbe formato un sistema di incarichi, assunzioni e utilità destinati a persone vicine a esponenti politici, con collegamenti anche con l’Asp (Azienda sanitaria provinciale) di Agrigento. Il Giudice per le indagini preliminari ha attribuito all’ex parlamentare una rilevante capacità di influenza politica sul territorio regionale. Si tratta di accuse ancora da dimostrare: la misura cautelare non equivale a una condanna e resta pienamente applicabile la presunzione di innocenza.
Le dimissioni hanno aperto 2 problemi per Forza Italia: l’attribuzione del seggio e la sostituzione del componente nel Consiglio di presidenza dell’Ars. È stato indicato come possibile subentrante Luigi Salvaggio (esponente azzurro di Canicattì, comune della provincia di Agrigento), ma la procedura non può essere descritta come un passaggio automatico al semplice primo dei non eletti. Gallo Afflitto era stato eletto nel 2022 anche attraverso la lista regionale collegata a Schifani e gli uffici parlamentari hanno annunciato un approfondimento sul meccanismo di successione. Il vuoto ha inoltre riaperto le manovre in vista delle prossime elezioni e, fra le ipotesi giornalistiche, è comparso anche Fabrizio Di Paola (ex sindaco di Sciacca, comune dell’Agrigentino, e candidato nel 2022 con Azione-Italia Viva), senza che risulti finora una nuova candidatura formalizzata.
Il passaggio parlamentare del 22 luglio dirà quindi se il DDL resterà prevalentemente una disciplina sulle rinnovabili e sul territorio oppure se si trasformerà definitivamente in un contenitore di assunzioni, deroghe e contributi. Fino al voto, le misure restano proposte modificabili, ritirabili o dichiarabili inammissibili.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









