Sicilia. Emergenza post ciclone e frana Niscemi: al via i ristori per 1.200 imprese, primi 20 mila euro dal 9 marzo

La presidenza della Regione accelera sui pagamenti dopo il ciclone Harry e la frana di Niscemi. In arrivo 32 milioni dalla Protezione civile e un nuovo bando fino a 400 mila euro con formula mista. Stimati danni per 400 milioni all’agricoltura

Sintesi

La Regione Siciliana avvia dal 9 marzo i primi bonifici da 20 mila euro a favore di circa 1.200 imprese colpite dal ciclone Harry e dalla frana di Niscemi. Le domande presentate tramite la piattaforma Irfis superano i 100 milioni e saranno tutte accolte previa verifica documentale e cancellazione dei doppioni. È in preparazione un bando fino a 400 mila euro con contributo al 40% a fondo perduto e 60% da restituire in 10 anni. Da Roma è attesa una seconda tranche di circa 600 milioni e 32 milioni sono già stati richiesti alla Protezione civile nazionale. Sul fronte portuale sono stati programmati interventi per 10,8 milioni in diversi scali siciliani. L’agricoltura denuncia danni per 400 milioni e i primi ristori saranno erogati dall’Agea con fondi iniziali pari a 5 milioni stanziati dall’Ars. Il presidente Renato Schifani lavora con l’assessore Alessandro Dagnino per ottenere da Bruxelles una deroga al regime de minimis che oggi fissa un tetto di 300 mila euro nel triennio per impresa.

Articolo

La data indicata in agenda è lunedì 9 marzo. In quella giornata la Regione Siciliana, attraverso l’Irfis FinSicilia S.p.A. (Istituto Regionale per il Finanziamento alle Imprese in Sicilia), conta di avviare i primi accrediti da 20 mila euro destinati agli operatori economici che hanno richiesto un sostegno per riprendere l’attività dopo il passaggio del ciclone Harry e la frana che ha interessato Niscemi. Le istanze pervenute sono circa 1.200 e rappresentano il primo quadro numerico dell’emergenza economica apertasi nelle settimane successive agli eventi calamitosi.

Il bilancio delle richieste, riferito ai bandi chiusi sabato scorso, è stato tracciato a Palazzo d’Orléans, sede della Presidenza della Regione. Il presidente Renato Schifani ha chiarito che tutte le domande inoltrate tramite la piattaforma Irfis saranno ammesse, incluse quelle che necessitano di integrazioni documentali, precisando che il contributo, fino a un massimo di 20 mila euro per impresa, sarà corrisposto direttamente ai beneficiari. Tra i soggetti più colpiti figurano gli operatori balneari, come evidenziato dall’assessore Giusi Savarino. Una sessantina di richieste proviene da Niscemi e proprio da quel territorio dovrebbero partire i primi pagamenti, mentre le restanti istanze arrivano sia dai Comuni costieri danneggiati dalle mareggiate sia da centri dell’entroterra.

Già prima della chiusura dei termini il valore complessivo delle domande aveva oltrepassato i 100 milioni. Il dato definitivo sarà disponibile dopo la verifica amministrativa finalizzata a eliminare le duplicazioni, ossia le richieste multiple presentate dallo stesso imprenditore per identici danni su diversi avvisi pubblici emanati nel primo mese successivo allo stato di crisi. Il contributo di 20 mila euro è considerato un sostegno iniziale e non è parametrato all’entità complessiva dei danni autocertificati.

La copertura integrale dei pregiudizi economici è legata a due passaggi ulteriori. Il primo riguarda l’arrivo da Roma di una seconda tranche di aiuti stimata in circa 600 milioni. Il secondo è l’imminente varo, da parte della giunta regionale, di un nuovo bando che consentirà di assegnare fino a 400 mila euro per impresa attraverso una formula combinata: 40% a fondo perduto e 60% da restituire in 10 anni con prima rata differita al terzo anno. Nel corso dell’ultima riunione è stata inoltre approvata la relazione sul piano degli interventi urgenti da trasmettere al Dipartimento nazionale della Protezione civile per ottenere il trasferimento di una prima quota di stanziamenti statali pari a 32 milioni.

Parallelamente si è fatto il punto sugli interventi infrastrutturali coordinati dagli uffici territoriali del Genio civile, incardinati nel Dipartimento regionale tecnico, per il ripristino e la messa in sicurezza degli scali marittimi danneggiati dalle mareggiate. L’ammontare complessivo degli interventi programmati è di 10,8 milioni e riguarda lavori già affidati, in esecuzione o in fase di avvio nei porti di: Lampedusa; Stazzo; Pozzillo; Santa Tecla; Santa Maria La Scala; Capo Mulini; Ognina; San Giovanni Li Cuti; Riposto; Stromboli. Sono in corso di affidamento gli interventi negli scali di Portopalo di Capo Passero; Ustica; Levanzo; Marsala; Porto Rossi a Catania per opere di messa in sicurezza; Torre Faro; Santa Marina Salina.

Sul versante agricolo il quadro è altrettanto gravoso. La stima dei danni provocati dal ciclone Harry si attesta, allo stato, intorno a 400 milioni. Le domande di contributo presentate dalle aziende agricole in risposta al bando emanato dall’assessorato regionale all’Agricoltura, guidato da Luca Sammartino, indicano circa 300 milioni per produzioni distrutte e ulteriori 100 milioni per strutture rese inutilizzabili da vento e precipitazioni. Si tratta di una procedura distinta e parallela rispetto a quella gestita dall’assessorato alle Attività produttive e dall’Irfis per le imprese del comparto costiero.

La fase dei ristori in agricoltura sarà più articolata. L’Agea (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura) provvederà ai primi pagamenti utilizzando un fondo iniziale di 5 milioni stanziato dall’Ars, Assemblea Regionale Siciliana, nei giorni immediatamente successivi all’evento calamitoso. I tempi tecnici stimati sono di almeno 50 giorni. Nel frattempo dovrebbero affluire ulteriori risorse nazionali, con un conseguente incremento della dotazione finanziaria disponibile per gli indennizzi.

Sul piano normativo ed europeo, il presidente Schifani ha annunciato un’interlocuzione con l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino per ottenere dalla Commissione europea una deroga al regime “de minimis”, espressione latina che indica un limite massimo di aiuti pubblici concedibili senza obbligo di notifica preventiva a Bruxelles. Attualmente il massimale è fissato a 300 mila euro per impresa nell’arco di 3 anni. L’eventuale superamento di tale soglia consentirebbe di estendere il beneficio anche alle aziende di maggiori dimensioni, ampliando l’impatto macroeconomico delle misure, incluse quelle collegate ai 600 milioni autorizzati dall’Ars con l’ultima legge finanziaria regionale.

L’insieme degli atti fin qui adottati delinea una risposta scandita cronologicamente: pubblicazione dei primi bandi post-emergenza; chiusura dei termini e ricognizione delle 1.200 istanze; approvazione della relazione tecnica per l’accesso ai 32 milioni statali; avvio programmato dei bonifici dal 9 marzo; predisposizione del bando fino a 400 mila euro; interlocuzione con Roma per la seconda tranche da 600 milioni; richiesta di deroga europea sul tetto de minimis. Un percorso amministrativo che mira a coniugare rapidità degli aiuti iniziali e copertura più ampia dei danni certificati, nel rispetto della disciplina nazionale ed europea in materia di finanza pubblica e aiuti di Stato.