Sicilia. Cefpas, nomine e appalti al vaglio del Gip: la Procura di Caltanissetta ipotizza un sistema

Il Cefpas al centro dell’inchiesta della Procura di Caltanissetta su presunti incarichi, consulenze e appalti irregolari. Contestazioni ancora provvisorie per 8 indagati, in attesa dell’interrogatorio preventivo davanti al Gip

Sintesi

Il Cefpas (Centro per la formazione permanente e l’aggiornamento del personale del servizio sanitario), istituito dalla legge regionale 30/1993 e operativo dal 1996, è finito al centro di un’inchiesta della Procura di Caltanissetta su presunte irregolarità nella gestione di incarichi, consulenze, accordi amministrativi e appalti. Secondo l’impostazione accusatoria, nel marzo 2023 la conferma alla direzione dell’Ente avrebbe aperto un presunto patto di scambio politico-amministrativo, poi seguito dall’avvio delle indagini nel giugno dello stesso anno. La richiesta di misure cautelari personali è stata depositata il 27 marzo 2026 e il 4 giugno 2026 sono stati notificati gli inviti a comparire a 8 persone. Le contestazioni, ancora provvisorie e da verificare davanti al Giudice, riguardano a vario titolo corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e falso ideologico. Prima dell’esplosione pubblica dell’inchiesta, il 12 maggio 2026 l’assessore regionale alla Salute Marcello Caruso aveva istituito una commissione ispettiva sugli incarichi, mentre il 4 giugno la Regione Siciliana ha nominato Gianluigi Amico commissario straordinario dell’Ente. Il prossimo passaggio indicato è l’interrogatorio preventivo davanti al Gip (Giudice per le indagini preliminari), previsto per l’11 giugno 2026, dopo il quale il Giudice potrà accogliere, respingere o modificare la richiesta della Procura. Fermo restando il diritto di cronaca, essendo nella fase preliminare delle indagini, chiunque coinvolto è innocente fino a sentenza passata in giudicato.

Articolo

Il caso Cefpas arriva davanti al Gip con un quadro accusatorio pesante, ma ancora collocato nella fase delle indagini preliminari. Il Centro, con sede a Caltanissetta, nasce come struttura pubblica regionale per la formazione e l’aggiornamento del personale sanitario. La sua funzione, secondo quanto indicato dallo stesso Ente, è collegata alla formazione continua in medicina e alla collaborazione con il mondo della ricerca, dell’istruzione e della sanità. Proprio per il suo ruolo istituzionale, l’inchiesta aperta dalla Procura di Caltanissetta assume un rilievo che supera il solo piano giudiziario e investe anche quello amministrativo e politico.

La prima cornice normativa risale alla legge regionale 30/1993, che ha istituito il Centro, poi modificata da interventi successivi. Sul piano più recente, la Corte costituzionale, con la sentenza 169/2024, ha dichiarato illegittima la norma regionale che aveva riconosciuto al Cefpas natura di Ente del SSR (Servizio sanitario regionale) dal 1 gennaio 2024, richiamando la tassatività degli enti del servizio sanitario e il divieto di destinare risorse dei LEA (livelli essenziali di assistenza) a finalità diverse da quelle previste. Questo passaggio non riguarda direttamente le singole accuse penali, ma chiarisce il contesto istituzionale entro cui si muove l’ente.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la vicenda giudiziaria prende corpo attorno alla gestione avviata nel 2023. Gli atti riportati dalla stampa indicano che l’influenza politica attribuita a Gallo Afflitto sarebbe stata considerata decisiva per la nomina o la conferma di Sanfilippo alla guida del Centro, con un passaggio richiamato anche alla seduta della commissione Affari istituzionali dell’Ars (Assemblea regionale siciliana) del 29 marzo 2023 e con la nomina indicata dal 31 marzo dello stesso anno per i successivi 3 anni. La Procura sostiene che, in cambio, il direttore avrebbe piegato le proprie funzioni agli interessi del deputato, ma questa resta un’ipotesi accusatoria che dovrà essere valutata dal giudice.

Le indagini risultano avviate nel giugno 2023. La richiesta di applicazione delle misure cautelari personali è stata depositata il 27 marzo 2026 presso l’Ufficio Gip di Caltanissetta. Il 4 giugno 2026 la Squadra mobile della Polizia di Stato e lo Sco (Servizio centrale operativo) di Roma, con il supporto delle squadre mobili di Palermo e Agrigento, hanno notificato gli inviti a comparire per rendere interrogatorio. Nel comunicato della Procura, riportato integralmente dalla stampa locale, viene sottolineato il principio della presunzione di innocenza, proprio perché il procedimento è ancora nella fase preliminare. Gli indagati destinatari degli inviti a comparire sono 8: Riccardo Gallo Afflitto, deputato dell’Ars; Roberto Sanfilippo, direttore pro tempore del Cefpas; Giuseppe Capodieci, dirigente generale dell’Asp (Azienda sanitaria provinciale) di Agrigento; Gioacchino Pontillo e Maria Luisa Zoda, funzionari del Centro; Salvatore Enrico Giambelluca, medico in quiescenza; Pietro Tirone, legale rappresentante della Sice s.r.l. (società a responsabilità limitata); Vincenzo Raitano, funzionario regionale in pensione. Le contestazioni riguardano, a vario titolo, corruzione e falso ideologico, ma nessuna responsabilità può essere considerata accertata prima di una sentenza definitiva.

Al centro dell’accusa vi sarebbe l’assegnazione di un incarico dirigenziale per esperto amministrativo-giuridico a Pontillo, ritenuto dagli inquirenti vicino al deputato, insieme a 4 incarichi di consulenza e a un contratto a tempo pieno e determinato per la moglie dell’esponente politico. La Procura contesta anche la sottoscrizione di un accordo quadro tra il Centro e l’Asp agrigentina, che avrebbe consentito procedure di distacco del personale tra i 2 enti, oltre all’affidamento dell’appalto per una biblioteca digitale a un operatore ritenuto privo delle competenze specifiche necessarie. Anche questi passaggi sono ipotesi investigative e saranno oggetto di contraddittorio.

Un altro capitolo riguarda i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria del patrimonio edilizio del Cefpas per il periodo 2023-2027, aggiudicati alla Sice. Secondo l’accusa, Sanfilippo avrebbe indotto Tirone a mettersi a disposizione del deputato, mentre altri incarichi sarebbero stati assegnati a persone da lui indicate. Il quadro tracciato dai Pm (pubblici ministeri) descrive quindi non un singolo episodio isolato, ma una presunta rete di utilità, incarichi e favori, che gli indagati potranno contestare negli interrogatori preventivi e nelle successive sedi processuali.

Il 12 maggio 2026, prima della notifica degli inviti a comparire, il nuovo Assessore Regionale alla Salute in Sicilia Marcello Caruso, in carica dal maggio 2026 all’interno della Giunta del presidente Renato Schifani, aveva annunciato l’istituzione di una commissione ispettiva composta da dirigenti dell’assessorato regionale alla Salute per verificare la legittimità degli incarichi conferiti dal Centro nelle settimane precedenti. Nella nota ufficiale, l’assessore ha richiamato “correttezza e trasparenza delle procedure” come condizioni indispensabili dell’azione amministrativa del Governo Schifani. Il 4 giugno, nella stessa giornata in cui l’inchiesta è diventata pubblica, la Regione ha nominato Gianluigi Amico, dirigente della Regione Siciliana e attuale segretario della Giunta regionale, commissario straordinario del Cefpas, per restare in carica fino alla ricostituzione degli organi ordinari di amministrazione.

Le reazioni politiche e sindacali sono state immediate. Il Pd (Partito Democratico), con Nello Dipasquale e Anthony Barbagallo, ha parlato di un sistema fondato su scambio, clientelismo e gestione del consenso, ricordando precedenti interrogazioni ed esposti. Il M5S (Movimento 5 Stelle), con Nuccio Di Paola, ha chiesto le dimissioni del presidente della Regione. La Cgil (Confederazione generale italiana del lavoro) e la Fp Cgil (Funzione pubblica) hanno sollecitato il commissariamento dell’Ente e un riordino complessivo delle strutture regionali in cui siano emerse opacità, sostenendo di avere denunciato criticità già dal 2022. Sono valutazioni politiche e sindacali, distinte dal piano giudiziario, ma indicative del peso istituzionale assunto dalla vicenda.

Sul piano giuridico, la corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio è disciplinata dall’articolo 319 c.p. (codice penale) e riguarda l’ipotesi in cui un pubblico ufficiale riceva o accetti la promessa di denaro o altra utilità per omettere, ritardare o compiere un atto contrario ai doveri del proprio ufficio. Il falso ideologico in atto pubblico, richiamato dall’articolo 479 c.p., riguarda invece l’attestazione non veritiera di fatti che l’atto è destinato a provare. Nel procedimento entra anche la disciplina dell’interrogatorio preventivo introdotta dalla legge 114/2024, nota come riforma Nordio, che ha rafforzato il contraddittorio prima dell’eventuale applicazione di una misura cautelare personale.

La data da osservare è l’11 giugno 2026, quando è indicato l’interrogatorio preventivo davanti al Gip di Caltanissetta. Fino a quel momento, e comunque fino alla decisione del Giudice, le misure richieste dalla Procura non risultano applicate. Il Magistrato potrà accogliere l’impianto cautelare, rigettarlo o rimodularlo, valutando gravi indizi, esigenze cautelari, proporzionalità e risposte difensive. La vicenda resta dunque sospesa tra 2 piani: da una parte l’esigenza pubblica di chiarire la gestione di un Ente strategico per la formazione sanitaria, dall’altra il diritto degli indagati a essere considerati non colpevoli sino a un eventuale accertamento definitivo.

Nota

Quanto sopra, ai fini dell’esercizio del diritto di cronaca, costituzionalmente garantito e nel rispetto dei diritti degli indagati che, in considerazione dell’attuale fase delle indagini preliminari, sono da presumersi innocenti fino alla sentenza irrevocabile che ne accerti le responsabilità e con la precisazione che il giudizio, che si svolgerà in contraddittorio con le parti e le difese davanti al Giudice terzo ed imparziale, potrà concludersi anche con la prova dell’assenza di ogni forma di responsabilità in capo agli indagati.