Sintesi
A pochi giorni dalle elezioni comunali del 24 e 25 maggio 2026 che hanno portato all’elezione di Agatino Bosco a sindaco di Giardini Naxos, è esplosa una polemica relativa all’occupazione di un tratto di spiaggia libera sotto Piazza San Pancrazio. Un cittadino ha denunciato su Fb la progressiva riduzione degli spazi pubblici a favore dei lidi privati, lamentando la quasi totale scomparsa degli accessi gratuiti al mare per residenti e turisti e richiamando anche problematiche ambientali e di decoro. La nuova Amministrazione ha precisato che l’autorizzazione contestata è stata rilasciata durante il periodo di commissariamento dell’Ente locale e prima dell’insediamento del sindaco e della futura Giunta. Numerosi cittadini hanno condiviso le preoccupazioni per la diminuzione delle spiagge libere, chiedendo controlli, servizi e manutenzione delle aree pubbliche, mentre altri hanno ricordato che le competenze sulle concessioni demaniali marittime appartengono principalmente alla Regione Siciliana attraverso gli uffici del demanio marittimo. Il dibattito si è quindi spostato dalla ricerca delle responsabilità politiche immediate alla necessità di verificare la legittimità degli atti, il rispetto delle quote di spiaggia libera previste dalla normativa e la possibilità di futuri interventi amministrativi. Restano centrali il tema della libera fruizione del litorale, il ruolo dei PUDM (Piani di Utilizzo del Demanio Marittimo), le competenze tra Regione e Comuni e la richiesta della cittadinanza di una maggiore tutela del patrimonio costiero comune.

Articolo
La vicenda che sta animando il dibattito pubblico a Giardini Naxos riguarda l’occupazione di un tratto di spiaggia libera sotto Piazza San Pancrazio e giunge in un momento particolarmente delicato per la vita amministrativa cittadina, a pochi giorni dall’elezione del nuovo sindaco Agatino Bosco nelle consultazioni del 24 e 25 maggio 2026. La protesta nasce dalla denuncia di alcuni cittadini che lamentano la progressiva riduzione degli spazi destinati alla libera balneazione a favore delle attività balneari private. Secondo i contestatori, negli anni il litorale avrebbe visto una costante espansione delle aree in concessione, con conseguente diminuzione degli spazi accessibili gratuitamente sia ai residenti sia ai visitatori. Alle critiche sulla disponibilità delle spiagge si aggiungono segnalazioni riguardanti il decoro urbano, la presenza di servizi ritenuti insufficienti nelle aree libere e alcune problematiche ambientali segnalate nei pressi della zona interessata.

Di fronte a tali rimostranze, l’Amministrazione comunale appena insediata guidata dal Agatino Bosco, ha pubblicato una nota ufficiale chiarendo che l’autorizzazione contestata è stata rilasciata prima dell’insediamento del nuovo sindaco, durante il periodo di commissariamento del Comune. Lo stesso Ente locale ha evidenziato che, al momento del rilascio del provvedimento, la nuova Amministrazione non era ancora entrata in carica e che la Giunta comunale non risultava neppure nominata. Per questo motivo il Comune ha ritenuto infondati i tentativi di attribuire la responsabilità politica dell’atto al nuovo esecutivo cittadino.

Sotto il profilo amministrativo e giuridico, la precisazione appare fondata. Le elezioni si sono svolte il 24 e 25 maggio 2026 e l’autorizzazione contestata risulterebbe antecedente all’insediamento della nuova amministrazione. Di conseguenza, qualunque provvedimento adottato durante il commissariamento non può essere materialmente ricondotto a decisioni assunte dal sindaco eletto successivamente.
Ciò non significa che il dibattito sia privo di rilevanza politica. Diversi cittadini hanno infatti sostenuto che, pur non essendo responsabile dell’atto originario, la nuova Amministrazione dovrebbe verificare attentamente la procedura seguita e valutare eventuali strumenti di controllo consentiti dalla legge. Alcuni commentatori hanno richiamato l’istituto dell’autotutela amministrativa, attraverso il quale un ente pubblico può riesaminare propri atti o atti che ricadono nella propria sfera di competenza quando emergano ragioni di interesse pubblico o possibili profili di illegittimità.
Occorre tuttavia distinguere con precisione le competenze. In Sicilia il demanio marittimo appartiene alla Regione Siciliana, che attraverso il Dipartimento Ambiente e gli uffici del demanio marittimo esercita funzioni fondamentali di indirizzo, coordinamento, rilascio e gestione delle concessioni previste dal Codice della Navigazione.
Nel corso degli anni alcune competenze operative sono state attribuite anche ai Comuni costieri attraverso i PUDM (Piani di Utilizzo del Demanio Marittimo), strumenti di pianificazione che disciplinano l’utilizzo delle aree costiere. I Comuni, una volta approvati tali strumenti, possono svolgere attività istruttorie e procedere al rilascio di determinate concessioni secondo le procedure stabilite dalla normativa regionale. Tuttavia tali attività devono sempre conformarsi alle direttive regionali e alla pianificazione vigente.
Per questo motivo appare riduttivo attribuire automaticamente al sindaco appena eletto la responsabilità di un’autorizzazione rilasciata prima del suo insediamento. Se l’atto contestato è stato adottato durante il commissariamento e nell’ambito delle procedure demaniali previste dalla normativa, eventuali verifiche dovranno riguardare anzitutto il percorso amministrativo seguito dagli uffici competenti e la conformità alle disposizioni regionali e nazionali vigenti.
La tempistica della vicenda ha inoltre suscitato osservazioni da parte di diversi cittadini. La polemica è infatti esplosa immediatamente dopo la conclusione delle elezioni comunali e dopo la proclamazione del nuovo sindaco. Da qui la percezione, espressa da alcuni osservatori, che il caso sia divenuto rapidamente il primo terreno di scontro politico della nuova consiliatura, nonostante l’origine dell’atto risalga a una fase precedente dell’amministrazione cittadina.
Resta però del tutto legittima la richiesta della popolazione di conoscere nel dettaglio le motivazioni che hanno portato al rilascio della concessione, di verificare il rispetto delle percentuali minime di spiaggia libera previste dagli strumenti pianificatori e di garantire un equilibrio tra sviluppo turistico, iniziativa economica privata e tutela dei diritti collettivi. La stessa normativa regionale richiama il principio della libera fruizione del demanio marittimo e della necessità di assicurare il passaggio libero e gratuito verso la battigia.
Molti dei commenti pubblicati dai cittadini convergono proprio su questo punto. Al di là delle appartenenze politiche, emerge la richiesta di una maggiore attenzione verso le spiagge libere, con servizi adeguati, accessi sicuri, pulizia, controlli e contrasto all’erosione costiera. Altri interventi sottolineano la necessità di una collaborazione istituzionale tra Comune, Regione Siciliana, Demanio Marittimo e Guardia Costiera per evitare ulteriori riduzioni degli spazi pubblici e per garantire il rispetto delle regole da parte di tutti gli operatori.
In conclusione, allo stato delle informazioni disponibili, non emergono elementi che consentano di attribuire alla nuova Amministrazione comunale la responsabilità dell’autorizzazione contestata, essendo la stessa precedente all’insediamento del sindaco Bosco. Diverso è il tema delle future scelte politiche e amministrative, sulle quali i cittadini chiedono già oggi segnali concreti di tutela del litorale, di difesa della libera balneazione e di corretta gestione del patrimonio costiero. La vicenda rappresenta dunque il primo banco di prova per la nuova Amministrazione cittadina, chiamata non a rispondere di decisioni assunte prima del proprio mandato, ma a dimostrare nei fatti la capacità di affrontare una questione che da anni alimenta il confronto pubblico nella località turistica ionica.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









