Il sostegno regionale destinato a compensare i maggiori costi per il trasferimento dei rifiuti fuori dalla Sicilia è stato avviato nel 2024 con uno stanziamento di 50 milioni di euro. Nel 2025 sono stati assegnati altri 25 milioni per le spese sostenute nell’anno precedente. Il 9 luglio 2026 è stato approvato un nuovo finanziamento complessivo di 20 milioni, riferito ai conferimenti effettuati durante il 2025 nell’impianto di Catania e al successivo trasporto fuori dall’Isola delle frazioni trattate. L’effetto concreto sulle tariffe in bolletta dipenderà dalla corretta contabilizzazione nei piani finanziari comunali.

Sintesi
Il provvedimento del 2026 rappresenta la prosecuzione di un meccanismo introdotto 2 anni prima per sostenere i bilanci comunali messi in difficoltà dall’insufficiente capacità degli impianti siciliani e dalla conseguente necessità di spedire parte dei rifiuti oltre lo Stretto. L’origine normativa risale all’articolo 10 della legge regionale n. 23 del 4 luglio 2024, successivamente modificato dalla legge regionale n. 25 del 12 agosto dello stesso anno. Il DDG (decreto del dirigente generale) n. 1614 del 10 ottobre 2024 impegnò 50 milioni di euro sul capitolo 240014 per le spese riferite al periodo compreso tra il 1° giugno 2022 e il 31 luglio 2023. Il calcolo considerava i quantitativi di indifferenziato, una tariffa media di 120 euro per tonnellata e una maggiorazione collegata ai risultati della raccolta differenziata. Poiché le richieste ammissibili raggiungevano 57.138.827,52 euro, gli importi dovevano essere ridotti in misura proporzionale.

Una seconda fase è stata avviata con l’articolo 4 della legge regionale n. 29 del 12 agosto 2025. Il successivo provvedimento n. 1813 del 27 novembre ha autorizzato 25 milioni di euro per ristorare le spese sostenute dai Comuni nel 2024. Anche in quel caso il criterio dichiarato era di 120 euro per tonnellata, con una rideterminazione proporzionale qualora il fabbisogno complessivo avesse oltrepassato la disponibilità finanziaria. L’atto chiariva inoltre che si trattava di costi superiori a quelli preventivati nelle tariffe comunali.

Il nuovo intervento è contenuto nel DDG n. 1083, emesso e pubblicato il 9 luglio 2026 dal Dipartimento regionale dell’Acqua e dei rifiuti. Il decreto stabilisce i criteri, approva l’elenco dei beneficiari, impegna e dispone la liquidazione di 20 milioni di euro per le spese straordinarie sostenute tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2025. Le quantità sono state ricavate dalla piattaforma ORSO (Osservatorio rifiuti sovraregionale) e riguardano il codice EER (Elenco europeo dei rifiuti) 20 03 01, riferito ai rifiuti urbani non differenziati conferiti nell’impianto TMB (trattamento meccanico-biologico) di contrada Coda Volpe, a Catania (comune e capoluogo della Città metropolitana omonima, in Sicilia). La struttura è gestita da Sicula Trasporti S.p.A. (società per azioni), che ha trasferito fuori regione le frazioni derivanti dalla lavorazione dopo la saturazione della capacità disponibile negli impianti dell’Isola.
Francesco Colianni (assessore regionale all’Energia e ai servizi di pubblica utilità ed esponente del Movimento per l’Autonomia–Grande Sicilia) ha presentato il finanziamento come una risposta concreta alle richieste dei sindaci e come una conferma dell’impegno dell’amministrazione a sostenere gli Enti locali nella gestione del ciclo dei rifiuti.
L’elenco dei Comuni e rispettivo importo divisi per provincia
Le SRR (Società per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti) considerate comprendono 29 enti della Città metropolitana di Messina, distribuiti tra il versante jonico e quello alcantarino. Per la SRR Messina Area Metropolitana: Alì 2.775,36 euro; Alì Terme 16.190,86 euro; Antillo 1.971,51 euro; Casalvecchio Siculo 2.663,47 euro; Castelmola 7.033,47 euro; Fiumedinisi 6.964,14 euro; Forza d’Agrò 7.310,80 euro; Furci Siculo 22.822,07 euro; Gaggi 19.284,05 euro; Gallodoro 1.880,22 euro; Giardini Naxos 110.391,77 euro; Letojanni 66.706,11 euro; Limina 7.121,75 euro; Mandanici 2.055,26 euro; Mongiuffi Melia 3.338,26 euro; Nizza di Sicilia 24.184 euro; Pagliara 4.541,62 euro; Roccalumera 31.607,39 euro; Santa Teresa di Riva 48.111,27 euro; Sant’Alessio Siculo 26.935,34 euro; Savoca 14.440,38 euro; Scaletta Zanclea 15.102,13 euro; Taormina 148.909,76 euro. Per la SRR Messina Provincia: Francavilla di Sicilia 21.932,41 euro; Graniti 10.412,23 euro; Motta Camastra 6.618,17 euro; Malvagna 5.891,20 euro; Moio Alcantara 5.844,52 euro; Roccella Valdemone 6.055,95 euro. La somma esatta è 649.095,47 euro.
Agli Enti locali già indicati si aggiungono altri 72 Comuni della provincia tirrenica di Messina. Lipari riceve 275.189,66 euro; Malfa 15.827,03 euro; Santa Marina Salina 22.573,57 euro; Leni 9.276,83 euro; Patti 146.725,44 euro; Capo d’Orlando 67.211,35 euro; Sant’Agata di Militello 108.861,65 euro; Gioiosa Marea 63.897,12 euro; Tortorici 23.612,87 euro; Brolo 51.954,08 euro; Acquedolci 24.074,17 euro; Mistretta 29.995,58 euro; Capri Leone 10.036,05 euro; Torrenova 25.518,48 euro; Piraino 26.390,29 euro; Naso 15.006,03 euro; San Fratello 16.315,79 euro; Caronia 29.344,81 euro; Castell’Umberto 13.212,31 euro; Sant’Angelo di Brolo 11.225 euro; San Piero Patti 17.456,69 euro; Falcone 27.875,79 euro; Sinagra 2.461,65 euro; Galati Mamertino 9.473,16 euro; Cesarò 16.151,04 euro; Montalbano Elicona 14.646,32 euro; Oliveri 25.187,61 euro; Rodì Milici 11.181,07 euro; San Marco d’Alunzio 8.515,54 euro; Alcara li Fusi 5.602,20 euro; Librizzi 8.863,58 euro; Montagnareale 5.180,03 euro; Mazzarrà Sant’Andrea 5.608,38 euro; Longi 2.215,21 euro; Ficarra 5.729,20 euro; San Teodoro 5.517,77 euro; Novara di Sicilia 7.967,06 euro; Pettineo 2.014,08 euro; Militello Rosmarino 6.852,94 euro; Castel di Lucio 947,32 euro; San Salvatore di Fitalia 3.995,20 euro; Ucria 2.658,66 euro; Raccuja 4.135,24 euro; Fondachelli Fantina 9.094,92 euro; Santa Domenica Vittoria 8.396,78 euro; Mirto 2.188,44 euro; Tripi 3.373,27 euro; Motta d’Affermo 983,01 euro; Frazzanò 2.760,94 euro; Basicò 7.956,08 euro; Floresta 3.154,29 euro; Barcellona Pozzo di Gotto 316.926,46 euro; Castroreale 10.066,94 euro; Condrò 3.645,11 euro; Furnari 35.665,74 euro; Gualtieri Sicaminò 7.205,09 euro; Merì 14.986,81 euro; Milazzo 4.941,14 euro; Monforte San Giorgio 20.581,46 euro; Pace del Mela 53.375,05 euro; Roccavaldina 11.507,82 euro; Rometta 33.898,79 euro; San Filippo del Mela 33.210,96 euro; San Pier Niceto 23.947,86 euro; Santa Lucia del Mela 21.867,89 euro; Saponara 18.585,23 euro; Spadafora 49.221,96 euro; Terme Vigliatore 59.131,71 euro; Torregrotta 65.574,83 euro; Valdina 16.241,66 euro; Venetico 42.788,46 euro; Villafranca Tirrena 68.429,13 euro. Questi 72 ulteriori Enti ottengono complessivamente 2.136.191,68 euro. Sommando tale cifra ai 649.095,47 euro destinati ai 29 Comuni già menzionati, il finanziamento complessivo attribuito alla provincia di Messina raggiunge 2.785.287,15 euro.
Per la provincia di Catania sono finanziati 23 Comuni. Catania riceve 7.816.631,11 euro; Misterbianco 549.835,65 euro; Mascalucia 178.968,49 euro; Aci Catena 313.188,68 euro; Gravina di Catania 183.466,18 euro; San Giovanni la Punta 335.353,88 euro; Tremestieri Etneo 113.907,14 euro; Aci Sant’Antonio 157.405,40 euro; Zafferana Etnea 89.629,78 euro; Ragalna 21.932,41 euro; Acireale 700.863,83 euro; Giarre 366.552,06 euro; Bronte 174.101,49 euro; Riposto 281.871,67 euro; Mascali 97.007,85 euro; Fiumefreddo di Sicilia 43.012,24 euro; Santa Venerina 22.153,45 euro; Linguaglossa 35.974,65 euro; Calatabiano 32.354,26 euro; Piedimonte Etneo 22.300,36 euro; Maletto 15.979,43 euro; Maniace 11.480,37 euro; Castiglione di Sicilia 18.346,34 euro. Il totale assegnato alla provincia etnea è di 11.582.316,72 euro.
Per la provincia di Siracusa risultano beneficiari 21 Comuni. Siracusa riceve 1.807.203,40 euro; Augusta 809.623,88 euro; Avola 443.896,94 euro; Lentini 333.736,51 euro; Noto 514.484,30 euro; Floridia 139.747,57 euro; Pachino 215.402,38 euro; Rosolini 128.704,48 euro; Carlentini 225.421,28 euro; Melilli 98.111,68 euro; Francofonte 174.539,45 euro; Priolo Gargallo 206.696,01 euro; Palazzolo Acreide 74.954,62 euro; Sortino 31.611,51 euro; Solarino 38.003,83 euro; Canicattini Bagni 41.879,58 euro; Portopalo di Capo Passero 26.821,39 euro; Ferla 12.390,61 euro; Buccheri 12.014,43 euro; Buscemi 6.373,10 euro; Cassaro 4.165,44 euro. La somma complessiva destinata alla provincia è di 5.345.782,39 euro.
Per la provincia di Trapani sono indicati 9 beneficiari. Marsala riceve 67.198,31 euro; Trapani e Misiliscemi, riportati congiuntamente nell’allegato regionale, 94.465,20 euro; Alcamo 69.769,10 euro; Erice 32.155,87 euro; Castellammare del Golfo 13.764,91 euro; Valderice 1.640,64 euro; Pantelleria 4.624 euro; Favignana 1.931,70 euro; Campobello di Mazara 1.064,01 euro. Il totale provinciale ammonta a 286.613,74 euro.
Nel prospetto allegato al decreto non risultano contributi attribuiti a Comuni delle province di Agrigento, Caltanissetta, Enna, Palermo e Ragusa. I 154 beneficiari inseriti nel documento appartengono pertanto esclusivamente alle province di Catania, Messina, Siracusa e Trapani, per una spesa regionale complessiva di 20 milioni di euro.
Non si può stabilire automaticamente se questi costi ora rimbordati fossero già stati pagati dagli utenti. Occorrerebbe verificare Comune per Comune, se gli “extra costi” del 2025, come anche quelli degli anni precedenti, siano stati inseriti nel PEF e coperti dalla Tari, oppure anticipati con risorse di cassa o con fondi del bilancio comunale.
Il PEF è il Piano economico-finanziario del servizio rifiuti. È il documento con cui ogni Comune calcola quanto costa complessivamente raccogliere, trasportare, trattare e smaltire i rifiuti, includendo anche personale, mezzi, impianti, spazzamento, riscossione ed eventuali conguagli. Da quel costo, sottratti contributi e altre entrate, si determina la somma che deve essere coperta attraverso la Tari e quindi ripartita tra famiglie, seconde case e attività economiche secondo le tariffe comunali.
Se i rimborsi della Regione Siciliana erano già confluiti nelle bollette, il contributo regionale deve essere contabilizzato nel servizio rifiuti come entrata o posta rettificativa, riducendo il fabbisogno tariffario e producendo un conguaglio o minori tariffe negli anni successivi, poiché lo stesso costo non può essere recuperato 2 volte. Se invece il Comune aveva anticipato la spesa con risorse proprie senza addebitarla agli utenti, il rimborso serve a reintegrare il bilancio e non comporta necessariamente una restituzione diretta.
In ogni caso, trattandosi di somme assegnate espressamente per coprire gli extra costi dei rifiuti, i Comuni non possono destinarle liberamente ad altre finalità estranee, ma devono rendicontarle e registrarle coerentemente nel PEF e nei documenti contabili.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









