Mondello. Il Cga restituisce la gestione della spiaggia alla Italo Belga e boccia la strategia della Regione

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa sospende la decadenza della concessione. Critiche severe alla Regione Siciliana sulla gestione della stagione balneare e chiarimenti sui profili antimafia

Sintesi

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa (Cga) ha accolto il ricorso della società Mondello Immobiliare Italo Belga sospendendo il decreto con cui la Regione Siciliana aveva dichiarato decaduta la storica concessione della spiaggia di Mondello (frazione e rinomato quartiere costiero di Palermo) dopo 114 anni. I Giudici amministrativi hanno evidenziato carenze nella programmazione dell’assessorato regionale al Territorio e Ambiente guidato da Giusi Savarino, sottolineando il rischio di caos organizzativo e problemi di ordine pubblico in vista della stagione estiva. La sentenza chiarisce inoltre che la società non è destinataria di interdittiva antimafia, misura di prevenzione emessa dalla Prefettura nei confronti della subappaltatrice GM Edil, ma di un percorso di prevenzione collaborativa della durata di 12 mesi. La decisione riporta la gestione degli stabilimenti e dei servizi balneari alla Italo Belga, mentre prosegue il dibattito politico e giudiziario sulla gestione del litorale palermitano e sulle modalità con cui la Regione ha tentato di revocare la concessione.

Articolo

Sarà ancora la Mondello Immobiliare Italo Belga a gestire la spiaggia di Mondello (frazione e rinomato quartiere costiero di Palermo) per la stagione balneare ormai imminente. Il Consiglio di Giustizia Amministrativa ((Cga, organo di secondo grado della giustizia amministrativa in Sicilia) ha accolto il ricorso presentato dalla società sospendendo il provvedimento con cui la Regione Siciliana aveva disposto la decadenza della concessione demaniale detenuta da oltre 114 anni sul celebre litorale di Palermo.

L’ordinanza, firmata dal presidente Ermanno de Francisco e dal magistrato estensore Giuseppe La Greca, ha riportato la situazione amministrativa allo stato precedente al decreto emanato il 26 febbraio dall’assessore regionale al Territorio e Ambiente Giusi Savarino. Secondo i Giudici amministrativi, la Regione non avrebbe predisposto in maniera adeguata e tempestiva gli strumenti necessari a garantire una gestione ordinata della stagione estiva e dei servizi destinati ai bagnanti.

Il Cga ha espresso valutazioni particolarmente severe sull’azione amministrativa dell’assessorato regionale. Nell’ordinanza viene infatti evidenziato che “l’assessorato regionale non ha operato una corretta e tempestiva programmazione delle attività di gestione” e che non sarebbe stata assicurata “la continuità del servizio” né predisposti “strumenti per un’ordinata e disciplinata gestione delle aree destinate alla fruizione pubblica”. Per i Magistrati amministrativi il rischio concreto era quello di un’estate caratterizzata da confusione gestionale, criticità organizzative e possibili problemi di ordine pubblico lungo il litorale palermitano.

La Regione Siciliana aveva scelto di revocare la concessione storica alla Italo Belga predisponendo successivamente bandi pubblici per assegnare temporaneamente 13 mini lotti della spiaggia per la durata di 3 mesi. Tuttavia, secondo quanto rilevato nella decisione del Cga, gli operatori economici interessati sarebbero stati soltanto 4 o 5 e non sarebbe stata garantita la presenza immediata di nuovi concessionari in grado di assicurare servizi e controllo del territorio. I Giudici hanno ritenuto insufficiente anche il piano predisposto dal Comune di Palermo nella fase transitoria.

Un altro passaggio centrale dell’ordinanza riguarda i profili antimafia emersi nei mesi scorsi. Il Cga ha chiarito che la Mondello Immobiliare Italo Belga non è destinataria di alcuna interdittiva antimafia, misura amministrativa adottata dalla Prefettura per impedire rapporti con la pubblica amministrazione in presenza di sospetti collegamenti mafiosi. La misura prefettizia ha invece riguardato la società subappaltatrice GM Edil, nei confronti della quale sarebbero emersi legami con ambienti mafiosi da parte di titolari e componenti del personale.

La sentenza precisa che nei confronti della Italo Belga è stato adottato un provvedimento di prevenzione collaborativa della durata di 12 mesi. Si tratta di uno strumento previsto dalla normativa antimafia che consente all’impresa di proseguire l’attività economica sotto monitoraggio e con obblighi di collaborazione finalizzati al risanamento e alla tutela della legalità. Secondo il Cga questo provvedimento “piuttosto che inibire l’attività imprenditoriale ne presuppone la continuazione costituendone garanzia di legalità e liceità”.

La vicenda si inserisce nel più ampio quadro normativo disciplinato dal Codice Antimafia, contenuto nel decreto legislativo 159 del 2011, che regola le misure di prevenzione patrimoniali e amministrative nei confronti delle imprese ritenute esposte a rischio di infiltrazioni criminali. Negli ultimi anni la giurisprudenza amministrativa del Consiglio di Stato e dei Tribunali amministrativi regionali (Tar) ha più volte distinto l’interdittiva antimafia dalla prevenzione collaborativa, riconoscendo a quest’ultima una funzione meno afflittiva e orientata alla continuità aziendale.

Sul piano politico la vicenda continua a generare forti tensioni. Il deputato regionale Ismaele La Vardera, che nei mesi scorsi aveva sollevato pubblicamente il caso Mondello, ha annunciato una conferenza stampa parlando di possibili “retroscena” politici e amministrativi che, a suo dire, coinvolgerebbero il presidente della Regione Renato Schifani. Al momento, tuttavia, non risultano provvedimenti giudiziari o accertamenti definitivi a carico del presidente regionale collegati alla gestione della concessione di Mondello.

Dopo la decisione del Cga, la Mondello Immobiliare Italo Belga ha diffuso una nota ufficiale nella quale ha espresso soddisfazione per il pronunciamento dei giudici amministrativi. La società ha dichiarato di avere mantenuto “una linea di rispetto istituzionale” anche nelle fasi più delicate della controversia e ha sostenuto che la decisione “sgombra definitivamente il campo da qualunque speculazione o travisamento dei fatti in merito ai profili di legalità”. La società ha inoltre annunciato la volontà di tutelarsi nelle sedi opportune contro dichiarazioni ritenute diffamatorie o lesive della propria immagine.

Dal punto di vista cronologico la vicenda si è sviluppata attraverso diverse tappe. Il 25 febbraio risultava ancora pienamente valida la storica concessione della spiaggia di Mondello. Il 26 febbraio l’assessore regionale Giusi Savarino ha firmato il decreto di decadenza della concessione. Nei mesi successivi la Regione ha predisposto bandi per affidare la gestione di 13 lotti temporanei del litorale. Parallelamente la Italo Belga ha presentato ricorso al Consiglio di Giustizia Amministrativa ottenendo adesso la sospensione del provvedimento regionale in attesa della decisione di merito.

La decisione del Cga riapre adesso il confronto sul futuro delle concessioni demaniali marittime in Sicilia e in Italia. Il tema è al centro del dibattito nazionale anche in relazione alla direttiva Bolkestein dell’Unione Europea (Ue, Unione europea), che impone procedure concorrenziali e trasparenti per l’assegnazione delle concessioni pubbliche. Negli ultimi anni il Consiglio di Stato ha più volte ribadito la necessità di superare proroghe automatiche e rinnovi senza gara, mentre il Parlamento italiano continua a discutere una riforma organica del settore balneare.

Nel frattempo, almeno per l’estate ormai alle porte, la gestione della spiaggia di Mondello rimane nelle mani della storica concessionaria. Da oggi lettini, ombrelloni e servizi balneari torneranno dunque sotto la responsabilità della Mondello Immobiliare Italo Belga, mentre il giudizio definitivo sulla concessione resta ancora aperto davanti alla giustizia amministrativa.