Palermo. Cede il braccio di una gru durante lavori: tragedia sul lavoro con 2 vittime e un ferito

Incidente mortale nella zona della Fiera del Mediterraneo: due operai perdono la vita precipitando da circa 10 piani, un terzo si salva. Avviate le indagini della Procura tra ipotesi di omicidio colposo e violazioni della sicurezza

Sintesi

A Palermo nella mattina di oggi si è verificato un grave incidente sul lavoro con il cedimento del braccio di una gru impegnata in un cantiere privato. Due operai di circa 40 anni sono morti dopo una caduta da grande altezza mentre un terzo è sopravvissuto. Un dipendente di un’attività commerciale è rimasto ferito ed è stato ricoverato. Le indagini sono state avviate da Procura, Vigili del Fuoco e dai Carabinieri per accertare cause e responsabilità. Il quadro normativo di riferimento è il D.Lgs. 81/2008 aggiornato al 2025 che disciplina sicurezza, manutenzione e formazione. Il caso riapre il dibattito nazionale sugli infortuni mortali con prese di posizione dei sindacati che denunciano carenze nei controlli e nell’applicazione delle misure preventive.

Articolo

Nella mattinata odierna di venerdì 10 aprile 2026, nel capoluogo siciliano di Palermo, intorno alle ore 11, si è consumato un drammatico episodio di lavoro in via Ruggero Marturano all’incrocio con via Ammiraglio Rizzo, nell’area della Fiera del Mediterraneo, proprio di fronte alla chiesa Don Orione. Durante un intervento di consolidamento e messa in sicurezza dei cornicioni di un edificio oggetto di ristrutturazione, il braccio mobile con cestello di una gru ha ceduto improvvisamente, precipitando da un’altezza stimata di circa 10 piani.

All’interno del cestello si trovavano tre operai. Due lavoratori, uno di origine rumena e l’altro tunisina, di 69 e 51 anni, sono deceduti sul colpo dopo essere stati sbalzati violentemente nel vuoto e aver impattato contro la pensilina di un esercizio commerciale, sfondandola. Il terzo operaio 25enne, è sopravvissuto grazie a una caduta attenuata su una pila di pneumatici presenti nell’attività sottostante. Nel medesimo contesto, un dipendente del negozio ha riportato un trauma cranico ed è stato trasportato in ospedale per le cure necessarie. Le prime verifiche effettuate dai Vigili del Fuoco e dalle forze dell’ordine indicano che il cedimento ha riguardato esclusivamente il braccio operativo della gru senza coinvolgere la struttura fissa della torre, elemento che restringe il campo delle ipotesi tecniche a un guasto meccanico, a una carenza manutentiva oppure a un possibile errore operativo.

La Procura della Repubblica di Palermo ha immediatamente aperto un fascicolo d’indagine. Le ipotesi di reato più probabili riguardano l’omicidio colposo (art. 589 c.p., codice penale) e la violazione delle disposizioni in materia di sicurezza sul lavoro. Saranno fondamentali le perizie tecniche sul mezzo, l’analisi della documentazione di cantiere e la verifica delle procedure adottate per stabilire eventuali responsabilità penali e civili.

Il quadro normativo di riferimento resta il Decreto Legislativo 81 del 2008, noto come Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro, aggiornato alla versione di gennaio 2025. In particolare, gli articoli 69-73 e l’Allegato V disciplinano l’uso delle attrezzature di lavoro, imponendo obblighi stringenti in materia di manutenzione, formazione degli operatori e verifiche periodiche delle gru a torre e a braccio, strumenti considerati ad alto rischio se non correttamente gestiti.

La tragedia si inserisce in un contesto nazionale caratterizzato da un persistente numero di infortuni mortali nei cantieri. Le organizzazioni sindacali, tra cui la Fillea-CGIL, hanno più volte evidenziato criticità sistemiche, denunciando una applicazione non uniforme della cosiddetta “patente a punti” per le imprese edili e richiedendo l’istituzione di una cabina di regia permanente presso le prefetture per rafforzare i controlli. In dichiarazioni analoghe rese nel 2025, esponenti sindacali come Piero Ceraulo e Antonio Di Franco avevano sottolineato come le responsabilità istituzionali risultino determinanti nella prevenzione degli incidenti.

Sul piano giuridico e amministrativo, negli ultimi anni si è consolidato un orientamento che rafforza la responsabilità del datore di lavoro e dei soggetti preposti alla sicurezza, con una crescente attenzione anche da parte della giurisprudenza alla verifica concreta delle misure adottate nei cantieri. Il sistema normativo italiano prevede infatti obblighi rigorosi non solo formali ma sostanziali, che impongono una valutazione continua del rischio e l’adozione di dispositivi adeguati per la tutela dei lavoratori.