Lavoratori ex Gicap senza salario: protesta davanti all’Inps di Messina mentre la vertenza resta bloccata

Circa 180 addetti della grande distribuzione organizzata a Messina attendono lo sblocco della cassa integrazione straordinaria. Sit-in davanti all’INPS per chiedere chiarimenti sui dati mancanti e sul futuro occupazionale mentre il Ministero del Lavoro verifica le difformità tra le informazioni fornite dall’azienda e quelle registrate dall’ente previdenziale

La vertenza dei lavoratori ex Gicap nel territorio di Messina prosegue da anni tra crisi aziendale, concordato preventivo e passaggi di proprietà dei punti vendita. Dalla fine del 2025 numerosi supermercati hanno chiuso e circa 180 dipendenti sono rimasti senza stipendio dal gennaio 2026. I sindacati chiedono l’attivazione della Cassa Integrazione Guadagni straordinaria mentre l’INPS sostiene che la misura sia già stata interamente utilizzata in passato. Il Ministero del Lavoro ha avviato verifiche sui dati e sulle comunicazioni trasmesse dall’azienda e dagli enti coinvolti. Nel frattempo i lavoratori protestano davanti agli uffici dell’INPS chiedendo risposte immediate su reddito e occupazione.

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La crisi occupazionale legata alla vicenda della ex Gicap, società attiva nella grande distribuzione alimentare in Sicilia, continua a produrre effetti pesanti nel territorio messinese. Circa 180 lavoratori sono infatti senza stipendio dall’inizio del 2026 e da settimane chiedono chiarimenti sulle misure di sostegno economico promesse ma non ancora attivate. Per questo motivo una delegazione di dipendenti, insieme alle organizzazioni sindacali Filcams Cgil (Federazione Italiana Lavoratori Commercio Alberghi Mense e Servizi della Confederazione Generale Italiana del Lavoro) e Uiltucs (Unione Italiana Lavoratori Turismo Commercio e Servizi), ha organizzato un presidio davanti alla sede dell’INPS di via Argentieri a Messina per sollecitare l’aggiornamento dei dati e lo sblocco dei pagamenti sospesi.

Alla base della protesta vi è lo stallo relativo alla CIG, cioè la Cassa Integrazione Guadagni, uno degli ammortizzatori sociali previsti dall’ordinamento italiano per sostenere il reddito dei lavoratori quando l’azienda attraversa difficoltà produttive o finanziarie. La richiesta riguarda in particolare la CIGS, ossia la Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria, strumento destinato alle imprese coinvolte in processi di riorganizzazione o crisi aziendale. Secondo le organizzazioni sindacali, l’azienda avrebbe chiesto un anno di copertura tra giugno 2019 e maggio 2020, ma i dipendenti avrebbero percepito l’indennità soltanto nei primi 2 mesi.

La posizione dell’INPS è invece differente. L’ente previdenziale sostiene che la misura sarebbe stata utilizzata completamente e che quindi non esisterebbero più i presupposti normativi per una nuova concessione. Questa divergenza tra i dati comunicati dall’azienda e quelli registrati negli archivi dell’istituto ha portato all’apertura di verifiche da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che sta controllando eventuali errori amministrativi o incongruenze nelle comunicazioni ufficiali.

Nel frattempo la situazione economica dei lavoratori resta critica. Molti di loro sono operatori della grande distribuzione organizzata e raccontano di trovarsi senza reddito da mesi, con mutui, bollette e spese familiari da sostenere. La vertenza, infatti, non nasce oggi ma affonda le radici nella crisi aziendale avviata nel 2019, quando la società Gicap ha presentato al Tribunale di Messina una procedura di concordato preventivo per la continuità aziendale, cioè uno strumento giuridico previsto dal diritto fallimentare per consentire alle imprese in difficoltà di ristrutturare i debiti e proseguire l’attività.

Nel corso degli anni successivi una parte della rete commerciale è stata ceduta o affittata ad altri operatori del settore. In particolare la società Ergon ha acquisito 21 supermercati su un totale di 38 punti vendita, mentre altri negozi sono rimasti esclusi dall’operazione.

Per i restanti esercizi commerciali, distribuiti tra Messina e provincia, la gestione in affitto si è conclusa il 31 dicembre 2025. Da quella data molti lavoratori sono rimasti senza impiego stabile e in attesa di soluzioni occupazionali o di strumenti di sostegno al reddito.

Le organizzazioni sindacali denunciano da tempo il rischio di una crisi sociale che coinvolgerebbe quasi 200 famiglie del territorio. Il segretario generale della Cgil di Messina, Pietro Patti, ha parlato di un “silenzio assordante della politica” chiedendo interventi urgenti per garantire reddito e continuità occupazionale ai dipendenti coinvolti nella vertenza.

Nel dicembre 2025 anche la Regione Siciliana ha aperto un confronto istituzionale sulla crisi. L’assessore regionale alle Attività produttive, Elvira Amata, ha promosso un tavolo con sindacati, azienda e rappresentanti del Ministero del Lavoro, ribadendo la necessità di trovare una soluzione che garantisca almeno la continuità reddituale ai lavoratori rimasti senza ammortizzatori sociali.

Dal punto di vista normativo, la Cassa Integrazione Guadagni straordinaria è disciplinata principalmente dal decreto legislativo 148 del 2015, che regola gli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro. La misura consente ai lavoratori sospesi o con orario ridotto di ricevere un’indennità erogata dall’INPS pari a una percentuale della retribuzione, entro determinati massimali stabiliti annualmente dalla legge.

Nonostante i tavoli istituzionali e le verifiche amministrative in corso, la situazione resta incerta. I lavoratori chiedono tempi rapidi per lo sblocco dei pagamenti e per una soluzione definitiva della vertenza, mentre le istituzioni continuano a confrontarsi sui dati e sulle procedure che dovrebbero consentire l’attivazione della misura straordinaria.

Intanto, davanti alla sede dell’INPS, la protesta degli ex dipendenti Gicap prosegue con l’obiettivo di ottenere risposte concrete. Dopo anni di crisi aziendale, passaggi societari e trattative istituzionali, la priorità per molti di loro rimane una sola: tornare ad avere un reddito e una prospettiva lavorativa stabile.