Roccafiorita, libri, cinema e memoria: “Kalfaracconta” guarda al territorio e al futuro

L’ottava edizione della rassegna ha inaugurato il riconoscimento “Otto borghi, un territorio – Duro Chillemi”, premiato Salvatore Mosca per “Kallidoron” e intrecciato letteratura, cinema e patrimonio culturale

ROCCAFIORITA – Ci sono borghi che scelgono di raccontare ciò che sono stati. E poi ci sono quelli che provano, attraverso la cultura, a capire ciò che possono ancora diventare.

A Roccafiorita, giovedì 20 agosto, l’ottava edizione di “Kalfaracconta” ha avuto proprio questo respiro: non soltanto una rassegna letteraria, ma una serata costruita intorno alla necessità di custodire la memoria del territorio mentre la si consegna a nuove forme di racconto.
Organizzata da Archeoclub Area Jonica Messina e dal Comune di Roccafiorita, con la collaborazione dell’Osservatorio dei Beni Culturali dell’Unione del Mu.Ma, del Cinit – Cineforum Italiano e dell’Associazione Valle d’Agrò-Carmelo Duro, la manifestazione ha introdotto quest’anno un riconoscimento destinato alle nuove pubblicazioni dedicate alla storia locale: “Otto borghi, un territorio – Duro Chillemi”.
La prima assegnazione è andata a “Kallidoron. L’insediamento, le chiese e il patrimonio culturale di Gallodoro”, volume di Salvatore Mosca, pubblicato da Edas. Un titolo che già nel nome richiama una storia antica e che porta dentro di sé una precisa idea di cultura: studiare un paese significa restituirgli identità, documentandone luoghi, architetture, opere e stratificazioni.
A presentare il volume è stato Giuseppe Campagna, ricercatore di Storia moderna all’Università degli Studi di Messina; il riconoscimento è stato consegnato da Sergio Scivolone, presidente dell’Associazione Valle d’Agrò-Carmelo Duro. Mosca ha accolto il premio sottolineando il valore della visione comprensoriale incarnata dalle figure alle quali il riconoscimento è dedicato.
E proprio questa parola, territorio, sembra essere la chiave dell’intera serata.
Tre storie, oltre la politica
La rassegna ha poi portato sul palco tre personalità con importanti esperienze istituzionali, questa volta però chiamate a raccontarsi attraverso la scrittura.
Mario D’Agostino, chirurgo ed ex assessore provinciale alla Cultura, ha presentato 50 sfumature di paziente. Situazioni tragicomiche tra le corsie di un ospedale, dialogando con Filippo Brianni. Il libro raccoglie episodi vissuti tra reparti, ambulatori e pronto soccorso e li attraversa con l’ironia, senza perdere di vista la dimensione umana della malattia.
Poi è stata la volta di Mario Bolognari, antropologo culturale, già docente universitario, deputato e sindaco di Taormina, autore de L’ultima profezia. Al centro della narrazione c’è la figura popolare del ciaraolo, sospesa tra credenza, tradizione e immaginario, sullo sfondo di una Taormina dei primi decenni del Novecento attraversata dalle trasformazioni economiche e sociali.
Infine Carmelo Briguglio, giornalista ed ex parlamentare, ha affidato a Mare sacro una parte della propria memoria: il mare, i pescatori, Furci Siculo, le persone e i luoghi diventano materia narrativa, fino ad arrivare a Roccafiorita e al suo “Mare del Kalfa”.
Tre percorsi diversi, dunque, ma accomunati da un elemento: la scrittura come strumento per non lasciare evaporare le esperienze.
Quando Roccafiorita diventa un set internazionale
La seconda anima della manifestazione è stata il cinema.
Per il terzo anno consecutivo Roccafiorita ha accolto Cinemadamare, il travelling campus cinematografico che nel borgo ha riunito circa cinquanta filmmaker provenienti da diverse parti del mondo. In una settimana i partecipanti hanno lavorato direttamente sul territorio, incontrando abitanti, osservando luoghi, costruendo storie e trasformandole in cortometraggi.
È un meccanismo interessante perché rovescia il tradizionale rapporto tra cinema e territorio: non è il paese a diventare semplicemente uno sfondo, ma sono le persone e la loro quotidianità a diventare materia narrativa.
Durante la serata è stato inoltre assegnato il riconoscimento al cortometraggio “Fiorella”, realizzato nel 2025 dal filmmaker francese Anan Zhun Ying. Il premio è stato promosso da Comune, Archeoclub e Cinit; la motivazione è stata letta dal presidente nazionale del Cinit Massimo Caminiti, mentre il riconoscimento è stato ritirato da Franco Rina, direttore di Cinemadamare.
“Fiorella” racconta una ragazza che, privata del telefono cellulare, finisce per scoprire il paese e le sue strade attraverso l’incontro con una giovane del luogo. Una storia apparentemente semplice che diventa quasi una metafora: quando la tecnologia smette per un attimo di mediare la realtà, è possibile tornare a incontrare direttamente le persone e i luoghi.
Antonello, un’assenza che diventa presenza
Ma c’è stato un momento della serata capace di cambiare il significato stesso della piazza.
Sulla parete prospiciente lo spazio della manifestazione sono state proiettate per tutta la durata dell’evento le immagini del Polittico di San Gregorio di Antonello da Messina.
La scelta non è stata casuale. È arrivata a pochi giorni dal furto avvenuto al Museo Regionale di Messina, dove sono state sottratte opere riconducibili al patrimonio antonelliano, compresi tre pannelli superstiti del Polittico di San Gregorio e una tavoletta bifronte. Due pannelli erano stati abbandonati all’esterno del museo, mentre altri quattro dipinti risultavano ancora mancanti nelle ultime ricostruzioni disponibili.
A spiegare il senso dell’omaggio è stata Ketty Tamà, che ha voluto trasformare quelle immagini in una sorta di presenza simbolica: ricordare ciò che la comunità ha perduto e, insieme, affermare il desiderio che quelle opere possano tornare.
È forse qui che “Kalfaracconta” ha trovato la sua immagine più potente.
Un piccolo paese proiettava sulle proprie pareti l’immagine di un patrimonio che in questo momento non può essere visto nel luogo in cui dovrebbe trovarsi.
La cultura, in questo caso, non ha soltanto celebrato la bellezza. Ha ricordato un’assenza.
Un borgo piccolo, una responsabilità grande
A guardare Roccafiorita da fuori, i numeri potrebbero raccontare una realtà marginale. La manifestazione racconta invece qualcosa di diverso.
Da otto anni “Kalfaracconta” costruisce attorno al borgo un appuntamento nel quale libri, storia locale, cinema e patrimonio diventano strumenti di partecipazione. L’edizione 2026 ha ulteriormente allargato questo perimetro, mettendo in dialogo autori, studiosi, amministratori, filmmaker e associazioni culturali.
Ed è forse questo il merito più interessante della rassegna: non trattare la cultura come una vetrina, ma come una pratica quotidiana di comunità.
Il riconoscimento Duro-Chillemi, in particolare, sembra andare proprio in questa direzione. Dedicare un premio ai nuovi studi sul territorio significa dire che la memoria non è un capitolo chiuso: è qualcosa che va continuamente ricercato, verificato, raccontato e trasmesso.
In una Sicilia spesso costretta a scegliere tra conservazione e innovazione, Roccafiorita ha provato a dimostrare che le due cose possono stare insieme.
Un libro può salvare una storia dall’oblio. Un film può far vedere un paese con occhi nuovi. Un’immagine può ricordare un’opera che non c’è più. E una piazza può diventare, anche per una sera, il luogo in cui tutte queste memorie si incontrano.
È questa, forse, la vera forza di “Kalfaracconta”: non raccontare soltanto il passato di un territorio, ma costruire le condizioni perché quel territorio continui ad avere qualcosa da raccontare.
Mariella Musso©Tutti i diritti riservati
Vice direttrice di Mediterranea24, giornalista pubblicista. Docente di Musica e di Sostegno nella scuola pubblica e docente a contratto presso l’Università degli Studi di Palermo per la formazione degli insegnanti specializzandi sul sostegno. Laureata in Psicologia Comportamentale e Cognitiva Applicata, con una solida formazione accademica in ambito musicale e tecnologico. Coreografa e professionista della danza, ha maturato una lunga esperienza nella didattica artistica e coreutica. Ha lavorato come corrispondente e giornalista televisiva per la TV regionale, curando servizi e approfondimenti per Futura Production su Messina e la Costa Ionica. Scrittrice, è autrice del romanzo contemporaneo Ghost Love – Tra noi niente eppure tutto. Si occupa di cultura, educazione, inclusione e territorio.







