Sintesi
La Procura della Repubblica di Messina ha presentato ricorso in Cassazione contro le ordinanze con le quali il Tribunale del Riesame ha annullato le misure cautelari disposte nell’inchiesta sulle presunte false residenze a Forza d’Agrò, collegate dagli investigatori alle elezioni amministrative dell’8 e 9 giugno 2024. La trattazione risulta fissata per il 3 novembre 2026 davanti alla Quinta sezione penale. Il procedimento continua, ma nessuna responsabilità è stata definitivamente accertata.

L’indagine, avviata nel marzo 2024, ha riguardato 96 richieste di trasferimento della residenza presentate tra la fine del 2023 e aprile 2024, delle quali 59 sono state considerate mendaci dall’accusa. Il 1° aprile 2026 erano stati disposti gli arresti domiciliari per 4 indagati e il divieto di dimora per un quinto; il 23 aprile il Riesame ha revocato tutti i provvedimenti, escludendo in quella fase la presenza di un accordo criminale stabile. Le restrizioni sono cessate, mentre gli accertamenti proseguono.

Una vicenda soltanto apparentemente analoga ha interessato il limtrofo Sant’Alessio Siculo dopo le elezioni comunali del 12 giugno 2022. Il Tribunale amministrativo regionale ha dichiarato inammissibile il ricorso elettorale, escludendo dal giudizio alcuni documenti depositati tardivamente e rilevando che non era stato dimostrato come le irregolarità denunciate avessero alterato il risultato. Il TAR non ha accertato penalmente l’esistenza o l’inesistenza di false residenze.

Articolo
Il nuovo passaggio in Cassazione

L’inchiesta sulle presunte false residenze elettorali a Forza d’Agrò (Comune collinare ionico della Città metropolitana di Messina) approda davanti alla Corte di Cassazione. La Procura della Repubblica di Messina ha impugnato le 5 ordinanze del Tribunale del Riesame che il 23 aprile 2026 hanno revocato tutte le misure cautelari personali applicate alcune settimane prima. La trattazione risulta fissata per il 3 novembre davanti alla Quinta sezione penale.
Il ricorso riguarda il giudizio cautelare e non costituisce ancora una decisione sulla responsabilità degli indagati. La Cassazione dovrà verificare la correttezza giuridica e la tenuta della motivazione delle ordinanze del Riesame: potrà respingere o dichiarare inammissibile il ricorso oppure annullare la decisione, eventualmente rinviando la valutazione a un diverso Collegio. L’impugnazione non ripristina automaticamente le misure revocate e non equivale all’apertura di un processo né a una dichiarazione di colpevolezza.
Dalle indagini alle misure cautelari
Come ricostruito nel precedente approfondimento di Mediterranea24, gli accertamenti sono stati avviati nel marzo 2024 dai Carabinieri della Compagnia di Taormina, sotto il coordinamento della Procura di Messina, dopo alcune segnalazioni riguardanti un consistente numero di trasferimenti anagrafici.
Secondo il comunicato ufficiale dei Carabinieri, tra la fine del 2023 e aprile 2024 sono state presentate 96 richieste di trasferimento della residenza, ritenute anomale per la vicinanza alle elezioni amministrative dell’8 e 9 giugno 2024 e per le dimensioni del Comune, che contava 835 residenti. L’accusa ha considerato mendaci 59 richieste. Al voto hanno partecipato 673 elettori e il sindaco uscente è stato riconfermato con uno scarto di 30 preferenze.
L’ipotesi investigativa sostiene che alcune persone avrebbero dichiarato una dimora abituale non corrispondente alla realtà per ottenere l’iscrizione nelle liste elettorali. Tra gli indirizzi esaminati sono comparsi, sempre secondo l’accusa, immobili inesistenti, disabitati o inutilizzati, camere di strutture ricettive, un lido balneare e un’officina. Si tratta di contestazioni ancora sottoposte al vaglio giudiziario e non di fatti definitivamente accertati.
Il 1° aprile 2026 il Giudice per le indagini preliminari ha disposto gli arresti domiciliari per il sindaco, un esponente della Maggioranza consiliare e 2 addetti della Polizia locale; per un altro consigliere è stato applicato il divieto di dimora. Il Tribunale del Riesame ha annullato tutte le misure il 23 aprile, consentendo anche agli amministratori sospesi di riprendere l’esercizio delle rispettive funzioni.
Le motivazioni del Riesame
Le motivazioni depositate successivamente hanno escluso, nei limiti propri della fase cautelare, l’esistenza del cosiddetto pactum sceleris (accordo criminale stabile) che, secondo l’impostazione iniziale della Procura, avrebbe collegato amministratori e accertatori anagrafici.
Il Collegio ha osservato che non emergevano elementi sufficienti per dimostrare un vincolo associativo permanente, un programma criminoso indeterminato e una struttura organizzativa, requisiti necessari per configurare l’associazione per delinquere. Ha inoltre attribuito rilievo al fatto che alcune anomalie fossero state segnalate alle Forze dell’ordine proprio da operatori successivamente coinvolti nell’indagine e che i trasferimenti contestati riguardassero persone considerate vicine a entrambe le aree politiche.
Il Riesame ha anche ricordato che la residenza dipende dalla dimora abituale e dalla volontà di stabilirsi in un luogo e che la mancanza dell’abitabilità o di determinate utenze non dimostra automaticamente la falsità della dichiarazione anagrafica. Gli accertatori devono descrivere quanto osservato durante il sopralluogo, mentre spetta all’ufficiale d’anagrafe valutare la necessità di verifiche ulteriori.
La decisione non ha però cancellato indistintamente tutte le contestazioni. Come emerge dalla ricostruzione delle ordinanze, numerosi episodi di falso sono stati esclusi o ridimensionati, mentre alcune singole ipotesi sono rimaste nel fascicolo. Il Riesame ha quindi indebolito in modo sostanziale il quadro cautelare, senza chiudere il procedimento penale. Sarà questo complesso ragionamento a essere esaminato dalla Cassazione.
Il precedente distinto di Sant’Alessio
La vicenda richiama quanto accaduto al sottostante e confinante Sant’Alessio Siculo (Comune costiero ionico della Città metropolitana di Messina), ma i 2 casi non devono essere sovrapposti. A Forza d’Agrò è in corso un procedimento penale e il ricorso in Cassazione riguarda le misure cautelari; a Sant’Alessio il passaggio del 2022 ha riguardato invece un ricorso elettorale davanti al Tribunale amministrativo regionale per la Sicilia, sezione di Catania.
Dopo le elezioni comunali del 12 giugno 2022, un esponente della Minoranza ha chiesto l’annullamento del risultato, contestando alcune modalità dello scrutinio e sollevando dubbi su trasferimenti di residenza ritenuti sospetti. Il TAR ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha accolto preliminarmente l’eccezione relativa al deposito tardivo di una memoria e di alcuni documenti, che non sono stati quindi utilizzati ai fini della decisione.
Tra gli elementi depositati oltre il termine vi era una memoria del 4 ottobre 2022 nella quale si segnalavano 47 trasferimenti anagrafici da altri Comuni, il presunto voto di una persona che non ne avrebbe avuto diritto e il trasferimento fuori da Sant’Alessio di un altro soggetto pochi giorni dopo le elezioni. Proprio perché tardivi, questi elementi non sono entrati regolarmente nel materiale esaminato dal Collegio.
Il TAR ha comunque rilevato che la nascita dei residenti in altri Comuni non poteva costituire un indizio, anche per l’assenza di un presidio ospedaliero nel paese, e che né la presenza di seconde case né i trasferimenti avvenuti nel biennio precedente erano sufficienti, da soli, a dimostrare residenze fittizie. Secondo i Giudici mancavano elementi specifici e univoci capaci di dimostrare un’effettiva incidenza delle condotte denunciate sul risultato elettorale.
Nello stesso periodo, una distinta attività dei Carabinieri aveva portato alla denuncia di 5 persone per presunte false dichiarazioni finalizzate al trasferimento della residenza. Non si conosce l’esito.
La questione è tornata nel dibattito consiliare nel marzo 2025, quando la Minoranza ha chiesto nuovi controlli anche sulle possibili conseguenze tributarie relative all’esenzione dall’Imposta municipale propria (IMU). Si è trattato di dichiarazioni politiche, non di un accertamento giudiziario. Anche per questo ogni riferimento deve restare circoscritto alle contestazioni formulate e agli atti effettivamente disponibili.
Due vicende e 2 giudici differenti
L’elemento comune tra Forza d’Agrò e Sant’Alessio è il possibile utilizzo dei trasferimenti anagrafici in prossimità delle elezioni. Cambiano però gli anni, le persone coinvolte, gli atti esaminati e soprattutto la natura dei giudizi. Il TAR valuta la legittimità delle operazioni elettorali e può annullarle soltanto quando le irregolarità provate incidono concretamente sull’espressione o sul risultato del voto. Il Giudice penale verifica invece l’eventuale sussistenza di reati e le responsabilità personali.
A Sant’Alessio il ricorso amministrativo del 2022 è stato dichiarato inammissibile e una parte della documentazione è rimasta fuori dal giudizio in quanto depositata tardivamente. A Forza d’Agrò il confronto giudiziario è ancora aperto: il Riesame ha annullato le misure e ridimensionato l’impostazione accusatoria, mentre la Procura chiede ora alla Cassazione di verificare la correttezza di quella decisione.
Tutti gli indagati devono essere considerati innocenti fino a un’eventuale sentenza irrevocabile. Il procedimento potrà concludersi anche con l’accertamento dell’assenza di responsabilità.
Nell’immagine di copertina, l’ingresso del Municipio di Forza d’Agrò; il Palazzo di Giustizia di Roma, sede della Corte di Cassazione; il Municipio di Sant’Alessio Siculo.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









