Sintesi
Il Patto europeo sulla migrazione e l’asilo era stato approvato nel 2024 e il Governo italiano ha adottato il decreto giustizia-migranti il 4 giugno 2026. Il provvedimento, entrato in vigore il 12 giugno e composto da 19 articoli, ha riunito interventi sull’ordinamento giudiziario, sull’esame per avvocati e sulle procedure riguardanti asilo, frontiere e rimpatri.

Nei giorni precedenti al voto si è aperto un confronto nella Maggioranza. FdI ha proposto di ampliare l’utilizzo delle intercettazioni nei procedimenti diversi da quelli originari, soprattutto quando emergono reati indicativi di infiltrazioni mafiose, incontrando il dissenso di FI. La Lega ha presentato modifiche sui permessi di soggiorno e sui ricongiungimenti familiari.

Il 30 luglio 2026 il Governo ha posto la fiducia al Senato. Il testo è stato approvato con 92 voti favorevoli e 63 contrari, senza modifiche e con la decadenza degli oltre 400 emendamenti. Il decreto è passato alla Camera, che dovrà concludere l’esame prima dell’11 agosto.

Nella stessa giornata Sergio Mattarella, durante la cerimonia del Ventaglio, ha richiamato le forze politiche al rispetto reciproco, ha condannato le violenze avvenute in Val di Susa, ha segnalato la crescita dell’astensionismo e ha invitato ad affrontare l’immigrazione mediante una strategia stabile, superando la logica dell’emergenza.
Alla Camera è stato rinviato il voto sulla richiesta della Procura di Roma relativa alle conversazioni tra Andrea Delmastro Delle Vedove e Mauro Caroccia. La possibilità di consultare gli allegati trasmessi dai magistrati è stata temporaneamente sospesa in attesa delle riunioni previste per il 3 agosto.
Sempre il 30 luglio, l’Istat ha stimato per il secondo trimestre del 2026 una crescita del Pil dello 0,2% rispetto ai 3 mesi precedenti e dell’1% su base annua. La crescita acquisita per l’intero anno è salita allo 0,8%, superando la previsione governativa dello 0,6%.
Articolo
Il provvedimento sul quale il Governo ha ottenuto la fiducia al Senato è nato dall’esigenza di adeguare l’ordinamento italiano al Patto europeo sulla migrazione e l’asilo, approvato dall’Unione europea (UE) il 14 maggio 2024, e di prorogare o modificare alcune disposizioni riguardanti il funzionamento della giustizia. Il Consiglio dei ministri presieduto da Giorgia Meloni (presidente del Consiglio e leader di Fratelli d’Italia) lo ha approvato il 4 giugno 2026 e il decreto è stato pubblicato ed è entrato in vigore il 12 giugno. La conversione deve avvenire entro l’11 agosto, altrimenti il provvedimento perderà efficacia.
Il testo è formato da 19 articoli. La prima parte riguarda l’ordinamento giudiziario e la professione forense, mentre la seconda disciplina l’attuazione delle nuove procedure europee su immigrazione, asilo, controlli alle frontiere e rimpatri. Le ultime disposizioni contengono la copertura finanziaria e regolano l’entrata in vigore.
Per l’abilitazione alla professione di avvocato è stata prevista una sola sessione annuale dell’esame di Stato, articolata in 2 prove scritte e 1 colloquio orale. Il sistema precedente comprendeva 3 elaborati scritti. La nuova disciplina si applicherà dalla prima sessione successiva all’entrata in vigore delle disposizioni di conversione.
Il decreto* ha inoltre prorogato fino al 31 dicembre 2026 la permanenza dei magistrati giudicanti nel medesimo ufficio, con l’obiettivo di impedire che trasferimenti e scadenze simultanee producano vuoti negli organici o rallentamenti nell’attività dei tribunali. Sono stati inseriti interventi riguardanti i giudici di pace, gli uffici per il processo, la digitalizzazione e il rinvio di alcune scadenze organizzative, comprese quelle connesse ai collegi del giudice per le indagini preliminari (GIP).
La parte sull’immigrazione ha recepito gli strumenti del nuovo sistema europeo. Sono state regolate l’identificazione delle persone che arrivano alle frontiere, lo screening (controllo preliminare), la raccolta dei dati biometrici, l’accesso alle procedure di protezione internazionale e l’esame accelerato delle richieste presentate nelle zone di confine. Il termine durante il quale il richiedente asilo non può iniziare a lavorare è stato esteso da 60 a 90 giorni e le procedure di frontiera possono protrarsi, nei casi stabiliti, fino a 12 settimane. Sono stati anche rafforzati gli organismi territoriali chiamati a valutare le domande di protezione.
Il confronto politico si è però concentrato soprattutto sulle intercettazioni. Fratelli d’Italia (FdI) ha proposto di permettere un impiego più ampio delle conversazioni captate quando, nel corso di un’indagine, emergono fatti riconducibili ai cosiddetti reati spia della presenza mafiosa. L’intervento avrebbe consentito di utilizzare il materiale anche in procedimenti diversi da quello nel quale l’ascolto era stato inizialmente autorizzato, purché ricorressero le condizioni indicate dalla modifica.
La questione ha avuto origine anche dalle difficoltà applicative segnalate il 20 aprile 2026 da Giovanni Melillo (procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo). La disciplina vigente consente di trasferire le intercettazioni in un altro procedimento soltanto in condizioni ristrette, soprattutto quando risultano indispensabili per accertare reati per i quali è previsto l’arresto obbligatorio in flagranza. Secondo Melillo, il limite può impedire di utilizzare conversazioni che fanno emergere una possibile organizzazione mafiosa, costringendo gli investigatori ad avviare nuove richieste di intercettazione, con perdita di tempo e incremento dei costi.
Forza Italia (FI) si è opposta all’ampliamento, sostenendo la necessità di mantenere garanzie più rigorose per la riservatezza e per l’utilizzazione delle conversazioni in procedimenti differenti. Il contrasto ha attraversato la Maggioranza per diversi giorni, fino alla scelta dell’Esecutivo di porre la questione di fiducia sul testo già approvato dalla commissione. Sono decadute anche le proposte della Lega sui migranti. Una prevedeva un permesso di soggiorno collegato a un sistema di crediti per gli stranieri con più di 14 anni, attribuiti in rapporto alla conoscenza della lingua italiana, dei principi costituzionali e delle regole della convivenza civile. Altre modifiche avrebbero irrigidito le condizioni per i ricongiungimenti familiari.
Il 30 luglio l’Aula di Palazzo Madama ha approvato la fiducia con 92 sì e 63 no. La decisione ha fatto cadere gli oltre 400 emendamenti predisposti per l’esame assembleare e ha confermato senza variazioni il testo base. La Camera dovrà ora completare il secondo passaggio parlamentare entro la scadenza dell’11 agosto, disponendo di un margine temporale ridotto.
Nella medesima giornata, a Roma, il presidente della Republbica Sergio Mattarella ha incontrato i giornalisti parlamentari in occasione della cerimonia del Ventaglio. La tradizione è nata alla Camera e si è successivamente estesa al Senato e al Quirinale, dove da 24 anni ha sostituito il precedente scambio di saluti estivi con la stampa.
Il Capo dello Stato ha collegato i principali fatti di cronaca al tema della responsabilità politica e istituzionale. Ha chiesto che il confronto pubblico si svolga nel rispetto reciproco e ha definito “piuttosto intempestive” le tensioni elettorali già emerse, invitando i partiti a non distogliere l’attenzione dai problemi quotidiani dei cittadini e a non alterare la realtà per convenienza politica.
Mattarella ha quindi affermato che sono i comportamenti personali a dover rispettare la legge e non la legge a dover essere modificata ogni volta per adattarsi a un singolo episodio. Un ordinamento che cambiasse regole in relazione alle condotte occasionali non accrescerebbe la sicurezza, ma determinerebbe una “abdicazione dello Stato”. Il riferimento non è stato accompagnato dal nome di Mario Roggero (gioielliere), ma è stato collegato al dibattito sorto dopo la sua condanna definitiva.
La Corte di cassazione ha confermato il 15 luglio 2026 la pena di 14 anni e 9 mesi per i fatti avvenuti il 28 aprile 2021 a Grinzane Cavour (comune della provincia di Cuneo, in Piemonte). Roggero aveva inseguito all’esterno della propria gioielleria 3 rapinatori in fuga, sparando e uccidendone 2, mentre il terzo era rimasto ferito. I Giudici hanno escluso la legittima difesa perché, nel momento degli spari, il pericolo immediato all’interno del negozio era cessato. La condanna di primo grado a 17 anni, pronunciata nel dicembre 2023, era stata ridotta in appello nel dicembre 2025.
Il caso ha alimentato anche una controversia istituzionale dopo che Carlo Nordio (ministro della Giustizia nel governo Meloni) ha prospettato l’avvio di accertamenti finalizzati a un’eventuale grazia. Il Quirinale ha ricordato che la concessione della grazia rientra nelle prerogative esclusive del Presidente della Repubblica e presuppone un’istruttoria formale. Il Ministero ha successivamente precisato che nessun provvedimento era stato ancora definito.
Il Presidente ha rivolto un richiamo particolarmente severo anche alle violenze avvenute il 25 luglio in Val di Susa (valle alpina della città metropolitana di Torino, in Piemonte), durante una manifestazione contro la linea ferroviaria Torino-Lione. Centinaia di persone hanno raggiunto il cantiere di Chiomonte (comune della città metropolitana di Torino, in Piemonte), lanciando pietre e ordigni artigianali contro le Forze dell’ordine, che hanno risposto con lacrimogeni e idranti. Un tratto dell’autostrada A32 è stato temporaneamente chiuso.
Mattarella ha definito inammissibili gli assalti al cantiere del Treno ad alta velocità (TAV) e ha sostenuto che non possa esservi esitazione nel condannare condotte aggressive che colpiscono le fondamenta della convivenza democratica. Ha collegato gli scontri a un clima di intolleranza reciproca e avversione fanatica capace di diffondere nuovi impulsi alla violenza.
Il Capo dello Stato ha affrontato anche il crescente astensionismo, indicandolo come una delle questioni principali per tutte le forze politiche. Sull’immigrazione ha richiamato le parole di Leone XIV (pontefice della Chiesa cattolica), invitando ad abbandonare la gestione fondata esclusivamente sull’emergenza e a costruire una politica stabile. Ha descritto l’Europa come la più ampia area comune di pace e sviluppo, nata dalla trasformazione di un continente per secoli attraversato da guerre e divisioni.
Intanto, un ulteriore scontro si è sviluppato alla Camera sulle chat tra Andrea Delmastro Delle Vedove (deputato di FdI ed ex sottosegretario alla Giustizia) e Mauro Caroccia (ristoratore detenuto e indagato in una diversa inchiesta). La Procura ha chiesto di utilizzare le comunicazioni acquisite dal telefono di Caroccia per ricostruire i rapporti riguardanti la società di ristorazione “Le 5 Forchette”, collegata al locale denominato “Bisteccheria d’Italia”.
Caroccia era stato condannato definitivamente per intestazione fittizia aggravata dall’agevolazione del clan camorristico Senese ed è sottoposto a un’altra indagine per riciclaggio. Delmastro, che aveva partecipato all’iniziativa imprenditoriale prima di ritirarsi, non è indagato. Nel mese di maggio la Procura ha domandato alla Camera l’autorizzazione a utilizzare le conversazioni, ma la Giunta per le autorizzazioni ha respinto la richiesta il 22 luglio.
Dopo che la difesa di Caroccia ha depositato parte dei messaggi, Francesco Lo Voi (procuratore capo di Roma) ha inviato alla Camera una lettera contenente ulteriori allegati. Devis Dori (deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e presidente della Giunta per le autorizzazioni) ha considerato consultabile il materiale da parte dei componenti dell’organismo, con il sostegno del Partito Democratico (PD) e degli altri gruppi del centrosinistra. FdI ha contestato la procedura.
La Maggioranza si è rivolta a Lorenzo Fontana (presidente della Camera ed esponente della Lega), chiedendo la convocazione della Giunta per il regolamento. L’accesso agli atti è stato quindi sospeso fino a lunedì 3 agosto, quando gli organismi parlamentari dovranno stabilire se siano necessari ulteriori approfondimenti oppure se la questione possa essere sottoposta direttamente all’Aula di Montecitorio, sede della Camera nella capitale.
Delmastro ha comunicato di avere trasmesso personalmente a Lo Voi, mediante posta elettronica certificata (PEC), la propria corrispondenza con Caroccia, dichiarando di non avere nulla da nascondere. Ha inoltre ricordato di non essere indagato e ha chiesto che cessino quelle che ha definito strumentalizzazioni politiche.
Nel frattemepo sul versante economico, l’Istituto nazionale di statistica (Istat) ha diffuso il 30 luglio la stima preliminare relativa al secondo trimestre del 2026. Il prodotto interno lordo (PIL) è aumentato dello 0,2% rispetto ai primi 3 mesi dell’anno e dell’1% nei confronti dello stesso periodo del 2025. Il risultato trimestrale ha superato la previsione media degli analisti, fissata allo 0,1%.
La crescita è stata sostenuta dai servizi e dalla domanda interna, comprese le scorte, mentre l’agricoltura, l’industria e la componente estera netta hanno fornito un contributo negativo. Rispetto al primo trimestre, successivamente ricalcolato in aumento dello 0,3%, si è verificato un rallentamento contenuto.
La crescita acquisita per il 2026 è salita allo 0,8%. Ciò significa che, qualora il PIL restasse invariato nei 2 trimestri successivi, la media annuale registrerebbe comunque un incremento dello 0,8%. Il dato supera dello 0,2% la previsione dello 0,6% indicata dal governo nel Documento di finanza pubblica (DFP) di aprile.
L’andamento italiano si è inserito in un quadro europeo più favorevole delle attese. Nel secondo trimestre l’economia dell’Eurozona è cresciuta dello 0,4% e quella dell’intera UE dello 0,5% rispetto ai 3 mesi precedenti. Su base annuale gli aumenti sono stati rispettivamente dell’1% e dell’1,2%, anche se Eurostat ha precisato che si tratta di rilevazioni preliminari ancora soggette a revisione.
Giancarlo Giorgetti (ministro dell’Economia e delle Finanze ed esponente della Lega) ha sottolineato che, nonostante le difficoltà internazionali, l’economia ha superato le aspettative e le previsioni prudenti del Governo. Meloni ha rivendicato la tenuta del sistema produttivo, mentre il Movimento 5 Stelle (M5S) e Nicola Fratoianni (deputato e leader di Sinistra Italiana, componente di AVS) hanno contestato la lettura dell’esecutivo, richiamando la debolezza della produzione e il ritardo dell’Italia rispetto alle economie europee più dinamiche.
Nell’immagine di copertina la cerimonia del Ventaglio al Quirinale del 30 luglio 2026
* Il decreto è intervenuto in modo concreto sull’organizzazione degli uffici giudiziari. Ha autorizzato i Presidenti dei tribunali a trasferire temporaneamente il personale amministrativo tra il tribunale e gli uffici del Giudice di pace appartenenti allo stesso circondario, quando ciò sia necessario per riequilibrare gli organici e garantire il funzionamento delle cancellerie. Ha inoltre rinviato al 31 ottobre 2027 l’ampliamento delle competenze civili affidate ai giudici di pace.
Gli uffici per il processo, formati da funzionari e altre figure che affiancano i Magistrati nella preparazione delle udienze, nell’esame dei fascicoli, nelle ricerche giuridiche e nella predisposizione delle bozze dei provvedimenti, sono stati estesi anche ai tribunali per i minorenni. Il decreto ha inoltre precisato l’organizzazione e l’impiego del personale assunto per sostenere il lavoro dei Giudici nei procedimenti civili e penali.
Per la digitalizzazione della giustizia sono stati stanziati 6,5 milioni di euro per il 2026 e 17,5 milioni annui dal 2027 al 2034, oltre a 12,5 milioni annui dal 2027 per la manutenzione e l’assistenza tecnica. Le risorse serviranno a garantire la continuità delle connessioni informatiche, potenziare i sistemi digitali e aumentare la sicurezza delle infrastrutture e delle banche dati giudiziarie.
È stata infine rinviata al 28 febbraio 2027 l’entrata in funzione del nuovo collegio del giudice per le indagini preliminari (GIP), composto da 3 magistrati e destinato a decidere, al posto del singolo giudice, sulle richieste di applicazione o aggravamento della custodia cautelare in carcere. Sono stati prorogati anche il regime transitorio riguardante le sale server degli uffici giudiziari, fino al 31 dicembre 2027, e la fase organizzativa necessaria alla piena operatività del Tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









