Sintesi
Poco prima delle 16 oggi 30 luglio 2026 un violento boato, accompagnata da una nube di polvere e fumo bianco, ha preceduto il crollo parziale di un edificio a Pistunina, nella zona sud di Messina. La costruzione, risalente alla fine degli anni Ottanta e nota localmente come “ex Leone”, comprendeva ampi spazi commerciali e una parte superiore con abitazioni.

Al pianterreno erano in corso lavori di manutenzione o ristrutturazione. Il cedimento ha interessato i locali già occupati da un supermercato, un’altra attività commerciale e la parte residenziale sovrastante. Una cliente, uscita dal negozio poco prima, ha raccontato di avere sentito un forte boato e di avere visto crollare l’edificio subito dopo essersi allontanata.

I Vigili del fuoco hanno avviato le ricerche con squadre specializzate, unità cinofile e droni. Il bilancio è rimasto provvisorio: 3 persone sono state ricoverate al Policlinico, una delle quali in codice rosso, mentre il primo dato comunicato sui dispersi è stato di 6 persone. Altri feriti sarebbero stati assistiti all’ospedale Piemonte.

Articolo
Un forte boato ha preceduto il crollo parziale di un grande edificio situato a Pistunina, lungo la Strada statale 114. Il cedimento si è verificato poco prima delle 16 di giovedì 30 luglio 2026 e ha sventrato una parte consistente della costruzione, facendo precipitare solai, pareti, arredi e materiali presenti nei locali.
L’immobile è palazzina articolata su 3 livelli: 2 ampi piani, estesi per circa 2.500 metri quadrati ciascuno, erano destinati principalmente alle attività commerciali, mentre nella parte superiore si trovavano 4 appartamenti e una grande terrazza. La costruzione risaliva alla fine degli anni Ottanta ed era conosciuta nella zona come “ex Leone”.
Il piano inferiore aveva ospitato un supermercato, chiuso da mesi e interessato da lavori di manutenzione o ristrutturazione. Nell’edificio erano presenti anche un’altra attività commerciale gestita da cittadini di origine cinese e alcune abitazioni private. Gli investigatori dovranno verificare quali interventi fossero effettivamente in corso, chi li stesse eseguendo e se esista un collegamento tra le lavorazioni e il successivo cedimento.
Secondo le testimonianze raccolte nelle prime ore, il crollo è stato preceduto da un forte boato e dalla formazione di fumo o polvere bianca. Una donna di 40 anni, che si trovava nel negozio pochi istanti prima, ha riferito di essersi allontanata dopo gli acquisti e di avere poi sentito “un enorme boato”, seguito dal cedimento della struttura e da momenti di grande confusione. Il fatto che una parte dell’edificio non sia precipitata immediatamente potrebbe avere consentito ad alcune persone di uscire e mettersi in salvo.
I primi soccorritori hanno trovato una vasta porzione del fabbricato distrutta dall’ultimo livello fino al piano seminterrato. Le macerie hanno reso particolarmente difficoltoso l’accesso agli ambienti interni, mentre familiari e conoscenti delle persone che vivevano o lavoravano nella struttura hanno segnalato di non riuscire a contattare alcuni dei loro parenti.
I Vigili del fuoco hanno impiegato squadre specializzate USAR (Urban Search and Rescue, ricerca e soccorso in ambiente urbano), unità cinofile, droni e operatori speleo-alpino-fluviali. Sono proseguite contemporaneamente la ricerca delle persone eventualmente intrappolate, la rimozione controllata dei detriti e la stabilizzazione delle parti rimaste in piedi, per evitare nuovi crolli durante le operazioni. La Strada statale 114 è stata interdetta al traffico nel tratto interessato per facilitare il passaggio dei mezzi di emergenza.
Il numero dei feriti e delle persone non ancora rintracciate è cambiato più volte durante il pomeriggio. Le prime agenzie hanno parlato di almeno 5 feriti gravi portati in codice rosso all’Azienda ospedaliera universitaria Policlinico “Gaetano Martino”, dove è stato attivato il piano interno per il massiccio afflusso di pazienti e sono stati richiamati medici da altre strutture. Gli aggiornamenti successivi hanno però indicato 3 ricoverati accertati, uno in codice rosso, uno in codice arancione e uno in codice azzurro, mentre altre persone sarebbero state assistite all’ospedale Piemonte.
Per i dispersi, la prima indicazione attribuita ai Vigili del fuoco è stata di 6 persone. Alcune ricostruzioni giornalistiche hanno successivamente parlato di circa 10 persone non ancora rintracciate e hanno riferito il timore che tra loro potessero esserci anche bambini. Questi dati non hanno tuttavia ricevuto una conferma ufficiale definitiva e restano legati alle segnalazioni dei familiari e alla verifica delle persone che si trovavano nell’edificio al momento del crollo.
Federico Basile (sindaco di Messina, esponente di Sud chiama Nord e rieletto di recente nel 2026) ha disposto l’attivazione immediata del COC (Centro operativo comunale), incaricato di coordinare le attività di assistenza e il sostegno alla popolazione coinvolta. Sono stati mobilitati anche i Servizi sociali del Comune, mentre sul posto hanno operato Vigili del fuoco, forze dell’ordine, Polizia municipale, Protezione civile e personale sanitario del 118.
Il primo cittadino ha inizialmente riferito che il crollo avrebbe potuto essere provocato dall’esplosione di una bombola di gas. Il comunicato ufficiale del Comune ha utilizzato una formula più prudente, parlando di un cedimento avvenuto “presumibilmente in seguito a un’esplosione”. Altre ricostruzioni hanno prospettato il danneggiamento di una conduttura del gas durante i lavori oppure un cedimento strutturale non preceduto da una vera deflagrazione.
Antonio D’Amato (procuratore capo della procura presso il Tribunale di Messina) si è recato nell’area del disastro e ha annunciato l’apertura di un’inchiesta per ricostruire la dinamica, individuare il punto dal quale ha avuto origine il cedimento e accertare eventuali responsabilità. Al momento non sono stati comunicati nomi di persone indagate né ipotesi definitive di reato.
Le ricerche sono continuate tra le macerie mentre il Comune ha assicurato assistenza alle famiglie e collaborazione con le autorità impegnate nell’emergenza. Fino alla conclusione delle verifiche dei Vigili del fuoco e degli accertamenti sanitari, sia il numero delle persone coinvolte sia l’origine del crollo devono essere considerati provvisori.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









